Con Dark Souls III FromSoftware conclude una delle saghe più affascinanti del mondo dei videogiochi, ecco la nostra recensione.

Data di uscita 12 aprile 2016
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PlayStation 4, Xbox One, PC
Sviluppato da FromSoftware
Distribuito da Bandai Namco
Versione testata PC

La saga dei Souls è stata una vera rivelazione della passata generazione videoludica, approdata su PlayStation 3 in oriente con il superbo Demon’s Souls, ha riportato il mondo dei videogiochi alle origini, facendogli fin da subito dimenticare, almeno in parte, le cattive abitudini indotte dalla semplificazione delle meccaniche di gioco.
FromSoftware, con la supervisione del maestro Miyazaki, ha creato uno dei migliori brand degli ultimi anni, ha infatti sfornato cinque capitoli, contando l’esclusiva PS4, in soli otto anni, complice anche la pressante richiesta da parte della community.
Tuttavia il team di sviluppo ha fatto un passo falso con Dark Souls II: l’assenza della voce guida di Miyazaki si sentiva e nonostante si fosse rivelato comunque un ottimo Action RPG, è innegabile che contenesse parecchi difetti, incoerenze nella sceneggiatura e veri e propri buchi all’interno della lore.
Sicuramente i fan più accaniti del brand attendevano comunque Dark Souls III con una ferrea sicurezza, non dubitando della qualità del gioco. Tuttavia noi qualche perplessità l’avevamo, soprattutto a causa del pochissimo tempo trascorso dall’ultima opera dell’azienda, ma memori della presenza del maestro a guidare il team di sviluppo, l’hype e le aspettative erano elevatissime.
Finalmente abbiamo potuto giocare e completare, si fa per modo di dire, la trama principale del titolo, concedendoci un po’ di esplorazione e qualche tuffo nel comparto multiplayer.

Dark Souls III Recensione 6

Rintocchi Lontani

Lothric, meta di pellegrinaggio e regno un tempo splendente, è stato colpito da una potente ed oscura maledizione, la connessione con i vari mondi si è consolidata e corpi putridi si nutrono delle anime dei poveri malcapitati.
Ma una campana suona in lontananza e i Lord dei Tizzoni si risvegliano, potenti signori oscuri dotati di ancestrali poteri in grado di distruggere ogni cosa tenti di ostacolarli. Il loro più grande ostacolo siamo noi: un corpo vacuo in cerca di anime e di braci con cui risvegliare l’anima assopita al suo interno, e liberarsi, almeno fino alla prossima morte, dall’oscurità, donando così al suo corpo una calorosa goccia di umanità, visibile anche dal fuoco che brucia e borbotta facendoci incendiare i vestiti.
Il nostro compito è quello di distruggere i quattro Lord dei Tizzoni che incessantemente regnano sul dominio di Lotrich, così da porre fine all’oscuro maleficio.
La trama principale del titolo è semplice e ben articolata, ci terrà incollati allo schermo per l’intera durata del gioco e gli sviluppatori hanno ben pensato di strutturarla in modo che sia comprensibile anche se ci si limita a completare esclusivamente la main quest. Non preoccupatevi però, la grande mole di descrizioni degli oggetti e l’equipaggiamento sparso per la mappa, permetteranno di conoscere fin nei minimi dettagli la lore.
Di sicuro il titolo va ad aggiustare diverse magagne, introdotte proprio da Dark Souls II, e a colmare la maggior parte dei buchi nella storyline, ma nonostante questo il finale è aperto a nuovi capitoli e questo, se da un lato ci fa piacere, dall’altro crea in noi una sorta di preoccupazione; troppi titoli usciti in maniera consecutiva, come altre saghe ci hanno insegnato, non sono mai un bene e rischiano di diventare dei meri prodotti incompleti che mirano a riempire le tasche degli sviluppatori, ecco perché ci auguriamo, con immensa fiducia, che FromSoftware compia delle scelte sagge.
Torniamo però ad analizzare Dark Souls III per quello che offre, appena avvieremo il gioco saremo subito messi di fronte ad una scelta, se intendiamo giocare il titolo Offline oppure Online, andremo più tardi ad analizzare questo aspetto, ma ci teniamo solo a precisare che la prima run l’abbiamo effettuata offline mentre abbiamo sperimentato l’online solo nel NewGame+.
Una volta scelta la modalità predefinita desiderata, un filmato introduttivo, tra i più riusciti della serie, ci mostrerà le vicissitudini di Lothric e subito dopo ci troveremo ad affrontare il primo passaggio che ogni giocatore dei Souls ama alla follia: la creazione del personaggio.
L’editor è stato sicuramente ampliato con caratteristiche, doni e dettagli del nostro alter ego aggiuntivi, tuttavia nel 2016 ci attendavamo qualche cosa di più. Anche le classi hanno ottenuto dei ritocchi e ogni personaggio ha delle descrizioni e una storia unica in grado di aumentare le possibilità di role play. Una volta che il nostro avatar digitale prenderà “vita” saremo subito catapultati all’interno dell’ostico mondo di gioco, dopo dei rintocchi di campana il nostro protagonista si risveglierà.

Dark Souls III Recensione 7Tramite dei messaggi appositi lasciati dagli sviluppatori, come da prassi, saremo inizializzati nelle meccaniche di gioco, praticamente immutate rispetto ai precedenti, i veterani si sentiranno fin da subito a casa, tuttavia le tempistiche dei contrattacchi e i frame di invulnerabilità dei backstep dovranno essere studiati anche dal pubblico più esperto, visto che sono leggermente diverse, ma di questo parleremo dopo.
Una volta completato il tutorial con tanto di primo Boss molto semplice, arriveremo alla Fornace della Prima Fiamma, un hub centrale connesso alle varie aree del gioco, molto più simile al Nexus del capostipite della saga rispetto a Majula, molto più legata al sistema di teletrasporti. In questo crocevia prenderanno residenza diversi personaggi tra cui l’utilissima guardiana del fuoco, in grado di farci progredire di livello mediante l’utilizzo delle anime raccolte durante il viaggio, una mercante che in cambio di ceneri e anime ci venderà diversi oggetti utili tra cui chicche dei passati capitoli della saga, ma soprattutto il fabbro, questa volta unico nel mondo di gioco ed in grado, tramite la donazione di tizzoni di vari elementi, di forgiare per noi armi più o meno devastanti, ma anche di potenziare il nostro equipaggiamento, ad esclusione delle armature, non più upgradabili.
La trama principale, se affrontata senza fermarsi ad esplorare le zone, è ovviamente breve, ma il succo dell’opera sta proprio nell’elevata longevità garantita grazie ai vari livelli di New Game+, nella lore, ma soprattutto nell’esplorazione dei luoghi alla ricerca di aree segrete nascoste da muri invisibili.
Per fare un resoconto della durata media bisogna tenere in considerazione tre aspetti fondamentali che sono: lo stile di gioco, l’abilità del giocatore e la voglia di affrontare side-quest e di esplorare Lothric, senza però dimenticare la componente online.
La durata media della prima run si attesta tra le 25 e le 40 ore in base ai fattori prima elencati, una durata tutto sommato soddisfacente.
Sono numerose e ben inserite nel contesto anche le varie missioni secondarie in grado non solo di donare oggetti unici, ma anche di modificare il finale di gioco. Il finale che abbiamo sbloccato, cioè quello “standard“, non ci ha convinti appieno e ci ha lasciato con una sensazione di incompletezza e di frettolosità, quasi come se il poco tempo trascorso dall’uscita dell’ultimo titolo sia andato ad influenzare alcuni aspetti della trama di quest’ultimo, ma ci teniamo a precisare che questi sono pareri che rischiano di cadere nel personale e che non andranno a inficiare la valutazione complessiva di questa opera videoludica.

Dark Souls III Recensione 5

Morire per imparare

La formula dei Souls è amata da milioni di videogiocatori, le basi solide dettate da Demon’s Souls sono state via a via ampliate e modificate negli anni, soprattutto dal recente Bloodborne, con un gameplay frenetico e tattico allo stesso tempo, binomio non sempre facile da raggiungere. Il timore che Dark Souls III fosse troppo simile a quest’ultimo era presente, ma possiamo affermarvi ora con estrema certezza che non è accaduto tutto ciò.
Dark Souls III è fedele a tale saga e non allo spin-off, risultando tuttavia leggermente più frenetico dei predecessori, sicuramente cosa gradita, ma anche una naturale maturazione di un brand cresciuto negli anni. Quello che superficialmente, per la gioia dei fan, è restato immutato è il feeling con i comandi e la piacevolezza del combat system, ma se andiamo a spulciare in fondo il sistema di combattimento scopriamo fin da subito che sono state introdotte diverse migliorie, soprattutto con l’implementazione della barra dei PA.
I PA, già presenti in Demon’s Souls, sono un elemento gradito, grazie ad essi sarà possibile usufruire di una serie di combinazioni legate agli incantesimi. Per ripristinarli saremo obbligati ad utilizzare delle speciali fiaschette di Estus di colore blu denominate Cinereo.
Ora l’Estus sarà l’unico metodo di cura e le fiaschette saranno contate e ripristinabili mediante i falò o uccidendo determinati nemici, ma potremo scegliere quante fiale in grado di ripristinare la salute e quante di Estus Cinereo equipaggiare, andando così a rendere le meccaniche ruolistiche decisamente più sinuose, creando tatticismi anche nel multiplayer competitivo non di poco conto.
I PA saranno consumati utilizzando incantesimi, piromanzie e miracoli, ma anche mediante l’utilizzo delle nuove posture.
Le posture sono delle abilità speciali che caratterizzano ogni arma: sono molto simili ad attacchi caricati e sembrano essere ispirate alla trasformazione delle armi presente già in Bloodborne. Nel complesso un’aggiunta davvero gradita.
Anche l’IA dei nemici ha subito dei notevoli miglioramenti, anche se sono ancora presenti episodi in cui vengono a galla i problemi di routine ed altri in cui i nemici si incastrano o riescono a passare oltre superfici solide, un classico. Da ora i nostri avversari potranno concatenare combo più letali e fluide, si muoveranno con più intelligenza e contrasteranno con maggior efficacia i nostri assalti, oltre ad avere delle aree di movimento più vaste, in modo da rendere gli scontri ancora più imprevedibili.
Parlando di IA bisogna necessariamente citare anche i boss, finalmente tornati in tutto il loro splendore e legati con estrema coerenza anche ai vari biomi delle aree di gioco. Spaziano da semplici umanoidi caduti da tempi immemori, dei quali resta un vago ricordo posseduto da un’umanità in cerca di vendetta, fino ad arrivare a bestie ripugnanti o di un antico splendore, passando per boss unici, i lord dei Tizzoni, presentati con filmati di intermezzo superlativi.
I boss dispongono di diversi pattern di attacco, si adattano al nostro stile di gioco e soprattutto presentano, molto spesso, diversi stage con tanto di barre di salute multiple: durante i combattimenti i nostri avversari cambieranno più volte il loro stile, rendendo gli incontri sfiancanti, ma allo stesso tempo epici e soddisfacenti.

Dark Souls III Recensione 4Sappiamo che il videogiocatore amante dei Souls apprezza la difficoltà, ma il livello di sfida deve essere una conseguenza naturale di un gioco ben orchestrato e di un level design curato nel minimo dettaglio e non dev’essere innalzato artificialmente da soffocanti imboscate o da boss in grado di infliggere danni ridicolmente elevati come in Dark Souls II.
Finalmente Dark Souls III è tornato ai bei vecchi tempi, con un level design certosino e soprattutto con una curva di difficoltà che si impenna proprio nel finale, in cui si dovranno affrontare ambienti asfissianti e impegnativi. Tuttavia alcuni bug, quali il personaggio che si incastra o texture non proprio nel posto giusto, rendono in alcuni momenti il titolo frustrante, complice anche una telecamera ancora non non impeccabile per quanto migliorata, che si incastra con i muri, spingendoci spesso ad una morte inevitabile, e che rende gli scontri con nemici enormi degli autentici calvari.
La morte ricopre come sempre un ruolo fondamentale nell’opera, da morti saremo vacui, senza un’anima e quindi meno forti, riceveremo un malus permanente e punitivo ai punti vita fino a che non utilizzeremo una brace. Queste ultime assomigliano molto alle umanità e permettono al nostro protagonista di ritrovare la forma umana e quindi eliminare i malus indotti dalla vacuità.
Anche le statistiche del personaggio sono state riviste, ora la scalabilità delle varie armi è stata migliorata ed è stato dato un grande peso all’equilibrio, specificato in ogni pezzo d’equipaggiamento. Le armi sono ben diversificate e ognuna di esse presenta move set unici, anche le animazioni, più varie e belle da vedere, sono state ampliate grazie a nuove combo introdotte dall’utilizzo dell’abilità speciale di ogni arma, in cambio dell’utilizzo di una quantità più o meno ingente di mana e stamina, la quale è sì rapida a rigenerarsi, ma bisognerà tenerla spesso d’occhio.
Gli anelli, come sempre, sono però in grado di fornirci una spinta in più sotto questo e altri aspetti, fornendoci migliorie non solo alle tre barre principali, ma anche alle statistiche del personaggio. Gradito anche il fatto che determinati anelli influenzino le statistiche del personaggio sia in maniera positiva che negativa, rendendo la scelta di quest’ultimi molto oculata e mirata a creare uno stile di gioco ben preciso.
Le statistiche potranno essere ridistribuite da zero per ben cinque volte grazie ad un personaggio che incontreremo più in là nel gioco a cui dovrà essere donato un particolare oggetto. Cinque anche le possibilità concesse di rimodellare l’aspetto esteriore del nostro protagonista. Sono presenti ancora i segni di evocazione offline prima di determinati scontri, ma anche le invasioni di spiriti oscuri di vecchia conoscenza fanno sicuramente piacere, almeno fino a quando non ci ammazzeranno brutalmente con un contrattacco.

Dark Souls III Recensione 3

Un mondo connesso

Lothric non solo è connessa con le varie aree di gioco mediante la Fornace della Prima Fiamma, ma anche con altri mondi paralleli online. Il comparto multigiocatore di Dark Souls III presenta vette e abissi, sicuramente è stato migliorato in maniera egregia sotto il punto di vista delle evocazioni e delle invasioni, ma in primo luogo sono i patti, che ora hanno un ruolo centrale, ad aver beneficiato maggiormente delle novità.
Non è tutto oro quello che luccica, infatti, nel periodo di prova del titolo, abbiamo avuto enormi difficoltà a trovare giocatori, non tanto perché non ci fossero, anzi di simboli di evocazione ce n’erano a bizzeffe, il problema è che otto volte su dieci la ricerca di un mondo da invadere o l’evocazione di un altro giocatore falliva miseramente oppure la connessione ai server non era delle migliori.
Precisando che la prova è stata fatta su PC e che altri titoli non creano problemi di connessione con la linea utilizzata per il test, siamo rimasti fortemente amareggiati e speranzosi che con gli aggiornamenti in uscita questo enorme problema venga sistemato, visto che è in grado di rovinare l’esperienza di gioco multigiocatore.

Dark Souls III Recensione 2

L’oscurità incombe sul regno

Graficamente parlando Dark Souls III è un titolo leggermente sotto la media, complici animazioni di alcuni nemici a volte legnose e di texture non proprio all’ultimo grido. Fortunatamente il level design ed il comparto artistico superbi, insieme ad effetti di luce e particellari di primissima qualità, riescono da soli a risollevare le sorti l’intera opera. Il level design è quindi ricercato e di indiscutibile qualità, anche se in alcune aree rimane un retrogusto aspro di déjà-vu, ma in generale di riciclato c’è poco o nulla. Le compenetrazioni poligonali però non sono belle da vedere al giorno d’oggi e sarebbe ora che FromSoftware, avendo a disposizione i mezzi per farlo, risolvesse al più presto questo problema.
L’ottimizzazione invece è nella media, nel bene o nel male, infatti sul PC con il quale noi abbiamo testato il gioco, comunque di fascia medio-alta, il titolo girava con settaggi massimi a 60 FPS per la maggior parte del tempo, con cali di una ventina di frame in alcune aree, il tutto senza inficiare la giocabilità del prodotto, grazie anche a un menu di configurazione ricco e scalabile.
FromSoftware ha quindi lasciato alle spalle i problemi del primo disastroso Dark Souls, ma nel terzo capitolo sono presenti comunque alcuni problemi: il più fastidioso, il frame pacing che causa micro freeze in diverse occasioni, si parla comunque di millisecondi, ma il problema sembra essere imputabile al motore di gioco visto che anche Bloodborne ne era afflitto. Sono presenti anche dei problemi di caricamento di diverse texture, soprattutto nelle catacombe, e che lasciano in “bella” vista degli scarni modelli poligonali.
Non sappiamo se sia colpa della nostra configurazione o della versione provata, tuttavia è un problema che andava segnalato.
Il comparto audio è sublime, il doppiaggio in lingua inglese è bellissimo da ascoltare, la colonna sonora azzeccata e sempre nel punto giusto al momento opportuno, anche le traduzioni in italiano degli oggetti e dei dialoghi sono ben fatti.

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-3340 3,30Ghz
Scheda Video NVIDIA GTX 970
Memoria 16 GB DDR3
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore AMD A8 3870 da 3,6 GHz, Intel Core i3-2100 da 3,1 GHz
Scheda Video NVIDIA GeForce GTX 465, ATI Radeon HD 6870;
Memoria 8 GB RAM
OS Windows 7 SP1, Windows 8.1, Windows 10 (64-bit)

PRO
Comparto artistico incredibile
Sistema di combattimento superlativo
Meccaniche ruolistiche migliorate
Una gioia per le orecchie

CONTRO
Magagne tecniche e di ottimizzazione
Telecamera problematica e qualche bug
Comparto multigiocatore quasi inservibile

Commento

Dark Souls III, pur non essendo un titolo perfetto, è probabilmente il capitolo più riuscito dell’intera saga dei Souls, un gioco che racchiude al proprio interno le varie caratteristiche coniate negli ultimi anni da Miyazaki alle quali si aggiungono nuove funzionalità ben accette, mantenendo comunque una fedeltà impressionante nei confronti dei vecchi titoli della saga e andando a colmare le lacune create dal discusso secondo capitolo.
Tuttavia sono presenti dei difetti di ottimizzazione, anche se leggeri, ma soprattutto degli evidenti problemi con il comparto online riscontrati nel periodo intercorso tra la data di rilascio e il raggiungimento dei titoli di coda. L’ultima opera dei FromSoftware è in ogni caso consigliata ad ogni amante della saga e non, un videogioco in grado di emozionare grazie al comparto artistico superlativo e candidato già da ora ad essere uno dei migliori titoli di quest’anno, se non di questa intera generazione videoludica.
8.5