Data di uscita 6 settembre 2017, 24 ottobre 2017 (PC)
Genere FPS, Action RPG, MMO
Modalità di gioco Multiplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Bungie
Distribuito da Activision
Versione testata PlayStation 4
Cover

Destiny nel 2014 segnò, nel bene e nel male, l’arrivo di un cambiamento nel mondo degli sparatutto online: Bungie volle infatti lasciare il suo segno nell’industria dei videogiochi dando vita ad un amalgama che condivideva alcune caratteristiche degli MMORPG.
Nonostante le evidenti problematiche che affliggevano il titolo al lancio, Destiny è stato capace di apprendere e migliorare, ma soprattutto è riuscito a creare una community enorme ed attiva. A tre anni di distanza ci troviamo ora a parlare di Destiny 2, sequel circondato da una valanga di ottime premesse e promesse, che pare aver conquistato ancora una volta i giocatori ed aver convinto la critica internazionale.
Ma gli sforzi di Bungie sono stati davvero in grado di creare un’opera completa ed impeccabile capace di soddisfare i palati dei giocatori veterani e dei novizi? Scopritelo leggendo la nostra recensione.

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Così lontani eppure così vicini alla Luce

Cominciamo con il dire che Destiny 2 è un ricettacolo di cambiamenti rispetto al primo capitolo e, sicuramente, il primo che è possibile notare riguarda la campagna, che è identificabile con una questline chiamata “La Guerra Rossa”.
La minaccia principale sarà rappresentata da una fazione dei cabal, la Legione Rossa, particolarmente fedele al suo comandante, Dominus Ghaul, il cui attacco all’Ultima Città sancirà l’inizio di una nuova avventura per i guardiani, siano questi novellini o veterani.
Il conflitto che scaturirà dall’invasione cabal pare essere disperato, dato che la prima azione della Legione sarà quella di sigillare il Viaggiatore e con lui anche i poteri dei guardiani di tutta la galassia, motivo per cui saremo costretti a rivendicare la luce del Viaggiatore prima di gettarci ancora una volta nella mischia e scacciare la minaccia.

La Guerra Rossa incarna, nelle dieci ore necessarie per completarla, tutto ciò che Destiny non era riuscito a raggiungere nella sua storyline principale. La storia che ci si trova davanti è ben definita e, piuttosto che cercare di dare spazio ad ogni singola razza, sceglie di concentrarsi sui cabal, dimostrando quanto possono essere temibili questi alieni. Nonostante non si tratti certamente della miglior campagna mai realizzata, quella di Destiny 2 riesce a regalare diverse ore di divertimento e una buonissima varietà di situazioni: ad esempio in una missione abbiamo preso i comandi di un carro armato con cui spazzare via i nemici che si frapponevano tra noi e il nostro obiettivo. Altro merito della campagna è quello di introdurre in maniera ottima la maggior parte delle attività che il gioco può offrire.

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Nella nostra guerra, comunque, non saremo dei lupi solitari, vista la presenza di un cast di comprimari di tutto rispetto di cui faremo man mano la conoscenza. Praticamente tutti i personaggi riescono ad essere carismatici e ad entrare immediatamente nel cuore del giocatore, che si tratti di Cayde-6 con i suoi modi poco ortodossi o dell’IA Failsafe e dei suoi problemi di identità. In particolare, tuttavia, è Ghaul ad essere ben caratterizzato e dotato di una imponente presenza scenica (in tutti i sensi), dimostrandosi capace di essere un cattivo completo e non soltanto una macchietta che agisce semplicemente perché “è il cattivo da ammazzare”.
Infine ci teniamo a sottolineare la qualità delle musiche che ci accompagneranno nell’arco della guerra contro Ghaul, qualità che in realtà caratterizza l’intera colonna sonora di Destiny 2.
Le uniche pecche che ci sentiamo di attribuire a questa parte dei contenuti dell’opera riguardano un inizio forse troppo “drastico” rispetto a quello del primo capitolo, che magari potrebbe disorientare i nuovi giocatori (ma è solo un’impressione), e il livello di sfida offerto dall’IA nemica, davvero troppo basso per tutta la durata della campagna.

Al fianco delle missioni “principali” ci sono le cosiddette Avventure, una serie i missioni secondarie a cui è possibile accedere direttamente dalle pattuglie (di cui parleremo a breve). Nonostante la loro semplicità, tuttavia, alcune delle Avventure sono ben scritte e riescono ad intrattenere quasi quanto una missione della campagna. Inoltre, in diverse di loro sono nascosti riferimenti a minacce che potremmo dover affrontare in futuro o a eventi e personaggi già noti ai veterani, un dettaglio il cui peso non pensiamo sia indifferente. Purtroppo non tutte le Avventure riescono a raggiungere un’alta qualità e in generale nessuna riesce ad offrire una grande sfida di abilità, esattamente come per la campagna, per non parlare dell’assenza di Avventure esplicitamente realizzate per i livelli più alti. In ogni caso, si tratta di una eccellente distrazione dalla storyline principale e di un modo divertente per raggiungere il livello venti e ottenere le prime ricompense.

Destiny 2 vede anche il ritorno delle Imprese, attività divise in step che promettono di ottenere ricompense particolarmente “succulente”. Possiamo dire di aver apprezzato quelle presenti in questo sequel e troviamo che le ricompense donate al loro completamento valgano davvero lo sforzo.
Per finire questa lista di contenuti ci piacerebbe parlare degli Assalti. Questa sorta di longeve missioni, designate per essere affrontate da tre giocatori, riprendono pienamente i passi in avanti fatti con le due espansioni maggiori di Destiny. In primo luogo si nota la presenza di alcuni tentativi di diversificazione all’interno dell’assalto ed è possibile notare il ritorno del sistema che vedeva la presenza di una certa randomizzazione dei nemici e il cambiamento di qualche linea di dialogo. La punta di diamante degli assalti è, per noi, identificabile con le boss fight, che presentano meccaniche uniche capaci di rendere più eccitante lo scontro e non rappresentare il boss come una grossa spugna per proiettili. Ci spiace solo che non sia presente qualche assalto in più, attualmente ne sono presenti cinque più uno in esclusiva per PlayStation 4, un peccato considerando che riescono a riprendere alla perfezione i risultati conseguiti con l’evoluzione del primo capitolo.

Ciò che vi abbiamo presentato fino ad ora corrisponde ad ore e ore di contenuti in cui i guardiani si possono tuffare per affrontare l’Oscurità, ma rappresentano solo parte di quelli che Destiny 2 è capace di offrire. Dispiace solo notare l’assenza di un livello di difficoltà più alto (anche se va detto che gli avversari, sfruttando le loro caratteristiche uniche, concedono comunque degli scontri vari ) e di qualche ulteriore attività appartenente a queste categorie.

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Mondi perduti e meraviglie scoperte

Una delle più grandi promesse che accompagnavano Destiny 2 era relativa alla presenza di nuovi mondi da esplorare in modi inediti e coinvolgenti, un risultato che il primo capitolo non era riuscito a raggiungere nel 2014. Ebbene, Bungie è riuscita a centrare quasi pienamente il risultato che puntava a raggiungere con Destiny 2, creando quattro destinazioni ricche e varie.
I quattro mondi che è possibile visitare sono stati realizzati allo scopo di coinvolgere il giocatore e spingerlo ad addentrarsi nelle sue aree, godendosi alcuni meravigliosi scorci mentre ci si dedica a tutte le attività messe a disposizione. Le mappe sono davvero vaste (specie la Zona Morta Europea), ma soprattutto sono evidenti le differenze tra ognuna di esse.
Un’altra aggiunta più che gradita è la possibilità di richiamare la mappa in ogni momento, così da tener traccia di tutto ciò che è possibile fare e muoversi rapidamente grazie a degli specifici checkpoint.

Abbiamo anche avuto modo di apprezzare l’implementazione della lore all’interno dei mondi (il plurale è d’obbligo), attuata attraverso la possibilità di scansionare artefatti di varia natura così da scoprire qualche interessante retroscena. Il sistema è convincente e riprende alla perfezione quello introdotto con “Il Re dei Corrotti”, aumentando drasticamente il numero di oggetti scansionabili. Questa feature è una delle ragioni che hanno giustificato l’assenza del Grimorio, una raccolta che includeva importanti nozioni sulla lore di Destiny, scelta che comunque non ci sentiamo di condividere pienamente. Il Grimorio sarebbe potuto rimanere in forma di companion, dove le informazioni raccolte in giro per i mondi sarebbero potute rimanere una volta ottenute. Fortunatamente, però, questo non sarà l’unico modo per scoprire le storie e i retroscena dell’universo narrativo di Destiny, infatti un po’ tutto, dalle descrizioni alle linee di dialogo degli NPC, tenderà a suggerire informazioni di ogni sorta, senza lasciare a bocca asciutta gli appassionati.

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Un’altra aggiunta che dona ancora più importanza ai pianeti di Destiny 2 trova concretezza nei vendor che popolano ognuno di essi, uno per ciascuno per essere esatti. Questi nuovi NPC permetteranno di ottenere degli equipaggiamenti esclusivi e necessiteranno di una specifica valuta (i pegni), diversa per ogni destinazione ed ottenibile unicamente completando attività o aprendo casse nella mappa a cui il vendor è legato.
Una delle attività che ci aveva incuriositi di più, tra quelle affrontabili nel corso delle pattuglie, era quella dei “Settori Perduti”, devi veri e propri dungeon da affrontare per giungere ad una ricompensa finale. Va detto, innanzitutto, che i Lost Sectors (questo il loro nome originale) sono presenti in gran quantità all’interno di Destiny 2 e diversi di questi sono davvero ben realizzati. Purtroppo è d’obbligo sottolineare che non tutti godono della medesima fattura, infatti non sarà raro trovarsi dinanzi ad una semplice “stanza” molto vasta e piena di nemici. Per di più, anche in questo caso, il livello di sfida offerto è davvero molto basso, fattore che, insieme a delle ricompense non proprio esaltanti, potrebbe spingere ad abbandonare i Settori Perduti giunti ad un certo livello con il proprio personaggio, semplicemente perché ci sono attività più remunerative.

Parlando di ricompense, non possiamo non citare il ritorno degli Eventi Pubblici, ovvero degli eventi che si attiveranno con una certa cadenza all’interno di tutte le destinazioni di Destiny 2. Questi possono permettere, se completati, di ottenere del loot per nulla trascurabile e sono certamente più semplici da ritrovare rispetto al passato, grazie soprattutto al fatto che vengono segnati (con tanto di timer che indica tra quanto arriveranno) sulla mappa. Inoltre è stata aggiunta la possibilità di trasformare i normali eventi in “eventi eroici”, attraverso lo svolgimento di determinate azioni (che non vi anticipiamo per non rovinarvi la sorpresa). Se si farà tutto nel modo corretto l’evento muterà, diventando più difficile e migliorando le ricompense ottenibili. Insomma, si tratta di qualcosa di cui tener conto mentre si esplorano le destinazioni a disposizione.
I nuovi mondi realizzati da Bungie riescono a raggiungere pienamente i risultati che ci aspettavamo. Si tratta di aree vaste e ben diversificate, in cui il rischio – termine a cui, in questo caso, non diamo una connotazione negativa – di perdersi è davvero alto, considerando quanto è possibile fare e vedere mentre ci si dedica all’esplorazione. Dispiace solo che alcune idee non siano state implementate in maniera migliore e che non tutte le attività rimangano davvero attraenti anche quando si giunge ai livelli più alti.

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Guardiani…ma con più stile!

Non si potrebbe parlare di Destiny 2 senza dedicare il meritato spazio anche ai guardiani, che possono ora vantare una varietà di scelta invidiabile sotto quasi ogni profilo. Togliendoci da subito un problema, diciamo che Bungie non sembra aver rinnovato in alcun modo la creazione del personaggio, evitando di inserire nuove opzioni estetiche per i volti, una scelta che non fa gioire ma che certamente non impedisce di godersi l’esperienza, anche perché i personaggi possono indossare l’equipaggiamento integrale in ogni momento.
Sul fronte degli aspetti positivi, riprendiamo quanto abbiamo detto sulle sottoclassi nella nostra anteprima tempo fa in merito alle classi e alle sottoclassi del gioco. Sebbene le tre classi canoniche abbiano fatto ritorno, queste presentano ora un sistema del tutto rinnovato.

Adesso ogni classe è dotata di una abilità esclusiva, come la possibilità di erigere una possente barriera dei titani, fattore che contribuisce a distinguerle maggiormente. Inoltre, a differenza del primo capitolo, Destiny 2 dà fin dal lancio la possibilità di sbloccare ben tre sottoclassi per ogni classe, per un totale di nove. Le sottoclassi non sono un semplice copy-paste di quanto visto fino ad ora e presentano non poche novità. Per cominciare, alcune sono state completamente rivoluzionate rispetto al passato e presentano ora abilità e super mai viste in passato, come nel caso del Fulminatore, la nuova sottoclasse dei cacciatori la cui super consente di evocare un bastone pervaso da energia ad arco. In secondo luogo è stato introdotto un nuovo sistema per la scelta dei perk per le sottoclassi, decisamente semplice ma non per questo meno interessante.

I perk di ogni sottoclasse, infatti, sono ora divisi in due gruppi distinti che forniscono specifici vantaggi, una scelta che a nostro avviso funziona, soprattutto grazie alla profonda sinergia tra all’interno dei gruppi di perk e pensiamo riesca a donare un ulteriore strato di varietà nel sistema delle classi. Tuttavia, pensiamo che non tutte le opzioni siano particolarmente utili o “attraenti”, ma questa è più una nostra opinione e non influenzerà la valutazione complessiva. Concludendo questo breve excursus sulle classi, abbiamo notato con immenso piacere l’aggiunta di altra lore in-game sotto forma di descrizione delle stesse, altro esempio di come Bungie abbia preso sul serio la questione.

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A disposizione dei guardiani c’è ora anche un arsenale più grande che mai e una vasta gamma di equipaggiamenti. Vendor diversi garantiscono ricompense specifiche e lo stesso vale per determinate attività, in più è ora possibile applicare gli shader ai singoli pezzi del proprio vestiario e armamentario, garantendo una customizzazione davvero profonda. Parlando di armi non si può che elogiare la loro nuova riclassificazione in tre categorie: cinetiche, energetiche e distruttive. Una soluzione che consente di accedere ad una maggiore quantità di combinazioni possibili, fino a giungere a quella perfetta per il proprio stile di gioco.

In questo contesto fanno ritorno anche gli oggetti esotici, dotati di specifiche caratteristiche uniche, che sono ora presenti in gran quantità, per la felicità dei collezionisti. Questi sono ottenibili in maniere relativamente più semplici rispetto al passato, tra Imprese che ne garantiscono l’ottenimento e un droprate più alto degli engrammi esotici, ma non per questo si rinuncerà alla caccia delle esotiche più agognate o più utili per tutte le occasioni.

Le esotiche, comunque, hanno portato con sé qualche novità, come l’inclusione di “storie” accessibili mentre le si ispeziona (aggiunta che abbiamo apprezzato) o la sinergia – solo in alcuni casi – con delle specifiche armi leggendarie. Quest’ultimo, ad esempio, è il caso del Multi-strumento MIDA e del Mini-strumento MIDA che, se utilizzate insieme, garantiranno dei vantaggi esclusivi. In ogni caso, va indicato come non tutti gli equipaggiamenti di questo livello di rarità siano particolarmente imperdibili, magari in futuro alcune potrebbero godere di un buff con una prossima patch per il bilanciamento (necessaria più che mai, ma ne parleremo con il PvP).

A fare ritorno è anche il sistema dell’infusione, che consente di sacrificare un pezzo di equipaggiamento per fare alzare la potenza di un altro, di cui magari apprezzate i perk intrinsechi o l’aspetto. Nuove sulla scena sono invece le “modifiche”, che possono essere equipaggiate su armi ed armature, così da ottenere particolari buff, bonus o, addirittura, modificare la tipologia di danno inferto.
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Credeteci, le possibilità di scelta sono davvero tante, così come vi sono molte vie per ottenere ciò che si desidera, dall’acquisizione dei pacchetti dai vendor, al completamento di assalti o match in Crogiolo, potreste passare giorni interi a cercare di ottenere quel fucile da ricognizione che state cercando, ma di certo non sarete costretti a fare costantemente la stessa cosa.
Armi e vestiario non hanno solo lo scopo di farvi raggiungere il vostro stile di gioco o l’aspetto che più desiderate, ma anche quello di alzare il vostro Potere (che sostituisce il livello di Luce noto in passato), parametro indispensabile per accedere o completare determinate attività. Ad esempio l’Incursione richiede un livello minimo di potere pari a duecentosettanta. Al fine di ottenere oggetti sempre più potenti sarà particolarmente utile completare le Pietre Miliari, sfide che si aggiornano con cadenza diversa e che al completamento conferiscono armi o equipaggiamenti sicuramente più potenti di quelli in vostro possesso.

Concludendo questa parte dedicata ai guardiani, ci teniamo a portare alla vostra attenzione l’importanza data da Bungie ai clan all’interno di questo sequel, il cui scopo non è più solo quello di raggruppare amici o giocatori con cui si ha una particolare intesa. Infatti, oltre a ciò, adesso i clan permettono di acquisire delle ulteriori ricompense settimanali e dei bonus, il cui ottenimento è legato al livello del proprio clan – che ogni membro aiuta ad accrescere giocando.

Bungie è riuscita a creare un ottimo sistema intorno alla gestione e alla crescita dei personaggi, mettendo a disposizione tante opzioni tra cui scegliere e creando molti modi per ottenere ciò che si desidera. Per fare ciò ha ripreso i migliori risultati ottenuti con Destiny ed ha cercato di innovare e migliorare ulteriormente la formula centrando, a nostro avviso, il risultato sperato.
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Crogiolarsi o non crogiolarsi nel Crogiolo?

In onore di Lord Shaxx è arrivato il momento di tirare in ballo il Crogiolo, il comparto multiplayer competitivo di Destiny 2, tornato con qualche piacevole modifica e… con i problemi di sempre.
Bungie ha deciso di dare uno scossone al comparto PvP, scegliendo imporre in ogni modalità competitiva solo squadre da quattro giocatori, andando quindi ad eliminare la distinzione delle modalità 3v3 e 6v6. Una scelta certo azzardata e che magari non piacerà a tutti, ma che comunque riesce a convincere, grazie anche all’aiuto delle nuove mappe.
Le mappe messe a disposizione sono in generale meno ampie di quelle che abbiamo imparato a conoscere con Destiny, pur godendo di un’ottima realizzazione sul piano estetico ed essere piuttosto divertenti da giocare, oltre a presentare una discreta varietà nella struttura. Non sarà raro, difatti, trovare stretti corridoi alternati ad ampi spazi in cui dar battaglia, magari mentre si cerca di attaccare o difendere una zona in una delle modalità ad obiettivi.

Destiny 2 dà accesso anche ad una serie di modalità competitive di tutto rispetto, ognuna delle quali è si rivela solida e divertente, sia che si tratti di quelle più rodate come Scontro o che se si tratti di una delle nuove aggiunte, Sopravvivenza e Detonazione. Le due nuove aggiunte che si rivelano particolarmente adatte per chi si vuole dedicare a dei match che richiedono, oltre ad un elevato grado di coordinazione con gli alleate ed una discreta conoscenza delle mappe, senza cui la vittoria non è certa.

I giocatori che amavano dedicarsi alle Prove di Osiride potranno inoltre gioire per l’introduzione delle “Prove dei Nove”, nuova modalità che di fatto va a sostituire la prima citata. Le Prove dei Nove rinnovano la formula introdotta dal primo Destiny, portando anche in questo caso il numero di giocatori da sei a otto totali e inserendo una sorta di introduzione, in cui vengono presentate le due squadre e vengono mostrati i rispettivi armamentari. Le Prove dei Nove presentano anche altre novità, come la presenza di una nuova area social chiamata “Il Terzo Pinnacolo”, di cui possiamo citare la meravigliosa realizzazione senza però andare nel dettaglio per lasciarvi il piacere di scoprirlo da soli. Oltre a ciò, non mancano sicuramente anche nuove ricompense escluse di questo contenuto, soprattutto nuove armi che permettono di accedere a frammenti di lore in-game.

Fa anche piacere vedere che Bungie ha ascoltato le critiche dei fan (almeno in parte) che erano state poste nel corso della beta, visto che ha ora ridotto il tempo d’attesa per l’apparizione delle munizioni per le armi distruttrici nella mappa, una soluzione che si è dimostrata piuttosto corretta.

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Nonostante tutto, il Crogiolo è però ancora molto lontano dalla perfezione e le criticità presenti sono più evidenti che mai. Innanzitutto, Destiny 2 vede l’assenza di una modalità storica come Rissa e non permette di selezionare liberamente le singole modalità. Queste sono infatti raggruppate in due playlist: “Partita Veloce” e “Competitiva”, la prima raccolta prevede modalità che non richiedono un particolare grado di “serietà”, mentre quelle della seconda necessitano di molta collaborazione e coordinazione con gli alleati. Bungie ha deciso di agire in questo modo per evitare che alcune modalità di svuotassero perché meno popolari, ma a nostro parere la scelta è davvero costrittiva per i giocatori e poteva essere evitata. Parlando di match, altre grandi assenti sono le partite private, anche se Bungie ha promesso il loro ritorno.

Il problema più grosso del Crogiolo risiede, senza ombra di dubbio, nel bilanciamento delle armi. Le bocche da fuoco in Destiny hanno sempre rappresentato una delle difficoltà nel gioco, proprio per via della difficoltà nel trovare un vero punto d’equilibrio. Destiny 2, in questo senso, non sembra aver fatto alcun passo in avanti rispetto al passato. Rimangono ancora degli armamenti fin troppo devastanti rispetto ad altri, sia della stessa categoria che di altre, ragione per cui la possibilità di vedere molti giocatori utilizzare lo stesso equipaggiamento non deve stupire.

La situazione diventa maggiormente insostenibile quando si tenta di giocare le Prove dei Nove, dove coordinazione e collaborazione lasciano spazio a questo o quel fucile particolarmente potente ed utile per tutte le situazioni. Non è il nostro scopo indicare precisamente dove risieda il problema del bilanciamento, vi basti sapere che secondo noi, più che agli archetipi, è legato a determinate armi, diverse delle quali sono davvero facili da ottenere. Inoltre non sappiamo quanto la volontà di non inserire i perk casuali per le armi leggendarie abbia interessato questo aspetto negativo, quindi riserviamo a Bungie il beneficio del dubbio.

Il comparto PvP di Destiny 2 porta con sé il meglio ed il peggio di quanto il predecessore avesse da offrire, utilizzando delle modalità che si rivelano solide e divertenti, che siano ben rodate o nuove. A funzionare bene è anche la scelta, magari non gradita a tutti sin da subito, di utilizzare il 4v4 in ognuna di esse, scelta sostenuta in maniera ottima dalle nuove mappe. Le arene sono davvero belle sul piano estetico e funzionano alla perfezione, offrendo una più che discreta varietà e non dei semplici corridoi dove dar battaglia. Purtroppo la decisione degli sviluppatori di impedire la libera scelta delle modalità e il pessimo stato del bilanciamento non giocano a favore del titolo, che attualmente presenta un Crogiolo di cui Lord Shaxx non andrebbe particolarmente fiero.

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Leviatano

Dedichiamo quest’ultimo paragrafo ad una delle attività più importanti quando si parla di Destiny: l’Incursione.
L’attività che mette una squadra di sei guardiani contro una longeva ed impegnativa missione, in cui coordinazione e comunicazione sono tutto, ha fatto ritorno con l’imponente appellativo di “Leviatano”.
Prima di tutto, va detto che Bungie ha fatto le cose per bene fin dall’introduzione del Raid, a cui si fa cenno anche in alcune Avventure, il cui arrivo ha un impatto importante per il mondo di Destiny. Intorno al Leviatano ruota moltissima lore e più di qualche possibile speculazione, anche in questo caso scopribili grazie alle descrizioni delle ricompense che si possono ottenere (in realtà ulteriori, interessanti, dettagli possono essere ottenuti grazie alla Collector’s Edition).

Esteticamente parlando siamo di fronte ad una creazione impressionante, la nave che dà anche il nome all’Incursione costituisce un mastodontico e opulente monumento degno del suo occupante, l’Imperatore Calus. La cura per i dettagli utilizzata dagli sviluppatori è encomiabile ed aiuta a rendere maggiormente l’idea di essere davvero dinanzi a qualcosa di più grande di noi e forse dei nostri poteri. Quando atterrerete sul Leviatano la voce di Calus vi accoglierà e lo stesso farà quando avrete completato uno dei passaggi che vi separano dalla sua sala del trono, il tutto accompagnato dall’aggiunta di qualche cutscene. E’ possibile, in definitiva, immaginare il Leviatano come un microcosmo, con una sua storia e suoi abitanti specifici, di cui all’inizio sappiamo poco ma che comunque riesce a rapire.
Destiny 2 recensione 08Risulta davvero difficile, invece, parlare delle meccaniche di questo nuovo Raid senza rischiare di fare degli spoiler, ma possiamo comunque cercare di darvi la nostra opinione e qualche informazione più generale.
Gli step del Leviatano non presentano meccaniche particolarmente complicate, ma richiedono comunque una squadra affiatata, paziente, collaborativa e, soprattutto, tantissima comunicazione. Un’aggiunta rispetto al passato è rappresentata dall’inserimento di una fase di intermezzo tra una sfida e l’altra, che si svolgerà in quello che può essere visto come l’hub centrale dell’Incursione. Questa sorta di pre-step varierà in maniera marginale dalla prima all’ultima volta in cui lo affronteremo, ma aiuterà ad allungare un po’ l’esperienza all’interno della gigantesca nave aliena.

I guardiani potranno anche entrare nella “pancia” del Leviatano, a cui accedere grazie a delle vie segrete. Qui è possibile letteralmente vedere come funziona questo divoratore di mondi meccanico, ma, soprattutto, in questa maniera si possono trovare degli interessanti segreti e dei percorsi per giungere immediatamente alle sfide principali, evitando quindi i pre-step.
Il Leviatano si configura come l’evoluzione di quanto offerto da Destiny e dalle sue espansioni, capace di prendere il meglio dei risultati ottenuti fino ad ora e di aggiungere qualcosa in più per rendere l’esperienza ancora più coinvolgente. Purtroppo attualmente sono presenti alcuni glitch che affliggono degli step e intaccano quello che altrimenti sarebbe stato un emblema di perfezione. Nonostante ciò, questa Incursione rimane uno dei punti forti di Destiny 2 e una delle esperienze meglio realizzate da parte di Bungie.

Destiny 2 recensione 09

PRO
Tantissimi contenuti…
Nove sottoclassi ben diversificate e accattivanti
Il Crogiolo presenta diversi aspetti positivi…
L’aggiunta della lore nel gioco funziona…
Tante armi ed armature
L’Incursione è davvero ben realizzata
Storia ben definita e personaggi memorabili
CONTRO
…Ma non tutti eccelsi
La difficoltà è in generale piuttosto bassa
…Ma anche molti problemi
…Ma davvero non era possibile mantenere anche il Grimorio?

Commento

Sintetizzare l’intera esperienza di Destiny 2 in una singola recensione non è per niente semplice e ancor meno lo è cercare di dare una valutazione. La difficoltà risiede non solo nelle enormi dimensioni dell’opera di Bungie, ma anche nella sua natura di progetto a lungo termine in cui tutto potrebbe peggiorare o migliorare ulteriormente nel corso del tempo.
Fino ad ora possiamo dire che Destiny 2 è un enorme passo in avanti rispetto a ciò che il primo capitolo era all’uscita. Finalmente i giocatori potranno gettarsi in una storia ben definita e ricca di personaggi carismatici, ma non solo. Il quantitativo di attività che è possibile affrontare è davvero impressionante, tra Avventure, Assalti, Pattuglie, Crogiolo e così via.
Destiny 2 non è certamente un titolo privo di difetti, ma è un’esperienza completa che riuscirà a soddisfare i giocatori veterani e quelli alle prime armi. E’ un peccato che Bungie non abbia creduto ancora di più nel progetto e non abbia definito meglio alcuni aspetti, così da renderli eccellenti, ma in futuro magari le cose potrebbero migliorare.
Per ora noi non possiamo che consigliare Destiny 2, che finalmente è riuscito a raggiungere un risultato che aspettavamo dal 2014: diventare leggenda.
8.5