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    Futuro virtuale

    La realtà virtuale è sempre stato un sogno e un motivo di curiosità, potersi ritrovare nei panni digitali del proprio eroe preferito in prima persona ha sempre avuto qualcosa di fascinoso. Ora grazie al fenomeno Oculus Rift, che è stato l’iniziatore di una vera e propria mobilitazione da parte di altre case e sviluppatori in campo VR, tutti coloro che sognavano immergere i propri sensi in mondi virtuali vivi e pulsanti possono gioire, nonostante le molte magagne tecniche che affliggono i visori nello stato attuale dello sviluppo.
    Dopotutto anche nella cinematografia il fascino di mondi virtuali ha prodotto capolavori della fantascienza come Matrix. Ora fate conto che Morpheus vi stesse chiedendo quale pillola scegliere, per continuare a leggere è necessario che prendiate quella blu.

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    Cara vecchia stereoscopia

    Il caro vecchio 3D ai suoi albori era concepito come una vera e propria rivoluzione nel campo del coinvolgimento. Invero però, la stereoscopia ha prediletto molto più le sale dei cinema ed è stata refrattaria nell’approdare in un settore dove il coinvolgimento sarebbe stato più efficace ed interessante, cioè i videogames. Personalmente sono sempre stato un po’ scettico di fronte alle diverse soluzioni proposte sia da Nvidia 3D Vision sia da altri tool che facevano approdare la stereoscopia anche in casa AMD, ritenendo che non valeva la pena spendere tutto quel popò di quattrini per un’interazione e coinvolgimento che non era chissà cosa. Manco a dirlo, che subito Oculus VR ha presentato il suo nuovo visore a realtà aumentata (peraltro finanziato a suon di contributi su Kickstarter) andando a calamitare tutti gli interessi dei curiosi e degli appassionati verso una direzione differente. Oramai il “treddì” è concepito come una cosa vecchia, non a torto effettivamente, poichè i primi esperimenti risalgono alla seconda metà del ventesimo secolo, passano per gli occhialetti anaglifo (quelli con una lente blu e una rossa) fino ad arrivare alle più recenti lenti polarizzate.
    Un po’ dispiace che la tecnologia sia così rapida nell’incedere, cannibalizzando tutto quello che trova sul suo cammino. Ma in fondo la vita è breve e io vorrei trovarmi in un universo tale e quale a quello proposto in Mass Effect al più presto possibile, senza Razziatori ovviamente.

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    Oculus Rift

    Recentemente ho avuto occasione di provare il Visore di Oculus VR al VIGAMUS (per chi non lo conoscesse è il museo di videogiochi di Roma), purtroppo quello che ho testato era il Development Kit 1 e portava con sè problemi tecnici molto marcati. Il test è stato molto breve, si parla di 10 minuti, ma in questo lasso di tempo ho notato più di un problema giocando ad Outlast, piccolo capolavoro indie di Red Barrels davvero terrificante se giocato in realtà virtuale. La prima cosa che si denota è la risoluzione molto bassa, appena 640×800 per ogni schermo, per un totale di 1280×800, corroborata da un tearing fastidioso e dal classico “motion sickness”, che causa conati di vomito e altre cose spiacevoli. Il Development Kit 2 dovrebbe risolvere la maggior parte dei problemi, puntando ad una risoluzione FullHD su uno schermo OLED e non più LCD, un refresh rate più alto e una migliore gestione dell’headtracking, che scongiurerà il vomito dopo sessioni di gioco prolungate.

    Nonostante questi difetti non da poco, sono fiducioso nei confronti della creazione di Oculus VR, che annovera tra i suoi sviluppatori anche quel John carmack padre di Doom e che ha lasciato Id Software tra mille polemiche, nonostante sia considerata dalla maggioranza in maniera molto scettica e relegata ad una cerchia di superappassionati. Ora c’è da vedere cosa succederà dopo l’acquisto della società da parte di Facebook, sperando che il buon Zuckerberg gestisca bene il tutto sia finanziariamente che logisticamente. E speriamo che la risoluzione del visore arrivi a toccare i 4K, allora sì che si potrà parlare veramente di realtà virtuale.

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    Sony risponde con Project Morpheus

    Se Oculus Rift è stato il precursore del fenomeno VR, Sony sta rispondendo con il suo Project Morpheus che cita senza troppo nasconderlo il Morpheus di Matrix di cui ho già parlato. Se il nome non è ancora definito, la politica di Sony è abbastanza sicura: creare una valida alternativa ad Oculus Rift in esclusiva per PS4. Finora grazie a campagne pubblicitarie e la massiccia presenza agli stand dell’E3 in primis, sta riuscendo a farsi un nome che oscura parzialmente quello di Oculus Rift. Quello che essenzialmente offre in più, però, è solo un design più accattivante (almeno secondo me) e una ottimizzazione specifica per PlayStation 4, che lo rende più appetibile a tutti coloro che possiedono l’ammiraglia di Sony. Per quanto riguarda lo sviluppo puramente tecnico, siamo un passo indietro rispetto ad Oculus Rift, che ha iniziato a lavorare al progetto da molto più tempo. Tuttavia tutto si può dire a Sony, ma non che sia sprovveduta e probabilmente offrirà un ottimo visore che si darà battaglia con quello di Palmer Luckey e soci.

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    Dalla Cina con furore

    Citando due colossi come Oculus VR e Sony, non potevo tralasciare una piccola realtà che, dal lontano oriente, propone un nuovo visore chiamato ANTVR. Il progetto è partito da Kickstarter, come Oculus Rift d’altronde, e propone un prezzo molto più basso rispetto ai visori sopracitati includendo anche una periferica in grado di trasformarsi in un fucile, un volante, una spada e così via a secondo dell’occorrenza. Se ad Oculus Rift è stato impedito di utilizzare le informazioni grafiche di PS4 e Xbox One, ANTVR dichiara di essere compatibile universalmente, cosa piuttosto discutibile. Sta di fatto che con questa esplosione quasi febbrile del fenomeno VR, molti sviluppatori cercano di realizzare qualcosa di sempre più innovativo ed economico in grado di fare concorrenza alla gamma dei visori che va sempre ampliandosi.

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    Mafia, pizza e…umani caricati!

    Ho parlato tanto di visori e realtà aumentata, ma non ho accennato il succo principale della questione: i giochi, senza i quali i visori sarebbero un semplice orpello d’arredamento. Be’ sappiate che i giochi non mancano sicuramente, si parla di oltre 220 titoli compatibili con Oculus Rift tra quelli già usciti e quelli ancora in corso d’opera. tra questi posso citare Half Life 2, Halo 2, EVE: Valkyrie, persino Skyrim e l’italianissimo Loading Human. Sviluppato dalla nostrana Untold Games, Loading Human è un titolo che supporterà nativamente Oculus Rift e che usufruirà anche di controller realizzati appositamente per interagire con le VR come il Razer Hydra. Speriamo diventi la killer application delle VR come qualcuno sostiene.

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    Verso l’infinito e oltre

    Il mercato VR è intrigante, ma purtroppo ancora non sicuro. C’è ancora il rischio che dopo il lancio dei nuovi visori si esaurisca tutto questo fervore che circola nell’aria e tutto ritorni alla normalità. Il detto dei videogiocatori dice: “mai abbandonare una periferica vecchia, per una nuova”, sbattiamocene altamente di quello che dicono filastrocche e proverbi, se non ci fossero stati rischi (soprattutto nel settore della tecnologia) staremmo ancora a sorbirci i caricamenti da quindici minuti del Commodore 64 o vedendo film in bianco e nero senza audio. Io voglio pensare che questo fenomeno porterà a qualcosa di innovativo nel mercato videoludico, poi magari mi sbaglierò pure e mi toccherà ingurgitare quella maledettissima pillola rossa.

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    Daniele D'Orefice
    Daniele D'Orefice
    Scrive della sua passione da quando aveva quattordici anni, dapprima su forum sperduti nella rete, e poi in realtà più note ed affermate. Adora i giochi di ruolo, gli strategici e gli immersive sim. Si lascia conquistare anche dalla scena indipendente.