Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi: orde di robot ostili con l’unico comando di sterminare, e androidi che pensano di essere umani. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia.

Data di uscita 24 febbraio 2012 (Xbox 360, PS3) 27 aprile 2012 (PC)
Genere Action, TPS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PlayStation 3, Xbox 360, PC
Sviluppato da Yakuza Studio
Distribuito da SEGA
Versione testata PC
Cover

Il mondo dei videogiochi sa essere crudele con quei titoli snobbati dalla critica e passati in sordina perché non supportati da una campagna marketing corposa, giochi che vengono sommersi dalle tonnellate di nuove uscite e sepolti nell’oblio, dove giacciono dimenticati. È questo il caso di Binary Domain, un third person shooter sviluppato da Yakuza Studios che propone un gameplay divertente supportato da una trama molto interessante che segue la scia di produzioni come Blade Runner o Io Robot. Scopriamo perché il gioco dovrebbe essere preso in seria considerazione dagli amanti della fantascienza e non solo

Binary Domain Recensione 4

Tokyio, anno 2080

Il ventunesimo secolo è stato un periodo di catastrofi, il mare sommerse molte città del mondo riducendole in macerie, ma l’uomo sopravvisse costruendo altre metropoli sulle città distrutte dalle alluvioni. La popolazione si spaccò in due: in basso la miseria dei ceti sociali più poveri, in alto il lusso dei più ricchi che vivono nell’indifferenza della sofferenza dei più deboli, in un clima che ci ricorda Metropolis di Fritz Lang oppure la Shangai di Deus Ex: Human Revolution.
Dopo gli sconvolgimenti climatici, quasi da apocalisse, l’uomo realizzò delle macchine da supporto nei lavori più pesanti e ripetitivi e che mantenevano l’ordine nelle strade: le macchine avevano invaso il mondo e il terrore di robot senzienti con un intelletto e un aspetto paragonabile a quello umano portò alla formulazione dell’accordo di Ginevra, in cui spiccava la Clausola 21, che proibiva la creazione di IA con un’intelligenza propria. Tutto sembrava in ordine, macchine e uomini sembravano convivere pacificamente, le prime subordinate ai secondi, quando nella sede americana della Bergen, celebre azienda che produceva robot, una IA che riproduceva alla perfezione le fattezze umane sparò sulle forze di sicurezza dopo essersi strappata la pelle del volto e aver mostrato la sua vera natura. L’orripilante connubio tra carne e metallo risvegliò delle paure ataviche nelle menti degli uomini, che reagirono istituendo delle Rust Crew, squadre speciali con il compito di far rispettare la Clausola 21, uccidendo ogni androide senziente. I Figli del Nulla, come venivano chiamati questi robot, non erano però riconoscibili e non sapevano di non essere umani, erano così fedeli alla loro controparte biologica da risultare quasi invisibili, il governo americano decise così di inviare una Rust Crew a Tokyo per indagare sulla Amada Corporation, una società che si sospettava li producesse.
La nostra avventura inizia nei panni di Dan Marshall, un soldato americano con profonde antipatie nei confronti delle “teste di latta”, come ama soprannominare i robot. Egli, riunitosi con il suo corpulento ma simpatico compare Big Bo, parte alla ricerca dei membri rimanenti della Rust Crew con l’aiuto dei quali deve recuperare alcune informazioni contenute nella sede dell’Amada, controllata da plotoni di robot aggressivi.
È proprio l’impianto narrativo a risplendere maggiormente nella produzione di Yakuza Studio, capace di raccontare una storia accattivante tangendo solamente i cliché del genere fantascientifico, senza basare su di essi l’intera trama. Gli appassionati cinefili troveranno ben più di un riferimento a Blade Runner e, seppur senza raggiungere le vette registiche del capolavoro di Ridley Scott, Binary Domain è in grado di regalarci scorci evocativi di una realtà distopica e di farci quasi toccare la paura nei confronti dell’uomo-macchina.

Binary Domain Recensione 1

Umanità di silicio

Tutto ciò che si frapporrà fra il nostro caro Dan e l’obiettivo della missione saranno robot, robot e ancora robot, caratterizzati da stili e comportamenti differenti. Il metodo per eliminarli è sempre il solito: sparatorie, tante sparatorie. In questo Binary Domain non differisce dal classico TPS, con coperture, canaloni e tante ondate di nemici da eliminare. Fortunatamente bollare il gioco come ennesimo clone di un Gears of War a caso sarebbe scorretto oltre che riduttivo, in quanto gli sviluppatori hanno provato a rimescolare le carte in tavola inserendo un sistema vocale per impartire ordini alla squadra utilizzando un microfono. Certo, è un sistema che dispone di un limitato vocabolario di frasi (si parla di fuoco, carica, copertura e poco altro) e spesso non rileva correttamente le espressioni, ma è divertente gridare ai propri compagni ordini mentre tutti a casa si chiedono quale forma di pazzia stia straziando il vostro cervello.
Al lato degli ordini che è possibile impartire alla squadra, molto limitati e che non fanno nulla per approfondire la vena tattica del gioco, è possibile utilizzare il microfono anche per rispondere nelle conversazioni con gli altri protagonisti, qui la situazione si fa decisamente molto più banale: le nostre risposte saranno limitate ad un sì o un no ed alcuni sinonimi, rendendo scialbi praticamente tutti i dialoghi. Se la cosa vi fa storcere il naso, come a noi del resto, dovete sapere che gli scambi di battute tra Dan e i compagni del team sono centrali per aumentare la fiducia di questi ultimi nei nostri confronti. Avere una buona reputazione, segnalata da una barra che si riempie ogni volta che si dà ragione ad un personaggio o si compiono prodezze in battaglia, è indispensabile per mantenere unito il team e far sì che gli ordini vengano eseguiti oltre ad essere un elemento necessario per sbloccare il finale “migliore.
Ci è piaciuta l’intenzione di legare la tecnologia di rilevamento vocale al sistema di reputazione, nel tentativo di dare una pennellata ruolistica in più al gioco, tuttavia la realizzazione generale lascia piuttosto a desiderare. È molto riduttivo che la reputazione influenzi quasi solamente i comandi da impartire in battaglia, così come la banalità dei dialoghi stride con la maggiore profondità narrativa che caratterizza il titolo.

Binary Domain Recensione 5

Guerra moderna

Binary Domain è divertente da giocare e le fasi di combattimento, pur se oscurate da altri pilastri del genere, non funzionano male. Come già avevamo accennato prima gli unici nemici che incontreremo saranno fatti di silicio e metallo e varieranno nel prosieguo dell’avventura sia nell’aspetto che nelle tattiche utilizzate: alcuni manterranno le distanze, altri ci caricheranno, altri ancora utilizzeranno il fucile di precisione appostati più in alto. La varietà sembrerebbe essere molto buona ed è così, peccato che il level design estremamente lineare, che nella maggior parte dei casi non permette neanche un aggiramento laterale, trasformi ogni scontro a fuoco in una scaramuccia da affrontare di petto, annullando le differenze dei nemici e dei propri compagni.
La smaccata linearità tende spesso alla ripetitività degli scontri che tuttavia non ci chiedono solo di sparare all’impazzata, ma di colpire i nemici in punti critici. Ad esempio colpire un ammasso di ferraglia alla testa lo spingerà ad attaccare i propri compagni, fargli saltare le gambe gli impedirà di muoversi, una prassi che oltre a restituirci un ottimo feeling permette di accumulare dei punti da spendere per il potenziamento delle armi della squadra. Sparsi per le mappe di gioco troveremo infatti dei negozi, al cui interno potremo incrementare le statistiche del fucile d’assalto di Dan, capace di sparare anche una carica bosonica in grado di inabilitare folte schiere di robot, il fucile di precisione di Faye, una bella spia cinese che si unirà al gruppo più avanti nell’avventura, oppure gli armamenti della coppia di freddi britannici Rachel e Charlie. Da queste oasi del capitalismo sarà possibile acquistare anche munizioni, kit medici e nanorobot, i quali aumenteranno le statistiche di Dan o di un determinato membro del gruppo.
L’ostentata volontà di rendere il gameplay più profondo e tattico, però, non emerge neanche qui. Le feature ruolistiche che fanno il verso a Mass Effect non sono poi così incisive alla prova dei fatti e avere un fucile potenziato non cambia molto mentre smembriamo teste di latta. Da questo punto di vista la creatura di Yakuza Studios sembra più un amalgama eterogeneo di feature più riuscite ed altre meno, ma nel complesso in grado di tenerci incollati al monitor per tutta l’avventura, che non durerà più di 10 ore a livello di difficoltà normale. Ad allungare il brodo ci pensano una serie di collezionabili nascosti per le mappe di gioco, che sbloccano delle informazioni relative ai personaggi e alla storia, e un multiplayer cooperativo e competitivo, che però non abbiamo potuto testare a causa di server deserti.

Binary Domain Recensione 3

Big Super Mega Giant Robot

Meritano un discorso a parte le boss fight, festival dei robottoni superpompati da abbattere in maniera creativa, con anche un pizzico di follia. Siamo lontani dalle vette nipponiche dei giochi di Platinum Games, ma il design del boss e alcuni combattimenti di Binary Domain sono riusciti ad esaltarci. C’è stato qualche boss meno originale ed azzeccato, tedioso da abbattere e noioso da fronteggiare (almeno un paio nell’avventura), trovarci però un super robot motociclista che ci insegue sparando razzi contro il nostro veicolo è una sensazione particolarmente piacevole, almeno per noi che siamo dall’altro lato dello schermo.
L’abbattimento dei vari boss si consegue dopo aver eliminato una serie di punti nevralgici che il nostro amicone di metallo cercherà di celare. In numerosi casi per centrare le zone più deboli del nemico dovremo utilizzare speciali armi, come uno Stinger, oppure muoverci in posizioni differenti e più vantaggiose. Ciò rende i combattimenti con i boss vari e dinamici, elementi ristoratori dopo ore passate ad abbattere nemici in enormi canaloni, peccato solo che il livello di sfida non rispecchi le dimensioni e l’aspetto minaccioso delle varie mostruosità sintetiche.

Binary Domain Recensione 6

Ordine e sobrietà

Dal punto di vista tecnico Binary Domain non stupisce, ci troviamo davanti ad un titolo che prima uscì su Xbox 360 e PlayStation 3 e poi su PC e la conversione, anche se eseguita con cura, lascia trasparire un dettaglio delle texture, una modellazione dei personaggi e colori che soffrono il passaggio da console a computer. Anche il comparto artistico non è particolarmente ispirato, se escludiamo il design dei robot e dei boss, più vivace e artistico, quello degli ambienti risulta troppo piatto e monotono, non rendendo giustizia alla rappresentazione fantascientifica di una Tokyo del 2080. Non bastano un comparto artistico e tecnico non troppo ispirati, però, a minare l’intero colpo d’occhio, che rimane piuttosto gradevole.

Binary Domain Recensione 2

kinguinad

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core 2 Duo @ 2.66 GHz or AMD equivalente
Scheda Video NVIDIA GeForce GT220 (512MB) o ATI Radeon HD 2600 XT (512MB)
Memoria 3 GB
OS Windows 7/Vista/XP

PRO
Storia ottima
Boss fight a tratti esaltanti
Divertente da giocare

CONTRO
Comandi vocali imprecisi e limitati
Linearità troppo accentuata
Tecnicamente e artisticamente non al top

Commento

Come una piccola ostrica in un mare burrascoso Binary Domain è un gioco che giace nascosto sui fondali. Eppure il suo valore rimane integro anche a fronte di diverse problematiche che ne minano soprattutto il gameplay, riuscendo a sorprendere con una storia interessante e un divertimento che tira fuori tutta la nostra voglia di rottamare robot. È quasi un crimine che molti critici ed utenti l’abbiano sottovalutato o addirittura snobbato, evidentemente non comprendendone il valore, ma voi non commettete lo stesso errore: impugnate un bel coltello, immergetevi nelle acque burrascose e aprite quell’ostrica, il luccichio della perla al suo interno non vi deluderà.
7.5