Benvenuti nella ridente Los Perdidos, tra zombie paurosi e armi a volontà

Data di uscita 22 Novembre 2013 Xbox One, 5 settembre 2014 PC
Genere Action, Survival Horror
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme Xbox One, PC
Sviluppato da Capcom
Distribuito da Microsoft Studios
Versione testata Xbox One
Cover

La line-up di lancio di Xbox One non ha di certo sorpreso in quanto a qualità, sicuramente i titoli c’erano, ma molti di essi sono stati delle mezze delusioni.
Capcom è una delle case produttrici che ha supportato la console Microsoft al lancio con un esclusiva, seppur temporanea, di spessore.
Dead Rising è una saga che non ha mai spiccato il volo a causa di difetti strutturali e tecnici non di poco conto, ma sopratutto per colpa del fattore tempo, che non permetteva di assaporare appieno l’avventura ed era in contrasto con la struttura open-world e caciarona dei titoli.
Andiamo quindi ad analizzare insieme la nuova avventura survival horror di casa Capcom Vancouver, disponibile ora, ricordiamo, anche per PC Windows.

Dead rising 3 Recensione 1

Los Perdidos

Nick Ramos è un talentuoso meccanico di Los Perdidos, città che si è trovata a dover lottare contro un’epidemia inaspettata, un virus in grado di trasformare gli abitanti in zombie.
Diciamolo subito, quando abbiamo iniziato Dead Rising 3 non ci aspettavamo certo di trovarci nelle mani un trionfo di narrativa, la trama infatti ricopre un ruolo più che marginale all’interno del titolo, 72 ore dopo l’esplosione dell’epidemia Nick si troverà a dover sopravvivere insieme ad altri rifugiati, ma qualcosa di molto importante accadrà di li a poco, qualcosa che costringerà Nick a dover lottare contro il tempo.
Attenzione, sappiamo già che molti di voi alla lettura della parola tempo accostata alla saga di Dead Rising si staranno strappando i capelli o in alternativa la barba per chi è ormai calvo dopo il secondo capitolo.
Il fattore tempo resta per le missioni secondarie, quest che andremo ad approfondire dopo, ma non ci sono limiti nell’esplorazione di Los Perdidos o nella trama in generale, ebbene sì, il primo elemento di gameplay che è stato migliorato è proprio l’esplorazione.
Los Perdidos è vasta e piena di interni da visitare, senza nessun limite di tempo e questo è un miglioramento sostanziale rispetto ai vecchi capitoli.
La trama principale non è quindi di impatto, ma le varie boss fight memorabili e alcuni momenti inaspettati riescono a rendere una trama banale e scontata interessante per il videogiocatore, le quest secondarie spaziano invece dal dover salvare dei superstiti, a doverli aiutare trovando oggetti e armi per loro, fino a quest che propongono delle sfide di uccisione di zombie.
Lo scopo principale del titolo è proprio l’uccidere gli infetti, presenti a centinaia su schermo, il numero di zombie è impressionante e aiuta sicuramente ad aumentare il divertimento nel dar vita a grandi carneficine.
Il gameplay ripropone quindi le meccaniche caciarone dei vecchi titoli, ma le unisce ad una mappa vastissima e piena di cose da fare e sottolineiamo ancora senza limite di tempo, inoltre in questo capitolo si potranno guidare diversi tipi di veicoli che permetteranno di esplorare ancora meglio Los Perdidos, ma non sono solo utili allo scopo dell’esplorazione.
Un elemento che è rimasto importante all’interno del titolo è il crafting, decine di armi e combinazioni disponibili permetteranno di creare armi letali e divertenti per uccidere gli zombie, ma non solo le armi saranno portatrici di morte (se così si può definire l’eliminazione di un non-morto) anche i veicoli potranno essere combinati ed utilizzati per uccidere gli zombie.
Sono presenti oltre ai veicoli e armi bianche anche esplosivi e armi da fuoco, quest’ultime sono ben bilanciate e le fasi di shooting, seppur non perfette, regalano più che un emozione.
Oltre agli oggetti atti a mietere vittime, sono presenti anche oggetti di recupero per la salute del protagonista e oggetti estetici come vestiti e accessori per il nostro eroe, girare con una minigonna e una maschera da topo per Los Perdidos impugnando un machete per fare a brandelli i simpatici amici Z è una cosa indescrivibile a lettere. Le armi vengono craftate tramite accoppiamenti con oggetti dell’ambiente e armi corpo a corpo, il tutto tramite schemi di costruzione che si possono trovare in giro per la mappa.

Dead rising 3 Recensione 3
Gli attacchi sono sostanzialmente due: l’attacco rapido che causa danni irrisori ai non morti, tuttavia utili per la loro velocità e per stordire i mangiacarne e fuggire e l’attacco pesante, una mossa speciale grazie a determinate armi o costumi, oppure un semplice attacco caricato.
Gli attacchi concatenati possono però dare vita a combo spettacolari ma soprattutto letali, combinabili anche con il salto, utile non solo in combattimento, ovviamente anche per l’esplorazione, per raggiungere tetti di palazzi sui quali sono presenti armi rare o collezionabili, o più semplicemente per fuggire dagli zombie rifugiandosi sulla cappotta di una macchina.

Unico limite imposto all’inventario è il massimo di quattro oggetti trasportabili contemporaneamente, le armi da fuoco inoltre non sono dotate di ricariche o caricatori, ma una volta esaurite le munizioni saranno scartate brutalmente dal nostro protagonista affamato di sangue.
Le boss fight, come dicevamo prima, sono divertenti e donano un filo di tatticismo al titolo, tramite i pattern dei nemici, un po’ in Souls style, dovremo attendere il momento giusto per attaccare, l’istante in cui le difese del nemico sono scoperte, senza gettarci a testa bassa nello scontro.

Dead rising 3 Recensione 4
E’ presente anche una sorta di albero delle abilità che permette la crescita del buon Nick tramite punti disponibili dopo essere saliti di livello, grazie ai canonici punti esperienza guadagnati completando quest ed uccidendo zombie, questo elemento è ben inserito all’interno della produzione, le abilità ottenibili sono passive e spaziano da aumenti di salute o aumento dell’inventario, fino a nuove combo.
La difficoltà del titolo non è elevata, morirete veramente poche volte e questo, seppur aiuta ad aumentare la spettacolarità delle uccisioni, crea un effetto boomerang rendendo gli zombie temibili quanto dei birilli.
Sono presenti anche diversi collezionabili all’interno di Los Perdidos che aumentano la già consistente durata del titolo di Capcom Vancouver.

L’amico Dick

E’ presente anche una modalità multigiocatore, Nick collaborerà con Dick, amico inseparabile del nostro protagonista che non viene mai citato all’interno della campagna, ma poco importa quando si passa a massacrare zombie in due persone pensanti, saranno veramente tanti i momenti divertenti che si verranno a creare in queste situazioni.
E’ stato ovviamente implementato anche un supporto al Kinect, ben gradito, ma non fondamentale per l’avanzamento del titolo, così come è ben gradito il supporto a smartglass.
Ricapitolando il gameplay di Dead Rising 3 è ben fatto ed estremamente divertente, unica pecca è forse la ripetitività che immancabilmente in un titolo di questo genere si viene a creare.

Dead rising 3 Recensione 5

Zombie?!? It’s over 9000!!!!

Se vi state chiedendo se gli zombie sono veramente così tanti come si narra la nostra risposta è: assolutamente sì!.
Non si sono mai visti così tanti nemici a schermo e rimarrete veramente sopraffatti dalla quantità immensa di infetti che potrete massacrare, questo rende il titolo ancor più divertente e l’abbondanza di sangue a schermo aumenta il divertimento per i più sadici, purtroppo cotanta grazie ha creato dei problemi tecnici non di poco conto.
Il titolo seppur girando a 720p, risoluzione troppo bassa a fine 2013 per un titolo di nuova generazione, soffre di pesanti cali di frame che seppur non inficiando la giocabilità, fanno comunque storcere il naso ai giocatori che ricercano una dimostrazione di next-gen. Graficamente parlando il titolo è sotto tono, le tinte cupe mascherano texture di qualità scarsa e modelli poligonali di basso livello,l’unica cosa gradita e ben fatta sono i volti e le espressioni facciali.
Forte anche l’aliasing, complice della bassa risoluzione, che da fastidio sopratutto su schermi di grandi dimensioni, il titolo è purtroppo affetto anche da pop-up delle texture e da qualche sporadico bug che ci costringerà a ricaricare l’ultimo checkpoint.
Il comparto audio è discreto, un doppiaggio non di alto livello ma sufficiente, accompagnato dai rumori degli squartamenti e da una colonna sonora degna di nota.

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kinguinad

PRO
Numero di zombie a schermo impressionante
Gameplay divertente
Los Perdidos è immensa
Comparto audio sublime
Multiplayer divertente

CONTRO
Frame rate imbarazzante che va a inficiare sulla giocabilità
Problemi nella lettura dei sottotitoli

Commento

Dead Rising 3 è un ottimo titolo, divertente ed appagante che migliora sostanzialmente i predecessori, aggiungendo poche, ma azzeccate novità.
Debole purtroppo sotto il lato tecnico, anche se questo è un compromesso a cui gli sviluppatori sono andati incontro, a fronte di un numero immenso di zombie a schermo contemporaneamente.
Leggermente irritante anche il fattore ripetitività, purtroppo sappiamo quanto sia difficile intrattenere ad alti livelli dall’inizio alla fine in un titolo di questo genere.
Consigliamo quindi l’acquisto a tutti i fan dei giochi casinisti e sopratutto ai fan dei survival horror mentre l’acquisto è d’obbligo per gli amanti del brand.
8