Dragon Ball è una delle serie animate più seguite e amate al mondo: in tanti hanno cercato di sfruttare tale fama per fare successo con dei giochi su licenza, ma purtroppo molti di questi peccavano in qualità di realizzazione (ricordiamo ad esempio Dragon Ball: Final Bout del 1996). Nonostante tutto, negli anni diversi titoli hanno mostrato come questo brand si possa prestare bene a delle trasposizioni videoludiche, come Budokai Tenkachi 3, ma anche la più recente serie di Xenoverse. Arriviamo dunque a febbraio 2018, quando è stato ufficialmente rilasciato Dragon Ball FighterZ. Creato dalle sapienti mani di Arc System Works – team di sviluppo famoso per la serie di picchiaduro dedicati a BlazBlue e Guilty Gear – e prodotto di punta dell’anno di Bandai Namco. È forse la prima volta che un gioco basato sul famoso manga partorito dalla mente di Akira Toriyama viene considerato uno dei prodotti di punta di un publisher e genera così tanto interesse da parte del pubblico. I ragazzi di Arc System saranno riusciti a rendere giustizia a Dragon Ball e rispettare delle così alte aspettative da parte dei fan?

Dragon_Ball_FighterZ

Mayday, mayday: la noia ci sta assalendo!

Purtroppo dobbiamo iniziare dal punto dolente della produzione: la modalità storia. Qualcuno si starà chiedendo come ciò sia possibile, data la presenza di Akira Toriyama come autore e supervisore, ebbene sappiate che non sempre un nome famoso garantisce l’effettiva qualità e validità di un prodotto, soprattutto quando si parla di un videogioco, che sappiamo essere composto da moltissimi elementi di varia natura e appartenenti a differenti settori. Sappiate però che il vero problema non è la storia in sé, anche se come vedremo non è di certo perfetta, quanto più il modo in cui questa è stata inserita e “spalmata” all’interno del gioco. Già, perché se la storia per grandi linee la si può definire soddisfacente, il risultato finale, cioè come questa è stata integrata nel gioco dopo aver subito un procedimento di diluizione a dir poco eccessivo, non lo si può di certo definire tale. Infatti ciò ne è risultato è una story mode estremamente noiosa, tanto da averci fatto passare la voglia di giocare ed abbandonare il tutto.
Dragon_Ball_FighterZLa campagna racconta del risveglio di un nuovo androide della Red Ribbon creato dal Dottor Gelo, l’Androide N°21, e dei suoi piani per impadronirsi del potere dei più forti combattenti della Terra e dell’Universo, stiamo ovviamente parlando di Goku e dei suoi compagni. Per agevolare il piano, il Dottor Gelo avevaDragon_Ball_FighterZ progettato anche una macchina che avrebbe permesso a N°21 di creare un campo attorno al pianeta che diminuisce o azzera l’energia combattiva di tutti gli esseri viventi. Oltre a tutto questo, a complicare ulteriormente le cose, sono stati riportati in vita tutti i più forti combattenti della saga di Dragon Ball, tra cui Nappa, Freezer, Dragon_Ball_FighterZCell e Kid Bu, e di tutti sono stati altresì generati innumerevoli cloni appositamente per permettere all’Androide N°21 di acquisire sempre maggior potere e poter sconfiggere i suoi nemici. Nel caso l’intreccio non fosse già abbastanza confusionario, il gioco propone tre diverse versioni della storia o Archi: in ognuno di questi aiuteremo un diverso gruppo di combattenti. Nel primo combatteremo con Goku e suoi storici alleati, nel secondo ci sarà una sorta di bizzarra “alleanza” tra Freezer e Goku, mentre nel terzo potremo vestire i panni di C18 e l’Androide N°21.
Se il primo Arco risulta piuttosto soddisfacente in termini quantità di dialoghi e storia, non si può dire lo stesso per gli altri due, dove per ogni ora di gioco ci saranno sì e no due dialoghi per lo più futili e privi di contenuto. Come se ciò già non bastasse, la campagna ha una durata complessiva di circa 25 ore, 24 delle quali le si passa a fare combattimenti su combattimenti privi di significato e sempre contro i soliti cloni che sembrano quasi privi di IA. Insomma, i contenuti realizzati da Toriyama per Dragon Ball FighterZ li si potrebbe tranquillamente inserire in una campagna da 5 ore, ma Arc System ha invece voluto diluire il tutto per renderla un chiaro esempio di “quantity over quality”.

Spettacolarità e fedeltà senza pari

È vero, la campagna è praticamente un disastro, ma rappresenta pur sempre solo una porzione, oltretutto di scarso interesse, della produzione di Bandai Namco. Questo perché è stato chiaro fin da subito che gli sviluppatori abbiano voluto concentrarsi soprattutto sue due fattori: fedeltà e gameplay, due componenti che possiamo affermare, senza alcun ombra di dubbio, che siano presenti nel gioco e per di più con una qualità davvero eccelsa.
Se siete dei conoscitori del franchise di Dragon Ball, saprete certamente che uno dei suoi punti forti risiede nella spettacolarità degli scontri. Ebbene questo aspetto è stato riprodotto con assoluta fedeltà da parte di Arc System. Ogni mossa, a partire da quelle più basilari, a finire con quelle speciali, trasuda cura nei dettagli e rispetto nei confronti dello stile del brand a cui fa riferimento. Ma non solo il sistema di combattimento rispetta in tutto e per tutto la natura di Dragon Ball, bensì anche lo stile dei disegni, sia delle arene che dei personaggi, è fedele in tutto e per tutto. Lasciatecelo dire, è veramente una goduria poter combattere nei panni di Goku e lanciare la sua fantastica Kamehameha alla massima potenza contro gli avversari, o utilizzare i Kaioken per colpire a ripetizione i nemici fino a buttarli al tappeto.
Ma non finisce qui, anche gli effetti sonori sono pressoché identici a quelli della serie e pure i doppiatori sono gli stessi di Dragon Ball Super, quindi, lasciatemelo ripetere, in quanto a fedeltà non c’è nulla di meglio di Dragon Ball FighterZ.

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Aspetta, ma questo è BlazBlue?

In Dragon Ball FighterZ non ci sono dei veri e propri round in stile Tekken o Mortal Kombat, però si combatte con tre diversi eroi, ovviamente utilizzandone uno alla volta, con cui è possibile creare delle spettacolari e micidiali combo. Però, anche se questo riesce a rendere davvero molto bene in tema Dragon Ball, c’è qualche cosa che non va. In primis la scarsità di mosse speciali per ogni personaggio: è vero che il gioco si basa sulle combo tra più combattenti, però ci è dispiaciuto vedere che ogni eroe è dotato solamente di massimo 3-4 mosse speciali (di quelle animate da piccole cutscene, per intenderci) che si eseguono più o meno sempre nello stesso modo. Una cosa è certa, il gameplay riesce a risultare semplice per i novizi, ma altresì intricato e complesso per gli esperti del genere. È infatti molto difficile riuscire a padroneggiare correttamente le mosse e saperle concatenare per ottenere delle combo degne di essere chiamate tali.
Oltre alle sole meccaniche di combattimento, sono presenti diversi potenziamenti che si possono ottenere durante gli scontri, a seconda della modalità a cui si sta giocando, come le sfere del drago che permettono di ottenere un potenziamento non da poco a chi riesce ad ottenerle tutte, finanche una rigenerazione della vita che rende quasi immortali.
Il bilanciamento degli eroi non è perfetto, infatti Goku Black risulta forse un po’ troppo facile ed efficace rispetto agli altri, ma quando si ha a che fare con dei giocatori di un certo livello il tutto risulta più equilibrato.
Ma veniamo al dunque, mentre giocavamo ci è sembrato di vivere quasi un deja vu, cioè il sistema di combattimento ricorda fin troppo quello di BlazBlue: attacchi leggeri, medi e pesanti, mosse speciali e combo, tutte eseguite con i medesimi pulsanti e le stesse meccaniche, come ad esempio la classica mezza luna con i tasti direzionali accompagnata da uno dei tasti per eseguire un attacco pesante speciale o una combo speciale come il Big Bang Attack di Vegeta. Inoltre anche su Dragon Ball è presente una barra dell’energia, che a seconda di quanto è carica permette di eseguire più o meno tipologie di attacco e di differente potenza. Insomma, senza voler essere maligni, ci è quasi sembrato di giocare a BlazBlue con l’aspetto grafico di Dragon Ball.

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Supporto e futuro

Il fatto di essere arrivati un po’ in ritardo con la recensione, ci ha permesso di poter vedere come si sta evolvendo il gioco e come gli sviluppatori hanno intenzione di supportarlo. In questo periodo in seguito all’uscita sono usciti pochi aggiornamenti, tutti mirati a migliorare la connessione con i server e il bilanciamento dei personaggi. Purtroppo siamo rimasti dispiaciuti che nella versione del gioco su PC siano rimasti pochi giocatori, colpevole anche il fatto che il gioco non è ancora presente nei circuiti di tornei e che la versione console è di sicuro quella più popolare in ambito esport. Di fatto il gioco su PC è un porting quasi 1:1 dell’edizione per console, tanto che nelle opzioni grafiche c’è poco o niente e non si nota quasi per nulla la differenza tra le varie piattaforme.
Nonostante l’intento di Bandai Namco fosse quello di creare un piacchiaduro che potesse entrare a pieno titolo nel roster dei giochi più seguiti nell’ambito esport, ancora il gioco è lungi dal raggiungere tale meta. Dragon Ball FighterZ ha ancora molta strada da fare prima che questa visione possa trovare riscontro nella realtà, ma noi rimaniamo fiduciosi che ciò possa accedere prossimamente, perché il potenziale e la spettacolarità per sfondare nell’universo competitivo ci sono tutte.

PRO
Gameplay davvero soddisfacente…
Estremamente fedele alla serie di Dragon Ball
Spettacolarità senza precedenti
CONTRO
…anche se ricorda molto BlazBlue
La story mode può risultare decisamente noisa
“Scarsa” quantità di mosse speciali
Panoramica Recensione
Valutazione
8
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Alessandro Finizio
Nato nel '92 e cresciuto a forza di FPS e GDR, oggi è un PCista convinto esperto di Sparatutto, Platform, MMO e RPG. Appassionato tanto ai videogiochi quanto all'informatica, Kley gestisce ogni aspetto tecnico di Gamesquare.it e scrive articoli sull'universo videoludico. Il gioco che ha amato di più è Lineage 2, ma oggi sbava al solo vedere StarCraft 2 e Ori and the Blind Forest!