La nave pirata di Assassin’s Creed alza bandiera nera, a bordo rozza ciurmaglia!

Data di uscita 29 ottobre 2013
Genere Action
Modalità di gioco Singleplayer, Multiplayer
Piattaforme PC, PlayStation 3, PlayStation 4, Xbox 360, Xbox One, Wii U
Sviluppato da Ubisoft Milano, Ubisoft Montreal
Distribuito da Ubisoft
Versione testata PC
cover

Lungi dal voler giungere alla conclusione, una delle più ampie saghe che il videoludo abbia mai conosciuto, ritorna sui nostri monitor. Questa volta però, ci ritroveremo a solcare i mari insidiosi dei Caraibi a bordo di navi pirata, lanciandoci in avventure a base di saccheggi, rum e belle “pollastre“. Cazzate le rande, alzate le vele di trinchetto e leggete la recensione di Assassin’s Creed IV: Black Flag.

I Diavoli dei Caraibi

Ci troviamo immediatamente nel bel mezzo di una battaglia navale, in lontananza lampi e tuoni, ben più vicino onde alte quanto l’albero maestro. La nostra abilità al timone non vale più nulla, quando una nave ci colpisce e ci abborda. Un uomo vestito da Assassino di nome Duncan Walpole, uccide il capitano, ma improvvisamente delle esplosioni ci sbalzano fuori bordo. Ci risvegliamo sulla sabbia bianca di un isola tropicale, di fronte a noi Walpole ci sta puntando una pistola e ha persino l’intenzione di premere il grilletto. Click, ops la polvere dev’essere bagnata. Inseguiamo l’uomo facendo sfoggio delle nostre abilità acrobatiche, finalmente lo raggiungiamo, ma egli estrae la spada: scortese da parte sua. Immediatamente reagiamo alla provocazione, quell’uomo di Assassino ha solo l’abito, due spade nel petto gli smorzano il respiro e bloccano i battiti del suo cuore. Questa è la fine di tutti quelli che oseranno sfidare la più grande canaglia assetata di denaro delle coste del Nuovo Mondo, questa è la sorte dei nemici di Edward Kenway il pirata. Edward Kenway, padre di Haytham Kenway, che a sua volta è genitore di Connor Kenway, sarà la nostra nuova conoscenza che occuperà il ruolo di protagonista in Assassin’s Creed IV: Black Flag (d’ora in poi solo AC Black Flag). Un protagonista atipico, che non serve la causa degli Assassini per i valori ai quali essa è ispirata, ma solo per un tornaconto personale. Un uomo che arriva ad aiutare persino i Templari pur di guadagnare qualche Real (la nuova moneta di gioco). Con lui lo scontro millenario tra le due fazioni prende una strada alternativa, una strada che passa per l’arricchimento personale e per una vita sconsiderata e libera. Forse è proprio la libertà il tema principale di questo Assassin’s Creed: Edward è un pirata e quali se non i pirati sono l’emblema della libertà? Le loro vite sempre al limite, la loro sensazione di invincibilità e quell’assenza di valori, li hanno ammantati di un’aura di puro fascino. Per la prima volta in un gioco della saga è bello non sentirsi parte di qualcosa e fare tutto quello che si fa per un ego personale e non per un fine alto e invisibile. Dopo lo scivolone di AC III, in quanto a carisma del protagonista, con AC Black Flag c’è una rapida risalita: forse non siamo ai livelli di un Ezio Auditore o Altair, ma il nostro Edward Kenway ha carisma da vendere e questo ci piace. Se Edward, però, è carismatico, un po’ meno lo è la storia che lo accompagna, piuttosto piatta e a base di missioni molto ripetitive che stufano presto. Tuttavia l’ambientazione piratesca caraibica, resa praticamente alla perfezione, e i comprimari del calibro di Barbanera, James Kidd e Bartholomew Roberts riescono a sollevare l’interesse. Giocherete anche solo per dare la caccia di un convoglio a bordo della vostra amata Jackdaw o per trovare uno dei tanti tesori dispersi negli anfratti più sperduti di grotte sottomarine. Ora che l’ho nominata ve la presento ufficialmente, Miss Jackdaw, l’ammiraglia della flotta del capitano Kenway, un brigantino che prende il nome da un volatile che Kenway amava quando era ancora in Gran Bretagna. La Jackdaw è il vero e proprio hub del gioco, qui Edward può selezionare l’equipaggiamento, potenziare la nave e gestire la sua flotta inviandola in missioni commerciali, in un minigioco che imita quello degli assassini già visto nei capitoli precedenti. Inoltre la Jackdaw è il mezzo di trasporto necessario per visitare le moltissime località insulari del gioco e città, tra cui possiamo citare Nassau, Kingston e l’Avana, oppure i numerosi relitti sparsi nella profondità abissali e raggiungibili tramite una pionieristica campana subacquea. Un’esplorazione che non ha confini insomma e che rende godibile anche le lunghe traversate.

Assassin's Creed IV Black Flag recensione 1

Abstergo Entertainment

Al fianco della trama caraibica, troviamo, come in tutti gli Assassin’s Creed, una porzione ambientata nel “presente“. Dopo il sacrificio di Desmond Miles, c’è un cambio di protagonista: un dipendente dell’Abstergo Entertainment, che lavora su Edward Kenway per portare a compimento un videogioco a lui dedicato. Peculiarità delle sezioni futuristiche è la prima persona, che si introduce per la prima volta (seconda se contiamo le sezioni con Desmond Miles in AC Revelations) nella serie. Nel presente potremo fare ben poco, ma verranno introdotti elementi come l‘hacking degli Animus o dei sistemi di sorveglianza che ci frutteranno preziose informazioni sulla storia del brand. All’interno dell’Abstergo verremo contattati da Shaun e Rebecca e che ci tireranno in mezzo a missioni di spionaggio nei confronti dei Templari. Pur se a tratti divertente ed interessante, la parte “reale” del gioco rimane di contorno, forse anche più di prima, se non fosse per le informazioni che ci fornisce.

Everything is connected

Everything is connected
Violando uno dei tanti Computer presenti nel futuro sarà possibile trovare riferimenti al ctOS e a Chicago, vi dice niente? Ma certo, Watch Dogs, altro titolo in uscita tra breve e in lavorazione nelle fucine di Ubisoft. Altri riferimenti si possono trovare ascoltando i discorsi di alcuni impiegati. Non è che Ubisoft voglia ampliare la storia di Assassin’s Creed anche all’interno di altri titoli creando una sorta di All in One? Staremo a vedere.

Assassin's Creed IV Black Flag recensione 2

“Caricare…Fuoco!”

 
Pochi si sarebbero sognati di parlare di innovazioni radicali nella saga di Assassin’s Creed, essendo quest’ultima sempre rimasta caparbiamente sulla sua posizione non cedendo alle pressanti richieste di cambiamento da parte dei fan. AC Black Flag è la dimostrazione che non tutti i titoli AAAnon hanno il coraggio di rischiare e quello che era solo accennato in AC III si compie e raffina su questo titolo. Ora il gioco non è più “uccidi le guardie e combatti qualche missione in mare“, ma “combatti missioni in mare e uccidi qualche guardia“. Purtroppo se da una parte le battaglie navali ora sono pienamente godibili e molto più fluide di quelle (ricordandole ora direi: “un po’ goffe”) di AC III, i combattimenti a terra sono quasi identici. Edward è in grado di portarsi appresso un arsenale da scatenare contro i suoi nemici: tra le armi più brutali troviamo le pistole (fino a quattro), che ora godono, finalmente aggiungerei, della mira manuale, dardi della cerbottana e bombe fumogene. L’intelligenza artificiale è al limite della decenza: il comportamento in combattimento è ridicolo e non serve che ripeta il perchè, ormai ci siamo abituati, mentre nelle fasi stealth, l’IA si comporta in maniera indecifrabile, annoverando la cecità e la sordità tra le caratteristiche di spicco. Mettiamo una pietra sopra ai combattimenti terrestri ed interessiamoci dei ben più aitanti combattimenti navali. Come ho già detto prima, la nostra nave è la Jackdaw, un brigantino con una discreta potenza di fuoco e una buona velocità, che devono compensare una corazza piuttosto leggera. I combattimenti navali sono molto semplici: possediamo due fila di cannoni sui fianchi che possono essere utilizzati per sparare bordate o colpi potenti, nella parte anteriore abbiamo dei cannoni che sparano palle incatenate, ottime per rallentare il nemico. A poppa troviamo i barili infiammabili, letali se usati a dovere, inoltre la Jackdaw può essere dotata di mortai e può usufruire di cannoni rotanti, utili durante l’abbordaggio oppure nel colpire punti critici di una nave. Gli avversari nei mari tempestosi dei Caraibi sono molti, e spaziano dalle piccole cannoniere agli enormi vascelli. Per le navi più grosse, la Jackdaw necessita di potenziamenti, che possono essere effettuati da un portuale o all’interno della nave stessa. Per poter acquistare i potenziamenti, però, non basta l’oro, ma serviranno risorse come legno, metallo e tessuto, tutti recuperabili abbordando navi dal carico prezioso.

Bug apocalittici

Vi potrebbe capitare, nelle vostre scorribande piratesche, di incappare in un inquietante bug. Vedrete infatti la Jackdaw risalire dai meandri dell’oceano, mentre la ciurma, purificata dai peccati, incontra il Nostro Signore. Un simpatico utente ha ripreso il bug, corredandolo con una musichetta che azzeccata è dire poco.

L’abbordaggio vi sarà familiare solcando i mari di Black Flag, iniziando questa procedura, infatti, daremo inizio a un combattimento “terrestre” a base di spade e pistole, nel quale si devono uccidere più membri della ciurma possibile e al contempo completare obiettivi che vanno dall'”uccidi il capitano nemico” allo “strappa la bandiera della nave nemica“. Al termine di un abbordaggio si potrà decidere se utilizzare la nave per riparare la Jackdaw, inviarla alla flotta di Kenway per compiere missioni, oppure per ridurre la notorietà che si accumula assaltando navi (se la notorietà è troppo alta, alcuni corsari impiccioni ci daranno la caccia per i Sette Mari). Essenziale per l’abbordaggio è la ciurma, ovvero il numero di marinai a bordo: più ce ne sono, più le probabilità di conquistare la nave aumenteranno. Per incrementare la ciurma è essenziale recuperare i naufraghi in mare, compiere delle attività secondarie a terra, oppure assoldarla nelle taverne. AC Black Flag, non è tutto novità, eredita dal predecessore la caccia, utile per fabbricare potenziamenti per Edward, a cui però si affianca la caccia marina con gli arpioni: le prede saranno squali, balene e orche. Inoltre rimangono le attività di contorno come le missioni assassino, quelle navali e l’assalto ai forti, che ora è inizialmente marino e poi terrestre. La raccolta di scrigni e collezionabili non sparisce: frammenti dell’Animus, messaggi in bottiglia, mappe del tesoro con scrigni nascosti e altro ancora. In tutto questo pantagruelico ammontare di cose da fare, c’è però una facilitazione che riguarda lo spostamento, sono stati infatti introdotti i viaggi rapidi, che ci evitano miglia e miglia marine di navigazione. Un’enormità di cose da fare che non sempre diverte, ma almeno lo fa nel complesso, intrattenendoci negli arcipelaghi caraibici per molto molto tempo.

Assassin's Creed IV Black Flag recensione 4

I Caraibi non sono stati mai così belli

La Next Gen (dovrebbe chiamarsi Current Gen, ma vabbè) ormai ha quasi soppiantato la Old Gen e AC Black Flag ha colpito proprio il periodo di transizione tra le due. Ovviamente il gioco nella sua incarnazione per Personal Computer rende il meglio e matura il colpo d’occhio, già buono del terzo capitolo. Avventurandoci nel menù delle opzioni, da sempre uno dei posti più amati dai PCisti degni di questo nome, si può da subito notare la grande quantità di settaggi personalizzabili, che comprendono anche il Physix, di cui potranno usufruire al meglio i possessori di schede nVidia. AC Black Flag, affianca alla relativa scalabilità dovuta al gran numero di opzioni, un colpo d’occhio veramente ottimo: i colori del mare e della vegetazione sono una gioia per gli occhi, mentre il movimento del mare, o delle piante tra le quali ci muoviamo per nasconderci sono veramente animati a dovere. Stesso discorso per il volto e il corpo del protagonista, che incappa sporadicamente in qualche bug di rilevamento, facendo partire un’animazione dove non ci dovrebbe stare o viceversa. Il classico difetto del ragdoll dei nemici morti permane ancora, ma bisogna dire che i passi avanti per quanto riguarda la stabilità del motore di gioco (che ricordiamo è l’AnvilNext, lo stesso di AC III) si vedono eccome.

Pirateria in 4K

Pirateria in 4K

Per i pochi eletti possessori di una configurazione bella pompata e soprattutto di un monitor dalle notevoli dimensioni, Assassin’s Creed IV Black Flag, si offre alla ragguardevole risoluzione di 3840×2160. Purtroppo io non ho avuto l’onore di provarlo, magari qualcuno di voi che l’ha fatto può dirmi la sua esperienza, no?

Un’altro beneficio che il motore è riuscito a portare è la quasi totale assenza di caricamenti, infatti Edward passerà dalla Jackdaw a un qualsiasi insediamento o isola in maniera assolutamente fluida e naturale. Tutto questo belvedere, però, ha un prezzo. Su PC, anche con configurazioni d’avanguardia, settare tutto al massimo non è consigliatissimo a causa di improvvisi picchi negativi nel framerate, soprattutto negli abbordaggi e durante gli acquazzoni, dove i particellari avanzati sono chiamati in causa facendo sì il loro dovere, ma appesantendo il tutto.

Assassin's Creed IV Black Flag recensione 6

“Way, hay and up she rises…”

Una delle cose che più ho amato in AC Black Flag erano le lunghe traversate nei mari tempestosialla ricerca di un tesoro sepolto, oppure semplicemente di una missione. Questo grazie a un comparto sonoro veramente d’eccezione che accompagna ad una soundtrack buona e godibile un’intero “album” di canzoni marinaresche dell’epoca che, usciti dal gioco, sicuramente canticchierete senza accorgervene. Queste ultime potranno essere acquisite recuperando degli spartiti sparsi per la mappa, riproponendo un minigioco simile a quello per le pagine del manoscritto in AC III. Per quanto riguarda il doppiaggio ci troviamo sugli standard della serie, con alcuni bassi, come sezioni con doppiaggio assente oppure con un’errata sincronizzazione del labiale. Delle piccole sviste, che intaccano solo minimamente un comparto audio più che buono.

Canzoni d’autore

Questo box è dedicato ai giocatori più attenti (e ovviamente a quelli che hanno recuperato il foglio della canzone di cui sto parlando, che si trova nella città di Nassau). Nelle vostre scorribande marine è molto probabile che la vostra ciurma canti “Drunken Sailor”, appena sentirete le note dovreste ricordarvi qualcosa. Se avete giocato, o almeno visto qualche trailer di Dishonored, lo assocerete subito al canto, un po’ spettrale a dir la verità, “Drunken Whaler” presente nel gioco di Bethesda e Arkane. Godetevi la versione più allegra.

Assassin's Creed IV Black Flag recensione 7

Assassinio di gruppo

La saga di Assassin’s Creed ci ha abituato negli ultimi tempi ad una compresenza tra comparto singleplayer e multiplayer, ovviamente AC Black Flag non fa eccezione. Il comparto multiplayer è giustificato con un programma ludico di Abstergo, che fa usufruire i suoi utenti di un Animus per guerreggiare con antenati ormai morti da tempo. L’intenzione di collegare a doppio filo il singleplayer al multiplayer da parte di Ubisoft c’è, ma purtroppo non riesce pienamente nell’impresa. Complice anche il fatto che il comparto multigiocatore, pur’essendo divertente alle prime battute risulta troppo ripetitivo e noioso alla lunga. A poco serve la riproposizione della modalità cooperativa Branco, mal riuscita e che sembra veramente uno spreco in un gioco che, se disponesse di un comparto co-op ben fatto, potrebbe fare faville nel multiplayer. Le modalità sono le medesime del predecessore, in realtà l’intera struttura risulta quasi immutata se non per il roster di personaggi disponibili, che si amplia con nuovi volti più selvaggi e pirateschi. Ci auguriamo che Ubisoft (a patto che voglia mantenerlo) si applichi di più nello sviluppo del comparto multiplayer, rinnovando quello che c’è da rinnovare e migliorando quello che c’è da migliorare, o concentri le sue forze sul comparto giocatore singolo, che è provato dalla serialità della saga.

Assassin's Creed IV Black Flag recensione 8

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-2500k 3,30Ghz
Scheda Video nVidia GTX 670
Memoria 8 GB
OS Windows 7 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5 2400S, AMD Phenom II X4 940
Scheda Video nVidia GeForce GTX 470, AMD HD 5850
Memoria 4 GB
OS Windows Vista SP2, Windows 7 SP1, Windows 8

PRO
Tutto il fascino piratesco in un gioco
Longevo e quasi mai noioso
Le canzoni marinaresche sono una chicca imperdibile
Colpo d’occhio eccezionale

CONTRO
Il carisma dei primi capitoli rimane intaccato
IA al limite della decenza
Fastidiosi cali di framerate
Multiplayer migliorabile

Commento

Assassin’s Creed IV: Black Flag è un ottimo gioco, forse non quanto i primi capitoli della serie, ma fa il suo sporco lavoro rappresentando l’affascinante ambientazione piratesca in tutto il suo fascino. La sua longevità e varietà cede solo davanti ad alcune missioni ripetitive e poco riuscite, mentre il grande colpo d’occhio è afflitto da sporadici, ma fastidiosi cali di framerate. Non un gioco perfetto, certo, ma dannatamente intrigante. Io torno a lanciarmi all’abbordaggio con un coltello fra i denti, e voi?
8.5