Come da tradizione l’E3 2018 di Los Angeles si apre con l’evento di Electronic Arts, chiamata a soddisfare le curiosità dei suoi fan più incalliti. In questa sede non parleremo degli annunci fatti nella kermesse americana, piuttosto della sua chiusura. A concludere la conferenza EA Play sono stati i ragazzi di BioWare con un intero panel dedicato ad Anthem, probabilmente il loro progetto più ambizioso degli ultimi anni e, soprattutto, la loro àncora di salvezza dopo il flop di Mass Effect: Andromeda. Tuttavia, i continui abbandoni da parte di alcuni membri del team di sviluppo e il rinvio dell’uscita del titolo al 22 Febbraio 2019 hanno lasciato i fan perplessi sull’effettiva qualità del prodotto. Saranno bastati quindi questi pochi, ma densi, minuti di gameplay a convincere i giocatori ad investire nel progetto (magari abbonandosi al servizio Origin Access Premier che prevede Anthem come titolo di punta)?

A storm is coming

Come abbiamo potuto vedere dal trailer di presentazione mostrato ieri, la storia di Anthem sembra aver luogo su un pianeta che si appresta a vivere un disastro senza precedenti: una tempesta in grado di eliminare un’intera popolazione. Su questo misterioso globo una resistenza composta da pochi esseri umani cerca costantemente di sopravvivere alla fauna che popola l’ambiente circostante. Qui entriamo in gioco noi: i Freelancer, èlite con il compito di ribaltare l’ago della bilancia a nostro favore. Ad agevolare il nostro compito ci penseranno i Javelin, esoscheletri meccanici che ci permetteranno di combattere contro le creature che troveremo sul nostro cammino. 

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A questo punto, il giocatore dovrà decidere se affrontare la campagna principale in singolo oppure online, come è stato ribadito più volte dal team di sviluppo con il motto “our world, my story”, andando in contro ai canoni dei giochi multiplayer classici. In entrambi i casi, tutti condivideranno la stessa mappa di gioco, oltre ai cambiamenti continui all’ambiente e al ciclo giorno/notte del pianeta. Proprio il luogo in cui si è ambienta Anthem è stato descritto come pericoloso e in continua mutazione tra fenomeni meteorologici e stagioni.

La Legione dei Freelancer

Come detto in precedenza, prima di ogni missione i Freelancer indosseranno speciali esoscheletri chiamati Javelin. Questi si dividono in 4 classi: Ranger, Colossus, Interceptor e Storm. La scelta tra una delle tute disponibili rappresenta i diversi modi con cui affrontare il gameplay, e saranno anche selezionabili liberamente a seconda delle proprie esigenze. Se Ranger e Storm sono specializzati nei combattimenti ravvicinati, Colossus e Interceptor preferiscono usare armi più lente ma più potenti e devastanti, oppure granate per rallentare i nemici. La collaborazione tra le quattro classi sarà fondamentale, se non obbligatoria, per poter affrontare le missioni, con la possibilità di combinare le varie abilità tra di loro. Un Interceptor potrebbe rallentare i nemici con la propria granata per poi lasciare al Ranger il compito di fare piazza pulita con una pioggia di missili. Sta ai giocatori, provare e decidere quali strategie utilizzare, per ottimizzare le loro possibilità di successo in totale libertà, caratteristica principale del titolo di BioWare.

Nessun compromesso

Come ribadito durante la Press-conference a fine evento, il titolo sarà munito di elementi cosmetici per personalizzare l’aspetto del proprio avatar in-game. Tuttavia, questi elementi non verranno resi sbloccabili tramite loot box e potranno essere acquistati direttamente dal giocatore. Per quanto riguarda il supporto, il team ha già specificato l’intento di approfondire l’universo narrativo con storie aggiuntive dedicate ai vari personaggi che incontreremo durante la nostra avventura, come ci ha abituato BioWare negli ultimi anni.

Insomma, Anthem convince per la sua apparente libertà d’ azione, sia in termini di approccio al mondo narrativo, sia sul mero gameplay. Il timore principale tuttavia, riguarda proprio quest’ultimo e l’approccio che i giocatori avranno con esso. Quel che è certo è che BioWare dovrà fare di tutto per evitare che Anthem venga considerato “un altro Destiny”. Mancano più di otto mesi alla sua uscita, la strada è ancora lunga, ma con la giusta direzione questo titolo potrebbe davvero risollevare la software house dagli ultimi insuccessi.