Destiny 2 è approdato sugli schermi di milioni di giocatori già da qualche mese, raccogliendo pareri  in generale molto positivi. Io stesso sono stato tra coloro che hanno elogiato l’operato di Bungie, soprassedendo su alcune pecche e sottolineando i grandi passi fatti in avanti rispetto al primo capitolo.

Tuttavia, come ho scritto anche mesi fa, Destiny 2 rappresenta un’ottima base da cui partire per costruire una grande esperienza, che potrebbe essere vanificata dalle scelte fatte per tenere “vivo” questo secondo capitolo.

Ammetto di aver accolto “La Maledizione di Osiride” con non poca fiducia, d’altronde Bungie sembra aver appreso parecchio in termini di contenuti aggiuntivi, come hanno dimostrato “Il Re dei Corrotti” e “I Signori del Ferro”.  Questa prima espansione è riuscita a convincermi? Se desiderate una risposta, vi invito a scoprirlo leggendo questa recensione. Buona lettura!

Recensione Destiny 2 La Maledizione di Osiride

Vecchi nemici e nuove minacce

Con Ghaul sconfitto e la Luce ripristinata, sembra essere tornata la pace nella galassia (fatta eccezione per quella gigantesca nave che sta letteralmente divorando Nessus). Purtroppo, pare che ai guardiani non sia concesso alcun riposo, visto che i Vex sono tornati in azione con un piano per creare un futuro senza Luce.

In questo contesto fa capolino una delle figure che più è riuscita ad incuriosire i giocatori di Destiny, specialmente quelli attenti alla lore dell’universo targato Bungie: Osiride. Il celebre stregone, infatti, questa volta non si cela dietro il Grimorio o alcune descrizione, ma si mostra in tutta la sua potenza. A fianco di Osiride c’è Sagira, il fido Spettro che ha il compito di assistere il nostro guardiano nell’arco della storia, completabile in circa tre ore. Seppur relativamente breve, la questline principale riesce a mostrare diversi momenti particolarmente interessanti, come la prima sequenza in cui ci viene mostrato il passato di Mercurio. Allo stesso modo, anche alcuni scontri con i boss si sono rivelati particolarmente azzeccati, specie quello contro Panoptes che va a chiudere la storia del DLC. Oltre ad approfondire Osiride, anche se il risultato finale poteva essere migliore, l’espansione cerca anche di donare maggior spessore a Ikora e a fratello Vance, il quale torna a vestire il ruolo di NPC su Mercurio.

La Maledizione di Osiride permette anche di giocare tre nuove Avventure, abbastanza semplici nella struttura ma comunque divertenti da giocare. Inoltre, se giocate a difficoltà eroica queste riescono ad offrire un discreto livello di sfida, soprattutto se messo a confronto con la difficoltà generale piuttosto bassa che affligge il resto delle attività.

Una delle scelte a mio avviso poco azzeccate, invece, riguarda i due Assalti messi a disposizione del giocatore. Questi riprendono missioni che è possibile affrontare in solitaria, includendo però la possibilità di giocarli in compagnia di altri due guardiani. Benché tale scelta possa essere giustificata come un tentativo di meglio integrare questi nella narrazione, ho la sensazione che questi siano solo la manifestazione di una mancanza di idee o, ancor peggio, di una volontà di lucrare il più possibile senza fare il minimo sforzo. Fortunatamente sul fronte degli Assalti ho potuto assistere al ritorno delle varianti eroiche, che però faticano ad offrire una vera sfida nonostante l’innalzamento di difficoltà (al momento gli Assalti eroici sono disponibili solo per i possessori del DLC, per tale ragione vengono citati come parte del pacchetto acquistabile).

Recensione Destiny 2 La Maledizione di Osiride

Una foresta di infinite possibilità…sfruttate davvero male

La Maledizione di Osiride è responsabile dell’inserimento di Mercurio come destinazione esplorabile, aggiungendo così il pianeta agli altri già presenti e liberandolo dall’essere confinato a qualche mappa del Crogiolo. Mercurio è certamente piacevole da vedere e richiama alla perfezione quanto già realizzato da Bungie in passato per quanto riguarda questo pianeta conquistato dai Vex. Oltretutto, la nuova ambientazione è dotata delle medesime caratteristiche di quelle già presenti nel gioco base. E’ quindi possibili completare attività di varia natura e ottenere pegni da scambiare con l’NPC di Mercurio, il già citato fratello Vance. Bungie, inoltre, ha introdotto anche un nuovo evento pubblico dotato di meccaniche particolarmente complesse, al cui termine è possibile ottenere ben due casse.

Purtroppo, il nuovo pianeta porta sulle sue spalle un pesante difetto: le dimensioni. Non fraintendetemi, non mi aspettavo certo di giocare una seconda Zona Morta Europea, ma Mercurio è una destinazione dotata di dimensioni davvero minute (compensate malamente dall’impossibilità di utilizzare l’astore), che ovviamente riducono drasticamente il numero complessivo di attività a cui ci si può dedicare. Basti pensare che è presente un unico evento (quello nuovo) e un solo Settore Morto. Fortunatamente l’operato dei Vex cerca di venire in soccorso dei guardiani assetati di avventura con la “Foresta Infinita”, una gigantesca creazione della rete Vex che consente di accedere a simulazioni relative al passato, al presente e al futuro del piccolo corpo celeste.

La Foresta Infinita richiede ai giocatori di muoversi attraverso piattaforme che si vanno generando man mano che si avanza verso uno di tre portali, ognuno dei quali conduce ad uno di tre momenti storici di Mercurio.

Recensione Destiny 2 La Maledizione di Osiride

Il concept su cui poggia la Foresta Infinita è innegabilmente intrigante ed effettivamente affrontare missioni in questa realtà in mutamento è piuttosto divertente. Tuttavia, la Foresta Infinita non è stata sfruttata a dovere, o meglio è non è stata sfruttata abbastanza. Difatti, non è possibile visitare la zona mentre si è intenti ad esplorare liberamente Mercurio, ma solo attraverso alcune attività presenti nell’espansione. Insomma, un vero spreco di una componente che avrebbe bilanciato meravigliosamente le dimensioni ridotte di Mercurio.

Dato che stiamo parlando di aree giocabili, perché non parlare anche delle nuove mappe del Crogiolo? Ebbene, La Maledizione di Osiride introduce tre nuove arene dove darsi battaglia, un numero non proprio elevato ma comunque soddisfacente. Le nuove mappe godono di una buonissima varietà sul piano artistico e su quello del level design, a proposito del quale non posso che esprimere un giudizio positivo. Bungie ha costruito delle mappe che mescolano sapientemente spazi ristretti e ampi, posizionando bene i punti per il ripristino delle munizioni per le armi distruttive e per il respawn. Peccato che il Crogiolo non abbia potuto godere di un altro po’ di attenzione, magari la reintroduzione di una delle modalità che non erano riuscite ad arrivare insieme a Destiny 2?

Recensione Destiny 2 La Maledizione di Osiride

Una Luce sempre più potente

Una nuova aggiunta all’universo di Destiny non potrebbe essere tale senza un innalzamento del level cap, questa è una verità che non può essere trascesa e lo conferma anche La Maledizione di Osiride, la quale ha portato il livello massimo a venticinque e il livello di potenza massimo a trecentotrentacinque.

Ovviamente, le novità per i guardiani di tutto il mondo non terminano qui, dato che il DLC consente di accedere a molte nuove esotiche, tra armi e armature. Diverse di queste sono state ripescate dal precedente capitolo, ma sapientemente modificate in modo più o meno invadente. Purtroppo non ho avuto occasione di testarle tutte, ma ho potuto leggere i loro perk e vederle effettivamente in azione. Fatta eccezione per un piccolo problema legato ad un bug che affliggeva una delle armi (a cui Bungie sembra aver posto rimedio), devo dire che le nuove aggiunte si mescolano bene agli equipaggiamenti esotici già presenti nel titolo, regalando maggiore varietà alle situazioni e anche qualche piacevole spunto di lore.

Gli sviluppatori non si sono limitati ad aggiungere nuove esotiche, ma anno portato diverse novità anche per quanto riguarda le leggendarie. La più importante è rappresentata dalle armi che è possibile ottenere dalla Forgia su Mercurio. Queste macchine da guerra presentano, a mio avviso, un fantastico comparto estetico e non sono per niente male per abbattere i nemici. Inoltre, queste richiedono non poco grinding per essere forgiate, fattore che va ad “accontentare” coloro che avevano sottolineato la mancanza di questo fattore al lancio di Destiny 2. Anche gli amanti della lore potranno apprezzare queste nuove aggiunte, dato che esse permettono di accedere ad interessanti descrizioni (in maniera simile a quanto accade con le armi delle Prove dei Nove). Fanno la loro ricomparsa i decori degli equipaggiamenti leggendari dell’Avanguardia, del Crogiolo, delle Fazioni, dell’Incursione e delle Prove dei Nove. Questi sono riscattati automaticamente al completamento di specifici obiettivi relativi ad una delle quattro fonti citate poc’anzi. Un ritorno che non comporta modifiche al gameplay, ma che aumenta le possibilità di personalizzazione e richiede un pizzico di impegno.

Non mancano poi i decori per esotiche vecchie e nuove, per non parlare di quelli dedicati alle armature esotiche (introdotti ora per la prima volta), nuovi oggetti puramente cosmetici e nuovi set armature di armature ottenibili su Mercurio e dalla nuova Incursione.

Recensione Destiny 2 La Maledizione di Osiride

Improvvisarsi meccanici e gastroenterologi

Quando tempo fa terminai il Leviatano per la prima volta mi resi subito conto di una cosa: era improbabile che Bungie non avrebbe ripreso quell’ambientazione per nuovi contenuti. Le ragioni sono davvero tante, non ultime quelle legate alla storia (di cui non parlo per non rischiare spoiler) e all’ottimo concept che si cela dietro essa.

Non mi sorprende quindi tornare a parlare del Levitano, la gigantesca nave dell’Imperatore Calus che sta divorando Nessus, per la nuova Incursione, che questa volta ci porta nella “pancia della bestia”. Esteticamente la nuova attività pensata per sei giocatore richiama quanto era possibile vedere attraversando i condotti presenti anche nella prima Incursione, aggiungendo però delle caratteristiche del tutto nuove. Gli spazi sono perlopiù ampi, fattore che contribuisce moltissimo a sottolineare le dimensioni mastodontiche del vascello. Inoltre, l’area in cui si svolgono gli ultimi passaggi del Raid è davvero impressionante. L’estetica contribuisce anche alla creazione di alcuni ottimi momenti, che sono sicuro siano entrati nel cuore di chi ha già affrontato questa attività.

Per quanto riguarda le meccaniche, queste non mi sono parse particolarmente complesse in nessuno degli step, ma ritengo sia comunque necessario un buon grado di comunicazione. Ho trovato particolarmente apprezzabile la necessità di utilizzare degli artefatti nelle ultime fasi, così come la rapidità richiesta. Ho sentimenti contrastanti riguardo alla forte presenza di platform, specie nelle fasi più concitate. Va detto che non non tutti i tipi di salto sono particolarmente efficienti e che le caratteristiche dell’equipaggiamento influenzano abbastanza questo aspetto, pertanto le possibilità di mancare (anche di poco) un salto e fallire un tentativo sono presenti in quantità discreta. Allo stesso tempo, tuttavia, mi ritengo un amante questo tipo di attività e devo dire che mi sono sembrate ben realizzate.

Bungie è stata anche capace di giustificare alla perfezione la presenza dei Vex all’interno del Leviatano, così da renderli protagonisti anche di questa parte del DLC. Sempre ai Vex è collegato il boss finale: Argos, la cui boss fight è davvero ottima e riesce a rappresentare una vera sfida. Il problema più grande dell’intera attività, purtroppo, risiede nella sua durata fin troppo contenuta, anche se messa a paragone con le Incursioni incluse nei precedenti DLC creati per Destiny. Non vi ci vorrà molto per portare a termine questa piccolissima perla e ciò è una disdetta, soprattutto perché si tratta di una componente davvero importante.

Infine, non manca del nuovo loot da conquistare per i nostri guardiani, sulla cui qualità non mi pronuncio, anche se mi rallegra vedere anche in questo caso la presenza di nuova lore.

PRO
Finalmente conosciamo Osiride…
La storia e le Avventure hanno qualche ottimo momento…
Mercurio è visitabile…
Le nuove mappe del Crogiolo sono di buonissima fattura
Tante nuove armi e armature da conquistare
L’Incursione è ben fatta e divertente da giocare…
CONTRO
…ma non viene approfondito abbastanza
…peccato non durino molto
…ma ha ben poco da offrire
Il concept della Foresta Infinita non è stato sfruttato a dovere
Gli Assalti sono una mera riproposizione di missioni già viste
…peccato duri così poco
Panoramica Recensione
Valutazione
6
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Fabrizio Rizzo
Accanito videogiocatore da quando aveva tre anni, InkWolf ama studiare l'arte che si cela dietro lo sviluppo di un gioco, così come l'applicazione di innovative o peculiari pratiche di game design. InkWolf è profondamente legato a molti generi, giochi e sviluppatori diversi. Il suo sogno è quello di salire sul palco dell'E3 per presentare un suo progetto...un giorno...