Qual è il più grande problema di un’opera che, come Destiny 2, punta ad avere un lungo ciclo di vita? Semplice, trovare delle ragioni attraverso cui mantenere una costante base di giocatori.
Bungie è al corrente di tutto ciò ed è per questo che, fin dal lancio, ha lavorato strenuamente per migliorare l’offerta dell’endgame di Destiny 2, come testimonia anche l’ultimo grande update in occasione della Stagione 3. E’ in questo contesto che arriva la seconda espansione: “La Mente Bellica”.

Sono passati mesi dalla nostra ultima scorribanda su Mercurio e ancor più tempo ci separa dalla sconfitta di Ghaul, ma finalmente ci siamo potuti imbarcare in una nuova avventura.
Questo nuovo contenuto sarà riuscito a portare una boccata d’aria fresca e dei contenuti di qualità? Salite sulla vostra astronave e inserite le coordinate per Marte, scopriamo la Mente Bellica.

Warmind

Salutato Osiride e abbandonato Mercurio, è giunto il momento di dirigersi verso Marte, sulla cui superficie stanno precipitando i warsat, satelliti che costituivano una rete di difesa. Lo schianto di questi antichi artefatti dell’Età dell’Oro sta sciogliendo i ghiacciai e liberando l’Alveare, ma anche la più potente arma mai costruita dal genere umano: Rasputin, la Mente Bellica.
E’ questo l’incipit della nuova campagna che, nelle circa due ore necessarie per il suo completamento, ci ha portati alla scoperta di terribili nemici e di nuovi alleati.
I warsat, infatti, hanno inavvertitamente liberato una spaventosa entità: il dio-verme Xol, una delle più potenti figure adorate dall’Alveare. Fortunatamente, al nostro fianco c’è Ana Bray, una guardiana scomparsa da tempo per andare alla ricerca del suo passato e dei segreti della Mente Bellica.

Destiny 2 La Mente Bellica Recensione 01Come potete ben capire, le premesse dietro questa nuova storia erano davvero promettenti. Eppure un po’ come accaduto con “La Maledizione di Osiride”, le aspettative sono state disattese.
Al di là delle scarsa longevità, la questline principale non riesce a coinvolgere e a rendere giustizia alle figure citate poco sopra. Ciò è un peccato, considerando alcuni buoni spunti che emergono nel corso di questa nuova avventura, i quali però sono solo accennati, dando la sensazione che questa espansione voglia solo essere un’anticipazione di qualcosa in arrivo.
Le missioni principali hanno comunque il pregio di far prendere coscienza dell’ampiezza e delle caratteristiche del Bacino di Hellas, la location marziana in cui sono ambientate le vicende.
Inoltre, va sottolineato il tentativo di creare alcune sequenze suggestive, che in parte ci è sembrato riuscito. Peccato, invece, per le bossfight, che ci sono sembrate piuttosto piatte. Persino l’imponente Xol, benché sia esteticamente ottimo, non è capace di regalare uno scontro degno.
La Mente Bellica offre anche quattro semplici Avventure, che non impegnano per più di un’ora e che possono essere affrontate anche a difficoltà eroica, rimanendo in linea con quelle già presenti nell’opera.

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Fuoco e ghiaccio

 

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Il Bacino di Hellas è la nuova destinazione esplorabile ed è, a nostro avviso, uno dei punti di forza dell’espansione.
L’area è decisamente più ampia di quella aggiunta con La Maledizione di Osiride, come testimonia anche la possibilità di utilizzare l’astore.
Differentemente da quanto ci aspettavamo, non sono i ghiacci delle calotte a farla da padrone, che invece sono relegati ad una sezione della mappa. Il panorama è principalmente caratterizzato dalle stesse scelte estetiche che abbiamo imparato a conoscere con il primo capitolo, con panorami sormontati dagli imponenti edifici dei Bray.
Infine, una piacevole aggiunta è costituita dalle strutture strettamente legate a Rasputin, che riprendono a piene mani dalle soluzioni visive già viste in passato. Corridoi, stretti passaggi, porte sigillate e stanze dei server riescono a regalare un ottimo feeling.
Marte presenta anche le attività viste nelle altre destinazioni, come i settori perduti e gli eventi pubblici, tra i quali emerge la versione rivisitata della difesa del warsat.

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Il Bacino di Hellas custodisce anche un’altra importante novità: il Protocollo di Intensificazione. Questa sorta di evento pubblico, attivabile in qualunque momento, si configura come una modalità ad ondate con fasi via via più difficili intervallate da qualche obiettivo da completare, a cui segue lo scontro con un boss decisamente coriaceo. L’esperienza è sicuramente tra le più difficili e il livello degli avversari è particolarmente elevato, riuscendo a mettere in difficoltà anche una squadra ben organizzata. Infatti questa sfida può essere affrontata insieme ad altri giocatori, fino ad un massimo di nove, ma riuscire a radunare ed organizzare un team di tale risulta molto complesso, cosa che ha portato all’utilizzo di soluzioni poco ortodosse da parte della community.

Chiudono questo pacchetto i collezionabili, inseriti in quantità non indifferente. All’interno della mappa sono stati nascosti quarantacinque Nodi di Memoria, che vanno sbloccati attraverso il giusto attacco, necessari per ottenere delle ricompense esotiche. Oltre a questi, sono presenti dei contenitori da aprire con delle chiavi dotate della giusta frequenza, che a loro volta vanno realizzate attraverso il farming di specifici oggetti.
In definitiva, Marte offre molte ragioni per visitarlo e tornare, rendendolo una delle destinazioni migliori dell’opera.

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Battle Martian

Uno dei punti più critici de “La Maledizione di Osiride” era rappresentato dagli Assalti aggiunti con l’espansione, i quali non erano che mere riproposizioni di quanto visto in alcune missioni. Purtroppo, anche questa volta ci siamo trovati di fronte al medesimo espediente. I due Assalti principali, infatti, consentono ai giocatori di rivivere le missioni contro Nokris e Xol, senza apportare modifiche significative. I possessori di PlayStation 4 possono però giocare un terzo Assalto ambientato su Nessus, dove è necessario fermare una spedizione dei Cabal, guidati da uno Psionico troppo cresciuto e davvero poco amichevole. L’Assalto è di buona fattura, risultando divertente nonostante non brilli particolarmente rispetto a quelli già presenti nell’opera.
Destiny 2 La Mente Bellica Recensione 09Un trattamento migliore è stato riservato a Lord Shaxx, che ha visto l’arrivo di due nuove mappe nel suo Crogiolo. Entrambi i terreni di scontro hanno Marte come sfondo e si sono rivelati solidi in fase di prova. Collasso è un’area di dimensioni medie che permette ai giocatori di scontrarsi sulla cima di un edificio. Al suo interno vengono Destiny 2 La Mente Bellica Recensione 11saggiamente alternati spazi aperti e chiusi, ma le poche linee di tiro libere portano a combattimenti concitati sulla breve distanza. La seconda arena, Desolazione, sposta la battaglia tra le calotte marziane ed è principalmente focalizzata sugli spazi esterni. Le discrete dimensioni della mappa consentono di dar vita a lotte sulla media-lunga distanza, ma sono presenti diverse vie laterali attraverso cui aggirare ed eliminare gli avversari. Nel complesso siamo rimasti soddisfatti dalle nuove aggiunte al comparto PvP di Destiny 2.
Come di consueto, l’espansione ha portato con sé anche nuovi armamenti da conquistare e impiegare in battaglia. La Mente Bellica, in questo senso, è responsabile del ritorno di alcune delle esotiche più amate del passato, come il Suros Regime. Oltre a queste, possono mancare le novità sia tra che le armi che tra le armature. Parlando di esotiche, il loro ottenimento non passa solo dagli engrammi, ma anche tramite il completamento di attività, modifica che abbiamo sinceramente apprezzato.Alle esotiche si affiancano anche nuovi equipaggiamenti leggendari da conquistare sulla superficie marziana.
Tutte queste aggiunte, affiancate dalle novità introdotte con il recente update, garantiscono nuove possibilità di personalizzazione ai giocatori, che ora hanno nuovo loot a cui dare la caccia.

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Spiral of Stars…are you shining just for me?

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Sapevamo già da tempo che il Leviatano sarebbe stato il teatro di più Incursioni, non ci sorprende quindi tornare a parlare del mastodontico vascello di Calus anche questa volta.
Spiral of Stars, il nuovo Raid Lair, è focalizzato sull’offrire una sfida che solo una squadra dotata di un’ottima coordinazione può ambire a completare. Le prove sono strutturare in modo da richiedere la costante comunicazione e partecipazione di ogni membro del team. Ad incrementare ulteriormente la sfida c’è il livello dei nemici, abbastanza alto rispetto all’attuale media dei giocatori.

Nell’arco delle quattro fasi principali possiamo ancora una volta prendere atto delle impressionanti dimensioni del Leviatano, ma il suo fascino inizia ormai a stancare. Ci è dispiaciuto notare, inoltre, una mancata cura nella caratterizzazione del boss finale, che ricorderemo principalmente (forse unicamente ndr.) per la sfida offerta.
Avremmo anche apprezzato una maggior cura nel loot ottenibile dall’Incursione, che da solo non riesce ad essere una motivazione sufficiente per affrontare questa difficile attività.
Infine, ci aspettavamo che Spiral of Stars fosse la degna conclusione della nostra storia con Calus, ma così non è stato. Il nuovo Raid Lair si pone solo come l’ennesimo tassello da aggiungere a quelli già presenti. Sembra quindi lecito chiedersi: quando potremo salutare definitivamente il Leviatano e cambiare aria?

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PRO
Marte è un’ottima destinazione
Il Protocollo di Intensificazione è impegnativo e divertente…
La trama ha alcuni spunti interessanti…
La qualità delle nuove mappe PvP è più che buona
CONTRO
Gli Assalti principali sono riproposizioni di altre missioni
…ma solo se si riesce ad organizzare un team
…sfruttati davvero male
Panoramica Recensione
Valutazione
7
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Fabrizio Rizzo
Accanito videogiocatore da quando aveva tre anni, InkWolf ama studiare l'arte che si cela dietro lo sviluppo di un gioco, così come l'applicazione di innovative o peculiari pratiche di game design. InkWolf è profondamente legato a molti generi, giochi e sviluppatori diversi. Il suo sogno è quello di salire sul palco dell'E3 per presentare un suo progetto...un giorno...