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    Recensione Extinction – Repetita iuvant

    Extinction è squisitamente arcade. Prende la filosofia del trial and error e ne fa il proprio vessillo. Passare dal prendere rigorosamente mazzate a diventare una vera e propria leggenda non è semplice ma è una sensazione meravigliosa. Il nostro alter ego Avil con il tempo sarà sempre più veloce, più letale e noi con lui. Una simbiosi profonda si creerà tra Extinction e chi avrà tempo (e voglia) di capirlo. Peccato per l’eccessivo riutilizzo degli stessi asset, ai limiti del ridicolo, e le troppe collisioni con gli elementi dello scenario. Assuefacente, ma non per tutti. Odi et amo.

    L’umanità è in pericolo: degli enormi orchi, chiamati Ravenii, avanzano inesorabili devastando ogni singolo segno di civiltà. Macerie fumanti e corpi straziati segnano il cammino della loro incessante marcia di morte. In pochi si salvano e la quasi totalità della popolazione perde la vita. In molti vengono schiacciati dalle macerie delle proprie case; luoghi appartenenti alla vita quotidiana, ormai lontana, sono diventati infiniti campi di sepoltura. La minaccia dei Ravenii e dei loro sgherri sembra essere troppo grande per la specie umana, Extinction-Screenl’estinzione sembra essere ormai ad un passo. Una sola speranza si frappone fra l’umanità e l’eliminazione totale: Avil, l’ultimo esponente dell’antico ordine delle sentinelle, e l’unico che può tentare di arginare la minaccia. Una sfida apparentemente disperata.

    Un incipit, quello di Extinction, che forse vi avrà fatto venire in mente qualcosa. Umanità sull’orlo dell’estinzione, enormi umanoidi che devastano tutto ciò che trovano, un ordine posto come baluardo dell’ultima speranza. A prima vista è chiaro come il titolo di Iron Galaxy prenda più che qualche semplice idea dall’arcinoto Attack on Titan. La differenza tra plagio ed ispirazione è spesso molto labile, e talvolta è veramente un attimo passare dal prendere spunto da un’altra opera al copiarla spudoratamente. Sarà riuscito Extinction a non passare tale linea di demarcazione o l’epopea di Eren si è rivelata un’eredità troppo attraente?

    Déjà vu

    La prima cosa che balza subito all’occhio, una volta installato il titolo sulla propria piattaforma, è la sua esigua dimensione (3 GB), miracolo della compressione o campanello di allarme di una mancanza di contenuti? Dopo qualche ora di gioco sarà chiaro il perché di un peso così ridotto. Le varie mappe di gioco, quasi tutte generate proceduralmente, riutilizzeranno più e più volte gli stessi asset. Dopo una decina di ore scarse passate nella campagna principale ci è sembrato di continuare a girare per gli stessi posti, di scalare sempre lo stesso edificio, di salvare sempre il medesimo gruppetto di cittadini.

    Extinction-Screen

    In realtà Extinction genera le mappe in ambientazioni diverse come città, periferie o altro ancora, ma la verità è che alla fine poco cambia. Anche i nemici non si differenziano molto: le varietà di sciacalli, i minions del titolo, si contano sulle dita di una mano. I Ravenii sono invece più riconoscibili, grazie anche alle loro armature, ma anch’essi sono presenti in numero decisamente ridotto. Le già citate mappe procedurali sono di sicuro un aspetto positivo che tende a creare situazioni sulla carta sempre nuove, ma la sensazione di trovarsi sempre nelle stesse situazioni, posti e contro gli stessi nemici non cambierà mai.

    Anche le varie missioni che ci saranno proposte nel corso dell’avventura non spiccheranno per originalità, divise in tre categorie: salvataggio di civili attraverso dei cristalli di teletrasporto, difesa delle torri in un tempo prestabilito e, per ultimo, la semplice mattanza di un predeterminato numero di Ravenii. Anche se all’apparenza vengono introdotte delle varianti, ci si accorge ben presto che il compito da svolgere è al più un poco originale mix delle tre tipologie.

    Trial and error

    Se l’eccessiva ripetitività in quanto ad ambientazioni e situazioni è spesso opprimente, lo stesso non si può fortunatamente dire per quanto riguarda il gameplay. Se si riesce a non farsi scoraggiare da una curva di apprendimento fin troppo ripida nelle prime ore, Extinction saprà regalarci grandi emozioni. L’angoscia di una minaccia troppo grande, il peso delle speranze dell’umanità sulle proprie spalle, il sentirsi attaccati su tutti i fronti. La campagna riesce magistralmente a farci provare queste e molte altre emozioni. Non si potrà sempre salvare tutti e spesso dovranno essere fatte delle dure ma inevitabili scelte. Non è mai facile ricreare così vivamente atmosfera, ma Extinction ci riesce in pieno. Un plauso più che meritato quindi ai ragazzi di Iron Galaxy.

    Extinction minions

    Ci troveremo da soli di fronte a continue ondate di nemici. Gli sciacalli insidieranno più e più volte le nostre scorribande e la vita dei poveri cittadini. I Ravenii, nel frattempo, raderanno al suolo con meticolosa precisione ogni più piccolo avamposto. In questo caos dovremo saperci muovere nel modo più efficace e veloce possibile, e l’unico modo per fermare i mostruosi orchi è colpirli violentemente al collo, ma per fare ciò sarà prima necessario riempire una barra apposita. Extinction-ScreenTale energia si riempie salvando cittadini o, in misura minore, combattendo contro gli avversari. Negli scontri con i semplici minions Extinction si rivelerà un semplice action, con un numero ridotto di combo, ma quando lo scontro passa al livello successivo, nelle battaglie con i Ravenii, allora l’adrenalina salirà a mille e la vera linfa dell’intero gioco si mostrerà all’ennesima potenza. Venire colpiti da uno dei loro attacchi porta quasi sempre alla morte e una piccola esitazione può costare la vita di molti. Dovremo essere veloci e letali contro i Ravenii, e una volta distrutte le armature potremo mozzargli gli arti, che però dopo breve tempo ricresceranno. Sarà quindi fondamentale scalarli e porre fine alla loro rabbia distruttrice nel più breve tempo possibile.

    Frenesia e strategia

    Una delle maggiori vene strategiche del titolo risiede proprio nel sistema di armature. Iron Galaxy si è decisamente sbizzarrita nelle sue creazioni e sarà difficile trovare due Ravenii protetti allo stesso modo. Da semplici coperture in legno a lastre di metallo, da lucchetti a teschi incandescenti: ogni accessorio difensivo nemico ha un suo personale modo di essere affrontato e spesso ne troveremo diverse tipologie sullo stesso orco. Un ventaglio di opzioni strategiche da valutare attentamente nel più breve tempo possibile, con il rischio di sonore sconfitte dietro l’angolo nel caso di errore. Se c’è una cosa in cui Extinction molto difficilmente vi deluderà è proprio nel livello di sfida, ma una volta presa confidenza con il sistema di gioco sarà un vero e proprio piacere scivolare letali sul campo di battaglia. Che si dia il via alla mattanza!

    Gabro ravenii

    Peccato che non sempre tutto fili per il verso giusto: la telecamera spesso si imbizzarrisce lasciandoci scoperti a letali colpi avversari e il sistema di controllo ogni tanto ci tradirà, facendoci perdere secondi preziosi, ma il problema maggiore è un altro. Tante, troppe volte, ci siamo trovati incagliati in elementi dello scenario. Tra alberi e persone, steccati e nemici, incastrarsi in Extinction è all’ordine del giorno. Come ben saprete poche situazioni nei videogiochi sono più fastidiose ed irritanti di questa. Una vera e propria sfida ai nostri nervi.

    Tecnicamente Extinction non soffre di cali di framerate o bug vari ma l’esperienza visiva, per quanto discreta, è anni luce dal sfruttare pienamente le console di ultima generazione. Un particolare stile artistico e la frenesia globale del tutto tendono inoltre a nascondere una qualità grafica globale non esattamente di primo piano. La colonna sonora, in conclusione, risulta facilmente dimenticabile e priva di mordente.

    PRO
    Incredibilmente appagante
    Ottimo livello di sfida
    Arcade allo stato puro
    CONTRO
    Riutilizzo degli stessi asset
    Tecnicamente migliorabile
    Ripetitivo

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    Giacomo Todeschini
    Giacomo Todeschini
    Cultore dei shoot'em up e amante dei TPS, ritiene Metal Slug l'ottava meraviglia del mondo. Ama il proprio cabinato più di se stesso ma non disdegna le ultime trovate tecnologiche. Se lo cercate lo troverete con ogni probabilità su Fortnite o su qualche altro titolo di dubbio gusto.