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    Recensione Aragami: Shadow Edition – Uno stealth sovrannaturale

    Aragami: Shadow Edition, l’edizione definitiva di uno dei più bei indie degli ultimi anni, trasuda stile da ogni poro. Per chiunque ami lo stealth - e non ha mai giocato il titolo originale - è un acquisto praticamente imprescindibile. Nightfall si rivela inoltre un’espansione piacevole e scorrevole, forse fin troppo, che tenta di rinnovare il franchise, riuscendoci però solo in parte. I punti a favore di questa collection sono comunque molti ed un viaggio sulla giostra è consigliato praticamente a tutti.

    Gli aragami, secondo la tradizione giapponese, sono potenti e oscuri spiriti in cerca di vendetta. La loro vita non si è interrotta pacificamente e, a causa della loro morte violenta, sono ora pieni di “urami”, ossia rancore. Questa loro rabbia li porta a rimanere ancorati alla terra, in cerca di una propria giustizia personale che li possa liberare dal loro pesante fardello. A volte succede inoltre che alcuni esseri umani riescano ad imbrigliare la loro vena combattiva – scatenandola contro i propri nemici – e che riescano a volgere a proprio favore un così oscuro spirito.

    Proprio da questo incipit cominciava Aragami, uno degli stealth game migliori degli ultimi anni. Uscito nel 2016 su PC e Playstation 4, il titolo di Lince Works era infatti riuscito a distinguersi nell’affollata scena indie, grazie a un buon level design, ad un’ottima sfida ed a uno stile artistico particolarmente azzeccato. Per quale motivo siamo qui a parlare di un titolo così valido, ma al contempo non più recentissimo? facile a dirsi: Aragami è tornato sui nostri schermi in una versione tutta nuova, chiamata Shadow Edition, comprendente il gioco base e l’espansione Nightfall. Per l’occasione il titolo è sbarcato anche su Xbox One, segnando il suo esordio sull’ammiraglia di casa Microsoft. Abbastanza motivi, insomma, per immergersi un’altra volta nell’orientaleggiante mondo di Aragami.

    Uno spirito nell’ombra

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    Per chiunque avesse perso il treno nel 2016 parliamo di uno stealth game decisamente tradizionale, che strizza più di un occhio a classici del genere come Tenchu o Shinobido. Gli elementi in comune con questi mostri sacri sono molti e non sarebbe sicuramente sbagliato definire Aragami un po’ come il loro seguito spirituale. Di fronte a una tale investitura è quindi chiara la qualità del titolo di Lince Works, anche se qualche difettuccio di troppo non gli ha permesso di spiccare il volo come dovuto. Per quanto divertenti e ben concepite, le dinamiche stealth accusavano un po’ troppo di ripetitività, rendendo gli ultimi livelli della campagna quasi tediosi. Anche il multiplayer, per quanto idealmente in grado di offrire molto, si rivelò un buco nell’acqua.

    Non fatevi però ingannare da questi incidenti di percorso, Aragami porta, come già detto, molta acqua al suo mulino e riesce ad eccellere su diversi aspetti. Il lato stilistico, splendidamente abbozzato, si sposa magistralmente con le ambientazioni, andando quasi a ricreare le celebri xilografie giapponesi. Il livello di sfida dà inoltre filo da torcere anche al più silenzioso dei giocatori, regalando un’esperienza sì complessa ma – grazie a Dio – non frustrante. Ulteriore nota di merito al particolare sistema di progressione che, tramite una serie di pergamene nascoste tra i livelli, permette di migliorare sempre più le proprie capacità grazie a poteri sempre nuovi e utili.

    I due puma

    La campagna principale di Aragami ci trascina nella somma battaglia tra il bene e il male, tra luce e oscurità, tra lealtà e inganno; tutto questo sotto il comando di Yamiko, splendente donzella in cerca di vendetta. In Nightfall i temi trattati saranno invece leggermente meno accesi e verteranno su dinamiche antecedenti al titolo originale. Prenderemo infatti i panni di Hyo, il paterno maestro di Yamiko, e di Shinobu, la sua assistente, nel bel mezzo della ricerca dell’alchimista. Questa specie di stregone sta infatti tramando contro la giovine allieva di Hyo, minacciando di bandirne per sempre un suo ritorno. Fermare i suoi loschi piani diventa ben presto il compito principale del dinamico duo.

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    Pad – o tastiera – alla mano il feeling di fondo è quello della versione originale, un’ottima notizia vista la sua ottima qualità. Vi sono comunque diverse modifiche che lo rendono differente dall’originale, evitandoci un senso di già visto. I poteri, ad esempio, non andranno più sbloccati tramite pergamene ma saranno tutti disponibili da subito. Se da una parte ciò è giustificabile dal fatto che il DLC è composto da soli 4 livelli (contro i 13 della campagna principale), dall’altra priva Aragami di uno dei suoi punti di forza. C’è poco da fare, senza questo senso di progressione si perde una buona parte del potenziale e della varietà del titolo. Le skill stesse variano, questa volta positivamente, regalandoci nuovi assi nella manica. In Nightfall potremo, ad esempio, svanire in una nube di fumo o dilaniare i nostri nemici con dei kunai esplosivi. Tutte queste nuove possibilità rimescolano le carte in tavola dando una decisa svecchiata alle dinamiche di gioco.

    aragamiDove Nightfall riesce a migliorare maggiormente il titolo originale è nelle dinamiche co-op, sicuramente meglio implementate rispetto all’incarnazione precedente. Avremo, ad esempio, percorsi paralleli in cui muoverci sincronicamente col nostro partner e intere zone dove la cooperazione renderà il tutto più appagante e divertente. Le nuove skill sono state inoltre ricreate ad arte per invogliare i giocatori a collaborare e sperimentare sempre nuove strategie.

    Una fugace avventura

    In Nightfall non faremo quasi tempo a prendere confidenza con le nuove meccaniche di gioco che ci troveremo di fronte ai titoli di coda. Considerando come sia solamente un’espansione e di come la rigiocabilità dei vari livelli sia elevatissima, ciò non può essere considerato un peccato capitale, ma vale comunque la pena approfondire tale aspetto: la trama, già di per sé poco ispirata, non fa neanche in tempo a decollare che è costretta ad atterrare in uno sbarco di emergenza che ne limita solo parzialmente i danni. Quella dell’alchimista è una novella che non attrae, non appassiona i giocatori ed è lontana anni luce dall’epopea di Yamiko vista in Aragami. Considerando come non venga neanche approfondita degnamente, è chiaro come l’aspetto narrativo sia quello più carente di questo DLC. A peggiorare il tutto ci si mette la completa assenza di boss, un vero peccato considerando il discreto lavoro che era stato fatto al riguardo in Aragami.

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    Poco da dire invece sul comparto artistico che non varia dal titolo principale e riesce ad ammaliare grazie a uno stile inconfondibile. Scivolare tra palazzi imperiali e placidi giardini in Aragami: Nightfall è bellissimo, e talvolta sembra quasi di essere dentro un dipinto. Piccola nota di demerito finale al doppiaggio, talvolta eccessivamente “pasticciato”.

    PRO
    Design visivo eccellente
    Ottimo livello di sfida
    Tanti poteri diversi
    CONTRO
    Dopo un po’ diventa ripetitivo
    Nightfall poteva offrire qualcosa di più

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    Giacomo Todeschini
    Giacomo Todeschini
    Cultore dei shoot'em up e amante dei TPS, ritiene Metal Slug l'ottava meraviglia del mondo. Ama il proprio cabinato più di se stesso ma non disdegna le ultime trovate tecnologiche. Se lo cercate lo troverete con ogni probabilità su Fortnite o su qualche altro titolo di dubbio gusto.