Lust for Darkness è un’avventura horror in prima persona con alcuni elementi puzzle e un’atmosfera che presta forte attenzione alle tematiche erotiche e ai culti pseudo-religiosi.
Il team di sviluppo Lunar Cult Studios, si ispira alle produzione letteraria dell’autore Howard Philips Lovecraft e ai dipinti dell’artista polacco Zdzisław Beksiński, raccontando la storia di un viaggio psicologico tra due mondi: una villa vittoriana, luogo d’incontro di un culto misterioso e il mondo parallelo chiamato “Lusst’ghaa”, dove si consumano scene di lussuria e sofferenza.

Rispetto a giochi horror che solo marginalmente trattano temi erotici, come visto ad esempio in Silent Hill 2 o nel recente Outlast 2, Lunar Cult Studios ha intenzione di incentrare l’esperienza videoludica sul tema della lussuria e della perversione umana.
Recentemente abbiamo avuto la possibilità di testare una demo avanzata del gioco che, ricordiamo, ha completato con successo la propria campagna Kickstarter, oltre ad essere stato l’ultimo titolo votato nel programma Steam Greenlight. Sfortunatamente, a poche settimane dall’arrivo su PC, riscontriamo più di una perplessità sulla buona riuscita della produzione, che basa il proprio gameplay su meccaniche poco originali e a volte mal implementate.

Anteprima Lust for Darkness

Sessualità a corte

Anteprima Lust for Darkness lussuria e occultismoIn Lust for Darkness vestiamo i panni di Jonathan Moon, la cui moglie è scomparsa da oltre un anno. Dopo aver perso quasi ogni speranza di ritrovarla, Jonathan riceve una lettera da parte della moglie Amanda, nel messaggio ci viene chiesto di raggiungerla in una sperduta villa dove, di lì a poco, si sarebbe svolta una misteriosa cerimonia.Anteprima Lust for Darkness Grazie al prologo, dove controlliamo il personaggio di Amanda, scopriamo che la ragazza è stata catturata ed imprigionata nelle segrete dell’antica magione. Dopo esserci liberati, iniziamo a perlustrare i corridoi e le stanze ricche di oggetti e sculture a sfondo erotico, oltre ad una vera e propria collezionedi arnesi sadomaso.

Visitando questi luoghi, abbiamo un primo assaggio delle pratiche e perversioni sessuali che i partecipanti del misterioso culto perpetrano in nome di vere e proprie divinità provenienti da una dimensione parallela chiamata Lusst’ghaa. Grazie ad un varco aperto in una delle sale della villa, il giocatore potrà attraversare la nostra realtà sconfinando in un luogo popolato da creature ultraterrene e mostruosità che si contorcono in un’estasi infinita. Se, come abbiamo visto, le sequenze all’interno delle villa mostrano atmosfere originali e di forte impatto visivo, le altre ambientazioni visitate risultano piatte con una lenta progressione della trama che smorza il ritmo dell’intera avvenuta.

Un chiaro esempio di questa situazione la notiamo nell’appartamento di Jonathan Moon, dove siamo costretti ad esplorare le asettiche stanze di una casetta a due piani, fino ad assistere ai classici cliché del cinema horror: il telefono che squilla ma si spegne prima di rispondere, improvvisi blackout, strani rumori provenienti dal piano superiore e così via. Una sequenza interminabile che non ha alcun legame con l’esperienza l’horror lovecraftiana proposta nel resto dell’avvenura.
Sfortunatamente questa non sarà l’unica situazione in cui il ritmo dell’avvenuta cala vistosamente.
Infatti, dopo esser giunti nel giardino della villa, ci aspetta una sequenza stealth che ci porterà a raggiungere l’ingresso principale. Questa meccanica, oltre a spezzare il ritmo dell’avventura, mette in luce i problemi tecnici del titolo, con le guardie di pattuglia che seguono percorsi chiari e ben stabiliti, incapaci di essere naturali nei movimenti.

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Occulta Trasgressione

Anteprima Lust for DarknessCome accennato precedentemente, Lust for Darkness è un’avventura horror in prima persona che si avvicina molto al genere dei “walking simulator”: potremo camminare e correre per gli ambienti del gioco, interagendo con oggetti, persone, raccogliendo arnesi o chiavi per procedere nell’esplorazione.Anteprima Lust for Darkness Se l’interazione con la maggior parte degli oggetti sarà utile solamente per risolvere qualche semplice enigma, oltrepassando il portale che ci porta nella dimensione di Lusst’ghaa, otterremo una strana maschera che introduce una nuova meccanica.
Quando equipaggiata, la maschera ci consentirà di osservare gli ambienti sotto un’altra luce, probabilmente demoniaca, permettendoci di visualizzare e accedere a passaggi altrimenti invisibili.

L’utilizzo della maschera sarà comunque limitato, indossandola infatti il personaggio pian piano si abbandonerà a sentimenti di paura e pazzia che lo porteranno alla morte. Sfortunatamente la demo termina senza darci la possibilità di approfondire nel dettaglio la reale utilità di questa nuova meccanica, che se ben implementata, potrà risollevare un gameplay che fino ad ora non mostra nulla di innovativo o particolarmente interessante. Come per tutta l’opera, anche sotto l’aspetto tecnico Lust for Darkness è molto altalenante. Le ambientazioni interne, anche se molto evocative, peccano di poca cura nei dettagli; l’esplorazione delle stanze spesso risulta fine a se stessa, con pochi oggetti con cui interagire.

Si nota la poca esperienza del team di sviluppo nella realizzazione dei personaggi, dove il dettaglio poligonale e le animazioni risultano poco definite e legnose. Buono invece l’uso dell’illuminazione ambientale che, soprattutto negli ambienti esterni, mette in mostra un apprezzabile lavoro di modellazione degli scenari.
Meritevole inoltre l’incedere privo di censure dell’intera produzione dove però, in alcuni momenti, il continuo assalto di nudità raggiunge quasi aspetti comici, dovuti soprattutto ai problemi precedentemente descritti.

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Il regno demoniaco di Lusst’ghaa è sicuramente una delle ambientazioni meglio riuscite. Illuminata con toni di rosso e viola, esprime brillantemente il tema del disagio sessuale. Il giocatore è costretto ad attraversare lentamente gli elaborati cunicoli cupi, morbosi e carnosi, scoprendo scenari ben elaborati ed ansiogeni.
Il sound design di Lust For Darkness si adatta bene al tema del misterioso culto vittoriano, mescolando i rumori e scricchiolii che provengono dall’antico maniero ai lamenti degli invitati all’orgia demoniaca. Certamente ci aspettiamo una maggiore interazione con gli NPC presenti nel gioco, che solo in rari casi forniscono dettagli narrativi.

Terminata la breve esperienza passata con la demo di Lust for Darkness, ci siamo chiesti se il gioco completo introdurrà soluzioni di gameplay originali. Al di fuori del tema sessuale, del limite che la perversione umana può raggiungere e delle poche abilità che la nostra maschera ci offre, non possiamo fare a meno di paragonare questo gioco ai tanti titoli horror in prima persona già disponibili sul mercato.

La frammentazione vista nei vari capitoli di gioco certamente non aiuta a mantenere alto il ritmo dell’avventura, che a tratti è sembrata alquanto monotona. Certamente, anche se le premesse non sono molto alettanti, non possiamo ancora esprimere un giudizio definitivo, sperando che Lunar Cult Studios sia comunque in grado di sfornare un’avventura che dia giustizia alle opere di Lovecraft.