Data di uscita 26 maggio 2017
Genere Puzzle Game
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da Tequila Works
Distribuito da Grey box e Six Foot
Versione testata PC
Recensione RiME Cover

Un’isola remota, un viaggio alla scoperta dei luoghi più reconditi dell’animo umano, avvolti da acque cristalline ma allo stesso tempo capaci di ingoiarti in un istante. Questo è RiME, un adventure game ad enigmi ambientali e sezioni platform, che cerca di offrire nuova linfa a quell’esigua cerchia di titoli capaci di rimanere nel cuore dei giocatori. Un’avventura dai ritmi compassati e dai lineamenti essenziali capace di affrontare con un fare fiabesco e disinvolto tematiche intense, che al pari di un naufragio mettono l’uomo di fronte alla propria esistenza. Sembrerà strano ma il viaggio dell’esile bambino, se sapremo ascoltare, ci farà riflettere, accompagnandoci in una storia intima e personale, ma al contempo densa di allegorie e differenti letture. Tequila Works, nonostante uno sviluppo travagliato che ha contraddistinto la produzione (accolta prima sotto l’ala di Microsoft e poi annunciata come esclusiva Sony) è riuscita a smentire i pregiudizi, proponendo un gioco che si avvicina alle opere di Fumito Ueda, ma se ne discosta immediatamente percorrendo una rotta tutta sua.

RiME Recensione 02

Caratterizzate da uno stile quasi cartoonesco e da colori vivaci, le ambientazioni di RiME ci lasceranno più di qualche volta a bocca aperta, offrendo scorci di rara bellezza, puliti e suggestivi tanto da riporre il controller e ammirare anche un semplice cielo stellato. Inoltre l’isola sulla quale il nostro protagonista è naufragato nasconde molteplici sfaccettature, rendendo il nostro incedere sempre vario e mai noioso. Infatti se l’incipit spicca per i suoi tratti mediterranei, il rigoroso stile architettonico e l’apparente spensieratezza, presto scopriremo che questo non è l’unico punto di vista che il gioco ha da offrire. Dal deserto arido del secondo atto, passando attraverso fondali coralligeni, fino ad arrivare alle imponenti porte di una regale civiltà scomparsa: RiME riesce sempre a stupire il giocatore, che tra un enigma e una arrampicata scoscesa esplorerà quest’isola proteiforme alla ricerca di numerosi collezionabili, a prima vista privi di un qualsivoglia significato, ma che alla fine dell’avventura assumeranno una forte valenza simbolica.

Recensione RiME 06Le dinamiche che hanno condotto Tequila Works a troncare l’iniziale rapporto con Sony e il rischio della prematura dipartita del progetto fanno sicuramente riflettere sulla natura dell’industria, ma spiegano anche alcune delle criticità alle quale RiME mostra il fianco. Difatti il titolo, presentato durante la Gamescom del 2013, ha subito svariati cambiamenti: come il riutilizzo del ciclo giorno-notte (inizialmente deputato ad una componete survival poi rimossa) per la risoluzione di puzzle che richiedono l’ausilio delle ombre e la perdita dell’originaria natura open-world (sostituita dai livelli). Altra nota dolente è l’ottimizzazione della versione PC che ci è parsa un po’ claudicante, nulla che possa minare in modo prepotente la nostra esperienza, ma se si vuole godere di un frame rate più stabile è necessario modificare qualche opzione. Tralasciando i problemini tecnici, RiME sembra uscire rinvigorito dalle riletture avvenute in questi anni, svelando al giocatore una natura inaspettata e mai vista nei primi trailer.

RiME Recensione 05

Nel corso dei cinque atti che scandiscono il viaggio del nostro piccolo amichetto saremo chiamati a risolvere parecchi enigmi ambientali, spesso collegati tra loro, che costituiscono la struttura portante del titolo. Da questo punto di vista l’avanzare della storia è caratterizzato da un ritmo incalzante che sacrifica volentieri la difficoltà dei rompicapo e la poliedricità della mappa di gioco a favore di un’avventura che non si accartocci su sé stessa. RiME propone infatti un “cammino” abbastanza lineare che svia soltanto nel momento in cui il giocatore vuole fare proprio qualche collezionabile o desidera approfondire la narrazione. Sarà difficile, inoltre, scontrarsi con la sensazione di aver raggiunto un impasse, vista l’immediatezza dei puzzle ambientali, intuitivi e soddisfacenti. Esortati nel mettere in pratica diversi approcci, come l’uso del già citato ciclo giorno-notte, la risoluzione degli enigmi sarà scandita letteralmente dalla nostra voce. Grazie ai suoni emessi dal protagonista si attiveranno dei meccanismi o delle sfere d’energia in grado di ampliare il raggio dei nostri versi, conferendoci l’accesso a luoghi prima irraggiungibili. In aggiunta potremo circoscrivere con la vista il perimetro di una porta affinché questa si apra o farci aiutare da degli oblunghi guardiani meccanici per oltrepassare ostacoli altrimenti insormontabili. Anche le sezioni platform non ostacolano più di tanto il giocatore, che potrà saltare da una sporgenza all’altra senza quella frustrazione tipica del genere.

Questo generale atteggiamento accomodante unito alla totale mancanza di un’interfaccia di gioco e all’indole remissiva del protagonista (il nostro bambino non farà male a una mosca, si limiterà a trovare un rifugio o spaventare i nemici che avrà di fronte) rende RiME un’esperienza nella quale immergersi, che non vuole provare il giocatore ma raccontargli una storia dai forti contrasti, alternando luce e oscurità, amore e odio, rabbia e rassegnazione. Increduli come un fanciullo ci faremo cullare dal richiamo delle onde, per risvegliarci alla fine in un luogo tetro e angoscioso nel quale sarà arduo ritrovare il nostro faro!

Recensione RiME 04

La voce bianca del protagonista, oltre a essere una delle meccaniche che consente di interagire con il piccolo mondo che ci circonda, è una di quelle componenti che arricchiscono la narrazione silenziosa del titolo, sprovvisto di dialoghi. Infatti, oltre alla comunicazione non verbale del bambino, l’unico modo per approfondire il background degli eventi è porre particolare attenzione alle sue reazioni, scaturite da una particolare visione o un luogo. In aggiunta vi è la presenza di pitture rupestri che accrescono quel cospicuo numero di simboli a metà tra il reale e il metafisico. Il tutto viene calato in un bagno sonoro fatto di suoni, rumori e melodie che rende la colonna sonora di RiME sempre opportuna ed evocativa, in grado di accompagnare le sensazioni (piacevoli e non) che le immagini sono capaci di sussurrare. Seppur molto solitario il nostro tragitto sarà puntellato dalla presenza di tre personaggi: una volpe che ci indicherà la via da seguire, dei guardiani meccanici particolarmente socievoli e una misteriosa figura incappucciata (chiaro tributo a Journey) che veglierà da lontano su di noi. RiME attinge a piene mani da quello che è lo scenario degli adventure/puzzle game, tanto da rendere scontato il paragone con produzioni come Ico, del quale imita lo stile rigoroso e le tonalità tipiche dei dipinti di de Chirico, o altri titoli recenti come ABZÛ.

Configurazione di prova

Processore Intel Core i5-6600k 3,50Ghz
Scheda Video AMD Radeon RX 480
Memoria 16 GB
OS Windows 10 64bit

Requisiti Minimi

Processore Intel Core i5-2310 2.9 GHz/AMD FX-6300
Scheda Video NVIDIA GTX 550 Ti 1GB/AMD Radeon 6950 1GB o superiore
Memoria 4 GB
OS Windows 7/8/10 x64
PRO
Coinvolgente e immersivo
Colonna sonora appagante
Ambientazioni varie e suggestive
CONTRO
Cali di frame rate in alcuni frangenti
Caricamenti non rapidissimi

Commento

RiME è un gioiellino che gli amanti del genere e delle belle storie capaci di emozionare non devono assolutamente farsi sfuggire. Dai giochi di regia interessanti e dai corridoi surreali in grado di strappare un sorriso si può intravedere una grande cura per i dettagli e un coraggio forse affievolito durante il lungo tempo di sviluppo, ma del quale sono ravvisabili ancora le tracce. Nelle circa sei ore di gioco disponibili (tra le otto e le dieci se vorrete dedicarvi alla raccolta di tutti i collezionabili), consone al tipo di narrazione, RiME ci accompagnerà in un viaggio dalla forma omerica. Triste e nostalgico come il ritorno ad Itaca di Ulisse, il nostro peregrinare sarà incerto e riflessivo, desideroso di conoscere la verità che si cela dietro le allegorie e le metafore che costituiranno gli unici punti di riferimento. Toccherà a noi dare un senso a tutto ciò, prima che la “chiave di lettura” finale spazzi via ogni dubbio, innescando quella serratura dorata che domina l’intera isola di RiME.
8.5