Tindalos Interactive ha portato sui nostri schermi un gioco da tavolo dedicato a Warhammer 40.000 caduto nel dimenticatoio. Operazione riuscita?

Data di uscita 21 aprile 2016
Genere RTS
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Tindalos Interactive
Distribuito da Focus Home Interactive
Versione testata PC
Cover

Mai come ora il mondo di Warhammer è entrato così prepotentemente nella scena videoludica. Fatshark ci ha portato con Warhammer End Times: Vermintide nei bui giorni dell’invasione Skaven, Creative Assembly sta dando vita a Total War: WARHAMMER, uno degli strategici basati sul franchise di Games Workshop più promettenti degli ultimi anni, Behaviour Interactive è impegnata nella realizzazione di Warhammer 40.000: Eternal Crusade, attualmente in early access, e poi ci sono Eisenhorn: XENOS e Space Hulk: Deathwing, dedicati entrambi ai valenti soldati dell’Imperatore degli uomini. Tutti questi giochi, già rilasciati o in uscita a breve, hanno però una caratteristica comune che potrebbe essere considerata un limite: che sia a bordo di un’armatura da Terminator, al comando di una legione imperiale o nei panni di uno dei più grandi inquisitori, la battaglia non si schioda mai dalla terra ferma. Manca, insomma, l’ebbrezza del combattimento spaziale, degli scontri tra enormi vascelli, protagonisti anch’essi del gigantesco ed eterno conflitto globale.
È così che Tindalos Interactive, già nota ai più per qualche strategico malriuscito, sotto l’egida di Focus Home ha riportato in auge un gioco da tavolo ormai caduto nel dimenticatoio: Battlefleet Gothic. Il board game risale al lontano 1999 ed era stato ideato per colmare alcune lacune a livello narrativo e pratico nell’universo di Warhammer 40.000; prima d’ora, infatti, le dispute tra collezionisti non avevano mai contemplato schermaglie nello spazio, nonostante fossero stati pubblicati libri su libri relativi alle imprese della Marina Imperiale. Battlefleet Gothic non ebbe il successo sperato e, nonostante abbia ricevuto nel 2003 una corposa espansione chiamata proprio Armada, finì per essere ben presto messo da parte. Lo strategico di Tindalos è in tutto e per tutto una versione digitale del gioco da tavolo, ovviamente con qualche semplificazione, con un ritmo più rapido e con combattimenti completamente in tempo reale.

Battle Fleet Gothic Armada (3)

Ordo Hereticus

Battlefleet Gothic: Armada è ambientato nel settore Gothic, il quale ospita un grandissimo numero di mondi essenziali per la sopravvivenza dell’Imperium. La zona, situata a nord della Terra, fa parte del famigerato Segmentum Obscurus, dilaniato da potentissime e devastanti tempeste Warp che provengono dal vicino Eye of Terror, un immenso portale per il regno del Chaos. È qui che la temeraria Marina Imperiale (chiamata proprio Battlefleet Gothic) ai comandi dell’ammiraglio Spire, deve contenere un corposo assalto da parte degli eretici, attutendo allo stesso tempo i colpi inferti dai feroci pirati Orki e dalle navi degli aggraziati ma spietati corsari Eldar. Le fazioni che si contendono lo scacchiere sono quindi quattro, tuttavia il pericolo maggiore è rappresentato dalle forze del Chaos sotto la guida di Abaddon the Despoiler e della sua Planet Killer, che provocheranno l’inizio della dodicesima Black Crusade anche nota come Gothic War.
La lunga campagna principale ricalca con precisione tutti gli eventi sviluppati dal gioco da tavolo, riuscendo a ricreare l’atmosfera tesa ed oscura tipica di Warhammer 40.000. Nonostante l’attenzione riposta nel mantenere uno spirito sempre in linea col mondo creato da Games Workshop, Tindalos Interactive è riuscita a produrre un gioco interessante solo a chiazze e che soprattutto nelle fasi iniziali si rivela piuttosto scialbo e ripetitivo. La musica cambia dopo qualche ora e qualche capitolo, quando le scene d’intermezzo, illustrate con uno stile incisivo ed efficace, cominciano a farci sentire il peso degli eventi e le nostre mostrine di ammiraglio cominciano ad arroventarsi di fronte a scelte piuttosto difficili. Fino ad allora ci sembrerà di essere al cospetto di un enorme tutorial alla schermaglia offline o online, che si limita ad illustrarci le tipologie di missioni e il modo migliore per affrontarle. La situazione non varierà molto neanche più avanti, solo che la gran mole di missioni secondarie tutte uguali, sarà intervallata molto più spesso da scontri con vascelli leggendari o persino da battaglie in cui potremo istituire improbabili alleanze con i nostri acerrimi nemici.

Battle Fleet Gothic Armada (1)

Ordo Malleus

Non sono solo le vicende narrative e l’impostazione le uniche cose che Battlefleet Gothic: Armada riprende dall’omonimo board game, anche le meccaniche di gioco, seppur snellite per essere adattate ad un RTS, hanno in comune una serie di aspetti con i giochi da tavolo. I match si suddividono infatti in una fase di preparazione, dove sarà possibile schierare le proprie navi ed assegnargli alcune indicazioni di movimento, e una fase di combattimento in cui sarà molto importante il posizionamento delle truppe e l’abilità di micro management dell’utente. La vittoria non sarà, però, sempre in mano al giocatore più forte o di quello che ha manovrato più abilmente la propria flotta, gli scontri potrebbero rivelarsi molto aleatori, soprattutto in determinate modalità, e alcuni attacchi potrebbero causare condizioni critiche ad una nave, rendendola inutilizzabile per tutto il resto della battaglia. Tutto ciò va a simulare il classico lancio dei dadi, ma non sempre sarà piacevole da sperimentare, soprattutto dopo aver perso una partita che si teneva saldamente in mano.
Fato a parte, è opportuno fin da subito adattarsi alle meccaniche del gioco di Tindalos Interactive, che potrebbe apparire piuttosto complesso agli inizi, specialmente a coloro poco abituati alla microgestione. Raramente ci troveremo a comandare un gruppo superiore alle quattro o cinque unità, tuttavia ogni nave ha a disposizione un set nutrito di abilità attive non semplice da utilizzare. Consigliamo di assegnare il controllo delle stesse, almeno per le prime ore di gioco, all’intelligenza artificiale, in modo da scaricare qualche incombenza e concentrarci sulla gestione degli elementi più importanti. Perché quando si fronteggiano gli sporchi xenos o gli eretici bisognerà tenere in conto anche altri aspetti, come le manovre d’emergenza, che ci consentono di virare molto rapidamente in un angolo di circa 45 gradi o di dare energia ai motori per aumentare la velocità, consumando progressivamente una barra di carburante che si ricarica col tempo. Padroneggiare dall’inizio le strategie di movimento ci garantirà la sopravvivenza alle insidie delle arene di gioco, colme di campi di asteroidi e pericolose mine, e di attaccare il nemico con manovre di accerchiamento, magari nascondendosi nelle nebulose in grado di occultare le nostre unità, per poi bombardare la fiancata più esposta e meno corazzata. Il movimento e il posizionamento si riveleranno davvero importanti, ma non è solo in questo che un consumato stratega si distingue da un ottuso ufficialotto.

Battle Fleet Gothic Armada (2)
A valere, oltre al movimento e allo sfruttamento della mappa, saranno anche le strategie d’attacco in relazione, ovviamente, al tipo di nave e alla razza che stiamo controllando. Cominciamo col dire che le classi di navi sono quattro, Light Cruiser, Cruiser, Battle Cruiser e Battleship, le prime più leggere e veloci, ma con un armamentario esiguo, fino ad arrivare alle ultime, autentiche fortezze armate fino ai denti ma estremamente lente. Ogni tipologia di nave ha un costo in punti e il limite al punteggio viene imposto prima dello scontro (proprio come avviene nel gioco da tavolo), più è grossa e potente la nave, più punti costerà. Quindi bisognerà scegliere se comporre una flotta di pochi ma robusti elementi, o una molto numerosa e rapida seppur poco resistente negli scontri diretti. Non c’è una scelta di routine da fare, l’impostazione della flotta è circostanziale e probabilmente ci troveremo a cambiare più volte strategia. Scelte le unità bisognerà fare attenzione alle indicazioni che assegneremo ad ogni vascello: le navi di dimensioni più contenute o le Escort Ships, sono molto utili per raggiungere obiettivi in rapidità o per sortite in toccata e fuga, è opportuno quindi ingaggiare i nemici a media distanza selezionando un’opzione apposita nel menù dell’unità. Le navi grosse sono utili come artiglieria a lungo e lunghissimo raggio, ma sono altresì ottime per assorbire colpi e lanciarsi in arditi speronamenti, evitate però di immolarle come vitelli sacrificali.
Per aumentare ancor più le chance di vittoria è consigliabile impostare quali parti delle navi nemiche colpire. Per farlo si deve selezionare l’unità e poi scegliere dove focalizzare i colpi: si potranno distruggere i motori per limitare la manovrabilità dei vascelli, le armi per ridurre la potenza offensiva, i generatori per disattivare gli scudi o il ponte di comando per rendere inutilizzabili alcune abilità. Battlefleet Gothic: Armada richiede di essere, in questo ambito, estremamente chirurgici: un focus sbagliato può far perdere una partita, ma uno fatto per bene vi garantirà il successo, anche in inferiorità numerica.
La pressante richiesta di gestire ogni singolo aspetto del combattimento ha portato gli sviluppatori ad introdurre una meccanica denominata “Tactical Cogitators” che, quando attivata, rallenterà l’azione di gioco e ci permetterà di scegliere quali abilità usare o di effettuare manovre all’ultimo secondo. Le abilità, che prima avevamo liquidato consigliandovi di lasciarle in gestione alla IA, sono essenziali e quando capirete che il lancio automatico non soddisfa più le vostre esigenze sarete obbligati a controllarle manualmente. Senza entrare troppo nel dettaglio si potrà far uso di siluri a distanza, bombardieri, mortai, bombe ad area per bloccare e danneggiare i nemici o azioni d’abbordaggio vere e proprie. Inoltre, quando lo scontro sta rapidamente degradando verso la sconfitta, sarà opportuno dare il segnale di ritirata e fuggire grazie ad un portale Warp per salvaguardare la nave.
Tutta questa serie di dettagli da tenere in considerazione potrebbe rappresentare un grande scoglio per chi non ha mai messo mano a strategici più complessi e dal ritmo meno frenetico, tuttavia la complessità è solo apparente, nella sostanza Battlefleet Gothic: Armada non è poi così difficile da padroneggiare e sarebbe un peccato non gustare un gameplay di qualità solo per colpa di uno scoraggiamento iniziale.

Battlefleet Gothic Armada 2 (1)

Without the War, there can be no Victory

Alzando lo sguardo ed allontanandoci dagli scontri su piccola scala ci accorgiamo che lo strategico di Tindalos Interactive ha molto altro da offrire. La Gothic War infuria e i nostri compiti da capitano comportano anche una gestione globale dei sistemi sotto il nostro controllo e dell’armata in toto. Chi ha giocato i Dawn of War troverà molti punti di contatto: è presente una suddivisione in turni durante i quali abbiamo un numero limitato (aumentabile) di schieramenti. Ogni turno ci verranno proposte missioni di difesa o di attacco, a seconda se stiamo difendendo un sistema oppure se vogliamo strapparlo dalle grinfie del nemico, a volte dovremo cimentarci in incarichi di altra priorità o operazioni speciali, per esempio impedire l’Exterminatus di un sistema liberandolo dall’influenza nemica.
Quasi tutte le missioni aderiscono ad uno schema piuttosto rigido e possono essere associate ad un numero discretamente corposo di modalità, le stesse che possiamo trovare anche nella schermaglia multiplayer e singleplayer. La più semplice è Cruiser Clash, un normale scontro tra flotte che termina con la fuga o con la distruzione di una fazione; poi troviamo Planetary Assault, nella quale una squadra deve raggiungere tre punti di controllo che spawnano casualmente sulla mappa, mentre l’altra deve impedirlo; Assassination, in cui bisogna distruggere la nave ammiraglia nemica in tempo; Breakthrough, variante di Cruiser Clash dove l’obiettivo è fare breccia in un posto di blocco nemico con tanto di postazioni fisse; Convoy, che ci richiede di portare in salvo alcune Cargo Ship e Data Recovery, la quale ci impone di recuperare dei dati da una nave nemica prima che fugga.

Battlefleet Gothic Armada 2 (2)
Alcune modalità ci sono sembrate poco bilanciate per alcune fazioni: i veloci vascelli Eldar sono ottimi per le missioni in cui si ha un contatore che scandisce i secondi, ma pessime nei normali scontri in quanto poco resistenti. Così come la Marina Imperiale è poco adatta nei compiti che richiedono velocità d’esecuzione, in quanto è la flotta più lenta del gioco. Fortunatamente una sconfitta in Battlefleet Gothic: Armada non ci preclude la possibilità di procedere, dato che alcuni incarichi risulteranno veramente ardui da completare. Noi ce l’abbiamo fatta solo grazie a plateali “botte di culo” o a madornali errori dell’intelligenza artificiale nemica, quindi non preoccupatevi se vi capiterà di prender legnate in più occasioni. Finché la situazione rimane circoscritta alla campagna si tratta di un difetto su cui si può passare sopra, purtroppo però il problema affligge anche il multiplayer e a questo punto non si può rimanere indifferenti. Non abbiamo testato molto approfonditamente tutte le fazioni di gioco, ci siamo concentrati soprattutto sull’Imperium, gli Orki e il Chaos, abbiamo tralasciato gli Eldar che sembrano essere attualmente la fazione più debole. In tutte le partite che abbiamo affrontato (esclusivamente Cruiser Clash) non abbiamo visto l’ombra di un Eldar, neanche uno. La Marina Imperiale, la più bilanciata, era la preferita dei giocatori, gli Orki al secondo posto per la loro efficacia nel combattimento ravvicinato, poi il Chaos, fazione anch’essa poco convincente in Cruiser Clash a causa di una tolleranza ai danni non troppo alta. C’è bisogno di qualche ritoccatina al bilanciamento, perché attualmente alcuni schieramenti funzionano bene in determinate modalità e falliscono in altre, e per chi vuole costruire la sua flotta e livellare il proprio ammiraglio non è sicuramente una bella cosa.

Battle Fleet Gothic Armada (4)

Knowledge is power

Dopo ogni combattimento si potrà visitare il nostro centro di comando, che nella campagna è Port Maw. Da qui avremo la possibilità di acquistare navi, potenziarle e customizzarle spendendo dei “crediti” chiamati “Renown Points” assegnati al termine degli scontri, siano essi culminati con una vittoria o con una sconfitta. I Renown Points guadagnati dipendono dal numero di navi nemiche distrutte, dalle unità perdute e da quanti pianeti abbiamo sotto controllo (solo nella modalità campagna). Man mano che il nostro ammiraglio crescerà di livello sbloccheremo nuovi slot e navi sempre più grandi, impiegandole in battaglia anch’esse acquisiranno esperienza e potranno essere potenziate nelle statistiche e nelle abilità, sia passive che attive. Da questo punto di vista la personalizzazione è più che soddisfacente, le opzioni per comporre una build sono infatti tantissime e potremo produrre una flotta potente e varia allo stesso tempo.
Peccato non ci sia la possibilità di personalizzare visivamente le nostre dame da guerra oppure solo rinominarle. Gli unici potenziamenti che varieranno anche se in minima parte l’aspetto esteriore delle navi sono chiamati Favors e, nel caso della campagna, possono essere selezionati aiutando le fazioni alleate in alcune missioni. Ad esempio ottenendo il favore degli Adeptus Astartes la nostra nave otterrà dei potenziamenti relativi alle boarding action, ogni fazione dona quindi un bonus diverso e, come sempre, sta a noi scegliere quale selezionare.
Port Maw è anche il luogo dove ripristinare le unità cadute in battaglia e dove riparare quelle pesantemente danneggiate. Se non si disporrà di abbastanza punti bisognerà attendere uno o due turni e in quel frangente di tempo le unità in questione non potranno essere impiegate negli scontri.

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Cattedrali spaziali

Dal punto di vista estetico Battlefleet Gothic: Armada non può che essere elogiato. I principali meriti sono di chi originariamente aveva ideato e realizzato i modelli per il gioco da tavolo, ma Tindalos ha fatto un buon lavoro nel ricreare tutto quanto con assoluta fedeltà. Le più belle in assoluto sono le navi dell’Imperium, delle vere e proprie cattedrali gotiche, con tanto di pinnacoli, simil gargoyle ed enormi rostri che spuntano dalla prora. Belle anche le unità del Chaos, demoniache ed inquietanti al punto giusto, la più bella in assoluto è la Planet Killer di Abaddon, un vero gioiellino, uccideremmo per avere tra le mani il modello originale. Più anonimi i vascelli degli Orki e dei corsari Eldar, i primi un ammasso caotico di rottami, mentre i secondi più slanciati e snelli. Da quello che sappiamo arriveranno ben presto almeno altre due fazioni e, considerando che nel board game originale c’erano anche i Tau, i Necron e i Tiranidi, potremo aver a che fare con le splendide architetture e con la potenza di fuoco di almeno un paio di queste specie.
L’Unreal Engine 4 fa un buon lavoro anche con le ambientazioni, soprattutto in prossimità di stelle o di forti fonti luminose. Il framerate è rimasto stabile in praticamente tutti i casi a dettagli impostati su Epic, tuttavia il numero di unità e i pochi elementi da gestire in ogni mappa non gravano troppo sulla GPU. Buono il doppiaggio un po’ meno le musiche, diverse spanne sotto alla grandiosa colonna sonora di Dawn of War composta da Jeremy Soule. Il gioco è disponibile esclusivamente in lingua inglese.

Battle Fleet Gothic Armada (6)

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore AMD FX-4100 X4 (3,6 GHz), Intel Core i5-2500 (3,3 GHz)
Scheda Video 1 GB, DirectX 11, AMD Radeon HD 6850, NVIDIA GeForce GTX 560
Memoria 4 GB
OS Windows 7, 8.1, 10 (64-bit)
PRO
Gameplay strategico e divertente
Affascinante, nell’estetica e nel mondo di gioco
Grandi possibilità per creare la propria flotta
CONTRO
Campagna ripetitiva, soprattutto nelle prime ore di gioco
Alcune fazioni devono essere bilanciate meglio
Non c’è la personalizzazione estetica delle navi

Commento

Tindalos Interactive ha portato a compimento la missione, donarci un gioco di battaglie spaziali su licenza Games Workshop. Dopo aver fatto i conti con una campagna un po’ ripetitiva e poco interessante, almeno agli inizi, e uno sbilanciamento di alcune fazioni, vi aspettano ore ed ore di puro divertimento. Battlefleet Gothic: Armada è un gioco di indiscutibile qualità, capace di attrarre gli appassionati dell’epopea di Warhammer, ma anche coloro che apprezzano gli RTS meno frenetici e canalizzati al micro management.
7.5