Techland riprova a lasciare il segno nel panorama dei videogiochi zombeschi e lo fa con un’espansione gigantesca e piena di contenuti.

Data di uscita 9 febbraio 2015
Genere Action, Survival-Horror
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Techland
Distribuito da Warner Bros. Interactive Entertainment
Versione testata PC
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Viviamo in un’epoca videoludica strana, ma per certi versi comprensibile. I giochi vengono fatti a pezzi e poi rivenduti separatamente a prezzi esorbitanti, contenuti infimi e di scarso interesse spacciati per espansioni a pagamento fioccano numerosi, e noi poveri utenti ci troviamo circondati da un ecosistema marcio e prostrato ad un solo e unico dio: il danaro. Ormai le lamentele hanno lo stesso valore di una filippica fatta da un vecchio pazzo, anche se qualcosa si sta muovendo in direzione del passato, quando i DLC erano corposi e offrivano tanta qualità e quantità. I due più recenti esempi di onestà nei confronti dell’acquirente vengono tutti dalla Polonia, sarà un caso?

Dying Light The Following Recensione 1

Tanta carne (marcia) al fuoco

Techland si affeziona alle sue creature, anche se queste sono brutte e putrescenti, Dying Light è l’esempio di come un ottimo gioco va supportato e migliorato con continui update ed aggiunte al gameplay. Ed è per questo che la software house polacca, probabilmente sorpresa dall’enorme successo dello zombie game, ha voluto fare le cose in grande con The Following, un’espansione gigantesca e ricolma di novità. Considerate il fatto che il prezzo si attesta sui 20 euro e le ore di gioco possono tranquillamente superare la ventina e toccare addirittura la soglia delle 30. Molti avrebbero utilizzato questo lavoro per rilasciare un secondo capitolo, e invece no, la strada della coerenza non è stata abbandonata e non possiamo far altro che apprezzare.
Se siete arrivati fin qui con la lettura dell’articolo avrete le idee chiare su come si presenta The Following, ma rimane ancora un dubbio da fugare: la corposa quantità e le novità che si porta dietro sono state confezionate per benino oppure sono solo frutto di un lavoro grezzo e raffazzonato? Nonostante alcune critiche che muoveremo tra qualche riga possiamo dire che in generale il lavoro fatto è buono e di certo non si avrà impressione di star buttando al vento ore di gioco senza un reale motivo. Infatti il DLC cattura subito la nostra attenzione con un espediente narrativo: dopo la sconfitta di Rais la città di Harran è ancora in condizioni disastrose, l’Antizin sta terminando e sempre più persone si ammalano. Ma un prigioniero rivela un segreto in punto di morte a Lena e Crane, racconta di un passaggio che permette di raggiungere un luogo nei pressi di Harran in cui le persone non si ammalano e dove i membri di uno strano culto riescono a controllare gli zombie.

Dying Light The Following Recensione 2
L’incipit narrativo sembra in grado di fare il botto, anche noi lo pensavamo, purtroppo però tutto il pathos e l’interesse che sono in grado di suscitare le prime scene si perde con l’avanzare dell’avventura. Le missioni cominciano a farci affacciare timidamente sulla nuova area di gioco, una zona rurale piena di campi infestati da mordicarne e fattorie dove sono rintanati i poveri sprovveduti, poi ci introducono alle novità, la buggy di cui parleremo tra un pochino e infine ci fanno conoscere i misteriosi Figli del Sole, cultisti all’apparenza pazzi che indossano strane maschere rituali governati da una sacerdotessa nota come “La Madre“. Tutto bene finché ad un certo punto le missioni della storia si bloccano e ci viene richiesto di guadagnarci la fiducia dei Figli del Sole per avanzare, per farlo saremo costretti ad imbarcarci in attività secondarie oppure a portare a termine le missioni opzionali che ci assegneranno i poveri sventurati del luogo. Queste ultime sono sì divertenti e ricolme di un citazionismo e un umorismo a tratti dissacrante, ma non sono in grado di catturare troppo l’attenzione visto che nella gran parte dei casi saranno slegate dal filone narrativo principale. È per questo che la progressione della trama potrebbe risultare fin troppo lenta, per poi accelerare repentinamente e infine culminare in maniera quasi inaspettata. Per nostra fortuna il finale di The Following riesce a rialzare le sorti della narrazione proponendoci due scelte una più dolorosa dell’altra ed entrambe piuttosto conclusive.

Dying Light The Following Recensione 5

Buggygeddon

Scusate per il titoletto di dubbio gusto, ma non ho potuto resistere. Cerchiamo di tornare sui contorti binari della serietà per parlare della novità più prorompente, e forse anche un po’ controversa, di Dying Light: The Following. Con l’introduzione della buggy Techland è tornata indietro nel tempo ai Dead Island dove, lo ricordiamo, era possibile spostarsi anche a bordo di veicoli e fare i pirati della strada a discapito dei poveri zombie, tuttavia il mezzo di trasporto acquisisce in questa sede grande importanza, tanto che tutta la mappa di gioco è stata pensata per essere esplorata su quattro ruote ed è stato creato un nuovo albero dedicato proprio alle abilità di guida. Questa novità, che è la reale protagonista di tutto il pacchetto, si rivela inoltre l’arma definitiva da utilizzare contro i mordicarne: i ragazzi polacchi hanno infatti dato la possibilità agli utenti di modificare sia esteticamente che nelle funzionalità la buggy, ed è impossibile non vedere un tocco di Mad Max in tutto questo. Tra lanciafiamme che cuociono le carni, telai elettrificati e spuntoni che infilzano qualsiasi cosa, ci troveremo al volante di un angelo della morte quasi inarrestabile. Sgommare per le stradine di campagna e trucidare gli infetti è divertente, ma anche dispendioso, neanche in questo caso l’anima da survival di Dying Light lascia il posto all’arcade e ci impone costanti riparazioni all’automobile e la ricerca del carburante. Tutto ciò non è limitante ai fini del gameplay, piuttosto è coerente nei confronti degli altri aspetti (uno su tutti l’usura delle armi) vicini all’idea di survival. Questo non vuol dire che sia tutto perfetto, potrebbe capitare che dobbiate affrontare una missione a tempo con la buggy scassata senza la possibilità di ripararla, e solo perché ricaricare i checkpoint non azzera le condizioni del mezzo. Tolti questi spiacevoli fattacci dobbiamo dire che l’implementazione non ha altri grossi problemi, a parte la difficoltà nello spostarsi in alcune aree e la rara ma fastidiosa possibilità che l’auto si incastri in elementi ambientali senza poter essere recuperata.

Dying Light The Following Recensione 3
La novità più prorompente di Dying Light: The Following è però, e lo dicevamo anche in apertura, quella più controversa. Con la buggy infatti si perde un elemento fondamentale del titolo originario: il parkour. Gli spostamenti sono ora più piatti e le fughe nelle buie notti di Harran hanno lasciato indietro una buona fetta del fascino. La notte passata lontano dal proprio veicolo sa essere terribile, i luoghi sicuri scarseggiano e la possibilità di piazzare trappole è stata rimossa, ma una volta saliti a bordo della nostra buggy nulla ci farà più paura, neanche i temibili notturni. Con ciò non si intende dire che The Following sia un’espansione semplice, anzi giocando alle difficoltà superiori non sarà raro che vi troviate ad imprecare per un livello di sfida altalenante, a volte estremamente semplice, altre esageratamente punitivo. Più che nel gioco base qui si dovrà cercare forzatamente la collaborazione di uno o più compagni, altrimenti uscire intatti da alcune situazioni rimarrà un miraggio. Possiamo fare un esempio citando l’introduzione di alcuni boss, zombie affetti da aberranti mutazioni che li rendono potentissimi e pericolosissimi, affrontarli in solitaria è un suicidio, oppure l’aggiunta di alcune caverne che ospitano i nidi dei notturni, zeppe di zombie e complicatissime da epurare in singolo. Siamo contenti che ci siano altri contenuti atti a favorire la collaborazione, ma crediamo che spingere così tanto sul livello di sfida anche su missioni principali e secondarie non sia molto corretto nei confronti di chi preferisce godersi l’avventura da solo. Il nostro consiglio è di affrontare questi nuovi contenuti ben equipaggiati e con un livello delle abilità pari a 18 o più, altrimenti rischierete davvero di rimanere bloccati.
Tra le new entry segnaliamo anche una balestra in grado di sparare dardi di diverse tipologie che si rivelerà utile sia contro gli umani che contro quelli che una volta lo erano. Inoltre la Enhanced Edition ha introdotto le taglie, sfide di vario genere che ci premiano con punti agilità, forza, sopravvivenza o guida, i livelli Leggenda, che potremo iniziare ad accumulare una volta fatta crescere al massimo una delle nostre statistiche, e il livello di difficoltà “Incubo“, riservato ai più temerari.

Dying Light The Following Recensione 4

Harran, un anno dopo

Dying Light debuttò praticamente un anno fa e tutti coloro che provarono il gioco al lancio si ricordano come fosse afflitto da diversi problemi di natura tecnica, relativi soprattutto alle prestazioni. A un anno di distanza si denotano alcune rughe nel gioco di Techland, ma in compenso tutte le ruvidità tecniche sono state risolte. Chi invece è attratto più dall’aspetto “artistico” che da quello tecnico troverà in The Following panorami degni di nota, persino un paesino che ricorda una versione in miniatura di Harran vecchia, tuttavia le ambientazioni del titolo originale rimangono imbattute a causa della mancanza di quella densità architettonica e quella tendenza alla verticalizzazione che la cittadina mediorientale era stata in grado d’offrirci.
Continua a funzionare a singhiozzi la modalità Be the Zombie, l’interessante asimmetria ci aveva colpito ed era un peccato che entrare in altre partite risultasse così ostico. La situazione sembra migliorata, in quanto siamo stati invasi con successo e abbiamo fatto irruzione nelle partite di altri giocatori altrettante volte, ma il matchmaking sembra tutt’altro che fluido e la nostra potrebbe esser stata semplicemente fortuna.

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Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-2500 @3.3 GHz / AMD FX-8320 @3.5 GHz RAM: 4 GB RAM DDR3
Scheda Video NVIDIA GeForce GTX 560 / AMD Radeon HD 6870 (1GB VRAM)
Memoria 4 GB
OS Windows 7 64-bit / Windows 8 64-bit / Windows 8.1 64-bit

PRO
Rapporto qualità/prezzo stellare
La buggy è una buona aggiunta
Un finale che farà discutere, ma dall’indubbio impatto

CONTRO
Trama dal basso ritmo e dallo scarso mordente
Il parkour è molto meno presente
Livello di sfida in singolo mal calibrato

Commento

Appassionati di zombie gioite, Techland ha lasciato nuovamente il segno nel panorama videoludico dedicato agli iconici cadaveri ambulanti. Non l’ha fatto con un’impresa titanica, ma con la pura e semplice correttezza nei confronti degli utenti, sempre più abituati a spendere soldi in contenuti che poi si rivelano sovrapprezzati e di qualità scadente. Dying Light: The Following non è assolutamente perfetto e la quantità prevale sulla qualità, ma il numero di sfide da affrontare a bordo della propria buggy, completamente potenziabile, oppure l’alto numero di attività che è possibile intraprendere da soli o con gli amici vi garantiranno tante ore di divertimento spensierato. Non c’è un singolo motivo per cui chi ha apprezzato il titolo originale debba privarsi di questa espansione.
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