Data di uscita 28 Marzo 2017
Genere Avventura/ Platform
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4
Sviluppato da Videocult
Distribuito da Adult Swim Games
Versione testata PC
 rain world

Fino a qualche anno fa, il discorso “difficoltà” nei videogiochi avrebbe assunto sfumature e toni ben differenti. A causa dello sviluppo del settore e di un cambiamento dei gusti (dovuto semplicemente al passare del tempo), il mercato si è spostato verso altri generi. Non a caso, infatti, ad oggi si contano moltissimi titoli incentrati sulla trama a discapito di un gameplay più semplice. Altri, invece, hanno deciso di riprendere i livelli di sfida dei videogiochi delle generazioni passate per riproporli in chiave moderna: tra i titoli più facili da citare ci sono sicuramente la serie dei Dark Souls di From Software, The Binding of Isaac o la saga di Ninja Gaiden, che hanno fatto della difficoltà il proprio trampolino di lancio nel mercato videoludico, seguiti a ruota negli anni successivi da molte altre “coraggiose” software house. Anche AdultSwim ha voluto seguire questo trend proponendo Rain World, titolo nato e sviluppato grazie al supporto dei bakers su Kickstarter. Un piccolo progetto con grandi ambizioni, finanziato con 63.000$, a fronte di una richiesta di soli 25.000$. Platform sviluppato da Videocult che fa della difficoltà (e non solo) il proprio punto forte. Ma come se la sono cavata? Scopriamolo in questa nuova recensione.

rain world

AL CENTRO DELL’AZIONE

Se amate i titoli criptici, Rain World è sicuramente un gioco da tenere in considerazione: tutto ciò che sappiamo e che potremo sapere all’interno dell’avventura è racchiuso nella cutscene iniziale. In Rain World, impersoneremo una gattocertola (slugcat in inglese), un minuto animale bianco dotato di grandi occhi neri, un piccolo neo di innocenza nel mondo brutale che lo circonda. Mentre viaggia con la propria famiglia per ripararsi dalla pioggia, la piccola gattocertola cade da un dirupo e si trova catapultata in un mondo a lei completamente sconosciuto, nel quale non ha la minima idea di come comportarsi. Il nostro scopo, ovviamente, è quello di guidare questo piccolo animale per aiutarlo a ricongiungersi con la propria famiglia. Dal punto di vista della narrazione, queste sono tutte le informazioni che vengono fornite al giocatore, data la totale assenza di dialoghi: tutto ciò che Rain World ha da raccontare lo comunica tramite le immagini.

L’alone di mistero che ricopre Rain World viene mantenuto anche per tutte le meccaniche legate al gameplay, tipiche dei platform game, con salti, scalate e burroni da attraversare. Tuttavia, le possibili abilità non vengono esplicitamente spiegate al giocatore: tutto ciò che ci sarà dato sapere saranno i comandi di movimento e di salto e alcune azioni necessarie per permetterci di proseguire nel gioco. Tramite semplici comandi, la gattocertola potrà arrampicarsi, passare in stretti cunicoli e ripararsi dai predatori, dai quali è possibile difendersi con oggetti piuttosto rudimentali come bastoni, lance, sassi o bulloni. La meccanica centrale attorno a cui ruota tutto il titolo è però la sopravvivenza, strettamente legata alla raccolta del cibo: per poter procedere, infatti, il nostro scopo principale è innanzitutto quello di recuperare cibo per sfamare il nostro personaggio; il cibo permette di riempire una barra composta da 7 spazi, ognuno dei quali si riempirà man mano che nutriamo la gattocertola con ciò che riusciamo a trovare, come farfalle, pipistrelli, piante e fiori particolari. E’ possibile, inoltre, consultare una mappa per controllare le aree già visitate. Si tratta in realtà di un’aggiunta non troppo utile, data la completa mancanza di una legenda o di riferimenti che permettano di condurci ad un luogo già esplorato.

rain world

LA MORTE COME UNICA COMPAGNA DI VIAGGIO

Dalle parole ai fatti, però, vi è un abisso. Per quanto possano sembrare semplici le meccaniche legate alla sopravvivenza e allo spostamento della nostra gattocertola, non sarà altrettanto semplice riuscire a prevalere sulla natura. Rain World si impone come un titolo davvero difficile, a causa di alcune scelte originali ma che non sono state ben realizzate.

Innanzitutto, il mondo di gioco è tanto vivo e dinamico quanto spietato. La gattocertola infatti non è l’unico essere vivente del titolo: nel nostro cammino incontreremo numerosissimi predatori, da enormi volatili a rettili colorati, tutti in grado di ucciderci con un unico e letale colpo. Ciò che tuttavia risulta davvero complesso da gestire è il comportamento di queste creature: imprevedibili, con pattern di movimento e attacco in costante cambiamento e che li porta spesso a bloccare le (uniche) vie di fuga per fuggire o a bloccarsi nelle textures. La gattorcertola è un essere piccolo, quasi “innocente”, e questo carattere ulteriormente enfatizzato dalla mancanza di un vero combat system: tralasciando la possibilità di utilizzare alcuni oggetti ambientali da scagliare, contro i nemici non esiste alcuna meccanica di attacco o difesa. Tutto ciò che possiamo fare per sopravvivere è fuggire e nasconderci.

rain-world

Complessa è anche la meccanica di salvataggio e di progressione nel mondo di gioco. Senza svelare troppo ciò che gli uomini di Videocult hanno voluto nascondere in modo attento e minuzioso, ci limitiamo a infomarvi che è presenta un sistema di salvataggio basato sul raggiungimento di piccoli rifugi, all’interno dei quali sarà possibile salvare solo se avremo accumulato un certo quantitativo di cibo. Inoltre riposando all’interno dei rifugi potremo aumentare anche il nostro livello di karma, forse uno degli elementi più particolari di tutto il gioco (di cui non parliamo oltre per lasciare il piacere della scoperta).

Tutte queste cose messe insieme esprimono ciò che è la vera essenza di Rain World e il punto in cui il titolo purtroppo pecca maggiormente. Il titolo impone fin da subito livelli di difficoltà molto elevati, in alcuni punti al limite della frustrazione. Ciò, in particolare, è dovuto al fin troppo imprevedibile comportamento dei predatori, alla scarsità di cibo recuperabile nel mondo di gioco ealla distanza tra un checkpoint e l’altro. Risultato? Morti su morti, con l’obbligo di esplorare la stessa piccola area anche per più ore per riuscire a sfuggire a tutti gli ostacoli, riducendo l’esperienza ad una ripetitività che sfiora il ridicolo. La volontà di Videocult di proporre un livello di difficoltà elevato cozza purtroppo con le stesse meccaniche che gli sviluppatori hanno voluto inserire per rendere Rain World “ostico”, un perfetto esempio del fatto che “non è semplice fare un gioco difficile”.

rain-world

WHAT A WONDERFUL WORLD

Rain World non è un titolo da buttare, assolutamente. Oltre al gameplay, Videocult ha voluto imporre uno stile unico, tra l’oscuro e l’inquietante. Il mondo di gioco è incredibilmente dinamico, nonostante il titolo sia realizzato in “pixel art”, con ambientazioni risultano dettagliate e curate dall’inizio alla fine. Passando da zone industriali in decadimento a profonde grotte tenebrose viene trasmessa pienamente la sensazione di disagio e inquietudine che il nostro personaggio prova, in un mondo avverso e spietato come quello che è costretto ad affrontare per ricongiungersi con la sua famiglia. Nonostante le tonalità fortemente dark, la palette dei colori è estremamente varia e ben bilanciata, rendendo ogni zona diversa dalle altre. Ottimo lavoro anche sul comparto audio, con una colonna sonora che calza a pennello con l’atmosfera generale e con tutte le situazioni che si presenteranno durante la nostra avventura.

rain-world

 

PRO
Atmosfera “dark” resa alla perfezione
Molte idee legate al gameplay davvero originali…
Comparto tecnico ottimo nel complesso
CONTRO
…Ma realizzate in alcuni casi molto male
Eccessivamente frustrante
Vari bug e glitch grafici

Commento

Rain World è il classico esempio di occasione mancata: Videocult ha creato un titolo che gode di molti punti forti, ma di vari punti deboli che lo fanno cadere a picco. Il lavoro fatto sul mondo di gioco e sulla realizzazione dell’atmosfera generale è qualcosa di raro nel panorama videoludico attuale. Tuttavia, tale sforzo viene vanificato da meccaniche e situazioni che rendono il titolo troppo complesso, senza proporre al giocatore alcun appagamento nel corso dell’esperienza. Mangia, scappa, muori: la ripetitività mina il titolo dall’inizio alla fine, rendendolo eccessivamente pesante e frustrante. Il potenziale inespresso è tanto, troppo, se paragonato ai picchi raggiunti da alcuni aspetti e gli abissi in cui sprofondano gli altri.
6