Si salpa per il nebbioso Maine, alla scoperta di un’isola da un passato oscuro e burrascoso.

Data di uscita 19 maggio 2016
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Bethesda Game Studios
Distribuito da Bethesda Softworks
Versione testata PC
Cover

Dopo una serie di contenuti scaricabili non memorabile, Bethesda è chiamata a risollevare la situazione con Far Harbor, terzo ed ultimo DLC per Fallout 4. In questo caso la software house statunitense non punta sulla simulazione, come fatto con Wasteland Workshop, né ad una fusione di meccaniche simulative accompagnate da una storia, Automatron ne è l’emblema, ma riprende una strada più battuta seppur banale: la “semplice” iniezione di contenuti. Considerata la mole di Fallout 4, probabilmente Far Harbor è il DLC meno “necessario” tra i tre, sicuramente, però, è quello più riuscito, ecco perché.

Far Harbor Review (3)

Nebbia, bourbon e aragoste

La più grande regione mai creata da Bethesda, con dimensioni persino maggiori di Shivering Isles per Oblivion e Dragonborn per Skyrim. Con questo biglietto da visita, che fa sicuramente gola agli avidi di contenuti, ci siamo approcciati a Far Harbor. Confessiamo che le nostre aspettative non erano alle stelle, la nuova area di gioco ci intrigava, tuttavia temevamo un focus contenutistico troppo pressante, con una riproposizione pedissequa delle tipologie di missione già viste in Fallout 4. Sotto questo punto di vista l’espansione ci ha sorpreso, inanellando una combo composta da un’ottima ambientazione ed atmosfera, da una storia interessante e influenzabile e persino da quest belle da giocare.
Far Harbor si apre con un nuovo caso per l’agenzia investigativa Valentine, una ragazza di nome Kasumi Nakano è scomparsa e i genitori in pena decidono di assoldare un investigatore per riportarla a casa. Dietro queste vicende, apertamente pretestuose e con un impatto narrativo generale praticamente nullo, si nasconde il nostro passaporto per Far Harbor, una cittadina sulle coste dell’isola di Mt. Desert, nel Maine. L’insediamento, composto nella maggior parte da pescatori e rifugiati, è uno dei pochi porti sicuri dell’isola, libero dalla nebbia radioattiva che ammanta l’intero territorio. Ormeggiata la nostra imbarcazione al molo, verremo accolti da un comitato di benvenuto e subito saremo richiamati a difendere le porte della cittadina da alcune creature che abitano nella nebbia. A questo punto saremo liberi di esplorare la mappa oppure intrattenere conversazioni con gli scorbutici isolani, i quali ci ammoniranno sui pericoli dell’area e ci indicheranno una guida per raggiungere la ragazza che stiamo cercando: il vecchio Longfellow. Questo vegliardo brontolone conosce la zona come le sue tasche e ci sarà d’aiuto per orientarci tra la nebbia e le paludi; una volta compiuta la prima missione accetterà inoltre di accompagnarci.
La ricerca di Kasumi ci porterà a scoprire alcuni segreti dell’isola e ci farà incontrare i leader di tre fazioni sul piede di guerra: i sintetici di Acadia, che hanno creato una comunità accogliente e pacifica per tutti coloro che sono fuggiti dall’Istituto, gli abitanti di Far Harbor, in continua lotta con predoni e mutanti mostruosi, e i Figli dell’Atomo, fanatici adoratori delle radiazioni insediati in una base per sommergibili, che intendono diffondere il verbo dell’Atomo, anche con l’uso della violenza. Il nostro incarico da investigatore diverrà ben presto riduttivo e ci verrà chiesto di prendere le parti di uno dei tre schieramenti: potremo promuovere una devastante guerra, oppure cercare in ogni modo di mantenere la pace, senza però rifiutare di compiere qualche sacrificio.
Le nostre scelte potranno essere influenzate anche dalle prese di posizione avvenute nel corso della campagna principale. Ad esempio noi eravamo alleati con l’istituto e potevamo, in qualsiasi momento, spifferare la presenza di una comunità di sintetici sull’isola. Inoltre i compagni che porteremo con noi nell’avventura avranno battute scritte appositamente per Far Harbor e commenteranno le nostre azioni con frasi inedite. Gli amanti delle sciccherie apprezzeranno anche alcuni riferimenti al passato e gli approfondimenti della lore relativi ai seguaci dell’Atomo e ad una nuova bevanda in competizione con la Nuka Cola. Tante piccole cose che, alla maniera di Bethesda, riescono a farci sentire circondati da un mondo vivo e coerente, fin nel minimo dettaglio.

Far Harbor Review (1)

Paludi letali

Il piatto forte di Far Harbor è senza ombra di dubbio l’ambientazione, molto distante dal soleggiato Commonwealth, ma ugualmente familiare per gli appassionati della saga di Fallout. Il territorio, infatti, ricorda molto quello esplorabile nell’espansione Point Lookout di Fallout 3, paludoso e avvolto da una nebbia che non lascia passare neanche i raggi del sole. Aspettatevi quindi località stile “Mostro della Laguna Nera” che si incrociano con “The Mist”, per un clima generale che a volte abbraccia completamente il genere horror. Occhio però a non farsi prendere troppo dall’eccitazione, la nebbia di Far Harbor è pesantemente radioattiva e nasconde mostruosità mai viste prima. Avventurandoci per le paludi potremo incontrare i rapidi Gulper, delle salamandre bipedi e di grandi dimensioni, oppure le infide rane pescatrici, che si nascondono nella vegetazione palustre per poi saltare fuori. Non mancano i Mirelurk, anche in varianti ancora più pericolose, gli spaventosi striscianti della nebbia e gli altrettanto inquietanti granchi eremiti giganti, che si nascondono nei rottami dei veicoli. Ad accompagnare questa fauna inedita ci saranno i soliti nemici, come Yao Guai, cervi radioattivi e i predoni, chiamati ora “cacciatori” ed abbigliati coerentemente col luogo. La minaccia più grande di Far Harbor non risiede però nei nemici che si affronteranno, che pure sono agguerriti, ma piuttosto nei pericoli ambientali: saremo continuamente sottoposti ad una dose massiccia di radiazioni e ci vedremo costretti ad utilizzare con frequenza grandi dosi di Rad-X e Rad Away. In un certo senso l’esperienza sull’isola ricorderà il “Mare Splendente” di Fallout 4, un’altra fonte d’ispirazione per gli sviluppatori.
Ci sono new entry anche per ciò che riguarda l’armamentario e il vestiario, tornano i fucili a leva, mentre fanno la loro comparsa i cannoni lancia arpioni, nuovi fucili d’assalto con danno da radiazioni e perfino qualche arma da mischia degna di nota. È stata introdotta anche l’armatura pesante più forte del gioco, il completo da Marine, che potrà essere recuperata completando una missione più avanti nella storia.
Ma quant’è la durata effettiva della questline principale? Non dedicandosi troppo all’esplorazione e ai dialoghi con i personaggi secondari, si potrebbe giungere alla fine in 4-5 ore, ma così facendo si perderebbe praticamente tutto della nuova espansione. Sono infatti le missioni secondarie quelle più interessanti e varie, spesso alternate da incarichi più banali e bruttarelli, come ad esempio quelli di alcune fazioni. Noi abbiamo giocato a Far Harbor per 20 ore, esplorando tutte le circa trenta nuove località e completando tutte le quest secondarie. Non ce ne siamo pentiti perché alcune di esse erano davvero geniali, una su tutte quella che ci chiedeva di risolvere un delitto avvenuto in un Vault di soli robot, che ci ha ricordato la fantastica espansione Old World Blues di Fallout: New Vegas. Esplorare a fondo la nuova area di gioco permette inoltre di apprezzare una rinnovata profondità dei dialoghi e una cura maniacale nella narrazione ambientale, da sempre uno dei punti di forza della serie.
Non intendiamo fare spoiler, tuttavia ad un certo punto della storia principale ci verrà chiesto di recuperare dei dati da un terminale, per farlo dovremo completare una serie d’incarichi che possiamo definire una fusione tra Portal, Minecraft e un tower defense. Una variazione sul tema gradita ma che per via di una realizzazione grossolana e degli enigmi che possono risultare tediosi, non abbiamo apprezzato fino in fondo.

Far Harbor Review (4)

Un nuovo look

Come abbiamo già scritto, l’isola di Far Harbor è molto diversa dagli ambienti del Commonwealth, anche dal punto di vista delle prestazioni. L’utilizzo massiccio degli effetti volumetrici di nebbia e fumo hanno infatti intaccato pesantemente la fluidità di alcune zone. Sulla nostra macchina non abbiamo avuto problemi nel gioco base, anche impostando quasi tutte le opzioni al massimo, mentre ci è capitato più di una volta di dover gestire situazioni in cui il framerate calava vistosamente sotto i trenta frame per secondo. Inoltre ci siamo accorti che il codice di gioco non era pulito a dovere, dopo l’ottima esperienza generale con Fallout 4, in Far Harbor abbiamo incontrato dei bug in grado di compromettere intere missioni. E non solo, abbiamo letto sui forum di persone che erano completamente bloccate da caricamenti infiniti e schermate nere, c’è urgente bisogno di una patch.
Infine segnaliamo che Bethesda ha aggiunto alla selezione di tracce musicali qualche altro brano in tema che abbiamo apprezzato particolarmente, provate a tendere le orecchie nella base dei Figli dell’Atomo e capirete di cosa stiamo parlando.

Far Harbor Review (2)

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-2300, AMD Phenom II X4 945
Scheda Video NVIDIA GTX 550 Ti, AMD HD 7870
Memoria 8 GB
OS Windows 7, 8, 10 64-bit
PRO
Tante missioni di qualità…
Ambientazione interessante e bella da vedere
Trama piacevole e con buone possibilità di scelta
CONTRO
…ed altre così e così
Qualche problema di fluidità e di pulizia del codice

Commento

Far Harbor è definitivamente l’espansione più valida di Fallout 4. Non aggiunge niente d’innovativo, ma ci permette di visitare un’area visivamente intrigante e piacevole da esplorare, popolata di missioni che spesso ci sorprendono per maestria di realizzazione. In aggiunta la storia è interessante e ci permette di appoggiare una di tre fazioni, con conseguenze evidenti ed importanti. Insomma la qualità c’è, la quantità pure, cosa aspettate ad imbarcarvi per raggiungere le nebbiose coste del Maine?
8.5