L’atteso We Happy Few è finalmente disponibile in una prima fase alfa, tanto crafting e una buona dose di esperienza survival basteranno a consigliarne l’acquisto?

Data di uscita 26 Luglio 2016
Genere Survival Game
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PS4
Sviluppato da Compulsion Games
Distribuito da Compulsion Games
Versione testata PC

We Happy Few ha sin da subito destato molte attenzioni e interesse sia dei videogiocatori che degli addetti ai lavori, il richiamo verso le atmosfere e le caratteristiche distopiche del mondo di gioco, simili a quelle sperimentate in Bioshock, sono affiorate prepotentemente alla mente con l’ultimo trailer mostrato all’E3 2016. Il team di sviluppo in realtà ha più volte riferito che questo paragone non avrebbe trovato riscontri, ed infatti possiamo dirvi che il provato dell’alfa del titolo di Compulsion Games conferma quanto dichiarato.

We Happy few Anteprima

Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie

We Happy Few è un survival game ambientato in un’alternativa cittadina inglese chiamata Wellington Wells. Siamo nel 1960, una versione retro-futuristica di quegli anni in un paese isolato, dalle tipiche atmosfere inglesi; si beve tè alle 17.00, con un clima spesso mutevole tra nebbia e quella tipica pioggerellina mista a foschia. Come abbiamo potuto vedere nel trailer mostrato all’E3 2016, la nostra storia inizia con
We Happy few AnteprimaArthur, un impiegato che ha il compito di gestire la censura editoriale di un quotidiano.

La sua giornata è monotona, scandita dall’assunzione di pillole Joy, veri e propri allucinogeni che distorcono la realtà degli eventi. Basterà un ricordo, molto significativo per lui, per convincere il ragazzo a smettere di assumere le pillole e iniziare a osservare con occhi nuovi la realtà che lo circonda. Il protagonista riesce a percepire tutta la povertà che fino ad allora era stata camuffata, scopre che alcuni suoi colleghi stanno scambiando una pignatta di caramelle in un topo morto, mangiandone allegramente le sue interiora. Di fronte a We Happy few Anteprimatutto questo Arthur non ride più, è diventato un Downer, un fuorilegge perseguitato dalla polizia, che riesce a sfuggire per un soffio alla cattura, ritrovandosi insieme ad altri malinconici Downer nella città distrutta.

Quanto avete potuto leggere fino ad ora viene mostrato nei primi minuti di gioco, è l’incipit del titolo ed anche l’unico spiraglio di trama inserito dagli sviluppatori in quest’early access. Volutamente quindi non è stata implementata una storyline, anche perché ricordiamo che We Happy Few uscirà in versione definitiva solo tra un anno. È comunque possibile trovare, esplorando la città, lettere di alcuni abitanti che compongono le situazioni ed esperienze che ogni Downer ha dovuto sopportare durante la fase di astinenza dalla pillola Joy. Un po’ di lore che sicuramente non guasta.

We Happy few Anteprima

Sopravvivenza estrema

Inizialmente abbiamo affermato quanto We Happy Few si discosti da saghe che, per via dell’atmosfera e dello spirito di ribellione, possono dare quel sentore di déjà vu al giocatore. Ma iniziando a metter mano al gioco notiamo quanto il gameplay del titolo di Compulsion si presenti come un puro survival game in prima persona, con la necessità di assistere il nostro alterego che dovrà sfamarsi, bere, dormire ed eventualmente curarsi.

We Happy few AnteprimaNon neghiamo che talvolta l’ansia di tenere a bada questi bisogni è superiore rispetto alla possibilità di venir riconosciuti e bersagliati dai cittadini, sicuramente il calo troppo veloce di questi parametri e la difficoltà di trovare consumabili nell’esplorazione è dovuta ad uno sbilanciamento che verrà sistemato in seguito.

Presente anche il crafting che ci darà la possibilità di utilizzare gli oggetti raccolti per creare bende, armi o altri utensili, tramite l’apposito menu presente nell’inventario, il tutto con una grafica We Happy few Anteprimaminimale e basilare. Andando avanti nel gioco dovremo anche trovare e usare dei tavoli da lavoro per craftare oggetti più articolati.

Il sistema di combattimento, anch’esso molto semplice, ci permetterà di fare a pugni a mani nude con gli abitanti che ci infastidiscono, o di aggirarli senza essere visti per tramortirli soffocandoli. Come accennato è possibile equipaggiare alcune armi craftabili come bastoni, sassi, spranghe, ma il feedback è pressoché inesistente e poco preciso. Il combattimento non è molto impegnativo quando saremo di fronte ad un unico nemico, ma la faccenda si complica decisamente con la presenza di più Downer, cittadini o peggio ancora della polizia. Dinanzi a loro avremo due scelte, come accennato potremo colpirli o fuggire, in questo caso si nota come l’intelligenza artificiale sia stata poco affinata, spesso basterà oltrepassare il campo visivo dei nemici per fermare la loro ricerca.

We Happy few Anteprima

L’allegro mondo procedurale

A rendere particolare il gameplay del survival game di Compulsion Games vi è una seconda meccanica che entra in gioco dopo essere riusciti ad arrivare nella città principale, Wellington Wells. Qui tutte le persone indossano la maschera col sorriso stampato in faccia, tutti festosi e ignari di quello che li circonda.

Il giocatore potrà esplorare Wellington Wells per risolvere le varie quest in due modi: cercare di destare meno sospetti possibili, non avvicinandosi ai vari abitanti o mangiando una pillola Joy, la cui assunzione ci renderà gioiosi e spensierati e in grado di camuffarci tra la We Happy few Anteprimapopolazione senza sospetti. Come per gli altri parametri, anche in questo caso l’effetto non è duraturo, ma dopo qualche minuto torneremo normali. Le pillole Joy non sono molte e trovarle non è semplice, quindi spetta al giocatore dosarle per passare incolume le zone da esplorare per completare le vari missioni. Come per la prima area anche qui dovremo entrare nelle case degli altri abitanti per recuperare prezioso loot da utilizzare per il crafting di oggetti e indumenti che ci aiutano a mimetizzarci.

We Happy few AnteprimaSe le pillole sono una risorsa preziosa a Wellington Wells, il loro utilizzo nella prima cittadina confinata ai Downer è sconsigliato, per effetto opposto se le utilizzerete nel paese diroccato, dove risiedono persone che hanno rifiutato l’assunzione del Joy, gli abitanti vi inseguiranno, quindi il giocatore dovrà miscelare bene l’utilizzo dell’allucinogeno dato che alcune missioni iniziano e terminano nei due diversi distretti.

Il team di sviluppo, per rendere più interessante il tutto, ha inserito una componente procedurale che tocca molti aspetti del gioco, infatti se malauguratamente doveste morire, tutti i “punti di interesse” dove si trovano le missioni varieranno come anche la disposizione dei consumabili nei vari edifici. Al momento la posizione di quest’ultimi non ci sembra cambiare molto seguendo un assetto prestabilito sulla mappa, ma siamo sicuri che con futuri aggiornamenti le modifiche della città saranno più radicali, resta da vedere quanto questa feature possa essere accolta positivamente dal pubblico.

Sul versante tecnico l’alfa PC da noi testata presenta alcuni bug a livello grafico, con alcune texture in bassa risoluzione e tal volta lente nel caricamento, mentre durante la nostra prova è capitato solo in una circostanza che il gioco tornasse al desktop. Sul versante frame rate, considerando l’attuale fase di sviluppo, il gioco gira abbastanza fluido senza molti cali visibili. Il team di sviluppo invita comunque tutta la community a partecipare con il rilascio di eventuali feedback in caso si riscontrino problemi.

We Happy few Anteprima

COMMENTO:

Allo stato attuale We Happy Few non introduce molta innovazione nelle meccaniche che abbiamo già sperimentato nei survival game arrivati fino ad ora, se non per poche eccezioni già elencate. Sicuramente il comparto artistico con il design delle città e degli ambienti, unito all’ambientazione che contrappone una società spaccata in due tra vittimismo, povertà e lussuoso autocompiacimento, potranno dare la spinta necessaria alla soryline per distinguersi tra le altre produzioni del genere. Ma l’attuale assenza di un filo conduttore che dia significato alle varie ore spese in cerca di materiali per terminare banali missioni, rendono poco gratificante ed entusiasmante l’esperienza di gioco.
Se credete fermamente nel progetto di Compulsion Games potete sostenere il team di sviluppo acquistando l’accesso anticipato, per tutti gli altri il gioco allo stato attuale non merita i 27.99€ (Steam) richiesti.

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Vice direttore di Gamesquare.it, specializzato in giochi Stealth, Action e Shooting, odia con tutto se stesso i titoli Platform (per sua innata incapacità con questo genere). Si è avvicinato al medium videoludico durante la settima generazione di console, alternando momenti di gaming compulsivo a settimane di completo relax elettromagnetico. Pur avendo un altro lavoro, dedica gran parte del suo tempo libero allo sviluppo di questa piccola realtà online.