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    L’immancabile lingua italiana

    La sempre più desiderata localizzazione in italiano e la reazione della comunità videoludica italiana

     

    In questo periodo di crisi, dove tutto sembra avere il segno meno nel nostro paese, c’è un settore che sta notevolmente prendendo piede, stiamo parlando proprio del settore videoludico.

    Ultimamente, la comunità videoludica italiana, è riuscita, “finalmente”, ad ottenere la tanto agognata lingua italiana in molti titoli importanti, come ad esempio: World of Warcraft, Aion e League of Legends. Stiamo parlando di giochi con milioni di giocatori e migliaia, se non qualche milione, che provengono solamente dal nostro paese.

    bandiera italiana

    L’Italia, in questi anni, sta acquisendo maggiore importanza nel settore videoludico, lo si può vedere anche dalla quantità e importanza dei tornei che vengono disputati ogni anno negli e-sports. Sempre più software house scelgono di inserire nel gioco la localizzazione in italiano del gioco, proprio per incrementare il numero di giocatori provenienti dal nostro paese.
    Però, la comunità italiana non sta solo riuscendo ad ottenere la localizzazione del gioco nella propria lingua, ma anche interi server dedicati a loro. Questa è la dimostrazione che i videogiocatori italiani non sono pochi e stanno diventando sempre più numerosi ed importanti per la sopravvivenza dei giochi stessi.

    Ma se da una parte ci sono migliaia di giocatori che desiderano questa conversione per poter giocare liberamente, senza quelle complicazioni che possono sorgere utilizzando una lingua che non è la propria lingua madre, dall’altro lato ci sono altrettanti giocatori che sono convinti che la localizzazione in italiano sia del tutto inutile e che non ne fanno utilizzo.
    C’è un altro aspetto delle localizzazioni che va analizzato: quando le traduzioni vengono inserite all’interno del gioco, solamente dopo anni che questo è uscito. Quei giocatori che ho sopracitato, che non vedono di buon occhio la localizzazione in italiano del gioco, sono in maggior numero proprio in quest’ultimo caso.
    Tutto questo accade perché, i giocatori che hanno giocato quei titoli per anni in inglese, si trovano catapultati in una localizzazione che, prutroppo, spesso lascia a desiderare e che, spesso, si differenzia molto da quella inglese.

    C’è da evidenziare un aspetto di questa crescita, si tratta quasi esclusivamente del settore PC e non Console ed inoltre si tratta maggiormente di titoli esclusivamente online.
    Infatti, al contrario di quello che si potrebbe pensare, i giochi più giocati al mondo, sia in termini di ore giocate che in quantità di giocatori presenti online o registrati, sono su PC. Gli e-sports stessi sono maggiormente su PC che su Console, anche se quest’ultimi sono in aumento. Senza contare l’aumento dei team italiani che partecipano ad essi.

    Un ultimo aspetto da evidenziare è la crescita e aumento numerico delle testate giornalistiche specializzate in questo settore. Sempre più spesso abbiamo prova dell’influenza delle testate italiane nel settore videoludico, con premi e recensioni assegnati ai giochi, messi in bella mostra sul sito dei giochi interessati.

    Fatto sta che il settore videoludico italiano è destinato ad accrescere la sua importanza ed espandersi.

    Voi cosa ne pensate a riguardo, dei traguardi che la nostra comunità ha raggiunto fino ad ora e di quelli che ci aspettano in futuro?

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    Alessandro Finizio
    Alessandro Finizio
    Nato nel '92 e cresciuto a forza di FPS e GDR, oggi è un PCista convinto esperto di Sparatutto, Platform, MMO e RPG. Appassionato tanto ai videogiochi quanto all'informatica, Kley gestisce ogni aspetto tecnico di Gamesquare.it e scrive articoli sull'universo videoludico. Il gioco che ha amato di più è Lineage 2, ma oggi sbava al solo vedere StarCraft 2 e Ori and the Blind Forest!