È oramai passato più di un mese dal lancio ufficiale di Overwatch, il primo FPS (shooter hero-based) di Blizzard Entertainment, celebre software house che ha pubblicato alcuni dei giochi più famosi e giocati di sempre. In questo mese la società di Irvine non è rimasta con le mani in mano, ha rilasciato svariate patch correttive e due aggiornamenti importanti, una delle quali approfondiremo a breve, che hanno già smosso il cosiddetto “meta” degli eroi, cioè i personaggi più influenti nel corso delle partite e quelli più giocati dai giocatori di alto livello. Ma oltre a questo, come avrete sicuramente capito già dal titolo e il sottotitolo, è stata finalmente introdotta la modalità competitiva, le famose ranked. Quest’ultima è senz’altro una componente assai importante all’interno di Overwatch, in quanto Blizzard ha voluto creare un prodotto che potesse essere giocato non solo dalla massa, ma anche dai pro player affamati di competizione e di tornei. Ciò che non tutti sanno è che gli sviluppatori hanno già più volte messo alla prova diversi sistemi di partite classificate, quella attualmente disponibile in gioco è la terza versione, ma, come vedremo a breve, non si può di certo dire che sia perfetta e priva di difetti. Vediamo dunque qual è la direzione che sta prendendo il gioco e se si può ritenere soddisfacente questa nuova modalità.

Speciale-Overwatch

Un sistema particolare

La modalità competitiva segue dei criteri abbastanza atipici, anche se per certi versi non dissimili da quanto visto in precedenza in altri titoli multiplayer: ogni giocatore dovrà prima di tutto affrontare 10 partite di piazzamento, dove si potranno incontrare persone di tutti i livelli di abilità, al termine delle quali gli verrà assegnato un punteggio, meglio conosciuto come “Elo”, che rappresenta numericamente, da 1 a 100, l’abilità di ogni giocatore, insomma è un indice di valutazione.
Ovviamente più il numero sarà elevato, più il giocatore sarà bravo. Una volta portate a termine le partite di piazzamento si dovranno vincere più partite possibile, al fine di ottenere i punti avanzamento necessari per salire di grado; se invece si andrà incontro a delle sconfitte, questi punti verranno sottratti e, se si supererà la soglia minima, si scenderà di grado.Speciale-Overwatch
Le stagioni, o season, avranno la stessa durata di quelle reali, quindi stiamo parlando di primavera, estate, autunno e inverno. Al termine di ognuna di esse i migliori 500 giocatori riceveranno un premio stagionale, che per la prima season consiste in uno spray animato e una icona esclusiva. Inoltre, una volta che questa si concluderà sarà presente un momento di pausa tra la stagione passata e quella successiva, necessario ai giocatori per riprendersi e agli sviluppatori per introdurre eventuali modifiche o correzioni al sistema.
Sono presenti anche contenuti esclusivi per chi gioca le partite classificate: le skin dorate per le armi degli eroi. Queste si possono ottenere giocando in modo piuttosto continuativo, siccome al termine di ogni partita vinta vi verrà dato 1 Punto Competitivo utile per acquistare l’estetica dorata delle armi, va tenuto inoltre presente che per acquistarle su un unico eroe ne sono richiesti ben 300. Ma non disperate, in base al livello da voi raggiunto vi verranno dati dei punti competitivi extra alla fine di ogni stagione!

Se sei da solo…ti attacchi al tram!

Come già avevamo sottolineato in sede di recensione, Overwatch è un titolo che ruota attorno al gioco di squadra, una componente ancora più importante all’interno della modalità competitiva. Purtroppo non sempre è possibile giocare con altri amici e non tutti sono soliti farlo, quindi il matchmaking vi inserirà in una squadra composta da sconosciuti, prendendo come unico punto di riferimento il vostro indice di valutazione.Speciale-Overwatch-Ranked-04 Nonostante il sistema di matchmaking non evidenzi particolari problemi al momento della formazione delle squadre, mentre giocavamo ci è capitato spesso e volentieri di incontrare giocatori che non rispettavano in alcun modo la composizione dei ruoli ed eroi o che abbandonavano la partita, lasciando il resto della sua squadra in evidente inferiorità numerica e a un destino praticamente già segnato. Come se non bastasse il gioco non fa nulla per sostituire il giocatore appena uscito e anzi, dopo che è trascorso un minuto dall’abbandono del componente del gruppo tutti possono deliberatamente lasciare la partita senza subire alcun tipo di penalità, se non una partita segnata come sconfitta. Questa è senz’altro una cosa ingiusta, soprattutto se si pensa al fatto che anche giocando in inferiorità numerica si andrebbe contro ad una sconfitta quasi certa. Per fortuna Blizzard ha inserito un sistema di penalità che dovrebbe limitare questi eventi, le limitazioni consistono nella riduzione di punti esperienza del 75% ricevuti dalle partite, fino addirittura al ban dalla modalità competitiva per l’intera durata della stagione.
Purtroppo i problemi non sono finiti: chi affronta le partite di piazzamento giocando sempre un eroe d’attacco riuscirà ad ottenere quasi di certo un piazzamento superiore a chi invece le affronta facendo uso di uno degli altri tre ruoli.
Per ultimo, ma non meno importante, le partite svolte in modalità Trasporto, giocate alla meglio delle 3, permettono di totalizzare più punti avanzamento per il proprio indice di valutazione, mentre quelle in modalità Controllo, giocate alla meglio delle 5, ne forniscono molti di meno.

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Commento

Overwatch è un ottimo titolo competitivo, ma Blizzard deve impegnarsi ulteriormente per sistemare i problemi delle partite classificate, dato che al momento nei rank intermedi e più bassi è troppo frequente vedere i player abbandonare le partite e lasciare la squadra allo sbando.Speciale-Overwatch-Ranked-03 Certo, ci sono le penalità, ma non incidono abbastanza ed è necessario abbandonare fin troppe partite di fila per ricevere quella che dovrebbe essere la giusta punizione per questo genere di comportamenti: il blocco temporaneo all’accesso della modalità competitiva. Uno dei problemi più evidenti è che il gioco permette di utilizzare “cloni”, cioè più personaggi uguali, e non impedisce in alcun modo alle squadre di poter realizzare una composizione fatta di soli eroi di un singolo ruolo, esattamente come nelle partite normali. Questo problema è stato invece affrontato dai regolamenti ufficiali dei tornei di alto livello, i quali proibiscono di selezionare cloni dello stesso personaggio.
I ragazzi i Irvine devono mettersi quindi al lavoro per sistemare queste criticità, perché cercare di abbracciare tutta l’utenza, senza strizzare l’occhio né ai casual né agli hardcore, non risolve un bel niente, anzi peggiora solo la situazione.