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    L’industria videoludica inglese chiede garanzie dopo la Brexit

    Avete saputo che la Gran Bretagna è uscita dalla Comunità Europea? Il processo sarà lungo, ma ormai ciò che è fatto è fatto e tutti si stanno preoccupando delle conseguenze di questo evento senza precedenti. Tra questi c’è TIGA, l’associazione di categoria dell’industria videoludica inglese, preoccupata della competitività inglese nel settore. Il CEO di TIGA, Richard Wilson, ha diffuso un comunicato stampa nel quale indica in modo chiaro a quali difficoltà si potrebbe andare incontro: non devono essere eliminati, ma anzi rafforzati gli incentivi; non si dovrà incontrare maggiore difficoltà nel reperire i finanziamenti necessari; va scongiurato il rischio di non poter più importare talenti dall’estero, o di avere maggiori difficoltà nel farlo; bisogna riscrivere la legislatura inglese per meglio tutelare le proprietà intellettuali.

    Wilson ha inoltre ricordato che l’industria dei videogiochi inglese occupa oltre 30.000 persone, 11.000 dei quali sono sviluppatori, e contribuisce al prodotto interno lordo nazionale (PIL) con 1,1 miliardi di sterline. Inoltre si tratta di un settore che vive grazie all’esportazione (il 95% delle aziende esporta all’estero) e non può permettersi di subire tassazioni aggiuntive. Insomma, dopo la Brexit le questioni da affrontare sono veramente tante, anche per l’industria videoludica. Non ci resta che attendere per vedere come risponderà chi ha voluto l’uscita dall’UE.

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    Alessandro Finizio
    Alessandro Finizio
    Nato nel '92 e cresciuto a forza di FPS e GDR, oggi è un PCista convinto esperto di Sparatutto, Platform, MMO e RPG. Appassionato tanto ai videogiochi quanto all'informatica, Kley gestisce ogni aspetto tecnico di Gamesquare.it e scrive articoli sull'universo videoludico. Il gioco che ha amato di più è Lineage 2, ma oggi sbava al solo vedere StarCraft 2 e Ori and the Blind Forest!