Ci eravamo lasciati con il riassunto della trama del primo The Witcher, che si proponeva di fornirvi un quadro generale degli esordi videoludici di Geralt di Rivia. Per poter essere preparati ad affrontare le avventure di The Witcher 3: Wild Hunt, però, bisogna ricomporre l’ultimo tassello mancante della trama dei primi due giochi di CD Projekt RED, cioè la storia alla base di The Witcher 2: Assassins of Kings. Rinnovo il mio invito a giocare il titolo, qualora non l’aveste fatto e ne abbiate la possibilità, se invece preferite leggere, questo articolo fa per voi. Avviso che la trama di The Witcher 2 riassunta qui di seguito potrà risultare meno dettagliata rispetto a quella del suo diretto predecessore, questo perché ad un certo punto del gioco ci viene posta una scelta che determina un cambiamento piuttosto incisivo nelle vicende di gioco. Non temete, tuttavia, gli eventi principali li troverete tutti, occhio agli spoiler e buona lettura.

Speciale The Witcher 2 Assassins of Kings

The Witcher 2: Assassins of Kings

The Witcher 2 ci accoglie con un incubo che ci rimanda al primo The Witcher: Geralt è di nuovo inseguito dai Demoni della Caccia Selvaggia e arranca nei boschi cercando scampo. Al suo risveglio realizza di essere nelle segrete del castello di Foltest, accusato di regicidio e alla mercè di due secondini con un’insofferenza nei confronti dei mutanti. A salvarci da un pestaggio arriva Vernon Roche, il capitano delle Bande Blu, i servizi segreti temeriani, il quale, insieme alla bella Ves, ci interroga sui fatti precedenti all’assassinio di Foltest.

Geralt, dopo aver salvato Foltest dall’attentato al termine di The Witcher, si è guadagnato la fiducia del sovrano e lo accompagna in una guerra intrapresa contro i La Vallette per recuperare i suoi figli illegittimi Anais e Bussy, gli unici eredi al trono di Temeria generati da Maria Luisa La Valette dopo una relazione “non ufficiale“. Con la guida dello strigo le truppe del Re irrompono nella fortezza e fanno strage della milizia dei La Vallette, avvicinandosi al tempio dove si presuppone siano tenuti al sicuro i bambini, ma un enorme drago fa irruzione nei campi di battaglia mescolando le carte in gioco. Dopo essere fuggito insieme a Triss, Geralt si reca nel tempio dove incontra i due bambini accompagnati da uno strano monaco. Subito arriva anche Re Foltest, accogliendo Anais e Bussy ed esprimendo tutto il suo affetto “disinteressato“, ma lo strano monaco si rivela essere un assassino, che con una mossa repentina decapita Foltest e fugge con un agilità degna di un gatto grazie anche all’aiuto degli Scoia’Tael, tutto sotto gli occhi basiti di Geralt. Dopo l’interrogatorio Roche ci consegna le chiavi delle segrete e lo strigo raggiunge una barca dove lo sta aspettando anche la maga Triss. La compagine decide quindi di risalire il Pontar per seguire le tracce degli Scoiattoli, complici di aver destabilizzato l’intero regno.

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Approdati nella ridente cittadina di Flotsam Geralt, Triss e Roche si trovano faccia a faccia con Iorveth, un elfo a capo del commando degli Scoia’Tael che razziano la zona. Dopo uno scontro che volge a favore dei nostri eroi, a Flotsam rincontrano due vecchie conoscenze, Zoltan e Dandelion, in procinto di essere impiccati. Grazie all’intercessione dello strigo i due amici escono illesi dalla situazione, ma Geralt è costretto ad accettare alcuni lavori dal viscido Bernard Loredo, il comandante del porto fluviale di Flotsam. Loredo ha diverse gatte da pelare, come un enorme Kayran che attacca le imbarcazioni vicino al porto e danneggia l’economia.

Mentre lo strigo va alla ricerca di informazioni riguardo all’enorme mostro tentacoloso incontra Sheala de Tansarville, una maga interessata ad alcuni componenti alchemici reperibili sul cadavere del Kayran. I due decidono di collaborare e uccidono il mostro suscitando l’ilarità dei cittadini e soprattutto dei mercanti di Flotsam. Intanto gli scontri tra soldati e ribelli Scoia’Tael continuano e Geralt prosegue la sua ricerca di tracce che portano al regicida recuperando frammenti di memoria e ricordando una maga di nome Yennefer. Per permettere allo strigo di fare chiarezza tra la nebbia che attanaglia la sua memoria, Triss Merigold gli propone di realizzare un filtro magico utilizzando una particolare rosa che cresce in un santuario della foresta, così Geralt ricorda della caccia selvaggia e del suo tentativo di salvare Yennefer, una donna a lui molto cara. Per rintracciare Iorveth, poi, chiede aiuto al nano Zoltan, che per sdebitarsi dell’aiuto ricevuto conduce il Lupo Bianco al covo degli Scoiattoli. Iorveth e Geralt dialogano e lo strigo cerca di far capire all’elfo che le motivazioni dell’assassino di re non combaciano con gli ideali di libertà dei ribelli non umani.

Iorveth decide di dare una possibilita a Geralt e decide di fingersi prigioniero e di consegnarsi a Letho, un witcher che taglia teste coronate per un motivo ancora oscuro. Letho, particolarmente felice della cattura di Iorveth abbassa la guardia, ma viene colto da un attacco di un commando Scoia’Tael e dalle Bande Blu di Vernon Roche. A questo punto per Geralt si concretizza una scelta: aiutare Iorveth o consegnarlo a Roche, la strada che prenderà influenzerà totalmente la parte finale del primo atto e l’intero secondo. Scelta la strada da imboccare Geralt e Letho si sfidano a singolar tenzone, ma il secondo ne esce vincitore e fugge in città per costringere Merigold a trasportarlo in un altro luogo. Geralt si rinsavisce dalla batosta presa e si reca in città, che può essere in festa, se Iorveth è stato catturato, o in fiamme, se gli Scoiattoli hanno ancora il loro capo. Dopo aver risolto le ultime questioni Geralt scopre che Letho è diretto nell’Aedirn e si imbarca di nuovo per salvare Triss e per scoprire le vere ragioni dietro gli assassinii.

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Nel frattempo Henselt, re del Kaedwen, sta avendo delle trattative diplomatiche per impossessarsi delle terre dell’Aedrin, orfane di Re Demavend assassinato da Letho. Purtroppo per lui l’esercito di nani ed elfi che occupa la città di Vergen capitanato da Saskia, nota come la Vergine di Ferro, non vuole concedere un centimetro ai kaedweniani. Le parole non funzionano e Henselt decide di stabilire tutto con un duello durante il quale del sangue macchia una pietra dove erano stati incisi alcuni simboli, subito si scatena un inferno: dal terreno emergono wraith e tra la città di Vergen e il campo kaedweniano si materializza una battaglia spettrale.

Geralt arriva sul posto e si fa strada, grazie all’aiuto di uno scudo magico, fino alla città di Vergen (o il campo kaedweniano). Le sue competenze da witcher sono di nuovo richieste per spezzare la maledizione che divide l’esercito di Henselt, pronto per l’invasione di Vergen, e i difensori della città nanica. Lo strigo scopre che la battaglia tra wraith è l’emanazione spiritica di uno scontro avvenuto tre anni prima tra le truppe di Re Henselt e quelle di Re Demavend, durante il quale Sabrina Glevissig, una maga al servizio di Henselt, aveva utilizzato una magia potentissima che aveva distrutto i campi di battaglia provocando morti in entrambi gli schieramenti. Henselt, profondamente turbato dall’uso sconsiderato dell’incantesimo, aveva deciso di ardere viva Sabrina su una pira, prima di morire, però, la maga era riuscita a lanciare una potentissima maledizione.

Geralt va quindi alla ricerca di oggetti legati allo scontro avvenuto tre anni prima per tentare di spezzare l’incantesimo. Una volta collezionati i cimeli raccolti tra Vergen e il campo di Kaedwen, Geralt rivive le vicende di alcuni soldati durante la battaglia e affronta in un epico scontro un enorme Draugr. La spada d’argento da witcher fa il suo sporco lavoro e la maledizione è finalmente spezzata, ma ora i problemi non sono finiti: l’esercito kaedweniano avanza rapidamente verso Vergen deciso a conquistarla. L’attacco è poderoso e i morti sono tanti in entrambe le fila, ma quale che sia la sorte della città (salva se abbiamo deciso di aiutare Iorveth o conquistata se invece abbiamo aiutato Roche) Geralt continua a seguire le tracce di Triss e del regicida. Scopre che Sheala de Transarville era implicata con l’assassinio di Re Demavend e che la maga al fianco di Saskia, Philippa Eilhart, si è teletrasportata con fare sospetto alla città elfica di Loc Muinne dove si terrà il Vertice dei Maghi per la spartizione di Temeria, ora senza un re.

Speciale The Witcher 2 Assassins of Kings 3

Giunto a Loc Muinne lo strigo si adopera subito per cercare Triss all’interno del campo nilfgaardiano e, affrontati diversi scontri con i soldati imperiali, riesce a trovarla. Scopre che la maga si era tramutata in statua per fuggire, ma era stata comunque catturata da Nilfgaard. Triss riferisce a Geralt le implicazioni della Loggia delle Maghe, di cui fanno parte Sheala e Philippa, con l’assassinio di Re Demavend, Geralt quindi sospetta che ci siano loro due alle spalle dell’omicidio di Re Foltest.

Lo strigo e Triss si recano all’anfiteatro di Loc Muinne per denunciare la Loggia, ma poco prima che Re Radovid e i cavalieri dell’Ordine della Rosa Fiammeggiante possano procedere all’arresto, un immenso drago fa capolino e crea uno scompiglio tale da far fuggire le imputate. Il Lupo Bianco si arma della lama d’argento e, nonostante il codice dei witcher lo proibisca, intraprende una caccia al drago. Lo affronta su un’antica torre e lo sconfigge, scopre così che quel drago è in realtà Saskia, chiamata anche Saenthessis, che era stata ammaliata da un incantesimo che la costringeva ad agire secondo i voleri della Loggia delle Maghe. Fatta luce sul mistero degli assassinii a Geralt manca solo di sistemare il braccio, l’esecutore degli omicidi: Letho.

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Il nostro strigo incontra il suo collega witcher in uno spiazzo nella vecchia città di Loc Muinne e qui recupera del tutto la memoria. Ricorda che stava dando la caccia agli spettri della Caccia Selvaggia insieme a Letho, Auckes e Serrit, tre witcher della Scuola della Vipera, e la bellissima maga Yennefer di Vengerberg. Quando la raggiunsero si scontrarono contro questi misteriosi spettri, i quali catturarono Yennefer, ma il nostro strigo per amore nei confronti della maga si offrì in cambio della donna. I ricordi terminano qui, ma l’impressione è che ci sia molto altro da scoprire. Prima dello scontro finale Geralt chiede a Letho quale siano le motivazioni che lo hanno spinto ad agire. Il regicida risponde che non lavora per la Loggia, ma che anzi l’ha usata per l’assassinio di Re Demavend, e che in realtà lavora per l’imperatore di Nilfgaard Emhyr var Emreis che vuole conquistare rapidamente il nord gettandolo nel caos. In cambio l’imperatore avrebbe ridato lustro alla Scuola della Vipera. Scoperti i piani di Letho Geralt può decidere se lasciarlo andare oppure sfidarlo ad un mortale duello, intanto, però, gli eserciti di Nilfgaard avanzano e mettono a ferro e fuoco i regni del nord.