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    Anteprima Kingdom Hearts 3 – La guerra dei Keyblade sta arrivando

    Se potessi tornare nel indietro tempo e comunicare al me stesso del 2013 che Kingdom Hearts 3 sarebbe uscito nel giro di cinque anni, probabilmente la conversazione sarebbe terminata in un silenzio imbarazzante. Eppure sembra che l’Odissea di Xehanort firmata Tetsuya Nomura, iniziata nel lontano 2001 con il primo capitolo su PlayStation 2, sia quasi giunta al capolinea.

    La storia infinita

    Come detto in precedenza e come confermato da Nomura stesso, questo terzo capitolo sarà la conclusione della Saga di Xehanort, per l’occasione sembra proprio che assisteremo ad un ritorno non solo di vecchi compagni di viaggio come Roxas, Ventus e Clone Riku, ma anche di una nuova Organizzazione XIII, questa volta composta da Master Xehanort e dai suoi dodici contenitori, in quella che si prospetta come una battaglia tra luce e oscurità (come già anticipato nel capitolo per console portatile Dream Drop Distance). Con questa grande promessa tuttavia, sembra che il titolo non lascerà scampo a chi non è riuscito a recuperare in tempo i precedenti capitoli, a meno che non siano disposti ad investire nelle remastered già disponibili o nel bundle All-in-One, incluso con l’edizione limitata di PlayStation 4 Pro annunciata in questi giorni.

    Cos’è questo, un videogioco crossover?

    Come da tradizione le avventure di Sora, Paperino e Pippo ruoteranno principalmente attorno all’esplorazione dei tanti mondi dedicati ai franchise Disney: mappe intere dedicate ai più famosi film Pixar, come Toy Story e Monsters & Co. , senza tuttavia rinunciare alle pellicole uscite recentemente, ad esempio Frozen e Rapunzel. Ad essi si associano mondi originali come Radiant Garden o Crepuscopoli, che fungeranno da punti di incontro per risolvere i misteri dei capitoli precedenti.

    In merito al combat system, invece, potremmo parlare di un ritorno di varie meccaniche di gioco introdotte a poco a poco nei capitoli per console portatili: a partire Flowmotion di Dream Drop Distance, che ci permetterà di eseguire acrobazie sffruttando pareti ed elementi ambientali come lampioni ed alberi. Con lo Shotlock di Birth By Sleep invece, potremo utilizzare attacchi multi-target per ripulire il nostro campo visivo ed uscire da situazioni critiche, compiendo massacri di Heartless, Nobodies e Unversed.

    Le possibilità di movimento di Sora, inoltre, hanno ricevuto un ulteriore upgrade. Il nostro protagonista infatti non sarà più limitato dai semplici scontri ravvicinati via terra, ma potrà anche effettuare attacchi aerei più elaborati rispetto al passato (probabilmente attraverso un sistema di unlocking di nuove combo nel corso della storia). Se necessario, il giovane maestro del Keyblade potrà eseguire veri e propri wallride, già visti in qualche QTE del secondo capitolo.

    Che chiave mi metto oggi?

    Potevamo non fermarci a parlare del Keyblade? L’arma principale usata da Sora e dai restanti Guardiani della Luce ricoprirà ovviamente un ruolo importante nella trama del gioco, ma anche dal punto di vista del gameplay. Sarà possibile equipaggiare fino a tre Keyblade diversi, scambiandoli tramite i tasti direzionali del controller, ed ognuno di essi avrà trasformazioni uniche in base al mondo di appartenenza: potremo scegliere se creare terremoti utilizzando il Keyblade a tema Hercules oppure farci strada tra i nemici con uno Yoyo brandizzato Monsters & Co.

    Tornano ovviamente le Magie e le Invocazioni, con l’aggiunta anche dei Dream Eater del già citato Dream Drop Distance, insieme a nuove mosse speciali eseguite insieme ai più famosi personaggi Disney. Non è ancora stato confermato l’eventuale presenza di armi bloccate sotto forma di DLC a pagamento, se non per il Keyblade bonus per gli utenti che prenoteranno il gioco dal PlayStation Store.

    Infine è impossibile non citare il colpo d’occhio del comparto, messo in bella mostra dal mondo dedicato ai Pirati dei Caraibi mostrato durante lo showcase di Sony. Dalle scene più celebri delle pellicole ai modelli di Jack Sparrow e dei suoi compagni, il livello tecnico di questo Kingdom Hearts 3 sembra pregevole e di ottima fattura. Kingdom Hearts 3 sembra essere il perfetto capitolo conclusivo della saga e rappresenta anche la celebrazione definitiva del franchise, che di sicuro riuscirà ad accontentare la maggior parte dei fan. Sarà compito di Square Enix rifinire il prodotto in maniera tale da non deludere le aspettative, la storia di Sora merita l’epilogo che tutti sogniamo.

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    Piermatteo Bruno
    Piermatteo Bruno
    Cresciuto a pane e Tekken 2, ora studia Game Design per poter esprimere la propria voglia di mettersi alla prova nell'industria che segue da 15 anni. Il suo sogno è lavorare per Lead Designer per le migliori software house nel mondo e portare a casa la pagnotta. Quindi sì, il lavoro di redattore è un ottimo inizio.