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    Guardians of the Galaxy Ep.4: Who Needs You, la nostra recensione

    Guardians of the Galaxy: Who Needs You riesce a recuperare un po’ rispetto agli episodi precedenti. La storia principale viene messa in pausa per far spazio ai sentimenti più profondi dei Guardiani, qui resi molto bene. Nonostante si inizi a sentire il peso delle scelte intraprese, resta un po’ l’amaro in bocca per quanto di buono si poteva effettivamente fare con la serie: i difetti “storici” continuano ad essere presenti, dallo sbilanciamento tra scene comiche e scene drammatiche. Sicuramente, il migliore degli episodi usciti fino ad ora, ma anche questa volta Telltale avrebbe potuto fare di più.

    A due mesi esatti dall’uscita del terzo episodio, i Guardiani della Galassia sono tornati con il quarto atto della loro avventura, dal titolo “Who Needs You”, che potrebbe già dire qualcosa a coloro che hanno seguito attentamente le vicende degli episodi precedenti. Dopo aver raggiunto un tempio ai confini della galassia per scoprire le vere potenzialità dell’Eternity Forge, i nostri eroi sono stati raggiunti da Hala e dai suoi guerrieri Kree, la cui volontà era quella di utilizzare l’antica reliquia per riportare in vita un enorme esercito, tenuto in ibernazione all’interno di una nave Kree. Ce la faranno i nostri Guardiani a salvare nuovamente la galassia? Scopriamolo in questa nuova recensione.

    Dalle stelle alle stalle

    Dopo esser stati raggiunti da Hala e dai soldati Kree, Peter e gli altri guardiani saranno costretti ad ingaggiare un terribile scontro che fin da subito appare come lo scontro finale, la conclusione di una storia che si protrae da quattro episodi e che ha raggiunto il suo culmine. Tutto cambia, però, nel giro di pochissimo tempo, mentre i Guardiani si trovano costretti a ritirarsi e rimandare lo scontro. Esattamente in questo punto, avviene il distacco totale tra l’incipit e l’episodio in sé, che cambia completamente faccia a favore di una situazione più delicata e particolare. Si passa infatti al dinamismo del combattimento, caratterizzato da una buona serie di QTE, alla narrazione pura, molto più lenta, articolata e pensata: ancora una volta, come accaduto negli episodi precedenti, il focus si sposta sul rapporto tra i personaggi e i loro sentimenti più profondi. Tuttavia, tale aspetto, che già era stato ampiamente migliorato in More Than a Feeling, assume la sua forma migliore (almeno fino ad oggi, in attesa del capitolo conclusivo). TellTale ci permette in questo caso di scavare molto più in profondità, per conoscere i veri sentimenti presenti per esempio tra Quill e Gamora, ma anche e soprattutto per Drax e Nebula, forse i veri protagonisti di queste due ore e mezza circa di gioco. Come accaduto in precedenza, infatti, anche in questo caso Telltale ha voluto immergerci nel passato di uno dei Guardiani, mostrandoci la felicità di Drax prima dell’ascesa di Thanos. Il lavoro svolto in questo caso appare sicuramente superiore rispetto al passato, anche a causa delle caratteristiche del personaggio stesso: nei film, come in questa serie, Drax appare sempre poco sentimentale e fortemente razionale, lasciando trasparire raramente quello che prova o che pensa. In questo caso, l’immersione è totale: la difficoltà che Drax incontra nel rivivere quei momenti non può non sfiorare il giocatore, rendendoci in parte partecipi della sua sofferenza nel giro di poche ma perfettamente studiate scene. E’ qui che finalmente la narrazione raggiunge livelli altissimi: a parlare, infatti, non sono propriamente i personaggi, quanto i loro gesti e le loro scelte, spesso contornate da un silenzio più eloquente di mille parole. Resta, tuttavia, un po’ di amaro in bocca: ci troviamo, infatti, di fronte ad un grandissimo lavoro che però va a cozzare con quelli che sono i problemi che caratterizzano la serie fin dal primissimo episodio, come per esempio un bilanciamento tra momenti più seri e comicità che spesso fanno fatica a convivere, snaturando quelli che sono i punti di forza dei Guardiani della Galassia e per i quali sono conosciuti da milioni di persone. Più di una volta, infatti, alcune battute e atteggiamenti risulteranno un po’ fuori luogo rispetto alla situazione.

    La caratteristica che più si inizia a notare è però lo sgretolamento del gruppo, che comincia lentamente a sfaldarsi fin dall’inizio dell’episodio. Tuttavia, non si tratta di una semplice impressione. Qui più che mai, infatti, le scelte intraprese nel corso dell’avventura pesano, in alcuni casi come macigni. Si infittiscono i bivi narrativi, scelte essenziali per conoscere il modo in cui potremo concludere la nostra avventura. Insomma, il peso delle nostre scelte inizia ad avere il proprio peso e qui più che mai sarà necessario stare molto attenti al da farsi, per evitare un finale infelice.

    Tecnicamente, il titolo rimane sostanzialmente lo stesso, con i soliti alti e bassi che caratterizzano la serie. Da segnalare solamente qualche eccessivo calo di frame rate all’inizio della puntata, dovuto forse al gran numero di personaggi su schermo.

    PRO
    Finalmente si sente il peso delle decisioni prese
    Rapporti e passati dei personaggi narrati benissimo
    CONTRO
    Scene comiche e drammatiche mal distribuite

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    Matteo Lattanzio
    Matteo Lattanzio
    Nonostante abbia cominciato a giocare fin da piccolo, risveglia dopo molti anni la propria fame videoludica con l’acquisto di una PlayStation 3. Non disdegna nessun genere, prova e acquista di tutto, ma ama soprattutto i giochi di ruolo e d’azione, cercando di recuperare qualche perla del passato di tanto in tanto.