Data di uscita 18 Aprile 2017
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Enigami
Distribuito da Focus Home Interactive
Versione testata PC
Shiness

Il Giappone ha sempre rappresentato una grande fonte di ispirazione per l’intero panorama videoludico. Nel corso degli anni, infatti, molti degli elementi che caratterizzano i giochi di stampo nipponico sono stati ripresi e reinterpretati in varie salse all’interno di titoli più “occidentali”: basti pensare per esempio a Child of Light, titolo Ubisoft che prende ampiamente ispirazione dai classici JRPG, ma gli esempi citabili sarebbero davvero tanti. In questa categoria, dallo scorso 18 Aprile, rientra anche Shiness: The Lightning Kingdom, gioco di ruolo d’azione finanziato tramite Kickstarter, sviluppato da Enigami e pubblicato da Focus Home Interactive, entrambe con sede in Francia.

Shiness

La storia inizia con il racconto del destino di Mahera, un pianeta sul quale convivevano quattro Shiness (legati a quattro elementi, ovvero la terra, l’aria, l’acqua e il fuoco). Tuttavia, a causa di un tremendo cataclisma, il pianeta di Mahera viene distrutto e i vari frammenti creatisi divengono la nuova dimora delle tre principali razze del gioco, ovvero gli Waki, roditori con sembianze antropomorfe, gli umani e gli Shelk, molto simili a dei gatti. In un panorama costellato di guerre e continui conflitti per prevalere sulle altre nazioni, continua a vivere la leggenda delle Lands of Life, una sorta di “terra promessa” nella quale tutte le razze avrebbero potuto vivere in pace insieme agli Shiness. Per raggiungere queste terre, gli Shiness erano soliti manifestarsi a un Summoned One, ovvero un essere il quale era in grado di percepirli e vederli e il cui compito era quello di aiutarli a raggiungere le Lands of Life.

La leggenda delle Lands of Life si intreccia con la storia di Chado, il piccolo Waki al quale si è manifestato Terra, uno dei quattro Shiness. Le volontà di Chado e Terra s’incroceranno proprio a causa della leggenda: mentre Terra è intenzionata a raggiungere questi territori per riunirsi con gli altri Shiness, lo scopo di Chado è quello di rivedere un’altra volta la propria madre. Ed è proprio qui che ha inizio la nostra avventura, con Chado intento a raggiungere le Lands of Life insieme a Poky, un altro giovane Waki. Il viaggio, purtroppo, non va come sperato inizialmente e il destino di Chado e Poky s’intreccerà con problemi molto più grandi di loro. Giunti su Gendys, incontreranno Kayenne e Rosalya, principessa del regno di Adoria, la quale è in cerca di una cura per controllare i propri poteri.

La trama appare piuttosto classica, con elementi che richiamano produzioni maggiori, come la suddivisione in più mondi tipica dei Tales Of di Hideo Baba e di alcuni titoli di Level-5 come Ni No Kuni. Ed esattamente come questi titoli, presenta una narrazione decisamente lineare, spezzata ogni tanto da qualche piccola decisione che tuttavia a fine gioco permetterà di ottenere uno dei due finali esistenti. Nonostante le varie cutscene, presentate con disegni molto curati e dettagliati, siano piacevoli da vedere e con linee di dialogo ben scritte, altrettanto non si può dire per i dialoghi in-game, spesso banali e infantili. Piuttosto povera è anche la scrittura e la rappresentazione dei personaggi: la potenzialità dell’incipit iniziale non è stata sfruttata a dovere e i personaggi appaiono piuttosto piatti, soprattutto per quanto riguarda quelli secondari che assumono un minimo di spessore solamente all’interno delle sequenze animate. In generale, a parte Chado e Rosalya, gli eroi tendono a non lasciare alcuna traccia, divenendo facilmente dimenticabili.

Shiness

Tra un calcio e un contrattacco

Nonostante ricalchi molti caratteri presenti tipicamente nei giochi di ruolo di stampo giapponese,  Shiness risulta comunque un prodotto atipico per questa categoria, in particolare per quanto riguarda il sistema di combattimento: Enigami ha voluto distaccarsi da alcuni elementi classici dei JRPG (come il combattimento a turni) per passare a qualcosa di più dinamico. Fondamentalmente, il combat system riprende le meccaniche classiche dei picchiaduro. Come nei giochi di questo genere, il combattimento si fonderà sostanzialmente su tre fasi: attacco, difesa e parry. In Shiness, l’attacco può essere sia fisico sia magico. Per quanto riguarda il combattimento fisico, ogni personaggio realizzerà le proprie combo, che si differenziano tra loro sia per le combinazioni di tasti che per le animazioni. La difesa si basa sostanzialmente sul roll, ovvero sulla capacità di rotolare per allontanarsi dagli attacchi ad area dei nemici, il parry risulta invece leggermente più complesso e di vitale importanza per proseguire nel gioco. Quest’ultimo permette infatti di interrompere le mortali combo dei nemici (boss compresi, dei quali nessuno è esente da tale regola) e di contrattaccare, creando combo e attacchi più potenti di un attacco normale. Diverso appare invece il discorso per la magia, decisamente più complessa: le magie sono quattro e, esattamente come gli Shiness, sono determinate dai quattro elementi, ovvero terra, acqua, aria e fuoco. Oltre agli attacchi magici, che affiancano quelli fisici, la magia rappresenta anche il principale tallone d’Achille dei nemici, ognuno dei quali sarà debole ad un determinato elemento. Una delle feature più interessanti rimane tuttavia la struttura dell’arena durante il combattimento: essa è infatti caratterizzata da una “cupola” esterna, che ricopre interamente l’area dello scontro, che, in base al colore assunto potenzia gli attacchi di quell’elemento e rigenera il relativo mana. Tuttavia, l’influenza dell’arena nel combattimento, tralasciando la ricarica del mana, non appare particolarmente forte e non abbiamo riscontrato cambiamenti sostanziali tra un combattimento con un tipo o un altro di arena. Al termine di ogni battaglia, riceveremo una valutazione, che varia da F a S: in base infatti alle combo effettuate e ai danni subiti, potremo ricevere una maggior quantità di punti esperienza e oggetti più rari. Inoltre, una volta accumulata una certa quantità di mana, sarà possibile effettuare un’Hyper, ovvero una mossa speciale realizzabile tramite una combinazione di tasti che appare su schermo e che attiva una piccola cutscene per un attacco molto più forte rispetto ad uno standard. Sostanzialmente, il sistema di combattimento appare ben bilanciato, soddisfacente e divertente e rappresenta sicuramente uno dei principali punti di forza del gioco.

Tuttavia, non è tutto rose e fiori, soprattutto per quanto riguarda la complessità: il titolo appare decisamente semplice in alcuni frangenti, con la difficoltà che si alza notevolmente in prossimità degli scontri con i boss.

Shiness

L’esplorazione e le side quests sono invece l’anello debole della produzione: il gioco risulta lineare non solo narrativamente parlando ma anche dal punto di vista delle aree esplorabili, riassumibili in lunghi corridoi senza molte vie d’uscita. Le poche aree “aperte” del titolo sono anche quelle che contengono il 99% delle missioni secondarie, a tratti davvero scandalose: tralasciando i contratti, il cui scopo è quello di eliminare un particolare nemico per ricavare punti esperienza, oggetti e Uzu (la valuta del gioco), le normali secondarie non solo si possono contare sulle dita di una mano ma risultano anche particolarmente brutte e semplici, con “trame” banali e sviluppi poco interessanti che non spingono il giocatore a cercarne e completarne di nuove. E ciò è davvero un peccato, dato il potenziale narrativo e la possibilità (sprecata) di costruire storie davvero interessanti.

Tra missioni secondarie e combattimenti per livellare, Shiness occupa il giocatore per un massimo di 18-19 ore: abbastanza sottotono, contando che mediamente un normale gioco di ruolo supera anche le 40 ore di gioco con una progressione anche più varia (ovvero missione principale e buona parte delle secondarie). Probabilmente, il basso budget con cui è stato sviluppato il progetto non è bastato per la realizzazione di tutte le idee degli sviluppatori e questo è certamente un fattore di cui tener conto.

Shiness

Dalle stelle alle stalle

Tecnicamente, Shiness è un titolo davvero complesso da giudicare. Dal punto di vista stilistico, il gioco si eleva notevolmente, godendo di un mondo bello da vedere e molto colorato, al quale si affianca la qualità dei disegni delle cutscenes, davvero di alto livello. Tuttavia, il lato prettamente tecnico appare davvero povero e poco curato: le textures infatti sono di bassa qualità e il gioco è minato da davvero tanti bug. Spesso vi capiterà infatti di incastrarvi all’interno di oggetti oppure di bloccarvi durante il combattimento a causa della pessima gestione delle arene all’interno dell’ambiente di gioco. In alcuni casi, invece, potrebbe accadere di non riuscire a completare una delle quest secondarie o dei contratti. Ottima invece la colonna sonora, abbastanza varia e che si adatta perfettamente all’atmosfera del titolo.

Per quanto riguarda i giocatori nostrani, è necessario menzionare la mancata introduzione della lingua italiana nel titolo. Nonostante nel 90% di questi titoli l’italiano manchi di base a causa della limitatezza dei fondi, il caso di Shiness risulta essere piuttosto eclatante: inizialmente l’inserimento della lingua italiana era prevista al raggiungimento di uno degli stretch goal, insieme allo spagnolo. Tuttavia, nonostante la promessa fatta tramite i traguardi Kickstarter, non solo Enigami e Focus Home Interactive non hanno inserito (e probabilmente mai avviato) la traduzione nella lingua nostrana, ma non hanno neppure rilasciato alcuna dichiarazione a riguardo, lasciando a bocca asciutta i baker italiani. Un comportamento decisamente scorretto nei confronti di coloro che avevano deciso di dare fiducia al progetto finanziandolo.

Configurazione di prova

Processore Intel Core i7-6700k 4.00Ghz
Scheda Video NVIDIA Geforce GTX 960M
Memoria 16 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-2400/AMD FX-8320
Scheda Video 1 GB, AMD Radeon HD 6950/NVIDIA GeForce GTX 560
Memoria 4 GB
OS Windows 7/8/10 (64-bit)
PRO
Sistema di combattimento appagante e divertente
Stile grafico e colonna sonora eccellenti
Disegni delle cutscenes belli e molto dettagliati
CONTRO
Dialoghi banali e personaggi poco caratterizzati
Missioni secondarie inutili
Moltissimi bug

Commento

Valutare Shiness: The Lightning Kingdom non è molto semplice. L’incipit di partenza è interessante e viene sviluppato abbastanza bene, ma la storia viene raccontata mediante dialoghi spesso banali e noiosi da seguire, con sezioni senza un minimo di spiegazioni ed altre piene zeppe di dialoghi che proseguono per parecchio tempo. Occasione sprecata, invece, per quanto riguarda i personaggi: tralasciando qualche picco come, alcuni personaggi secondari, in generale sono piuttosto piatti e poco caratterizzati. Il principale punto di forza è sicuramente il sistema di combattimento: divertente ed appagante, con una buona risposta ai comandi e alcune funzioni interessanti. Ottimo anche lo stile del gioco: la colonna sonora rende certe sezioni davvero magiche e i disegni che compongono le cutscene sono belli e dettagliati. Tuttavia, il lato prettamente tecnico ha pochi alti e molti bassi: texture poco dettagliate e un sacco di bug, che in alcuni punti rendono il titolo davvero ingiocabile, soprattutto quando si presentano durante i combattimenti. Insomma, Shiness: The Lightning Kingdom, nonostante i dettagli relativi al lato tecnico e alla storia (comprese le secondarie), rappresenta comunque un buon titolo con un bello stile, ottimi disegni e un divertente sistema di combattimento, che soddisferà un po’ tutti. Per molti aspetti, tuttavia, rappresenta un’occasione sprecata.

7.5