Hermen Hulst di Guerrilla Games ha di recente rilasciato un’intervista nella quale ammette quanto sia stato rischioso sviluppare un titolo come Horizon: Zero Dawn, per uno studio che non aveva mai lavorato ad un RPG.

“Quando abbiamo iniziato a creare questa nuova proprietà intellettuale ho organizzato un incontro con tutto lo studio e ho detto ‘qualcuno vuole proporre qualche idea?’ E ovviamente, essendo sviluppatori di sparatutto in prima persona, c’erano molti concept in tema”

“Per noi non è stato immediatamente logico prendere in considerazione un gioco open world con meccaniche ruolistiche, lo studio non aveva esperienza in materia all’epoca; sono passati sei anni, ovviamente adesso le cose sono cambiate. È stato un tentativo rischioso, rispetto agli altri concept. Siamo molto felici di aver deciso così, ma all’epoca non sapevamo quanto sarebbe durato, non ci trovavamo nel nostro ambiente più congeniale e c’era molto da apprendere. Sono stati sei anni incredibilmente intensi”.

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Disincantato sognatore, ama la libertà d’azione e l’esplorazione. Onnivoro consumatore, ha affinato il proprio gusto con titoli del calibro di Dishonored e BioShock, odia le etichette e la disinformazione. Approdato recentemente nel mondo della critica videoludica cerca di trasferire in tutto quello che fa un’acuta riflessione sul medium e un pizzico di fantasia, crede fermamente nella “nobilitazione” del videogioco.