Destiny celebra il secondo anno di vita con una patch e con l’ultima espansione Il Re dei Corrotti, che promette di dare nuova linfa vitale al gioco firmato Bungie

Data di uscita 15 settembre 2015
Genere FPS, MMO
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PS4, Xbox One, Xbox 360, PS3
Sviluppato da Bungie
Distribuito da Activision
Versione testata Xbox One

Fin dalla sua prima release avvenuta a settembre del 2014, Destiny è stato uno dei titoli più controversi di questa generazione, accolto con una valutazione generalmente positiva dalla critica internazionale, ma che comunque non lo ha fatto ergere sul podio dei migliori titoli, come ci si saremmo potuti aspettare da Bungie. Lo Shared World Shooter è riuscito a conquistare una buona fetta di giocatori dando vita ad un’enorme community, la quale, però, non ha mai smesso di porgli critiche. Nel tempo Destiny è riuscito a migliorare e, grazie all’espansione Il Re dei Corrotti, sembra aver risolto gran parte dei suoi problemi originari, ma vediamo insieme se tutto ciò può essere il segno del tanto agognato inizio di una leggenda.

Destiny Il re dei Corrotti Galleria 15

Diventare leggende nell’anno 2

Non si può iniziare a parlare della nuova espansione di Destiny senza prima dedicare il dovuto spazio alla patch 2.0 che ha portato delle innovazioni all’interno dell’universo di gioco. Innanzitutto è necessario parlare del nuovo sistema di crescita del personaggio, dimenticate le luci eteree esattamente come avevate dimenticato la lotta per ottenere gli interi set di armatura de “La Fine di Crota”, ora potrete raggiungere il level cap (fissato al livello 40 per i soli possessori dell’espansione) grazie all’esperienza guadagnata sul campo. Tuttavia sarà un altro fattore ad influenzare in modo più forte le attività dell’end game, ovvero il vostro livello luce, che è il risultato della media dei valori di attacco e difesa del vostro equipaggiamento. Altro grande merito della patch 2.0 è senza dubbio il nuovo bilanciamento delle armi, che ha posto fine alla supremazia assoluta di determinati armamenti all’interno del Crogiolo (come l’Aculeo) e creato una vera e propria varietà di stili di gioco.
Destiny non sarebbe Destiny senza la possibilità di ottenere nuova attrezzatura e migliorarla, pertanto l’anno due non poteva non introdurre novità anche su questo fronte. Dovrete dire addio ai vostri marchi dell’Avanguardia e del Crogiolo per dare il benvenuto all’unica valuta costituita dai Marchi leggendari, ottenibili da varie attività e dallo smantellamento di armi e armature leggendarie. È possibile inoltre continuare ad aumentare la difesa delle armature e l’attacco delle armi infondendole con equipaggiamento dello stesso tipo, ma con valori superiori alle rispettive statistiche.
Ultimi appunti in merito all’aggiornamento 2.0 arrivato su Destiny: non è più necessario indossare la corazza di classe di una certa fazione per ottenerne reputazione, è sufficiente acquistare un token dall’NPC dedicato della propria fazione, in questo modo la reputazione guadagnata andrà a finire sia nelle casse della fazione scelta che in quella dell’Avanguardia e del Crogiolo. Per ultimo, ma non meno importante, anche l’armaiolo avrà una sua reputazione, che potrà essere incrementata testando delle armi: incrementare la reputazione nei suoi confronti vi garantirà la possibilità di ordinare delle armi leggendarie tra quelle proposte ogni settimana, armi speciali specifiche per ogni professione e persino di conquistare delle armi esotiche primarie che variano di classe in classe. L’ultimo NPC degno di nota è il Criptarca che, oltre a decriptare gli Engrammi, adesso offre la possibilità di acquistare quelli leggendari.

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Il Re incombe

Cominciamo l’analisi della prima grande espansione di Destiny parlando di uno degli elementi che lo aveva contraddistinto negativamente nel periodo in seguito al lancio, ovvero la storyline principale.
Dimenticatevi i grossi scivoloni commessi inizialmente da Bungie e ripetuti nei primi DLC. In Il Re Dei Corrotti, ci siamo ritrovati una vera e propria storia, con missioni principali introdotte da cutscene che, seppur brevi, si sono dimostrate interessanti e hanno aiutato a caratterizzare, anche se in modo parziale, diversi personaggi del mondo di Destiny. Le missioni principali in totale hanno richiesto circa quattro ore per essere portate a termine e hanno offerto una discreta varietà, ad esempio durante una di esse ci è stato chiesto di muoverci silenziosamente per evitare di essere scoperti.
Nonostante la quantità di contenuti delle missioni principali siano limitati (come era già successo con le precedenti espansioni) il comparto delle missioni è stato arricchito grazie alle imprese, infatti diverse di queste vi offriranno la possibilità di giocare altre missioni certamente non all’altezza delle principali, ma che comunque vi garantiranno qualche ora di divertimento in più.

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Tante cose da fare per distruggere il Re

Poc’anzi si è accennato alle imprese, ovvero alcune attività che richiederanno il completamento di determinati step al fine di ottenere ricompense più o meno esclusive, si va da equipaggiamenti leggendari ad armi esotiche, molte di quest’ultime saranno infatti ottenibili tramite il completamento di imprese, come le tre spade esotiche o il fucile a pompa “l’Accompagnatore”. Sempre a proposito delle imprese, non tutte sono della stessa qualità, sia per quanto riguarda le ricompense che per l’intrattenimento e il grado di sfida.

Le imprese tuttavia non sono l’unica nuova forma di attività introdotta da Il Re dei Corrotti, il mondo di gioco si è infatti arricchito grazie ad una nuova zona esplorabile, l’Astrocorazzata. La gigantesca nave da guerra di Oryx è certamente una grande aggiunta all’interno dell’universo di Destiny, grazie alle sue dimensioni e ai suoi segreti (come i frammenti calcificati) questa nuova destinazione è capace di impegnare i giocatori per più e più ore.
Strettamente connessa all’Astrocorazzata è la nuova modalità chiamata “la Corte di Oryx”, accessibile dalla pattuglia e attivabile tramite tre tipologie di rune, le quali determinano la difficoltà e la quantità di boss e nemici da affrontare all’interno della corte.

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In occasione di questo DLC, Bungie ha anche rivisto il design degli Assalti, ne sono stati inseriti altri quattro, di cui uno in esclusiva per le console Sony, che ora possono contare su nuove meccaniche: la possibilità di incappare in diverse tipologie di nemici (ad esempio incontrare corrotti invece che cabal) e dulcis in fundo boss fight davvero divertenti, come nel caso dell’assalto “The Sunless Cell” che si svolge nella più completa oscurità.
Terminiamo questo paragrafo parlando di quella che sicuramente è la punta di diamante delle attività di questa grande espansione, ossia il raid “La caduta di un Re”. Dimenticatevi i grossi errori fatti da Bungie con “La Fine di Crota” (il raid presente nel primo DLC), sia sul lato tecnico che del design. Ci siamo trovati tra le mani un’esperienza unica, ma soprattutto divertente, il raid è completo e vario: si passa da zone platform belle da vedere e da giocare, a scontri con dei boss che potrebbero inizialmente apparire complessi, ma che con la giusta cooperazione del team e la comprensione delle meccaniche dello scontro, possono essere sconfitti con relativa semplicità, senza tuttavia lasciare un senso di insoddisfazione.

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Vivere nuove esperienze con il Re

Vogliamo dedicare un intero paragrafo di questa recensione all’analisi delle novità che però non introducono nuove attività da svolgere, ma che riguardano strettamente il gameplay o le nuove meccaniche. Non si potrebbe iniziare tale paragrafo senza parlare delle nuove sottoclassi (una per ognuna delle tre classi di Destiny), ebbene sappiate che Bungie ha fatto un ottimo lavoro, sia parlando della loro caratterizzazione che del funzionamento sul campo. Potrete bloccare intere schiere di nemici con l’arco del Nightstalker, friggerli con i fulmini dello Stormcaller e distruggerli con i poderosi martelli del Sunbreaker, avrete voglia di farlo ancora e ancora per molto tempo, ma non sono solo le Super a caratterizzare le tre nuove sottoclassi, infatti ognuna di esse presenta abilità e perk unici che le rendono ottime per varie occasioni, come il fumogeno del Nightstalker, che con il perk giusto vi permetterà rendere sia voi sia gli alleati vicini invisibili.

Nel paragrafo precedente abbiamo accennato alle spade, queste rappresentano l’unica nuova tipologia di armamento aggiunta da questa espansione e sono presenti sia in versione leggendaria che esotica, ma in entrambi i casi dovrete completare delle imprese per ottenerle. Nello specifico le spade, specialmente quelle esotiche, si possono definire “devastanti”, data la loro incredibile capacità offensiva sia su bersagli multipli che sui singoli, ma non è tutto oro quel che luccica, data la necessità di avere a disposizione le munizioni pesanti per usarle. Nonostante nel PvE siano molto forti, all’interno dei match PvP non eccellono, tuttavia rimangono una valida aggiunta nell’arsenale dei giocatori.

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Un’altra aggiunta riguardante le meccaniche di Destiny, è il “Tre di Ori”: ovvero un oggetto consumabile acquistabile da Xur (il mercante che si presenta nelle aree social ogni weekend) o, altrimenti, ottenibile attraverso lo svolgimento di attività come il “Cala la Notte”. Questo oggetto vi consentirà di ottenere un probabilità di trovare un Engramma esotico, ed è possibile usarne più di uno per aumentarne ulteriormente la percentuale di drop, nel loot a seguito dell’uccisione del successivo avversario di classe ultra che abbatterete. Nonostante la meccanica del “Tre di Ori” sia molto interessante, durante i test sul campo ci ha lasciati un po’ con l’amaro in bocca, per via della bassa probabilità di ottenere gli Engrammi, visto che la maggior parte delle armi esotiche sono ottenibili mediante le imprese, pertanto il rischio di ottenere la medesima arma di fila è relativamente elevato.
Un’altra piccola aggiunta fatta da Bungie è la possibilità di scansionare determinati elementi del mondo di gioco per ottenere maggiori informazioni a riguardo, ma nonostante all’apparenza possa sembrare un nuovo interessante metodo per conoscere meglio l’universo di Destiny, abbiamo trovato questa meccanica mal sfruttata e mal concepita, a tal punto da dubitare sulla sua effettiva utilità, un peccato considerando le potenzialità di questa idea.
Benché non si tratti di novità che riguardano strettamente il gameplay o le meccaniche in generale, decidiamo di spendere ora qualche parola per uno degli elementi più sottovalutati dalla community di Destiny, ossia il Grimorio. Sia che si parli della release originale che dei precedenti DLC, la grande raccolta della lore di Destiny si è rivelata ampia e interessante grazie all’aggiunta di novità intriganti come “I Libri del Dolore”, la raccolta di documenti che aiuta a comprendere di più la storia di Oryx e dell’alveare in generale, nonostante qualche lieve errore nella localizzazione italiana la lettura rimane comunque gradevole e intratterrà i più curiosi membri della community.

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Vuoi il Crogiolo?

Prima dell’uscita della patch 2.0 erano molti i problemi che affliggevano il Crogiolo, la componente PvP di Destiny, ed è stata una grande sorpresa vedere come in seguito all’aggiornamento le partite apparissero più o meno bilanciate. Finalmente adesso le armi mostrano effettivamente i loro punti di forza e debolezza. A questo punto era innegabile la nostra voglia di provare le migliorie apportate, le nuove mappe e le nuove modalità introdotte con Il Re dei Corrotti.
Cominciamo parlando delle mappe, sono sette (otto se giocate su una console Sony) e tutte uniche, non vi troverete mai con un inspiegabile senso di déjà vu, al contrario vorrete scoprire ogni singolo angolo della mappa al fine di trovare la migliore linea di tiro o la strada più vantaggiosa per raggiungere l’obiettivo, nonostante ciò non tutte le mappe ci sono sembrate funzionare al meglio e in alcuni casi è apparso palese il fatto che queste fossero designate esclusivamente per la modalità “Frattura”.
Guardiamo da vicino le nuove modalità, in Frattura le due squadre si dovranno contendere un oggetto chiamato “Scintilla”, il quale una volta raccolto dovrà essere portato entro un tempo limite alla frattura nemica, per farla poi detonare e ottenere non solo i punti per il completamento dell’obiettivo ma anche quelli derivati dall’uccisione degli avversari nelle immediate vicinanze dell’esplosione. Continuando abbiamo “Pandemonio”, la modalità in questione si svolge come un comunissimo scontro, solo che la ricarica delle abilità sarà molto più rapida ed è permesso utilizzare frequentemente la propria abilità Super. L’ultima modalità aggiunta dall’espansione è “Zone di controllo” che si presenta come una versione modificata della meno recente “Controllo”, in cui i punti verranno concessi alla squadra solo per la conquista delle tre classiche zone e il loro mantenimento, ma non per le uccisioni.

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Giocando il “nuovo” Crogiolo abbiamo potuto notare come le nuove sottoclassi si dimostrassero una nuova formidabile scelta, ma senza per questo oscurare le sottoclassi originarie, rendendo ancora possibile evocare uno scudo quasi indistruttibile, lanciare una Bomba Nova e uccidere il nemico grazie ai proiettili di un cannone portatile in fiamme.
Nonostante le gradite aggiunte, il comparto PvP di Destiny presenta ancora delle pesanti mancanze, unite a problemi che Destiny trascina con sé fin da settembre 2014, come quelli relativi alla stabilità, la quale continua ad essere precaria e, come capita spesso, i match risultano talvolta ingiocabili e obbligano i giocatori ad uscire dalle partite. Nella lista delle assenze rimangono anche i match privati, che continuano a mancare nonostante possano risultare una validissima aggiunta che renderebbe più utile e interessante la presenza di clan sul gioco.

PRO
Storyline principale ben strutturata…
L’Astrocorazzata è ricca di attività e segreti
La nuova incursione è impegnativa, solida e divertente
Le meccaniche delle imprese e degli assalti sono divertenti e convicenti…
Le nuove sottoclassi e le nuove esotiche sono una gioia per gli occhi

CONTRO
…ma lo stesso non si può dire di molte delle missioni esterne ad essa
Alcune meccaniche introdotte andrebbero riviste
Rimangono ancora molti problemi relativi alla stabilità delle partite e sono presenti alcuni glitch
…anche se non tutte sono allo stesso livello
Rimangono assenti i match privati

Commento

Con Il Re dei Corrotti Bungie ha fatto dei grandi passi avanti, grazie ai quali Destiny può continuare a sperare di proseguire il suo cammino ancora per molto tempo. Questo DLC garantisce tante nuove esperienze, molte delle quali riescono a divertire e ad intrattenere, specie se giocate in compagnia. Il nuovo modo di raccontare la storyline ci piace e pensiamo sia un’idea da sviluppare a fondo, ma al contempo pensiamo che siano tante altre le idee che potevano essere strutturate meglio. Nonostante tutto, i contenuti rimangono di qualità, come la stessa incursione “La Caduta di un Re” dimostra che Bungie è ancora il grande studio che era ai tempi dello sviluppo del primo Halo e sa bene come porre rimedio ai suoi errori, oltretutto dando dimostrazione di saper ascoltare le critiche della sua community, che a dispetto delle aspettative iniziali non fa che crescere. Le nuove aggiunte al multiplayer competitivo del gioco risultano abbastanza divertenti, anche se continua ad essere afflitto da problemi di stabilità e qualche problematica relativo al bilanciamento di abilità e armi, ma non è mai troppo tardi per rimediare. In definitiva possiamo dire qualcosa che non avremmo detto per i precedenti DLC di Destiny, ovvero che Il Re dei Corrotti vale il suo prezzo e andrebbe acquistato da tutti i fan di Destiny, poiché rappresenta un assaggio di ciò che il titolo del team statunitense potrebbe diventare nel suo secondo anno, e fino ad ora le speranze sono tante.
8.5