Runic Games sforna il miglior espediente per ingannare l’attesa di Diablo III

Data di uscita 27 ottobre 2009
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Runic Games
Distribuito da Beijing Perfect World, Encore, Inc.
Versione testata PC
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Torchlight, titolo a basso budget creato da pochi sviluppatori con l’intenzione di ingannare l’attesa dell’agognato Diablo III. Il titolo è un Hack’n Slash, cioè un gioco che si basa sull’uccidere grandi quantità di nemici con approcci poco ragionati e confusi e in cui, inoltre, è presente un forte sistema di crafting e potenziamento. Tutto questo con la canonica visuale isometrica. Come accennavo prima, Torchlight vuole essere un emulo di Diablo e, finora, è uno dei titoli che meglio riesce a sintetizzare le meccaniche di quest’ultimo, ma andiamo con ordine.

Recensione Torchlight 1

STORIA

Ci troviamo in un epoca non precisata e, durante il nostro viaggio, ci imbattiamo in un villaggio di nome Torchlight. Torchlight è una città mineraria, costruita per l’estrazione dell’Ember, un cristallo che, si dice, corrompa l’animo di chi ne venga a contatto, poichè al suo interno è contenuta l’anima del signore oscuro che vive nelle profondità delle miniere. Ben presto ci imbatteremo in una avventuriera e aspirante maga di nome Syl che, con il suo amico Brink, sono partiti per ritrovare il loro maestro, Aldric, che si è perso nelle profondità della montagna. Ben presto, però, capiremo che la trama on è il piatto forte del titolo, essa, infatti, pur avendo una durata rispettabile (circa dieci ore, escluse le missioni secondarie che vi verranno assegnate dai cittadini di Torchlight in cerca di aiuto), si presenterà troppo scontata e priva di mordente. Quello che ci spingerà ad andare avanti, dunque, sarà la voglia di ottenere nuovi oggetti o potenziamenti e ben presto ci scorderemo che, dietro a questo titolo, ci sia una storia.

Recensione Torchlight 2

GAMEPLAY

In Torchlight è possibile scegliere tre tipi di personaggio: Il Distruttore, cioè colui che predilige il combattimento corpo a corpo, l’Alchimista, un personaggio che predilige l’uso della magia e la Distruttrice che usa prevalentemente armi a distanza quali archi, pistole, fucili ecc. La differenza tra questi personaggi e minore di quanto crediate, infatti avanzando di livello potete padroneggiare lo stile di combattimento che più vi aggrada, grazie a degli skill point potenziabili al salire di ogni livello: Forza, Destrezza e Magia, che aumentano rispettivamente l’abilità con armi da mischia, quella con armi da fuoco e l’efficacia degli incantesimi. Al salire di livello, inoltre, sarà possibile scegliere un’abilità speciale da tre rami che variano per ogni personaggio. Uccidere nemici importanti e completare missioni vi farà guadagnare fama, più sarete famosi più avrete la possibilità di sbloccare ulteriori abilità. Oltre alla scelta del personaggio, ci sarà la scelta del Famiglio, la scelta sarà tra Cane o Gatto, ovvero un animale da ‘’compagnia’’ che vi aiuterà nel combattimento e trasporterà per voi una parte di inventario e in grado anche di lanciare incantesimi. Il gioco spinge molto sul crafting e sulla personalizzazione e potenziamento del personaggio. Sarà possibile, infatti, guadagnare, acquistare o potenziare,tramite cristalli di Ember, una miriade di oggetti quali armature, elmi, armi ecc. Quello che vi spingerà avanti, infatti, sarà la continua ricerca dell’equipaggiamento più potente o più raro e dei tesori con il quale acquistare merci dai mercanti a Torchlight. L’interfaccia è molto classica, al centro abbiamo un cerchio diviso a metà, una parte, colorata di rosso, è la parte dedicata ai punti vita, che si svuoterà man mano che gli attacchi nemici andranno a segno e sarà possibile ripristinarla solo con le pozioni della salute. L’altra parte, quella in blu, è la parte dedicata al Mana, che spenderemo facendo incantesimi o eseguendo attacchi speciali, questo, al contrario dei punti vita, si ricarichèrà automaticamente, ma sarà possibile farlo anche con le pozioni di Mana. A destra e a sinistra del cerchio, ci sono delle caselle di scelta rapida dove potremo posizionare incantesimi o pozioni. Sopra di esse c’è una serie dei tasti che aprono l’inventario, mostrano lo stato di avanzamento del personaggio, mettono in pausa ecc. In alto a sinistra c’è una piccola parte dedicata al nostro famiglio, infatti cliccando sull’icona della ciotola o di una zampa (dipende dal famiglio che avete scelto) aprirete il suo inventario dove sarà possibile posizionare una moltitudine di oggetti. Cliccando sul sacchetto verde (vicino all’icona della ciotola o della zampa), sarà possibile inviare il proprio compagno in città a vendere tutto ciò che nell’inventario, egli però tornerà dal nostro eroe dopo un certo lasso di tempo, che varierà dallo stato di avanzamento dell’abilità dedicata alla nostra ‘’mascotte’’. Più in basso ci sono altre tre icone con le quali sarà possibile impostare l’atteggiamento del nostro famiglio in: Aggressivo, Difensivo o Passivo. In alto a destra dell’interfaccia, infine, troviamo la minimappa. L’interfaccia si presenta pulita, funzionale e per nulla macchinosa. Il sistema di combattimento è tipico degli Hack’n Slash: forsennato, confusionario e con una certa ripetitività di fondo, che, purtroppo, in Torchlight è alimentata dalla scarsa varietà di nemici. Tuttavia il gioco non risulterà quasi mai frustrante, complice un livello di difficoltà non troppo elevato (forse fin troppo generoso, ma con un brusco innalzamento sul finale) e con un sistema di creazione Random dei Dungeon (di cui parleremo nel prossimo paragrafo) atto a garantire un po’ di varietà in un genere che non lascia spazio a quest’ultima. Un punto a sfavore per questo titolo, però, va per l’assenza del Multiplayer, che fa sentire la sua assenza.

Recensione Torchlight 3

TECNICA

Il gioco, pur non richiedendo requisiti hardware esosi, appare molto bello da vedere, grazie ad uno stile cartoon azzeccatissimo. Il frame-rate è stabile, tranne negli scontri con i boss più grandi, dove si registra qualche calo, cosa, però, assolutamente trascurabile. Un altro argomento da trattare riguarda la generazione casuale dei Dungeon ( cosa già vista in Diablo). Il motore di gioco elabora, infatti, Dungeon casualmente, questo contribuisce a dare più varietà, ma, a volte, capiterà di ritrovare la stessa ambientazione (o parte di essa), questo causerà un grande senso di Deja-vu che non gioverà alla varietà in un titolo in cui è ridotta ai minimi termini.

Recensione Torchlight 4

SONORO

Un discorso a parte va fatto per la colonna sonora del gioco, di grande impatto e per nulla anonima. Essa in fatti è in grado di immedesimarti nei numerosi ambienti che incontrerai discendendo nelle profondità delle miniere, peccato solo che sia parzialmente coperta dal tripudio di rombi e grida che riecheggeranno nei combattimenti (ahimè, per gli audiofili) frequentissimi. Il doppiaggio è in inglese, ma solo tre o quattro personaggi nel gioco parleranno con voce propria, il resto è leggibile solo tramite dei testi.

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PRO
Ottimo per ingannare l’attesa di Diablo III
Stile azzeccatissimo
Prezzo accattivante
Tantissimi oggetti

CONTRO
Trama priva di mordente
Manca il Multiplayer
Alla lunga può sembrare ripetitivo

Commento

Torchlight è il titolo che meglio imita (nel senso buono della parola) Diablo ed è un perfetto espediente per ingannare l’attesta del terzo capitolo del Diavoletto, ma ahimè non è privo di difetti. Primo fra tutti la mancanza di un Multiplayer che avrebbe giovato molto al titolo e di cui si sente la mancanza. In secondo una trama non molto profonda e di cui ci si scorda subito dell’esistenza e, in ultimo, una ripetitività di fondo tipica degli Hack’n Slash, ma che è accentuata in questo titolo in particolar modo. Per questo, chi non è amante di questo genere, farà fatica a digerirlo e portarlo fino alla fine. Per gli amanti, tuttavia, resta un titolo consigliatissimo, dato anche il prezzo di circa 15 €.
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