Quella colonna sonora che ti fa perdere il controllo, la mente inizia a viaggiare da sola, portando il ricordo del momento più memorabile di una storia unica, il tutto condito da quella grafica colorata che è una gioia per gli occhi. Un colpo di scena da lacrime agli occhi, un monologo geniale o la Boss fight più impegnativa di sempre. Questo è ciò che succede a me riascoltando l’OST di Dragon Quest V, del perfetto Chrono Trigger o dei vecchi Final Fantasy. Ma poi quella musica finisce e tornando al presente non posso far altro che domandarmi: quando potrò rivedere un videogioco del genere? Quando potrò rivivere un esperienza del genere? Sì, perché in effetti è anche di questo che stiamo parlando: di un esperienza.
Ultimamente ci sono andato vicino due volte, un ultimamente da prendere con le pinze dato che si parla di qualche anno fa: Ni No Kuni e Dragon Quest IX, due titoli che hanno senza dubbio aiutato noi nostalgici di un genere ormai in via d’estinzione e che ci hanno fatto ben sperare in un futuro quantomeno decente per noi appassionati di JRPG. Purtroppo però basta dare uno sguardo alla lista dei titoli annunciati o già usciti, per rendersi conto che c’è ben poco per noi italiani o addirittura europei. La domanda quindi persiste: dove diavolo sono finiti i JRPG di una volta? Cercherò dunque di ragionare e proverò a rispondere alle tante domande che mi sto ponendo senza sosta in questo articolo.

Dragon Quest V

Dark Souls e Kingdom Hearts? Seriamente?

Non vorrei offendere nessuno, né risultare questo gran sapientone, ma secondo me in Italia c’è parecchia ignoranza a proposito di questo argomento. Mi è capitato non poche volte di imbattermi in gente che non conosceva neanche il nome del brand Dragon Quest o che non aveva mai neanche provato un Final Fantasy al di fuori dei più recenti e pessimi capitoli. Sono sempre più frequenti le volte in cui per spiegare a certa gente cosa fosse un JRPG mi è toccato tirare in ballo Pokémon. Un episodio che mi ha totalmente sconvolto mi è capitato non poco tempo fa: stavo navigando in internet quando ho digitato semplicemente la parola JRPG italia, sperando magari in un forum, o qualcosa di simile che potesse offrirmi una community attiva per il genere. Insomma, lo trovo e speranzoso clicco sul link ed entro dunque nel forum. Caricata la pagina un brivido mi ha percorso la schiena: scorrendo la maggior parte delle discussioni trattavano di saghe in tutto e per tutto appartenenti al genere degli JRPG, proprio come ci si aspetterebbe in un forum di questo tipo, ma tra le varie discussioni, spiccavano thread dal titolo Dark Souls (cosaa?) o Kingdom Hearts (coooosaaa?), insomma vedere questi due nomi (e non solo questi due) in cima ad una lista mi ha veramente buttato giù. Non contento, ho deciso di aprire una discussione in cui gli utenti del forum parlavano dei giochi di ruolo giapponesi che stavano giocando al momento, eccetto i vari Final Fantasy (FFXIII su tutti) e superando i vari cimeli storici o gli ultimi Lost Odissey o Blue Dragon ecco alcuni giochi definiti JRPG: Fallout 3, The Legend of Zelda, Metroid, Kingdom Hearts, Bayonetta e tenetevi forte perché qui si tocca il fondo… Metal Gear Rising! Se questo fosse un video, in questo momento vedreste sullo schermo un’esplosione nucleare e delle urla strazianti in sottofondo.
Cioè… seriamente?.

Ni No Kuni

Marketing, marketing, marketing, marketing…

Senza dubbio il mercato videoludico è cambiato e la maggior parte degli sviluppatori punta più al guadagno che alla bellezza del gioco in se. Inoltre, mentre una volta il settore videoludico poteva definirsi un’esclusiva solo per pochi (i famosi pochi ma buoni), oggi chiunque può definirsi un videogiocatore. Basti pensare ai nostri stessi genitori, proprio loro che anni fa sembravano quasi divertirsi a spegnerci la console facendoci tornare al mondo reale, che oggi passano il loro tempo con i vari videogames in commercio, su tutti quelli per smartphone o tablet.
Ci ha provato Ubisoft, infatti, a riproporre il JRPG classico ai giorni nostri, con Child Of Light. Un esperimento riuscito, anche se breve, lineare e troppo semplice. Senza contare South Park: The Stick Of Truth, ma quello è un altro discorso…

Chrono Trigger

La frenesia vince sulla ragione

I massimi esponenti attuali di questo genere videoludico sono senza dubbio i due titoli di Square Enix: Dragon Quest e Final Fantasy. La software house giapponese ha annunciato qualche mese fa, in uscita su PlayStation 4 anche in Europa, lo spin-off Dragon Quest Heroes, mentre riguardo a Final Fantasy è palese la piega totalmente action che ha preso la nota saga già da parecchio tempo. Detto ciò, l’ennesima domanda sorge spontanea:come mai questa scelta di rendere il classico gioco di ruolo giapponese un action in tutto e per tutto? Si torna come sempre al guadagno ed al fatto che il genere action è preferito dalle masse e di conseguenza comprato e giocato.

Final Fantasy VII

Ormai nessuno ha più tempo per i videogiochi!

Ammettiamolo, in parallelo al mercato ed al pubblico, anche i videogiochi sono cambiati. Ormai i videogiochi hanno subito una semplificazione della difficoltà totale e una durata massima di 10 ore proprio per renderli giocabili dalle masse. Detto ciò possiamo tranquillamente affermare che un titolo come Final Fantasy VII, proposto ai giorni nostri potrebbe non funzionare, in quanto presenta una durata pressoché epica e una difficoltà eccessiva per gli standard di oggi.

Insomma, cosa ci aspetta in futuro per noi europei che in passato abbiamo speso così tante ore in questa tipologia di videogiochi solo i giapponesi lo sanno, le uniche certezze sono le seguenti: non ci sarà mai nessun seguito ufficiale di Chrono Trigger, Dragon Quest X non uscirà mai in Italia, il team della serie Suikoden ha chiuso e Persona 5 non uscirà in Italia. Possiamo solo sperare in Level 5, che all’E3 ha fatto sapere che annuncerà qualcosa (non si sa ancora cosa), sperando che non si tratti di un esclusiva per console portatili…

Mi rendo conto di aver generalizzato o di aver citato solo i titoli più famosi e commerciali in circolazione, ma ho preferito farlo per semplificare la questione anche a chi, in fondo, di giochi di ruolo giapponese non ne sa tanto, ma comunque apprezza.