Ehi gente da favola! Come va? Scommetto che in questo periodo non fate altro che videogiocare o magari state attendendo trepidamente i nuovi titoli tripla A che stanno per arrivare. Ahimé a me questo lusso non è concesso, mi tocca andare a scandagliare il mare dei progetti videoludici indipendenti alla ricerca dei più promettenti….oh ma chi voglio prendere in giro, io adoro questo lavoro! Specie quando, con non poco piacere, noto che i titoli promettenti si moltiplicano. D’ora in poi ci sarà una novità, non terrò più in considerazione solo Kickstarter, bensì tutte le piattaforme di crowfunding più importanti. Senza ulteriori indugi vi do il benvenuto al primo appuntamento con Indiependence Day, la rubrica che ogni mese porta alla vostra attenzione i progetti più promettenti dal mondo dello sviluppo indipendente.

Raccontarsi storie dell’orrore non è mai stato così bello: Kaidan


Non è raro ormai trovare progetti indipendenti designati come horror in prima persona, alcuni di questi hanno una fortuna immeritata data dalla loro mera diffusione su piattaforme come YouTube, ma in genere la gran parte finisce nel dimenticatoio insieme al resto dei titoli del medesimo genere. Capita, tuttavia, di trovare in questo mare di disperazione dei titoli davvero promettenti come Kaidan. Questo interessante horror poggia le basi su un innovativo sistema di creazione, condivisione e gioco all’interno di una comunità di videogiocatori. In Kaidan si potrà ricoprire uno tra tre ruoli: il Narratore, il Cacciatore e la Vittima; ognuno di questi avrà compiti e caratteristiche precise.
Grazie al Kaidan system il Narratore può creare la storia, definire le regole e caratterizzare sia il Cacciatore che le Vittime, oltre che posizionare trappole ed indovinelli. Il Cacciatore potrà assumere sembianze diverse in base alla storia che si sta giocando e potrà contare su abilità che vanno dal possedere i giocatori a modificare spazio e tempo, il suo compito è comunque quello di fermare le Vittime dal raggiungere lo scopo prefissato. Queste a loro volta avranno a disposizione diversi strumenti e caratteristiche per riuscire a resistere al Cacciatore.
Kaidan sembra difendersi alla grande anche dal punto di vista tecnico e a giudicare da quanto visto sembra capace di catturare davvero bene lo spirito del genere nonostante le innovazioni che sta introducendo.

Benvenuti alla fabbrica dei mostri: Lobotomy Corp


Ok, ammetto di non amare i gestionali, ma se tutti fossero come Lobotomy Corp probabilmente sarebbe uno dei miei generi preferiti. Inizialmente si potrebbe pensare che il gioco non si discosti troppo dagli altri titoli del genere, tuttavia questo promettente progetto può contate su un fantastico concept. I giocatori, infatti, non avranno a che fare con cittadine tranquille o cose del genere, ma con una struttura dove creature chiamate anormalità di ogni tipo vengono detenute e sfruttate per ottenere energia.
Queste andranno gestite in modo specifico per evitare che si giunga ad una fuga, che a sua volta scatenerà il panico all’interno della struttura con crisi e suicidi tra i dipendenti.
Gestire le anormalità tuttavia non sarà facile come si pensa perché a priori non sapremo praticamente nulla di loro, dovremo quindi osservarle e capirne le caratteristiche utili per contenerle. Tutte le informazioni andranno poi a riempire una pratica enciclopedia che ci assisterà in ogni partita.
In quanto gestore potremo contare sul supporto di vari sottoposti, differenziati in base al ruolo che ricoprono e per il loro comportamento personale, cosa che li renderà più o meno utili nella gestione di particolari situazioni.
Lobotomy Corp adotta un stile cartoonesco che riesce a smorzare l’ansia dell’avere a che fare con mostri di ogni sorta e che riesce a catturare l’attenzione nonostante non sia certamente il migliore che si sia visto sulla piazza, anche nel mondo dello sviluppo indipendente.
Personalmente adoro l’idea di base di questo titolo perché mi ha ricordato cose come la “Fondazione SCP” o il film “Quella casa nel bosco”, inoltre sono davvero curioso di vedere fino a che punto gli sviluppatori si sono spinti nell’implementazione di esseri paranormali oltre che verificare situazioni come il panico, godendomi lo spettacolo di piccoli omini che si uccidono disperati…sì, so di essere un mostro.

Tattica, Robot e tanto divertimento: Dual Gear


Capisco che il citare la presenza di battaglie tra robot potrebbe già catturare l’attenzione di molti di voi cari lettori, ma Dual Gear è un progetto talmente profondo che merita e necessita di essere descritto al meglio.
Il gioco è ambientato in un futuro che vede la Terra devastata a seguito di un attentato contro una grande struttura che orbitava intorno al pianeta. Dopo questa catastrofe le varie forze terrestri hanno iniziato una corsa agli armamenti agevolata dalla commercializzazione di mech da combattimento denominati Dual Gear. La trama offrirà ben trenta missioni principali oltre ad una serie di secondarie.
Vero fulcro del titolo sono senza dubbio i combattimenti, questi saranno la giusta fusione tra action e strategia a turni. Le azioni da compiere passano dal movimento, che consumerà una particolare fonte di energia e lascerà scoperti agli attacchi nemici, all’attacco, la cui efficacia dipende dalle caratteristiche degli armamenti scelti. Per avere la meglio sarà necessario scegliere al meglio le proprie mosse e gli equipaggiamenti. Parlando dei secondi, ampio spazio viene dedicato alla customizzazione dei vari robot, infatti le combinazioni possibili sono moltissime e permetteranno di creare robot unici nell’aspetto e nelle abilità.
E’ disponibile anche una demo di Dual Gear che gli sviluppatori continuano ad aggiornare e che vi consigliamo di scaricare.

Battaglie nel cielo con la realtà virtuale: Hover Junkers


Ammettiamolo, la tecnologia VR sta prendendo sempre più piede nel mondo dei videogiochi e ciò si può riscontrare anche nel crescente aumento di titoli indie che ruotano intorno ad essa. Hover Junkers fa parte proprio di questa categoria e punta a sfruttare al massimo le opportunità offerte dalle nuove periferiche.
Il gioco è fortemente orientato al multiplayer e ci metterà nei panni di un pilota di navi volanti il cui scopo è raccogliere materiali. L’aspetto più interessante di Hover Junkers è rappresentato dal fatto che sarà la stessa stanza in cui giocherete a rappresentare la nave, in realtà virtuale ovviamente. Potrete quindi interagire con lo scenario e osservare il mondo immergendovi pienamente nell’avventura.
Le stesse battaglie vi richiederanno di prestare la massima attenzione, in qualunque direzione, e le vostre azioni si rifletteranno pienamente sul personaggio e la nave, ad esempio durante uno scontro potrebbe accadere che il nemico si sposti quindi, per avere una visuale migliore, dovrete spostarvi di qualche passo o allungare il collo per cercare di sbirciare.
Hover Junkers è senza dubbio un titolo promettente che sembra intenzionato a regalare ore di divertimento ai possessori di dispositivi VR, grazie anche ad un comparto grafico che non fa certamente gridare al miracolo, ma che comunque riesce a risultare abbastanza godibile.
Resta solo qualche dubbio sull’utilizzo delle periferiche così come sulla gestione dello spazio intorno al giocatore.

Tiriamo le somme:

Cari lettori e lettrici siamo giunti anche oggi al termine, ma almeno tutti noi amanti degli indie possiamo tirare un sospiro di sollievo, perché lo sviluppo indipendente continua a fare passi da gigante e di giorno in giorno nuovi studi nascono, nuove idee prendono forma e nuovi videogames vengono rilasciati per il piacere di tutti i giocatori.
Devo sinceramente dire che i progetti di questo mese mi hanno attratto come pochi fino ad ora, tutti avevano qualcosa di unico e tutti puntavano ad innovare formule di gameplay, cosa che di questi tempi pochi sembrano avere il coraggio di fare.
Dandovi i miei più calorosi saluti vi invito a leggere da voi le schede di ognuno di questi progetti perché meritano davvero la vostra attenzione e magari anche le vostre donazioni. Detto ciò, vi auguro di giocare le migliori partite possibili in attesa del prossimo Indiependence Day, quindi al prossimo mese gente da favola!