A caccia di mostri in una nuova rubrica con GabrielKennedy, per la prima puntata parliamo di Zombi

Salve popolo di Gamesquare, quest’oggi parte una nuova rubrica sulle aberrazioni che quotidianamente ci ritroviamo ad affrontare nei videogiochi, ogni puntata sarà dedicata ad una creatura in particolare ed oggi parliamo dei morti viventi, lo Zombie o Zombi che dir si voglia.

Horror

È necessaria tuttavia una piccola premessa su come sia nato lo Zombi, figlio delle leggende attorno alle pratiche Voodoo dove si narrava che particolari Sciamani potessero annullare la personalità di un uomo e schiavizzarlo, il frutto di tali macumbe però è ben lontano da quello che noi videogiocatori moderni riconosciamo come morto vivente.

Tutti noi che oggi passiamo le nostre ore su Dying Light e compagnia bella dobbiamo ringraziare un uomo, tale George A. Romero, il regista americano che nel lontano 1968 creò gli Zombi. La pellicola “ La notte dei morti viventi” nasceva con uno scopo ben preciso: la denuncia del nucleare, tema vitale negli anni della Guerra Fredda, qui ritroviamo lo Zombi iconico: lento, stupido, in decomposizione, ma soprattutto affamato di carne umana.

Da quella pellicola che sancì Romero come “papà” dei mangiacarne sono passati oltre cinquant’anni e tante pellicole hanno cercato di sortire gli stessi effetti, ma di questo ne parleremo più avanti, ora concentriamoci sulla parte che ci interessa, cioè quando gli Zombi sono entrati nel mondo dei videogiochi.

Puoi mangiarmi solo durante il tuo turno

Le primissime apparizioni dei mangiacervelli le ritroviamo esclusivamente in videogiochi di ruolo, RPG e JRPG, in questi casi i non morti sono sempre stati relegati al ruolo di nemici posti all’inizio dell’avventura, presumibilmente a causa della loro scarsa intelligenza, in un gioco di ruolo si sa conta sempre l’intelletto e parliamo di una creatura che non è in grado nemmeno di comunicare, figuriamoci invocare incantesimi e affini.

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Un altro passo in avanti avviene con la serie dei Castelvania lungo gli anni ottanta, ma essendo una serie incentrata sui vampiri, come mitologia vuole, gli zombi sono meri sgherri al servizio di un’intelligenza superiore e millenaria, quella dei vampiri per l’appunto.
La rivoluzione avvenne con un genere di giochi che prese il nome di Survival Horror e nello specifico con l’apripista Alone in The Dark nato nel 1992 per Computer, ma a pochi anni di distanza un gioco prese ispirazione dalle buone idee del titolo di Infogrames.

You can stand under my Umbrella

Resident Evil nacque nel lontano 1996 sulla gloriosa Playstation, Capcom, lo studio che diede vita ad un brand destinato a fare storia, creò per la prima volta in un videogioco uno Zombi che non era una creatura magica, non era al servizio di qualche essere immortale, ma era frutto dell’uomo e di esperimenti su altri esseri umani, donando all’avventura una grande angoscia. Nelle nostre menti di adolescenti negli anni novanta, infatti, quello che vedevamo poteva avverarsi perché aveva connotazioni con la realtà: Multinazionali con affari loschi, esperimenti che si ribellano ai propri creatori e luoghi che erano comuni, non montagne e boschi fatati, ma appartenenti della civiltà odierna.

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Lo sforzo di immaginazione che dovete fare è arduo, si deve pensare che prima di Alone in the Dark, Resident Evil e Silent Hill, il genere dei Survival Horror non esisteva, noi videogiocatori stavamo vivendo emozioni del tutto nuove.
Torniamo però al punto focale dello speciale, gli Zombi stavolta si ribellano, non essendo caratterizzati da forza e intelligenza puntano sempre sul numero, il virus si diffonde, se si viene morsi si viene infettati e si diventa inevitabilmente uno di loro, morendo e poi resuscitando sotto forma di mostro.

Da questo momento storico iniziano anche le prime sperimentazioni: con The House of the Dead ritroviamo Zombi in uno sparatutto su binari e pian piano i non morti entrano sempre più nella nostra cultura, tra cinema, fumetti e videogiochi.

Let’s have some fun

A mio modesto parere c’è un momento preciso in cui la percezione degli Zombi nei videogiochi cambia, il 2006, l’anno di uscita di Dead Rising su Xbox360, il gioco è ormai conosciuto a livello mondiale e seppur a livello di canovaccio ritroviamo delle similitudini con Resident Evil e con la cinematografia sui morti viventi, la percezione del giocatore cambia, gli zombi non fanno più paura, sono lenti, stupidi e ci permettono di fare qualsiasi cosa vogliamo, perfino mettergli in testa buffe maschere.

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Dead Rising non è certo il solo ad aver intuito quanto gli zombi possano essere divertenti, Valve sfruttò l’elemento della cooperazione per creare Left 4 Dead, Rockstar ha creato quello che considero uno dei più bei DLC mai fatti, Undead Nightmare, espansione stand alone di Read Dead Redemption. Persino il brand di Call of Duty iniziò ad inserire una modalità zombie parallela a campagna e multiplayer, con enorme successo.

Ultimo tassello sono i survival game, a cui ha dato gli albori DayZ, mod di ARMA II diventata apripista di un nuovo sottogenere che ha dato vita ad una moltitudine di cloni.

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Lo zombi è quindi sdoganato ovunque, lo ritroviamo in tutte le salse ed ormai non ci spaventa più, non è più capace da solo di veicolare emozioni che non siano il divertimento nel far brandelli i non morti. L’unica vera e reale forza che gli è rimasta è quella di gettare il mondo (videoludico e filmico) nel caos rivelando così la vera natura degli esseri umani sopravvissuti e sopravviventi in un mondo privo di regole. Sono proprio i giochi, i film e le serie tv che mettendo l’accento su questo aspetto si sono contraddistinte, The Last of Us nei videogiochi, The Walking Dead in fumetti e telefilm, perché alla fine a far davvero paura è la natura umana.

Commento

Finisce qui la nostra analisi sui morti viventi, in questo particolare caso è stato necessario un piccolo mix con la storia del cinema e degli altri media, dato che proprio dal cinema nasce una creatura che ha terrorizzato molte generazioni di persone e che, grazie ad alcune menti brillanti, ha creato un vero e proprio genere di videogiochi.