Data di uscita 6 dicembre 2016
Genere Real-time tactics
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC,  PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Mimimi Productions
Distribuito da Daedalic Entertainment
Versione testata PC
Cover

Il mercato dei videogiochi ospita da sempre una certa girandola di generi che vanno di moda per un periodo di tempo per poi finire nel dimenticatoio, almeno fino a quando uno studio non decide di riportare in auge quel genere ormai sparito. La stessa sorte è toccata agli stealth tattici in tempo reale (i più nostalgici ricorderanno Commandos e Desperados), che da almeno 10 anni sono scomparsi dalla circolazione.

Ebbene Mimimi Production ha deciso di togliere un po’ di ragnatele da questo tipo di giochi, trasportandoci nell’epoca Edo con il suo Shadow Tactics: Blades of the Shogun, eccovi le nostre impressioni.

shadow-tactics-blades-of-the-shogun-1

Onore

La prima missione ci vedrà vestire i panni dello Shinobi Hayato, un mercenario incaricato di infiltrarsi in un castello ad Osaka mentre la battaglia per il potere militare impervia nei terreni circostanti. Mentre sta svolgendo il suo compito, lo Shinobi, nonostante lavori esclusivamente per denaro, non può fare a meno di aiutare un Samurai in difficoltà sul campo di battaglia, il prode Mugen; il guerriero stringerà un alleanza con lo Shinobi e di lì a poco verranno anche aiutati da un anziano cecchino di nome Takuma.

Una volta terminato il conflitto si insedierà il nuovo Shogun, di cui il Samurai Mugen diverrà il braccio destro per quanto concerne le tattiche militari e la difesa della famiglia imperiale. Mugen avrà il suo bel da fare, i nemici dello Shogun sono tanti e per compiere le sue missioni sul campo avrà bisogno di uomini validi e che sappiano agire nell’ombra, da qui la necessità di contattare l’unico uomo che lo abbia mai aiutato sul campo: Hayato. Nel corso delle missioni conosceremo anche la giovane Yuki, che si aggregherà alla combriccola per ottenere insegnamenti nell’arte della guerra e l’astuta Aiko, vecchia conoscenza di Mugen.

L’incipit del gioco è abbastanza semplice e prima di ogni missione avremo delle sessioni di dialogo sia per conoscere il prosieguo degli eventi, sia per avere indicazioni sulla missione da svolgere. Purtroppo Shadow Tactics non ha nessun tipo di localizzazione in italiano, e questo unito ad un inglese non propriamente moderno potrebbe farvi perdere ogni tanto il filo del discorso, tuttavia ci teniamo a dirvi che le vicende non sono molto concitate, e l’unico plot twist della storia è abbastanza scontato.

shadow-tactics-blades-of-the-shogun-4

Hai la mia Katana, ed il mio Tanuki

Ovviamente il cuore del gioco risiede tutto nel gameplay, come dicevamo Shadow Tactics riprende un genere abbastanza datato e cerca di modernizzarlo con alcune aggiunte che esamineremo. Prima di tutto però vogliamo chiarirvi da subito un concetto: stiamo parlando di un gioco difficile, e come tale è stato creato. La curva di apprendimento è volutamente ripida e spesso farete scendere santi dal calendario, quindi dopo il “lasciate ogni speranza o voi che l’acquistate” passiamo a chiarirvi cosa troverete.

Essendo un titolo fondamentalmente stealth dimenticate qualsivoglia conflitto aperto, dovrete sempre attirare i nemici in punti ciechi della mappa per poterli far fuori. Un concetto ripreso dai vecchi capisaldi del genere è il “cono visivo” dei nemici (che potrete analizzare per scegliere meglio i vostri movimenti), questo cono è diviso fondamentalmente in due tipologie di colore, se il colore è pieno sarete visibili, se rigato resterete occultati fin quando sarete accovacciati. Se diventerete visibili nella parte “rigata” il cono da verde si andrà riempiendo di colore giallo, se arriverà a toccarvi sarete scoperti e partirà l’allarme generale, in cui verrete impallinati da tutti i fucilieri dell’esercito avversario.

Chiaramente avrete a disposizione svariati nascondigli come edifici o cespugli, oppure potrete sfruttare le zone sopraelevate del terreno o i tetti per restare celati. Fin qui, penserete voi, “e cosa c’è di difficile?”, i vostri problemi inizieranno quando in un’area verranno posizionati i nemici uno di fronte l’altro, una situazione che esclude qualsiasi tipo di uccisione. Shadow Tactics vi richiederà sempre di fare le giuste scelte, fate un errore ed al 99% significherà game over, proprio per questo motivo è presente un sistema di Quick save e Quick load, che vi permetterà di salvare costantemente i vostri piccoli progressi. Ogni eroe ha le proprie abilità, che imparerete a conoscere con il passare delle ore di gioco e delle bestemmie, ma che necessariamente dovranno essere carpite in toto per sperare nella riuscita della missione.

shadow-tactics-blades-of-the-shogun-5

Partiamo dallo Shinobi Hayato, come quasi tutti gli eroi presenti ha un attacco corpo a corpo, ed essendo molto agile può scalare alcuni tipi di pareti ed utilizzare un comodo rampino per raggiungere i tetti e restare invisibile, inoltre può utilizzare dei sassi come piccolo diversivo per far girare i soldati nemici. Il samurai Mugen è fisicamente il più forte del team, ha un abilità in grado di uccidere tre uomini contemporaneamente e la sua forza fisica gli permette di sollevare pesanti oggetti, oppure due cadaveri nemici contemporaneamente, ha inoltre una bottiglia di Sakè utile per attirare i soldati in zone poco frequentate. Purtroppo è limitato dall’ingombrante armatura che indossa, non può scalare le pareti e non si può immergere nell’acqua, dovrete sempre liberare le vie di terra con altri personaggi per permettergli di passare le linee nemiche.

Il cecchino Takuma è probabilmente il personaggio overpowered del gruppo, col suo fucile di precisione può uccidere qualsiasi nemico nel suo raggio d’azione, a patto di avere la visuale libera (e le munizioni, poche e rare da trovare nella mappa). Proprio su questo aspetto gli sviluppatori hanno lavorato molto, posizionando perfettamente alberi o edifici per non rendere agevole la mira all’arzillo vecchietto. Takuma completa il suo armamentario con delle potenti granate, utili nei casi d’emergenza, e di un simpatico Tanuki, animaletto che può usare per distrarre i soldati; di contro ha il fatto di essere meno mobile rispetto addirittura a Mugen in quanto menomato (ha una gamba di legno), questo gli comporta una certa lentezza ed il fatto di non poter occultare cadaveri, in quanto incapace a trasportarli. La giovane Yuki è un personaggio molto ingegnoso, ha costruito da sola una piccola trappola in grado di uccidere un soldato all’istante, ed insieme ad un fischietto che simula i versi degli uccelli può incuriosire i nemici per farli cadere in fallo, tuttavia risulta uno dei personaggi più deboli fisicamente ed il suo attacco corpo a corpo richiede molto tempo per uccidere un avversario. A completare il team troviamo Aiko, esperta in travestimenti, una volta rinvenuti degli abiti da geisha può essere usata come diversivo con quasi tutti i soldati, inoltre è dotata di particolari bombe fumogene che possono diminuire per alcuni istanti il cono visivo delle guardie nemiche.

Il nostro team è formato sicuramente da eroi ben caratterizzati ed unici, possiamo senza dubbio dirvi che sono loro a catturare l’attenzione e la curiosità del giocatore, rendendo una narrativa abbastanza debole meno piatta.

shadow-tactics-blades-of-the-shogun-7

Know Your Enemy

In Shadow Tactics, oltre al posizionamento dei nemici sulla mappa ed alle possibili ronde di soldati che gironzoleranno, avremo anche dei particolari avversari chiamati Straw Hat, che ricordano per certi versi le guardie inglesi di fronte Buckingham Palace; essi non si muoveranno e non lasceranno mai la loro postazione, non facendosi mai distrarre da nessuna delle abilità degli eroi.

Infine il nemico più temibile saranno i Samurai, essi possono essere uccisi solo in una manciata di modi: l’unico in grado di fronteggiarli fisicamente è Mugen, ma ne potrà gestire solo uno per volta, se cercherete di attaccarli di soppiatto con un altro eroe singolarmente sarà game over istantaneo (a quanto pare i samurai del periodo Edo erano antiproiettile), possono essere sconfitti dalle granate di Takuma (ma ne porta solo un paio per missione), tramite uccisioni ambientali (per esempio facendogli cadere “accidentalmente” delle travi addosso) oppure tramite un attacco sincronizzato con due eroi.

Come avete visto le informazioni da tenere a mente sono tante ed avrete spesso e volentieri una rosa di opzioni e vie tra cui scegliere per completare le missioni, sotto questo punto di vista Mimimi Productions ha lavorato molto bene, missione dopo missione vi ritroverete sempre davanti situazioni differenti, da livelli innevati in cui lascerete impronte che potrebbero allertare i nemici a missioni notturne in cui dovrete sfruttare le zone d’ombra non illuminate dalle torce. Vi sarà richiesto quindi tutto il vostro ingegno per superare le (tante) difficoltà che vi si pareranno davanti. E’ inoltre presente un sistema per far compiere azioni in maniera sincronizzata tra gli eroi chiamata Shadow Mode, attraverso la pressione di un tasto potrete selezionare una singola azione per ogni personaggio, una volta pianificato il tutto premendo Invio non vi resterà che godervi la scena, è sicuramente un’aggiunta che rende più moderno ed unico il gioco.

shadow-tactics-blades-of-the-shogun-3

Shangai

Shadow Tactics purtroppo non è esente da difetti, alcuni peculiari del genere. Gli sviluppatori hanno previsto che il vostro ninja agisca per singole azioni, quindi poniamo il caso: se dovrete scendere da un edificio spesso e volentieri vi sarà richiesto di selezionare prima la scala, e non il terreno sottostante. A volte queste situazioni si presentano quando vorrete occultare dei cadaveri, ed ogni tanto i comandi non sembrano rispondere nel migliore dei modi. Potete intuire come, in situazioni in cui si gioca sui decimi di secondo per non essere scoperti e uccisi, questo sistema meccanico porti ad aumentare il livello di frustrazione.

Altro difetto grossolano sono le hitbox della mappa, se vedete un ponte su un fiume e potete gettare un cadavere nell’acqua, scioccamente proteste pensare “qualsiasi punto va bene”, invece no, avete un ponte lungo quanto quello di Brooklyn e solo pochi punti (perfettamente identici agli altri) sono adibiti a sbloccarvi il comando utile al vostro scopo. Questo era un piccolo e banale esempio, ma in molte azioni potrete avere questo tipo di problema. Il tutto è influenzato da una telecamera poco mobile, una visuale isometrica che è gestibile solo su quattro posizioni orizzontali e su livelli di zoom, che lasca molti punti ciechi. In molte occasioni potreste fallire perché non avete analizzato al meglio la mappa e i pattern dei nemici (dimenticavo di aggiungere che ogni volta in cui verrete scoperti e sarà lanciato l’allarme, arriveranno dei rinforzi a rimpinguare le truppe).

Non mancano sbavature nel sistema del cono visivo, ci è capitato in più di un’occasione, che una manciata di pixel fossero “la differenza tra la vita e la morte”.

Infine un difetto da segnalare è nei livelli di difficoltà del gioco, Shadow Tactics difficilmente si sposa con utenza che non conosce il genere, ed anche con quella con più esperta non va d’amore e d’accordo. Diminuire la difficoltà da “normale” a “facile” comporterà lo stesso numero di avversari sulla mappa, con le stesse posizioni e la stessa intelligenza artificiale, guadagnerete solamente qualche decimo di secondo in più prima di essere scoperti ed un aumento della barra vitale degli eroi, e vi possiamo assicurare che si essiccherà come un fiore nel deserto se sarete presi alla sprovvista. Come vi abbiamo già ribadito quindi, in certe occasioni potreste far fatica a tenere a freno i nervi, se siete appassionati del genere ve lo possiamo assicurare, Shadow Tactics: Blades of the Shogun vi metterà a dura prova.

shadow-tactics-blades-of-the-shogun-2

Fiori di Ciliegio

Graficamente il gioco è stato realizzato con un cell shading piuttosto semplice che rispecchia la natura di produzione “minore”, l’ambiente storico è stato ben realizzato ma chiaramente la qualità tecnica non raggiunge appieno gli standard tecnici odierni. Tuttavia è un aspetto abbastanza trascurabile rispetto al grande lavoro fatto sull’ambiente e sulle interazioni con esso, tra l’altro sono presenti anche diversi agenti atmosferici che influenzano il gameplay delle missioni, dalle zone innevate che vi abbiamo citato precedentemente a zone paludose sotto la pioggia incessante che renderà “rumorosi” i vostri spostamenti. Vi avvertiamo fin da subito che ogni volta in cui farete partire una nuova missione per la prima volta o dopo aver lanciato il gioco vi ritroverete davanti ad un lungo ed interminabile caricamento, una situazione che i giocatori odierni non hanno quasi mai vissuto e che potrebbe rappresentare un brutto passo falso per il gioco.

Infine poco da segnalare nel comparto sonoro, le musiche che compongono Shadow Tactics sono ispirate al periodo storico di riferimento, ma la varietà e la qualità delle tracce è abbastanza scarna.

PRO
Personaggi principali ben caratterizzati
Gameplay vasto
Ambiente ben curato
CONTRO
Trama poco accattivante
Alto livello di frustrazione
Difetti strutturali

Commento

Shadow Tactics: Blades of the Shogun poteva segnare un bel ritorno sulle scene per un genere che non si rivedeva da tempo, il lavoro fatto al livello di gameplay da ragazzi Mimimi Productions è stato encomiabile, ma non esente da difetti. Errori di struttura, sbavature su alcune meccaniche di gioco, ma soprattutto sul livello di difficoltà generale, rendono il titolo poco accessibile ai neofiti e “pesante da digerire” ai più esperti. Tuttavia ai veri appassionati del genere lo consigliamo, la rosa di opzioni da sfruttare, le abilità degli eroi da coordinare e le possibilità date dall’ambiente rendono l’esperienza di gioco molto gratificante, a patto di superarla con successo.
7