Data di uscita 17 Febbraio 2017
Genere Avventura 2D
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Vladimir Beletsky, Mikhail Shvachko
Distribuito da Vladimir Beletsky
Versione testata PC
the mooseman

La mitologia è forse uno dei punti di partenza più “sfruttati” da parte degli sviluppatori di videogiochi: possiamo citare per esempio la mitologia greca, che ha portato alla nascita della serie di God of War, ma anche la miriade di giochi nati dalla mitologia giapponese come Yokai Watch, Okami o il più recente NiOh. Esistono tuttavia molte culture sconosciute ai più e che non vengono quasi mai citate, a favore di contesti ben più conosciuti come quelli citati qui sopra. Ciò però non significa assolutamente che siano meno affascinanti e misteriose e proprio su questo punto Vladimir Beletsky ha voluto fare più pressione con lo sviluppo di The Mooseman, che getta le proprie basi sulla mitologia dei Chud, una delle tante tribù finniche instauratasi tra l’Estonia e la Finlandia intorno al IX secolo. La scelta di Beletsky lo avrà ripagato? Scopriamolo con questa recensione.

Lower, Middle and Upper World

Come detto in precedenza, la storia di The Mooseman nasce dalla mitologia finnica. Secondo questi racconti, il mondo sarebbe stato creato tanto tempo fa da un dio chiamato Yen; un mondo che si divide in tre differenti “strati”, il Lower World, ovvero il mondo dei morti, il Middle World, abitato dagli uomini, e l’Upper World, abitato invece dagli antichi dei. Nella nostra avventura, impersoneremo il Mooseman (letteralmente “uomo alce“), uno sciamano della tribù Chud in grado di vedere tutto ciò che è nascosto e invisibile ai comuni mortali, come per esempio gli spiriti che viaggiano tra i tre strati del mondo; saremo noi stessi ad incamminarci attraverso i tre strati, alla ricerca di artefatti legati alla storia della tribù e dei misteri legati alla mitologia ugro-finnica.

Uno dei punti forti del gioco è proprio la “storia” da cui parte l’incipit narrativo: di base, non stiamo parlando di un titolo caratterizzato da una trama complessa e intricata, ma che riesce comunque ad avere un comparto narrativo di tutto rispetto.

I vari miti e misteri della mitologia ugro-finnica sono raccontati tramite gli artefatti raccolti e i totem trovati. Menzione d’onore proprio per gli artefatti, i cosiddetti “collezionabili”: all’apparenza semplici oggetti aggiunti per spingere il giocatore ad esplorare ogni angolo del mondo di gioco, ma in realtà veri e propri reperti risalenti ai Ciudi e conservati al museo archeologico di Perm, nella Russia Orientale. Si tratta di una raccolta veramente ricca che permetterà di conoscere molto più a fondo una cultura poco famosa ma molto affascinante. The Mooseman costituisce quindi il mezzo migliore per conoscere nei minimi dettagli tutto ciò che caratterizza la mitologia ugro-finnica: le divinità venerate dalle varie tribù come il sopracitato Yen, l’orso Osh, a guardia del Lower World, l’alce Shondi e la strega Yoma, rappresentata qui sotto forma di uccello.

La mancanza della lingua italiana (che non è assolutamente da considerare un difetto del gioco, dato che bisogna ricordare che si tratta di una produzione indie) potrebbe essere un ostacolo per i meno anglofoni, nonostante l’inglese del gioco non sia particolarmente complesso.

the mooseman

The Mooseman è un’avventura 2D a scorrimento piuttosto semplice nei comandi: tutto ciò che dovremo fare infatti è muoverci con i classici WASD e premere la barra spaziatrice per permettere allo sciamano di intravedere ciò che connette e che caratterizza i tre mondi. Si tratta della caratteristica più peculiare di tutto il gioco: tramite il potere dello sciamano, potremo infatti vedere gli spiriti che abitano i diversi strati del mondo, interagendo spesso con essi, per esempio per attraversare un canyon, muovere oggetti per liberare il nostro percorso o semplicemente fuggire dai (pochi) nemici che incontreremo.

Nel corso del gioco, troveremo anche delle piccole boss battle, facilmente superabili tramite piccoli enigmi. L’unico modo per superare tutti gli ostacoli del gioco sarà lo sfruttamento del potere dello sciamano, il quale verrà integrato da altre piccole abilità. Non si può di certo definire The Mooseman un gioco difficile: gli enigmi proposti sono spesso basilari e facilmente risolvibili se non per qualche piccolo passaggio e per qualche sequenza che, se superata, permetterà di sbloccare alcuni degli obiettivi di Steam. In generale, ci aspettavamo forse degli enigmi ambientali un po’ più complessi e articolati, data la natura del gioco che, alla fine della fiera, risulta essere un titolo molto facile.

L’intera avventura può essere completata in un’ora e mezza circa, che diventeranno due ore abbondanti se vorremo dedicarci alla raccolta di tutti gli artefatti, alla ricerca delle soluzioni per alcuni enigmi nascosti e alla lettura dei racconti della tribù Chud. Insomma, una longevità che non eccelle ma che rientra nella media dei titoli di questo genere.

the mooseman

“Opera d’arte”

Il lato tecnico è il secondo punto forte del gioco: The Mooseman gode di un’atmosfera a dir poco sbalorditiva, che ci immergerà alla perfezione (soprattutto se giocato con le cuffie o con un ottimo impianto audio, dato che lo stesso gioco invita il giocatore a giocare con il giusto volume) nelle terre abitate dalla tribù Chud.

the mooseman

The Mooseman risulta visivamente bellissimo: dal punto di vista prettamente tecnico, non stiamo parlando di un titolo particolarmente complesso, ma sul fronte artistico  è semplicemente emozionante, con il paesaggio dei monti Urali riprodotto in ogni minimo dettaglio, dal freddo terreno alle sfumature verdi, blu o rosse del cielo nei diversi momenti del gioco. Nel corso della nostra avventura, esploreremo terreni pianeggianti, grotte, caverne, montagne e affronteremo addirittura una sequenza sott’acqua: tutti questi frangenti sono stati proposti in maniera perfetta, con disegni curati e giuste gradazioni di colore, che rendono ancor più l’idea della terra che stiamo visitando.

Di altissimo livello anche la colonna sonora che, come detto in precedenza, ci permetterà di immergerci in maniera ancora più profonda nel mondo di gioco: si passa infatti da canti corali a canzoni tipiche della tribù Chud, con una buona varietà a seconda delle fasi di gioco (anche per quelle un po’ più “concitate” rispetto al resto dell’avventura). Ottima anche la riproduzione dei vari rumori ambientali, in particolare per quanto riguarda le sezioni all’interno di grotte e caverne.

the mooseman

PRO
Comparto narrativo ricchissimo di dettagli
Tecnicamente notevole, con paesaggi mozzafiato
Colona sonora varia e perfettamente in linea con l’atmosfera del gioco
CONTRO
Enigmi troppo semplici

Commento

The Mooseman, la piccola avventura 2D che nessuno si sarebbe aspettato, soddisfa sotto tutti i punti di vista: nonostante la scarsa difficoltà, unico punto critico, il gioco gode di un comparto narrativo ricco di dettagli e racconti della mitologia ugro-finnica, rafforzata da un’atmosfera generale mozzafiato, con paesaggi colorati, belli da vedere e ricchi di dettagli e una colonna sonora che calza perfettamente con l’atmosfera proposta. The Mooseman riuscirà a soddisfare sia gli amanti del genere sia coloro che vogliono avvicinarsi a questa tipologia di giochi o semplicemente conoscere in modo più approfondito una cultura nuova senza aprire libri di storia.
9