Torniamo indietro nel tempo di qualche migliaio di anni, armiamoci di arco e lance e gettiamoci nella nuova avventura targata Ubisoft

Data di uscita 23 febbraio 2016 Console, 1 Marzo 2016 PC
Genere Action FPS
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Ubisoft Montreal
Distribuito da Ubisoft
Versione testata PC

La saga di Far Cry è sicuramente una di quelle più riuscite sotto l’egida di Ubisoft, una serie che conta tra le sue fila titoli di qualità nonostante il tempo che intercorso tra l’uscita di un episodio e un altro è stato piuttosto breve.
Il quarto capitolo ci aveva convinto, seppur troppo legato al terzo, la paura di un déjà-vu per quanto riguarda Far Cry Primal era presente al momento dell’annuncio, anche se la nuova epoca storica e l’ambientazione ci hanno stuzzicati fin dai primi momenti.
Non era facile svecchiare un brand in così poco tempo trasformandolo in un survival ambientato nell’età della pietra, ma Ubisoft ci ha provato, scopriamo insieme se ci è riuscita.

Natura Incontaminata

10.000 A.C., il popolo Wenja, una tribù preistorica piuttosto moderna per gli standard dell’epoca, trova la terra di Oros, leggendario paradiso terrestre ricco di animali e risorse, il luogo adatto per sviluppare una civiltà florida. Purtroppo però questo eden è abitato anche da due fazioni estremamente violente, che vogliono tenere per loro tutte le ricchezze del territorio: gli Udam, terribili cannibali con un cervello ancora poco sviluppato con l’hobby di uccidere uomini e poi cibarsene, ma con una grande conoscenza del luogo in cui vivono, e gli Izilla, un gruppo di folli piromani governati dalla leggendaria Dea del fuoco, bruciano chiunque si pari sul loro cammino, compreso il popolo Wenja, costretto a ritirarsi nell’ombra.
Noi impersoneremo Takkar, cacciatore dotato di incredibili doti sia fisiche che mentali, dopo aver perso il caro fratello in una battuta di caccia cercherà di esaudire il desiderio da lui espresso in punto di morte: trovare i Wenja e ricostruire dalle ceneri il popolo.

Far Cry Primal_ 6
Da questo punto in poi si sviluppa la trama principale di Far Cry Primal, le premesse sono ottime, ma per qualche ragione gli sviluppatori non sono riusciti a portare avanti una narrazione in grado di convincere appieno anche a causa di un ritmo altalenante estremamente ripetitivo, questo forse anche per colpa di personaggi non ben caratterizzati, tranne lo sciamano e Takkar.
Un vero peccato, visto che l’ambientazione e l’epoca potevano dar vita a una trama ottimamente orchestrata considerando anche l’ottimo prologo.
Takkar è un cacciatore dotato di incredibili abilità, non solo è in grado di combattere agevolmente, ma anche di domare le bestie più feroci, una caratteristica implementata benissimo dal punto di vista del gameplay, ma appena abbozzata nello svolgimento degli eventi legati alla storia principale.
Prima abbiamo criticato la mancanza di varietà, infatti le missioni sia principali che secondarie si somigliano tutte e molte caratteristiche sono riciclate brutalmente dai vecchi capitoli della saga, come alcune missioni di caccia e le pire, avamposti dotati di una pila di legno da incendiare per sbloccare il viaggio rapido, troppo simili agli avamposti dei vecchi capitoli.
Le missioni sono influenzate dal ciclo giorno/notte, trovata, seppur non originale, molto ben implementata che dà quel tocco di classe in più all’opera.
La durata è estremamente variabile, se ci soffermiamo a completare gli eventi casuali sparsi per la mappa di gioco e le missioni secondarie a potenziare Takkar e a raccogliere i collezionabili il titolo ci terrà impiegati per più di 30 ore, mentre se semplicemente completeremo le missioni legate alla storia principale i titoli di coda arriveranno in poco più di 10 ore.

Far Cry Primal_ 2

Survival, ma non troppo

Il gameplay di Far Cry Primal è un mix tra un action e un survival con un’impronta più vicina ai titoli di sopravvivenza. Takkar potrà, mediante l’utilizzo del crafting, creare diverse armi e oggetti utili per il completamento delle missioni, tutto ciò ci costringerà però a ricercare determinate risorse o raccogliere pelli animali sparse per la mappa.
La caccia infatti ha un ruolo centrale all’interno dell’avventura, non solo perché diverse missioni principali e secondarie ci richiederanno di abbattere animali o domarli, ma sopratutto perché è mediante la loro pelle che potremo craftare armi e vestiti in grado di proteggerci dal freddo delle zone nordiche.
La mappa è grande quanto quella di Far Cry 4, tutta percorribile a piedi o cavalcando qualche belva domata in precedenza, questo rende la ricerca di materiale avvincente, ma a volte frustrante.
Sono presenti anche un gran numero di abilità sbloccabili mediante l’utilizzo di punti assegnati al superamento del livello, organizzate in una struttura ad albero. I talenti ci permetteranno di incrementare la nostra affinità con le fiere, di facilitare la nostra sopravvivenza negli ambienti impervi oppure acuire le nostre capacità di combattimento.
Il sistema di cura, ancora simile a quello presente nei vecchi capitoli della serie, è stato leggermente rivisto inserendo diversi rimedi che spaziano da brutali cure di fortuna a veri e propri intrugli di carne e piante rare in grado non solo di ripristinare la salute, ma sopratutto di donarci poteri temporanei utili in determinati frangenti. Anche gli animali hanno delle caratteristiche specifiche che vanno da un semplice boost di furtività fino a un incremento della distanza di visualizzazione sulla mini-mappa, molto utile nelle scampagnate in cerca di materiali.

Far Cry Primal_ 3Purtroppo però il combat system, seppur ben fatto, non convince del tutto, problema rafforzato dal basso livello di sfida a qualsiasi difficoltà. Interessante aggiunta è la possibilità di incendiare le armi e le frecce, non solo per utilizzarle come torce, ma anche come oggetti di difesa oppure per permetterci di sopportare il freddo delle zone del nord in caso non disponessimo dei vestiti adatti, feature utile sopratutto nelle fasi iniziali.
Tirando le somme il gameplay convince, ma solo parzialmente, anche a causa di un riutilizzo pesante dei pattern dei vecchi capitoli che non rendono bene in un titolo di questa tipologia, ma probabilmente è una limitazione dettata dal poco tempo a disposizione degli sviluppatori per la creazione di un titolo di queste dimensioni vista la cadenza con cui negli ultimi tempi sono usciti i capitoli di questa saga.

Bellissimo da vedere

La versione PC di Far Cry Primal è eccezionale sotto il punto di vista tecnico. Graficamente il titolo è meraviglioso, sopratutto il colpo d’occhio iniziale, questo grazie a dei panorami incredibili, un’effettistica di altissimo livello e un’illuminazione magnifica a cui si affianca anche un ciclo giorno notte ben fatto. Se ci soffermiamo sui particolari qualche difettuccio salta all’occhio, come per esempio delle texture ripetute o stirate, sopratutto in prossimità delle rocce, e dei modelli poligonali rivedibili.
E’ innegabile però che un comparto tecnico di questo livello su PC al lancio può far pensare ad una pesantezza generale del motore grafico, invece l’ottimo Dunia Engine oltre a dare il meglio di se su computer dal punto di vista grafico lo fa anche sotto il punto di vista delle prestazioni. Con la configurazione di prova siamo riusciti ad impostare tutto al massimo, con l’unica eccezione fatta per l’antialiasing impostato su FXAA per limitare il consumo di risorse, mantenendo un frame rate dignitoso, in ogni caso il titolo è rimasto estremamente stabile per tutta la durata dell’avventura con rari casi di framedrop avvenuti sopratutto in prossimità di fiamme.

Far Cry Primal_ 15Il fuoco infatti è tornato a splendere come ai tempi di Far Cry 2, una goduria per gli occhi in grado di risvegliare il piromane che c’è in noi.
Il comparto audio è altalenante, i suoni della natura sono magnifici così come la campionatura audio in generale, la trovata invece di inserire un doppiaggio simile alle lingue del tempo, e quindi incomprensibile, è carina, se non fosse che ciò ci costringe alla lettura dei sottotitoli, che restituiscono in una favella a noi ben più comprensibile la rozzezza delle comunicazioni tra gli individui dell’epoca.

kinguinad

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-3340 3,30Ghz
Scheda Video AMD R9 270
Memoria 8 GB DDR3
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i3 550
Scheda Video NVIDIA GeForce 460, Radeon HD 5770
Memoria 4 GB RAM
OS Windows 7 o superiore

PRO
Tecnicamente eccezionale
Divertente da giocare
Meccaniche di esplorazione e crafting ben confezionate
Buona struttura rpg

CONTRO
Trama insipida
Ripetitivo e fortemente riciclato dai precedenti capitoli
Gameplay ibrido che non convince appieno
Alcune meccaniche non ben approfondite

Commento

Far Cry Primal è una delusione sotto diversi punti di vista, sicuramente Ubisoft doveva lavorare di più per creare un gameplay più adatto ad un survival e anche per creare una storia orchestrata in maniera più saggia e dei personaggi più caratterizzati.
Tuttavia il titolo si lascia giocare per l’intera durata, grazie sopratutto ad un comparto tecnico invidiabile e un’ottimizzazione fatta come si deve.
7