Data di uscita 12 gennaio 2017
Genere Adventure
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC
Sviluppato da Red Candle Games
Distribuito da Red Candle Games
Versione testata PC
Cover

La giovinezza è l’età della libertà, della passione e della spensieratezza, è quel periodo della vita che si rimembra con gli occhi umidi, mentre le grinze della pelle ricordano quello che è stato e non sarà mai più. Un’età, quella dell’adolescenza, che scrive le sorti dei futuri uomini, un periodo prezioso, inestimabile, che andrebbe sempre preservato.
Ma se molti fortunati riescono a coltivare le proprie passioni per costruire un avvenire radioso, lo si deve anche a coloro che hanno sacrificato (volontariamente o no) la propria infanzia per gettare le basi di un futuro migliore. Molto spesso, però, l’ignoranza e l’ottusità rendono vane lotte e sacrifici, e trasportano il mondo in una nuova, buia era, dove gli errori del passato risorgono con ancora più veemenza. È per questo motivo che opere come Detention devono esistere, per raccontare e allo stesso momento preservare piccole schegge di un’epoca buia, figlia di una crudeltà umana che non dovrebbe essere mai più accolta.
Il Taiwan degli anni’60 era proprio questo, uno stato oppresso da un regime che non lasciava spazio alla libertà, praticava la censura, l’oscurantismo e rinchiudeva le menti dei giovani in una gabbia, soffocandone l’estro creativo e la frizzante voglia di vivere. Eppure Kay e Wei, i due studenti protagonisti dell’avventura, non subiscono passivamente le angherie delle istituzioni, studiano, sognano, vivono, come dei ragazzi normali. Finché un giorno, all’apparenza uno come tanti, rimangono bloccati nella loro scuola, mentre all’esterno infuria un tifone. I due giovani si incontrano, parlano della propria vita e del loro futuro, le loro parole, accompagnate dal sibilare del vento e dal ritmico ticchettio della pioggia, suggellano un fortissimo legame, destinato a durare per anni. Ad un certo punto, però, le loro strade si dividono quasi inspiegabilmente e la tempesta fuori dalle mura scolastiche comincia a tingersi dei colori degli incubi. La realtà si sfalda, orribili mostruosità prese di peso dalla religione taiwanese sorgono e iniziano a vagare senza meta, producendo lamenti raggelanti.

detention2
I riferimenti alla cultura taiwanese sono evidenti soprattutto nella prima parte dell’avventura

Detention si trasforma così in un horror, con stile e senza sacrificare la maturità della narrazione. L’art direction, già eccezionale, acquisisce tacche di follia e produce immagini disturbanti, all’apparenza sconnesse ed insensate, ma che pian piano acquisiscono un chiaro significato. Non c’è quasi nulla lasciato al caso nella creatura di Red Candle Games, i semplici enigmi da punta e clicca non annacquano l’esperienza, anzi la caricano di potenza espressiva, senza oscurare la narrazione, vera anima del gioco. Nemmeno le brevi sequenze in cui si dovrà sfuggire ad i mostri, seppur rappresentino l’anello più debole, adombrano le immense qualità di questo piccolo gioiello del panorama indipendente, che in poche ore (circa 4) riesce ad incidere un solco più profondo di qualsiasi altra avventura, per quanto pantagruelica essa sia. Il gioco scava con i suoi toni poetici, a volte graffianti, racconta dei sordidi reconditi della mente umana, della follia, della sofferenza. Il turbinare di immagini che dalla metà in poi si susseguiranno lasceranno a bocca aperta, a metà tra incredulità ed incomprensione. La fuga dalle mostruose creature mitologiche lascerà spazio ad un viaggio contorto nella psiche, un racconto di sofferenze familiari, di atti atroci e della voglia di fuggire da una realtà che opprime. I colori, a tratti violenti, le figure, quasi disturbanti, rappresentano un mezzo adatto per veicolare un messaggio fortissimo, scolpito da mani sapienti e infuso di una maturità rara nel mondo dei videogiochi.
Non si può dire molto di più su Detention, si rischierebbe di anticipare fin troppo delle vicissitudini di Wei e Kay, una storia che narra le amare sorti di due ragazzi incatenati dalla legge marziale della società taiwanese dell’epoca, ma non solo, va ben oltre ed introduce temi universali ed importantissimi. Non importa quanti villi si abbiano sul petto, trattenere le lacrime sarà difficile, impossibile per alcuni. Tuttavia di fronte a vicende struggenti ed a conseguenze inevitabili non si può far altro che piangere, sfogare tutta la rabbia con un urlo oppure accasciarsi attoniti mentre si osservano i titoli di coda. Chiunque voi siate, dopo aver giocato Detention sarete diversi.

Detention1 (2)
Sogno e realtà si intersecano più e più volte, tanto che sarà quasi impossibile distinguerli
PRO
Una storia matura, struggente e dalle tematiche profonde
Art direction magistrale
CONTRO
Potrebbe essere arduo trattenere le lacrime

Commento

Il “Terrore Bianco” raccontato da Red Candle Games non poteva essere più oscuro, turpe, brutale. Detention assorbe la cultura e i malesseri di uno spicchio di realtà taiwanese e li inserisce in una cornice horror mai banale e superficiale. Anzi, il gioco incide in profondità e lascia il segno, con una maturità ed un coraggio sorprendenti, li condisce con uno stile impeccabile e infiocchetta tutto con una grandissima chiusa. Incubi intensi ed evanescenti realtà, disgrazie familiari e momenti di felicità, amore ed odio. Temi profondi, raccontati con un viaggio nella psiche di una ragazza che sogna di librarsi sulle ali della libertà, ma che precipita, abbattuta dagli strali di una società che distrugge ed incatena. Bellissimo, inquietante, ma soprattutto attuale, Detention è un piccolo capolavoro indipendente che non ci si può lasciar scappare. Sarebbe un delitto.
9