Lasciatevi coinvolgere dall’intramontabile carisma di Dante dell’originale Devil May Cry!

Data di uscita 24 marzo 2005
Genere Azione
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PS2,PC,PS3,XBOX 360
Sviluppato da Capcom
Distribuito da Capcom
Versione testata Playstation 2
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Il risveglio del Diavolo

Ci sono titoli che sono destinati a essere ricordati a lungo nelle menti dei videogiocatori di tutto il mondo e altri che invece con l’inesorabile corso del tempo spariscono, lasciando solo le ceneri delle gloriose statue che erano. Devil May Cry una delle saghe più apprezzate e famose della storia dei videogiochi ha provato più volte a risalire la china e ritornare prepotentemente sulla scena da protagonista ma non è mai riuscita a risplendere come un tempo. Questa volta abbiamo rigiocato per voi Devil May Cry 3: Dante’s Awakening che rappresenta forse il punto più alto raggiunto dalla serie targata Capcom oltre che uno dei titoli action più apprezzati dall’intero panorama videoludico.

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Le origini di un mito

Nonostante Devil May Cry 3: Dante’s Awakening sia il terzo capitolo creato da Capcom è in realtà un prequel del celebre primo capitolo della serie, la linea narrativa infatti è incentrata sulla nascita di Dante, uno dei più famosi e apprezzati personaggi della storia dei videogiochi.
Il prologo ci mostra l’antica guerra tra la razza umana e quella demoniaca e di come il demone Sparda, padre di Dante e Virgil, decida di opporsi alla sua razza aiutando i mortali a vincere la disputa. Infatti immolando la persona a lui più cara, ovvero la sua compagna umana e madre dei suoi figli Eva, Sparda riuscì a rinchiudere il male oltre il portale del Caos portando la pace in tutto il mondo. Dopo la morte della madre Dante e Virgil subiscono un forte trauma che li porta a percorrere strade diverse e molto spesso ad avere obbiettivi opposti. Dante rinnega il padre e la sua origine demoniaca dedicando la sua vita a combattere le forze del male, Virgil al contrario è ossessionato dai poteri infernali e cerca di ottenerli in tutti i modi per mettere in atto la sua vendetta. Con un incipit del genere appare fin da subito chiaro che il tema principale del titolo è il dualismo che c’è tra i fratelli, ed è proprio questo il nucleo fondamentale su cui la storia gioca un ruolo chiave e si ramifica attraverso sotto trame interessanti (anche se non tutte originalissime). Il giocatore impersonando Dante, il famosissimo mezzo demone dai capelli bianchi, dovrà compiere un vero e proprio cammino, una sorta di redenzione, per porre fine a questo conflitto millenario. La trama nel complesso funziona benissimo, si ricollega con la serie originale e non essendo legata esclusivamente al primo episodio è di facile fruizione anche per chi non ha potuto giocare gli altri titoli della serie. La storia è divisa in capitoli e viene raccontata tramite cutscene che fanno scorrere agevolmente l’intera linea narrativa, introducendo i pochi ma azzeccatissimi personaggi e regalando colpi di scena sopratutto verso il finale che impreziosiscono il tutto.

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Frenesia Demoniaca

Il titolo Capcom reintroduce l’ottimo gameplay del primo capitolo della serie ampliandolo ulteriormente. Il gioco presenta dunque una visuale in terza persona ed è caratterizzato da veloci combattimenti acrobatici che ne fanno un action frenetico ma allo stesso tempo molto tecnico. Il protagonista, oltre ad avere a disposizione la caratteristica coppia di pistole semi-automatiche e lo spadone “Rebellion” ha la possibilità durante il corso dell’avventura di collezionare un diverso e vasto numero di armi. Queste ultime saranno varie e numerose e permetteranno al giocatore di adottare strategie diverse ogni volta che saremo chiamati a sconfiggere i malvagi demoni. Gli avversari di Dante sono tanti e diversissimi, costringono a variare l’approccio al combattimento e rappresentano un appagante sfida ai livelli più alti. L’ottimo combat system è accompagnato da fasi di esplorazioni perfettamente integrate e riuscite, dove spesso il giocatore dovrà districarsi tra castelli gotici e rovine infernali risolvendo qua e là enigmi per proseguire l’avventura. Sistema di gioco che viene impreziosito sia dalla raccolta di speciali sfere, che consentono di acquisire determinati poteri e abilità da usare in battaglia, sia dalla possibilità del protagonista di far fuoriuscire la parte demoniaca nascosta dentro di sé scatenando temporaneamente tutta la sua furia in combattimento. Per i palati più esigenti sono presenti ben quattro livelli di difficoltà tra cui il celebre “Dante Must Die” che rappresenta un altissimo livello di sfida e la modalità “Heaven or Hell”, dove qualsiasi nemico può essere sconfitto da un colpo solo (lo stesso vale per il nostro personaggio). Il sistema di combattimento rappresenta sicuramente il punto di forza del titolo, uno dei migliori del genere, un mix di frenesia e tecnica perfettamente integrato all’interno di ambientazioni condite da un level design particolarmente ispirato.
Esiste inoltre una versione di Devil May Cry 3 denominata Special Edition dove è possibile impersonare Vergil anziché Dante per rivivere l’avventura principale. La storia infatti sarà in questo caso la stessa ma vista con la prospettiva differente; un’aggiunta in più che ci consente di avere un quadro completo delle vicende precedentemente giocate e che regala una variabile in più al gameplay dato che Vergil usa un parco mosse diverso rispetto al fratello.

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Il Diavolo invecchia bene

L’inferno “dantesco” firmato Capcom viene in questo titolo rappresentato egregiamente; l’oscurità si sente permeare dalle pareti dei vari fatiscenti scenari senza però esagerare donando un’aura d’antieroe alla figura del protagonista. Tecnicamente il titolo offre texture per l’epoca di ottima fattura e ambientazioni sicuramente evocative, dando il meglio di sé nella rappresentazione dei personaggi con filmati e scene davvero memorabili. Le varie cutscene rappresentano infatti uno dei punti cardine della produzione dal punto di vista artistico in quanto sono girate e dirette in maniera davvero efficace rendendo il titolo appassionante e bello da vedere. In definitiva l’aspetto grafico di Devil May Cry 3 ancora oggi può dire la sua a patto di scendere a compromessi e ricordare che stiamo comunque parlando di un titolo che ha spento da poco dieci candeline. Se a livello tecnico il gioco può risultare leggermente vetusto per i videogiocatori più giovani, lo stesso non si può dire per la colonna sonora. Il soundtrack di Devil May Cry 3 è qualcosa di sublime, immune al corso del tempo, e regala davvero splendidi motivi al gioco. Il sonoro riempie quello che trama e grafica costruiscono, è la ciliegina sulla torta capace di spaziare da temi metal a composizioni sinfoniche, riuscendo a dare una vera e propria identità al titolo stesso oltre che risultare una parte fondamentale per la caratterizzazione dei vari comprimari.

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Commento

Devil May Cry 3: Dante’s Awakening rappresenta sicuramente uno dei punti più alti raggiunti dalla saga Capcom. Con una giocabilità stratosferica, un personaggio iconico e “tamarro” quanto basta, entrando giustamente di diritto nel cuore degli appassionati del genere action. Il diavolo può piangere? Si può, nonostante la saga sia continuata con un quarto capitolo e rilanciata con il più recente reboot Dmc Devil May Cry,tuttavia non si è ancora raggiunto un livello qualitativo così alto da rendere giustizia all’amatissimo antieroe dai capelli bianchi.
In definitiva Devil May Cry 3 rappresenta il miglior titolo della serie oltre che uno dei migliori action della generazione Playstation 2; un gioco che va recuperato dai nuovi arrivati e che è degno di essere rigiocato dai nostalgici di quel Dante che abbiamo imparato a conoscere e amare.

Perché (ri)giocarlo?

  • Combat System frenetico e divertente
  • Dante e Virgil
  • È l’originale Devil May Cry