Ecco la nuova puntata dello speciale dedicato ai mostri più famosi e dei videogiochi che ne hanno parlato.

Pochissime creature a questo mondo possono vantare leggende che rasentano il mito, che attraversano i secoli e riescono ad entrare in maniera così radicata nella cultura popolare, una tra queste senza ombra di dubbio è il vampiro, un essere che gode di rappresentazioni in ogni media esistente, ovviamente anche nei videogiochi. Scopriamo insieme le origini del mito e come si sono evoluti i succhiasangue nelle varie generazioni videoludiche.

“Io non dico bla bla bla!”

Una caratteristica del mito è la mancanza di un archetipo, ossia di un punto di origine della figura, per alcuni teorici le leggende attorno ai vampiri potrebbero risalire anche alla preistoria, ma è nel 1800 che nasce effettivamente il termine “Vampiro”, il folklore crebbe grazie a due romanzi: Il Vampiro di John Polidori ed il celebre Dracula di Bram Stoker. Le leggende e le storie furono talmente tante e così convincenti da provocare isterie di massa, con popoli pronti ai massacri nel nome della lotta al vampirismo.

Dal romanzo di Bram Stoker inizia la prima trasmigrazione del vampiro, o meglio di Dracula, in altri media come il cinema, citeremo solo due pellicole: una risalente al 1931 vedeva protagonista l’attore Bela Lugosi, che resterà per tutta la sua vita ancorato a quel ruolo, l’altra pellicola, datata 1992, vanta la regia di Francis Ford Coppola ed è ad oggi uno dei migliori film sul celebre vampiro.
Gli anni novanta e duemila vedranno anche l’ascesa di serie tv sui vampiri come Buffy: L’ammazzavampiri e di film come Blade, personaggio appartenente alla Marvel. La figura del vampiro cambia, da tetra creatura diventa banale carne da macello e solo pochi eletti acquisiscono poteri e coscienza, iconicamente il vampiro è in lotta con i lupi mannari e comanda creature inferiori come gli zombi, scopriamo adesso quali sono stati i giochi che hanno parlato del mostro più famoso in assoluto e come lo hanno fatto.

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Canini appuntiti

Nei videogiochi possiamo distinguere due grandi schieramenti: i giochi dove impersoniamo un vampiro e quelli in cui vestiamo i panni dei cacciatori, in certi casi i due ruoli si fondono. Iniziamo da un titolo che ha segnato la storia, Castlevania, uscito nel 1986 per innumerevoli console e per sale giochi, da questo momento inizierà la lotta della famiglia Belmont contro il succhiasangue per eccellenza, Dracula. Il capitolo che più è rimasto nel cuore dei giocatori è indubbiamente Symphony of the Night, con protagonista Alucard, vampiro che si impegnerà a combattere le tenebre.

Merita una menzione la prima trasposizione videoludica del romanzo Dracula, nel 1993 uscì Bram Stoker’s Dracula per Super Nintendo, il gioco ahimè non brillava di particolare qualità e scimmiottava in parte il sopracitato Castlevania.

Cambiano le generazioni, cambiano le console, eppure il fascino del vampiro sembra restare immutato negli anni, ma varia la sua concezione, da essere soprannaturale diventa mistico, una particolarità è anche il modo in cui questo mostro viene rappresentato esteticamente, da uomo di bell’aspetto con un fare tenebroso a vera e propria creatura che perde ogni parvenza estetica di umanità.
Arriviamo quindi ad un altro videogame che entra di diritto nella Hall of Fame, Legacy of Kain: Soul Reaver, datato 1999, le maggiori prestazioni tecniche della gloriosa PlayStation aiutarono alla realizzazione di un mondo totalmente diverso da quello che conosciamo. Soul Reaver è il terzo di cinque episodi ambientati nell’universo di Blood Omen, resta il capitolo più apprezzato, nonostante un finale che si sviluppò nella generazione successiva di console e non soddisfò pienamente l’utenza, ma ai tempi non esistevano DLC per riparare ai danni fatti, da ricordare una giovane Amy Henning incaricata della narrazione e che di lì a poco passò a lavorare per lo studio Naugthy Dog.

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Tastiere, click e sangue

Dopo la conclusione di Soul Reaver nella generazione successiva con la PlayStation 2 i vampiri sembrarono messi in secondo piano, con il solo Castlevania a tirare avanti il carrozzone dei succhiasangue su console. Per avere altri titoli degni di nota dobbiamo spostarci su PC, dove abbiamo la trasposizione videoludica di un famosissimo gioco da tavolo, Vampire The Masquerade: Redemption, uscito alle soglie del nuovo millennio, Redemption era gioco di ruolo con gestione di più personaggi e un comparto narrativo con i cosiddetti. Il protagonista è Christof, un crociato francese che affronta le proprie avventure a cavallo tra medioevo e tempi moderni, nel comparto multiplayer era possibile anche creare nuove avventure e impersonare il narratore, tutti questi elementi ne decretarono il successo.

Di tutt’altra pasta è invece BloodRayne, gioco d’azione uscito nel 2002 per PC e console del tempo, probabilmente il successo fu decretato grazie alla carismatica vampira Rayne, protagonista del titolo, il sequel uscito due anni dopo finì nel dimenticatoio, tuttavia il regista Uwe Boll non ci risparmiò dal creare una pellicola anche su questo videogioco.

Negli ultimi anni non si sono più visti titoli con vampiri degni di questo nome, tuttavia dal lato dei cacciatori abbiamo ancora una freccia al nostro arco, e non parliamo di un cacciatore qualsiasi ma di quello per eccellenza, Van Helsing. Anche questa figura nasce dalla penna di Bram Stoker, da quel momento è stato rappresentato in oltre quaranta opere, alcune completamente slegate dal conflitto con il vampiro più famoso al mondo, in questo articolo vogliamo ricordare The Incredible Adventures of Van Helsing, uscito per PC nel 2013, ottimo gioco di ruolo che consigliamo di recuperare a tutti gli appassionati del genere.

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Commento

Resterà per noi un mistero il perché la figura del vampiro abbia subito un lento declino, tutti sanno chi sia Dracula eppure la potenza di questa figura sembra essere ormai sepolta sotto il peso di maschere di Halloween e discendenti che anziché morire carbonizzati sotto la luce solare iniziano a sbrilluccicare come se fossero uno Swarovski. La nostra società, mercato videoludico annesso, preferisce propinarci carne da macello come i modernissimi zombi piuttosto che presentarci un male da fronteggiare che sia mentale oltre che fisico, non resta che aspettare la nuova creatura che decreterà la moda del momento.