Lo shooter hero-based targato Hi-Rez Studios si trova in fase di closed beta, avrà abbastanza frecce al suo arco per affrontare gli altri colossi del genere?

Data di uscita n.d
Genere Shooter Hero-Based
Modalità di gioco Multiplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Hi-Rez Studios
Distribuito da Hi-Rez Studios
Versione testata PC
Cover

Il panorama degli sparatutto competitivi online è in procinto di ricevere un grande scossone grazie all’arrivo sul campo degli shooter hero-based, un genere nato dalla fusione tra MOBA e FPS. Per questo e altri motivi in molti si aspettano un profondo cambiamento del panorama e-sports degli shooter, ma per stabilirlo è necessario attendere ancora un altro po’, quando tutti i titoli che attualmente si trovano nelle ultime fasi di sviluppo vengano rilasciati e la situazione si sarà assestata. Bisogna però riconoscere che la strada imboccata sembra essere quella giusta, tra le fila degli shooter hero-based infatti ci sono grandi nomi come Overwatch e Battleborn, rispettivamente prodotti da Blizzard e GearBox, ma sono presenti anche altri prodotti che oseremmo definire “minori”, come quello che a breve vedremo più da vicino: Paladins: Champions of the Realm. Riuscirà lo sparatutto sviluppato da Hi-Rez Studios, gli stessi creatori del famoso MOBA in terza persona Smite, ad affermare la propria visione e catturare l’interesse del pubblico?

Le montagne russe del bilanciamento

Paladins ha uno stile di gioco che va un po’ controtendenza rispetto ai giochi sopracitati: la struttura è molto semplice, per cui bastano poche e brevi partite per comprendere e inquadrare a pieno le meccaniche. Ciò che richiederà più tempo per essere appresa è l’abilità nel gestire i paladini, i quali non rispettano in tutto e per tutto i canoni già visti negli altri prodotti di questo tipo. Al momento i personaggi giocabili presenti in gioco sono 12, differenti non tanto per il ruolo, quanto per il genere di abilità offensive ed utility che possiedono. Presi singolarmente quasi tutti gli eroi sono autonomi in quanto ad uccisioni, tanto che alcuni personaggi, se messi nelle mani di un esperto, possono eliminare da soli l’intera squadra avversaria. Come si può intuire, infatti, il bilanciamento degli eroi eredita molto quello visto nei DotA-like (MOBA come League of Legends e DotA 2), dove essenzialmente non esiste un equilibrio: ci sono personaggi utilizzati molto poco e altri letteralmente onnipresenti e con potenzialità superiori rispetto ad altri. Altra pecca è la scarsa ispirazione avuta dai creative director nell’ideazione e creazione dei paladini, molti di essi hanno abilità che sono sfacciatamente simili, per non dire identiche, a quelle di altri personaggi visti in altri giochi di questo e altri generi.
Paladins punta chiaramente sul PvP, anche per via della totale assenza di nemici neutrali o minion di alcun genere, mettendo a disposizione dei giocatori delle modalità di gioco dove il focus è imporsi sul team avversario. La modalità attualmente più giocata e caratteristica è Capture and Siege (letteralmente, cattura e assedia), un match in cui due team si scontrano per conquistare un punto, un po’ come la classica modalità Dominio, con la differenza che una volta conquistato verrà generata una macchina d’assedio che autonomamente raggiungerà i cancelli della base avversaria ed inizierà ad assediarla, mentre la squadra attaccante dovrà difenderla fino a quando non verrà raggiunto e distrutto il nucleo della base nemica. Le altre due modalità disponibili, invece, non si contraddistinguono di certo per la loro originalità: la prima è la classica Payload, in cui la squadra attaccante dovrà trasportare un convoglio all’interno della base avversaria mentre l’altra squadra dovrà impedire che questo avvenga, la seconda è Survival, in cui sono presenti delle meccaniche che spingono i team a scontrarsi per la conquista di alcuni punti di controllo, ovviamente vince il team che riesce a conquistarne di più.Paladins
Una peculiarità del gioco è il sistema dei mazzi di carte, ideato per dotare i personaggi di svariati effetti passivi, una meccanica simile a quella di Paragon. Queste sono suddivise in carte comuni, rare, epiche, leggendarie – ogni tipo ha un determinato costo, la regola fissa da rispettare è rientrare nei 12 “punti” richiesti per poter usufruire del mazzo – e sono ulteriormente suddivise in carte specifiche per l’eroe e generiche; tutte possono essere craftate liberamente utilizzando il denaro guadagnato al termine di ogni partita o salendo di livello con il proprio account. Prima di ogni partita è possibile scegliere tra uno dei deck personalizzati oppure uno tra quelli pre-costruiti sbloccati. Nel corso dei match possono essere potenziate per ottenere effetti ancora migliori: incrementando il livello del personaggio è possibile assegnare manualmente i punti oppure si può sfruttare il sistema automatico che li assegna al posto nostro. In Paladins il sistema di progressione del personaggio in-game è affidato alle carte, anziché alle abilità come si è visto in altri prodotti simili.
Il crafting però non si esaurisce con le carte, è possibile creare anche alcune delle skin disponibili per gli eroi che preferiamo, sempre spendendo i soldi guadagnati nelle partite. Quest’ultime possono essere anche reperite casualmente all’interno delle casse che si ottengono salendo di livello o portando a termine delle attività particolari.
Al contrario dei suoi diretti concorrenti, Paladins adotterà il modello economico free-to-play, accompagnato dal classico store a denaro reale per acquistare svariati oggetti che non dovrebbero influire sul gameplay, ciò significa che potenzialmente potrebbe diventare veramente un fenomeno di massa.

Paladins

Cos’è quello, un cavallo?!

Era chiaro che per un prodotto che punta ad arrivare su più computer possibile e oltretutto free-to-play, il comparto grafico non poteva essere di certo di prim’ordine, ma tra questo e ciò che ci siamo ritrovati davanti c’è un po’ di differenza. Fortunatamente si tratta ancora di una closed beta, cosa che abbiamo tenuto molto in considerazione, ma è difficile sperare che quanto visto possa migliorare più di tanto.Paladins Screenshot Le ambientazioni e il level design risultano scarsamente ispirati: sembra quasi un susseguirsi di zone tutte uguali, dove nei primi momenti risulta difficile anche orientarsi senza l’uso intensivo della mini-mappa, anche se fortunatamente gli sviluppatori hanno ben pensato di inserire un bell’indicatore di direzione per trovare facilmente il punto di controllo. La situazione non migliora se si tiene conto delle texture slavate presenti praticamente ovunque, tanto da rendere la nostra cavalcatura un bizzarro quadrupede che ha quasi solo le forme di un cavallo. Si salvano i personaggi, che pur non essendo particolarmente ispirati, come quasi tutto nel gioco, sembrano essere l’unica cosa che è stata adeguatamente curata dal punto di vista puramente tecnico. Tutto ciò non sarebbe un problema, data la natura cell-shading dello stile utilizzato, se non fosse che anche l’ottimizzazione, attualmente, ne risente un po’, ma da questo punto di vista dobbiamo ammettere che gli sviluppatori stanno facendo continui passi avanti e molto probabilmente tra non molto tempo sarà tutto risolto.

Paladins Screenshot

Commento

Paladins, se messo a confronto con altri prodotti dello stesso genere, è senz’altro il meno ispirato tra tutti e dotato di un comparto tecnico da rivedere, oltre che di una scarsa caratterizzazione dei personaggi giocabili, se non per qualche rara eccezione. Il suo punto di forza è senza ombra di dubbio il modello free-to-play, ma non è da sottovalutare nemmeno il gameplay che, seppure molto semplicistico, può sicuramente intrattenere piacevolmente molte persone. Per sapere come si evolveranno i contenuti dovremo attendere almeno la release, dato che i giochi online possono compiere dei mutamenti radicali e, se chi li gestisce si impegna, anche in tempi brevi.