La furia demoniaca è tornata, siete pronti a bere sangue e a lacerare carni?

Data di uscita 13 maggio 2016
Genere FPS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da id Software
Distribuito da Bethesda
Versione testata PC
Cover

Che risuonino i tamburi infernali, che sgorghi sangue a fiumi, che sorgano i demoni dannati, il re ha fatto ritorno nella terra dei mortali, più furibondo che mai. Per la quarta volta il possente signore si ridesta, mutato nel corpo e nella mente: quando nacque la sua forza e il suo ardore erano un simbolo per gli altri, le anime che mieteva, le ingiurie che strappava dalle bocche dei deboli rendeva noi demoni così vigorosi. Poi i nostri piaceri si ripetettero per una seconda volta, sempre lui, il nostro maligno maestro, tornò a colpire con possanza lasciando il segno nelle menti di quei luridi omuncoli. Dopo la sua seconda venuta passò molto tempo, e le cose giù all’Inferno non andavano affatto bene: non c’era molto da fare a parte torturare qualche sventurato. Tutti ci eravamo stancati di strappare gli occhi ai Cacodemoni o di inseguire gli Imp, così il nostro sire ha deciso di regalarci un altro bagno di sangue. Stavolta era diverso, per sorprendere gli umani ci voleva ben altro e quindi ci siamo dovuti adattare; le nostre orde erano meno numerose, ma colpivano veloci dalle tenebre gelando il sangue delle prede. Alcuni demoni dell’ultimo cerchio Infernale hanno osato affermare che il nostro re si fosse indebolito, che avesse sacrificato la sua crudeltà e il suo furore. Ovviamente io li ho sventrati e ho banchettato con le loro viscere.
È ora giunta la sua quarta venuta e sembra che la sua rabbia sia tornata quella di un tempo, senza rinunciare però alle esperienze fatte di recente. Già assaporo il gusto dolciastro del sangue e le grida strazianti di coloro che proveranno l’affilatezza dei miei artigli. Che l’invasione inizi!

Recensione DOOM (4)

Il Diavolo alle porte

Come sempre attaccammo gli umani su Marte, il Pianeta Rosso da cui ricavano energia Argent, utile per maneggiare i loro vili attrezzi. La stupidità li ha spinti ad aprire un portale per gli Inferi e a condurre esperimenti sui demoni; pensate un po’, hanno addirittura cominciato a venerare i miei compari e creato una religione in nostro onore. Hanno permesso all’onda Lazarus, un miasma mortale in grado di corrompere le carni e tramutare le creature in affascinanti demoni, di spargersi tra il ferrame e i corridoi della loro struttura di ricerca. A quel punto è stato facile prendere il sopravvento, abbiamo divelto le loro ridicole porte di cartapesta e ci siamo cibati di tutte le creature viventi che appestavano il luogo. Stavamo lì, ad addentare il collo di quelle ridicole bestiacce, strappandogli la carne dalle ossa vincendo la resistenza dei tendini, ma non sapevamo che il divertimento era appena iniziato. Le fiere orde demoniache non erano le uniche ad essersi risvegliate, c’era anche colui che ci aveva sempre ricacciato nel nostro mondo con la violenza di un tornado: il Doom Marine.
L’ho osservato risvegliarsi da un sarcofago, riprendere la sua Armatura Praetor e macellare i soldati del nostro illimitato esercito. Non era interessato alle parole dei suoi alleati o presunti tali, né al blaterare dei suoi nemici, voleva solo menare le mani, e si vedeva. Dopotutto non c’era spazio per filosofeggiare nel bel mezzo di un banchetto così succulento. Doveva scorrere sangue. A fiumi.
Così fu. Il nostro nemico si muoveva rapido, come sospinto dalle ali di mille demoni, saltava, si aggrappava a sporgenze e continuava a sparare indiavolato. I nostri cadevano, ma ne arrivavano altri, tanti altri. Il ritmo di questa danza lugubre mi ricordava le nostre prime invasioni, così spinte e sfiancanti, eppure immensamente soddisfacenti. Percorreva brevi distanze, uccidendo quelli che gli gettavamo come antipasto, poi lo circondavamo e ingaggiavamo lunghe battaglie senza sosta, come in un’arena al cospetto di platee roboanti sollazzate dalla violenza. La cosa divertente è che i sistemi di sicurezza di quella stazione spaziale reagivano alla nostra presenza e sigillavano interi blocchi della struttura, era semplice, quindi, dare il via a combattimenti e costringere il Doom Marine ad affrontarci a testa bassa. Ah, quanto ci siamo divertiti, il marine non ci temeva, sfruttava le architetture stratificate dei luoghi e tentava di aggirarci, di ucciderci dall’alto, a distanza oppure con un attacco frontale ravvicinato. Abbiamo sin da subito notato che aveva acquisito una nuova abilità che prima non aveva mai sfoggiato, egli era diventato abile nel corpo a corpo e strappava i nostri arti, spezzava le nostre ossa non appena eravamo abbastanza deboli. Agiva con una velocità ed efficienza disarmanti, come se riuscisse a percepire l’attimo giusto: ho visto nei suoi occhi un luccichio e sono sicuro che sapesse con certezza quando infliggere il colpo letale.

Recensione DOOM (7)
Questa sua abilità ci ha sicuramente reso la vita più difficile, ma ogni battaglia ne ha guadagnato in velocità e spettacolarità, mi veniva quasi da applaudire quando un mio povero collega veniva schiacciato dalla pesante suola del Doom Marine. Per lo meno questo avveniva agli inizi. Quando il nostro nemico giurato ha cominciato a raccogliere vigliacchi strumenti di morte sempre più potenti, il suo ardore nel venirci a picchiare il grugno da vicino ci ha leggermente stancato. Con un Cannone Gauss, una motosega oppure il devastante BFG 9000, sarebbe stato molto più divertente guardare i fuochi d’artificio e le esplosioni di sangue. Penso che anch’egli fosse d’accordo, ma continuava a gettarsi nella mischia più per necessità che per volontà vera e propria. Prendere e staccare le nostre teste, spappolare i nostri corpi contro le superfici gli permetteva di rinvigorirsi. Non poteva sostentarsi solo con i frammenti di armatura e le capsule vitali che gli avevano lasciato i suoi stolti alleati. Ah, quasi mi dimenticavo di citare quegli spassosi potenziamenti che era in grado di assorbire, poteva divenire rapidissimo, invincibile o potentissimo per breve tempo, era davvero un climax di sensazioni sempre più piacevoli, peccato che a rimetterci la pelle erano i miei amici di girone.
Non riuscivamo a fermarlo in nessun modo, gli abbiamo gettato contro di tutto, Imp, Cacodemoni, i puzzolenti Mancubus, i furosi Baroni Infernali, gli spietati Revenant, persino un Cyberdemone. Li ha frullati tutti con grande semplicità. Be’, però è stato divertente vedere una così grande varietà di compagni di squadra alle prese con un abile macellaio. Tuttavia ci saremmo potuti divertire di più, dall’inizio alla fine abbiamo ripetuto più o meno lo stesso schema e non ci siamo arrovellati troppo per rendere il massacro più creativo. In compenso mi sono intrattenuto osservando il Doom Marine vagare per i corridoi della stazione marziana, mentre raccoglieva delle chiavi magnetiche dalle carcasse mutilate, esplorava gli anfratti alla ricerca di informazioni o inutile ciarpame da collezione. L’architettura era molto diversa da come me la ricordavo, meno buia e stretta, ma estremamente vasta e quasi labirintica, con alcove segrete dove il marine reperiva potenziamenti per la sua armatura, sfruttando i cadaveri di deboli umanoidi (e poi li definiscono “Guardie Élite”, puah!) oppure sfere infuse di potere demoniaco. Inoltre ha sfruttato anche delle rune sottratte al nostro mondo per incrementare il suo già notevole potenziale. La sua ricerca della perfezione era davvero spasmodica, quasi irritante, invece di combattere cercava degli stupidi droidi per innestare sulle sue armi delle modifiche letali per noi demoni, poi cercava di compiere prodezze sconsiderate e pirotecniche (l’ho visto sbirciare un terminale dove c’era scritto “Sfide”) per poter aumentare la potenza di fuoco. Doveva tenerci davvero tanto a quei ridicoli aggeggi, io ho sempre fatto affidamento sui miei denti e i miei artigli, non me ne sono mai pentito.
Gli scontri e le mattanze hanno solleticato il mio palato, ancor di più se consideriamo che il Doom Marine era sempre più potente. È arrivato addirittura a farci visita all’Inferno, ha ammirato le nostre architetture e le nostre fontane di sangue sgorganti. Spero abbia apprezzato anche la nostra accoglienza sempre più calorosa; a giudicare dalla sua espressione dopo aver eliminato l’ultimo di noi a colpi di BFG direi proprio di sì. È stata una battaglia lunga e follemente divertente, ma alla fine il nostro nemico giurato ha fermato la nostra invasione. Lui crede di averci indebolito, di averci addirittura sconfitto, ma noi aspettiamo nel comfort lussureggiante delle nostre torri in rovina e sotterranei ricolmi di cadaveri in decomposizione. Siamo qui in attesa di colpire con ferocia ancora maggiore, e devo dire che questa grandiosa esperienza promette davvero bene per il futuro. Umani e Doom Marine siete avvertiti.

Recensione DOOM (5)

Furor et sanguis

Chi ha detto che noi demoni abbiamo uno scarso potere creativo? Se qualcuno avesse osato avrebbe dovuto essere gettato nelle fauci di un Titano. Noi demoni siamo geniali e abbiamo trovato un modo per ammazzare il tempo tra un’invasione ed un’altra. In molti si chiederanno dove finiscono le anime che mietiamo durante le nostre efferate incursioni, ebbene noi le raccogliamo e le conserviamo per creare un circo più spettacolare che mai. Costringiamo gli umani a scontrarsi in un limbo senza fine, senza uno scopo se non quello di ammazzarsi, rinascere e ammazzarsi di nuovo.
Abbiamo organizzato tutto a puntino, dapprima permettiamo agli umani, ormai ridotti a gusci senza volontà, di personalizzare le proprie armature da battaglia, di dipingerle o di cambiarne i componenti. Poi gli facciamo scegliere l’armamentario con cui possono estirpare i loro simili, anche in questo caso possono colorarlo e adornarlo con motivi per risaltare negli scontri. Infine gli diamo la possibilità di barare. A noi demoni non piace giocare pulito e quindi abbiamo creato dei poteri particolari chiamati “Hack” che danno un vantaggio a chi li attiva durante le battaglie. Si possono utilizzare per vedere i nemici attraverso i muri, per dotarsi di un’armatura più resistente oppure per sapere tra quanto appariranno le risorse che abbiamo sparso per la mappa.
Dopo la fase preliminare comincia il divertimento vero e proprio: abbiamo costruito una moltitudine di arene diverse e creato delle regole per rendere i bagni di sangue ancora più interessanti. Forse in questo abbiamo peccato di fantasia, ma fin quando vedremo crepare gli homo sapiens mentre tentano di raggiungere illusori traguardi, noi demoni galleggeremo nel godimento. Non siete curiosi di scoprire cosa le nostre argute menti cornute hanno ideato? C’è una competizione in cui gli uomini si affrontano in due squadre, in cui trionfa chi uccide di più, un’altra in cui si deve presidiare un’area in movimento e un’altra ancora in cui le aree saranno tre, ma immobili; poi si combatte e si uccide per recuperare le anime, chi ne accumula di più vince, fino ad arrivare in situazioni in cui abbiamo crudelmente rimosso la capacità di rinascere.
Ma non è finita qua, i nostri infernali ingegneri hanno inserito all’interno delle arene dei potenziamenti che rendono più rapidi, potenti o addirittura invisibili, e hanno dato la possibilità ai furbi o fortunati di imbracciare il leggendario BFG, un Cannone Gauss o una motosega. In molti non erano d’accordo, tuttavia abbiamo concesso agli uomini un lusso che di certo non meriterebbero: avranno anche la possibilità di trasformarsi in un fiero demone, che sia questo un Revenant, dotato di missili letali e jetpack, un Barone Infernale, eccezionale nel corpo a corpo, un Mancubus, resistente e perfetto per la corta e lunga distanza, oppure un agile Cacciatore, tanto letale quanto poco resistente. A questo punto avremo un cocktail davvero intrigante di situazioni, basterà spaparanzarsi su un letto di teschi, sorseggiare una coppa di sangue e godersi lo spettacolo.

Doom Multiplayer
A dir la verità, c’è ancora qualcosa da perfezionare. I nostri architetti hanno ideato arene ben stratificate, in cui gli scontri sono frenetici e dove chi rimane fermo è carne da cannone. Eppure osservando una competizione dopo l’altra ho notato che molte idee strutturali si ripetono. Probabilmente chi le ha progettate riceverà una visitina dai miei artigli. Meditandoci su anche chi ha adornato le aree non era particolarmente ispirato, visto che a volte mi è capitato di confondere un luogo con un altro. Maledizione, sicuramente questi difetti non mi rovineranno lo spettacolo, ma se becco quelli del terzo cerchio che hanno lavorato a tutto ciò, potrei farli pentire delle loro inopportune disattenzioni.
E dire che prima di imbandire un torneo di così grandi dimensioni avevamo fatto delle prove, e le arene che mi avevano presentato mi avevano convinto appieno: c’erano battaglie per tutti i gusti, in bilico su pilastri sotto cui scorreva lava o frenetici scontri in cunicoli più stretti. La sensazione è ora la stessa, ma ripetuta per ogni singola zona. Devo invece complimentarmi (oppure gli donerò solamente una morte indolore, chissà) con chi ha limitato l’utilizzo delle violente esecuzioni corpo a corpo, inadatte per scontri così rapidi e che richiedono un ottimo posizionamento. Mi duole parlarne, ma mi è imposto di dare anche la mia opinione su quel ridicolo armamentario che gli uomini sfoggiano con superbia. Rispetto alle prime prove abbiamo aumentato il numero di armi, abbiamo introdotto un mitragliatore gatling che ora contrasta alla perfezione lo strapotere della doppietta, nuove bocche da fuoco a lunga distanza, come l’Hellshot e il fucile a triplo colpo, e una per uccidere il nemico fissandolo negli occhi, il fucile a pompa, a cui è innestato un lanciagranate. Sono più soddisfatto del bilanciamento globale, ma alcune armi sono ancora poco usate, mentre altre risultano troppo forti. Fosse per me triturerei quel maledetto fucile d’assalto o quello al plasma, ma è necessario rivedere qualcosina per aumentare la varietà di modi per morire. Le armi a distanza ravvicinata sono ancora molto potenti e la gatling è troppo vantaggiosa in molte situazioni, vorrà dire che la userò contro chi si è occupato del bilanciamento dell’equipaggiamento.

Recensione DOOM (2)

Potere alla moltitudine

Nel mentre gli scontri infernali senza fine ubriacavano i nostri sensi sono riuscito a dare una sbirciata al mondo degli uomini, sembra che si stiano preparando ad una nuova invasione. Almeno quando rimetteremo piede su Marte si dimeneranno un po’ di più prima di accasciarsi a terra senza vita. Il loro progetto si chiama “SnapMap” e consiste in una serie di simulazioni che permettono di testare il cervello (quale?), i riflessi e la tenacia. Uno di loro crea una simulazione organizzando una mappa virtuale con oggetti, mostri (sembra siano riusciti a reperire abbastanza dati per replicarci, seppur virtualmente) e impostando vari obiettivi, che se raggiunti garantiranno la vittoria. Gli uomini sono riusciti ad ideare uno strumento molto semplice da utilizzare, persino quegli idioti del terzo cerchio ci riuscirebbero, che permette di usufruire di una comoda interfaccia grafica. Da qui si possono gestire le condizioni di vittoria, gli “spawn” (noi la chiamiamo evocazione) dei demoni, addirittura la loro “intelligenza artificiale” (che è comunque superiore a quella di un qualsiasi homo sapiens). Ho assistito alla prova di scenari scuri e spaventosi, dove i mostri comparivano all’improvviso e dietro ogni angolo, stupide gare tra umani in cui bisognava raccogliere ciambelle, enigmi da risolvere premendo dei bottoni o arene in cui bisognava resistere ad orde inferocite. Sembra si stiano allenando per bene e queste simulazioni aumentano in numero di giorno in giorno. Penso che in futuro potrebbe arrivare qualcosa di sorprendente e di molto divertente, gli strumenti ci sono tutti. Io intanto li tengo d’occhio, voglio che quando torneremo a bussare alle loro porte gli uomini siano pronti a giocare.

Recensione DOOM 1

Il godimento dei sensi

Mi è piaciuto ricordare la bellezza di quest’ultima grandiosa invasione, ma noi demoni amiamo immergerci anche nei piaceri degli occhi e delle orecchie. La mia vista è rimasta gradevolmente colpita nel rivedere la dimensione degli umani, o almeno quella in cui io e i miei amichetti abbiamo adornato gli ambienti con viscere e scheletri. Speravo però di rimanere maggiormente colpito visto che l’ultima volta che la visitai, mi era rimasta impressa nella mente. Forse è anche un problema dell’architetto che ha progettato le strutture, che alcuni dicono si chiami “id Tech 6”, il quale ha prodotto luoghi gradevoli da dilaniare e imbrattare col sangue, ma che visti da vicino sembrano realizzati frettolosamente. Ho poi assistito a vari strani fenomeni, quasi delle stregonerie: degli elementi apparivano improvvisamente quando mi avvicinavo o mi giravo di scatto, e alcune zone in cui avevo l’impressione di percepire la realtà a rallentatore, mentre in generale i miei occhi guizzavano di qua e di là con fluidità.
Che dire poi della percezione delle mie orecchie, le musiche che risuonavano durante gli scontri mi ricordavano le urla di un torturato a morte ed erano per questo ottime. Pare che gli umani chiamino questo tipo di musica “Metal”, non so per quale motivo ma la trovo graziosa da ascoltare. Le grida dei miei compagni hanno come sempre deliziato i miei padiglioni auricolari, un po’ meno quelle degli umani. Un’ultima cosa, chi era il maledetto narratore delle steli posizionate negli inferi? Sicuramente uno del terzo cerchio a cui farò una visita ben presto.

Recensione DOOM (6)

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-2400 / AMD FX-8320
Scheda Video NVIDIA GeForce GTX 670 (2GB) / AMD Radeon HD 7870 (2GB)
Memoria 8 GB
OS Windows 7, 8.1, 10 (64-bit)
PRO
Gli scontri sono veloci e scorre sangue a fiumi, come ai vecchi tempi
L’invasione è durata a lungo, molto a lungo
Le arene con gli umani sono ben fatte…
CONTRO
… ma vanno ancora perfezionate nel bilanciamento
I miei occhi hanno goduto, ma non sono rimasti stupiti

Commento

Quest’ultima invasione demoniaca è stata davvero una goduria: esplosioni, sangue e violenza, tutti in rapidissima successione. Sembra di essere tornati ai bei vecchi tempi. Eppure c’è ancora qualche sforzo da fare prima di raggiungere la perfezione dei sensi e lasciarsi cullare dalle passioni. Sarebbe stato bello se il Doom Marine avesse utilizzato di più il suo arsenale e meno le sue abilità da mischia, così come noi demoni avremmo dovuto organizzare con più varietà i nostri furibondi assalti. Ora che ci penso devo far sì che si sistemino quei problemi al bilanciamento nei combattimenti di gruppo tra umani, altrimenti non so come farei a resistere fino alla nostra prossima invasione. E vi giuro che ci sarà, eccome se ci sarà.
8.5