Data di uscita 28 settembre 2017
Genere Azione, Avventura, Indie
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme Microsoft Windows, Mac
Sviluppato da RuneHeads
Distribuito da 1C company
Versione testata PC
Cover

Prendere due giochi di culto e fonderli assieme può sembrare un’idea folle e pericolosa, soprattutto se non si ha un discreto budget a disposizione. C’è inoltre il poco lusinghiero rischio di vedere il proprio prodotto, su cui si è riversato il lavoro di molti mesi, etichettato a vita come clone e, peggio ancora, vederlo vivere sotto l’ombra delle proprie fonti d’ispirazione. Se poi i titoli da cui si prende spunto sono Ico e Dark Souls, è facile intuire come, al primo sbaglio, la community sia pronta a gridare al tradimento. L’italianissimo studio di sviluppo RuneHeads, nonostante le nefaste premesse, si è presa carico di questo fardello ed ha lanciato Fall of Light, il suo primo titolo. Audaces fortuna iuvat e RuneHeads di audacia ne ha da vendere.

Una famiglia in pericolo

Fall of Light ruota attorno alla storia di un padre e di sua figlia, costretti a riportare la speranza in un mondo ormai oscuro e malvagio. Per quanto l’incipit, e soprattutto il filmato iniziale, prendano ampiamente spunto dai Souls, riciclandone diversi punti, la trama riesce comunque, con l’incedere del gioco, a acquisire mordente e una propria identità. Dove, purtroppo, il titolo fallisce è nel rapporto che si crea tra i personaggi e il videogiocatore. L’immedesimazione infatti non avviene mai completamente e ci si sente parecchio estranei alle sfortunate vicende della famiglia. Se da una parte abbiamo un cavaliere anonimo e silenzioso, dall’altra troviamo Aether, un’irritante ragazza dall’aspetto luminoso. Nonostante il rapporto di parentela tra i due, e il fatto che la giovane donna sia l’ultima speranza per l’umanità, non riusciremo a fare troppo nostra la causa dei protagonisti. Soprattutto sarà la ragazza con i suoi continui svenimenti e il suo essere rapita a innervosirci, e ci troveremo molto spesso a proclamare improperi poco consoni a quella che, videoludicamente parlando, è nostra figlia. Considerando poi che la compagnia della lucente donzella è l’unico modo per potersi potenziare, o comunque attivare solamente un diverso checkpoint,  è chiaro come essa entrerà presto nelle nostre antipatie e finiremo a vederla più come un peso che come una figlia. Quella che, secondo gli sviluppatori, doveva quindi essere una meccanica di protezione e affetto si è rivelata invece una fonte di frustrazione ed è sicuramente l’aspetto meno riuscito del titolo.

Il pericolo nell’ombra

Se si parla di un gioco che prende spunto dai Souls non si può fare a meno di porre al centro dell’attenzione l’atmosfera del titolo. Tagliando la testa al toro, il lavoro svolto su Fall of Light a riguardo è stato esemplare. La pericolosità e l’oscurità del mondo di gioco sono pienamente tangibili e ricoprono tutte le zone con una coltre fittissima. Non è possibile sentirsi al sicuro in Fall of Light, il pericolo è sempre dietro l’angolo, sempre pronto a sorprenderci. Dovremo superare, armi in pugno, aridi deserti, paludi velenose e cupe foreste con l’alito della morte e del fallimento a soffiarci sul collo. Così come le ambientazioni anche gli avversari hanno un ottimo design e, elemento essenziale in un titolo del genere, sono presenti in grande varietà e ben inseriti nel contesto. Ci saranno infidi banditi armati di sciabole nascosti tra le dune, cavalieri medievali a difesa di castelli e, perché no, anche grossi giganti  che passeggiano tra le montagne. L’unico appunto che si può fare è che sono tutti avversari antropomorfi e bipedi, non sono presenti bestie o mostri dalla diversa conformazione. Di fronte a una tale varietà e bontà a livello di design sarebbe però profondamente sbagliato appigliarsi troppo a questa mancanza. Nota a margine per i boss che sono esteticamente ben fatti anche se non raggiungono il livello d’eccellenza.

Tecnicamente parlando, il titolo adotta uno stile grafico molto squadrato, simile a quello visto in Massive Chalice, che, in cooperazione con l’ambientazione oscura, regala un effetto visivo niente male. Buoni esteticamente anche gli effetti particellari anche se causano spesso dei cali di frame rate eccessivi e poco giustificabili.

Alla pugna!

L’elemento centrale di Fall of Light sono sicuramente i combattimenti. Dall’alto di una visuale isometrica ci troveremo infatti, per la maggior parte del tempo a duellare con le incessanti orde nemiche. A nostra disposizione avremo una scelta discretamente ampia di armi bianche e anche qualche arma a distanza. Dei vari strumenti di morte saranno inoltre disponibili, con l’avanzare dell’avventura, anche delle versioni potenziate. Pad o tastiera alla mano il feeling degli scontri è sicuramente immediato e appagante, c’è però da sottolineare come spesso i combattimenti si riducano solamente a evitare l’attacco nemico per poi contrattaccare. Inoltre teniamo a sottolineare come certe hitbox dei nemici siano tutt’altro che perfette e alcune abilità, quali lo stun, siano eccessivamente punitive nei confronti del videogiocatore. L’intelligenza artificiale non è purtroppo delle migliori e capita spesso di vedere nemici impigliati in elementi dello scenario, oltre ad essere relativamente molto semplice condurli verso trappole o attacchi di altri nemici. Nonostante ciò battagliare con i vari avversari è veramente divertente e ci offre spesso un buon livello di sfida, facendoci esultare al superamento di un punto particolarmente ostico. Fortunatamente non saremo da soli nei combattimenti: la presenza di Aether ci darà infatti un buff aggiuntivo e avremo inoltre a nostra disposizione a ogni vita dei token che potremo usare come cura o per entrare in una sorta di rage mode.

Per quanto riguarda le boss fight, Fall of Light ci offre due esperienze diametralmente opposte. I normali boss incontrati nel corso del gioco sono infatti fin troppo semplici da sconfiggere se ci si è un minimo potenziati nel corso della storia, e non offrono momenti particolarmente epici. Lo scontro finale invece è tutta un’altra storia ed è una piccola perla. Senza spoilerare nulla ci teniamo solo a sottolineare come tale battaglia sia il cuore dell’essenza del titolo andando a coniugare storytelling, combattimenti e, soprattutto, la centralità del ruolo di Aether.

Configurazione di prova

Processore Intel Core i3-2130
Scheda Video AMD Radeon HD 7850
Memoria 4 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i3 or equivalent
Scheda Video Geforce GTX560 Ti 1GB VRAM
Memoria 4 GB
OS Windows 7/8/8.1/10 x64
PRO
Atmosfera resa alla perfezione
Varietà di nemici
L’ultima boss fight
CONTRO
La gestione di Aether
IA nemica
Cali di framerate

Commento

Pensare a Fall of Light come un titolo sviluppato da due sole persone lascia veramente senza fiato. Il lavoro svolto è infatti enorme, come enormi sono la cura e la passione che trasudano dal titolo. Peccato che da una base così vasta e buona siano emersi poi tanti, piccoli e grandi, errori che minano quella che poteva essere un’esperienza sicuramente superiore a quella finale. A onor del vero gli sviluppatori si sono dimostrati celeri e pronti ad ascoltare la community andando a risolvere alcuni punti critici, ma ciò può essere tenuto in considerazione fino a un certo punto. Alla fine dei conti, però, il titolo diverte e invoglia a giocarlo. E, secondo noi, questa è la cosa più importante.
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