Salve gente da favola, come molti di voi sapranno ho una vera passione per il mondo dello sviluppo indipendente di videogames. L’Italia non è, purtroppo, ancora ai livelli di molte altre nazioni, ma anche i nostri studi indipendenti riescono ad emergere e a sfornare piccoli capolavori di cui possiamo essere orgogliosi. Ed è proprio con questo spirito di orgoglio che vi presento gli ospiti di questa intervista, i ragazzi di HeartBit Interactive, uno studio nato nel 2011 e che forse qualcuno di voi conoscerà per titoli come “Doom & Destiny”.

HeartBit Logo

“Beh ragazzi, immagino che la prima domanda sia abbastanza ovvia, come è nata HeartBit Interactive?”
Heartbit Interactive nasce dall’amore per “fare i videogiochi” di due ragazzi: Matteo Nicolotti e Francesco Ficarelli. I due si sono conosciuti grazie ad amicizie in comune proprio per dare vita a Doom & Destiny, nel lontanto 2010.

“Cosa vuol dire essere uno sviluppatore indipendente in questo periodo storico e nel nostro paese?”
Significa poter sviluppare e pubblicare in totale libertà qualunque cosa ci passi per la testa. Non dobbiamo rispondere a nessuno se non ai nostri fans e a noi stessi. E quando rispondiamo a noi stessi lo facciamo in italiano!
Sviluppare giochi al giorno d’oggi non è più facile o più difficile di come lo poteva essere 20 anni fa. La grossa differenza sta che i mezzi per poterlo fare oggi sono alla portata di tutti. Internet rende anche possibile lavorare a distanza e creare team con ragazzi sparsi per tutto il globo.

Intervista HeartBit Interactive 01“Diteci, come nasce un progetto per un videogioco?”
Far “nascere” un videogioco è un po’ come avere un bambino. Il difficile non è “concepirlo”, occhiolino malizioso, ma farlo crescere fino a diventare una persona adulta e responsabile.
Le idee sono frequenti, ma il vero lavoro sta nel metterle insieme e dar loro una forma e coerenza. Il gioco è un complesso mondo di equilibri che mette insieme tantissimi campi diversi (grafica, musica, matematica, fisica e tanti altri campi). Solo alla fine si può dire di aver fatto o no un buon lavoro.

“Cosa avete provato quando avete visto approdare il vostro primo titolo sugli store?”
Eravamo estremamente gasati! La nostra prima piattaforma fu Xbox 360. Poter vedere e giocare il nostro primo videogioco sulla TV, con un controller, fu una soddisfazione incredibile, smorzata solo dalla stanchezza di settimane di lavoro incessante in piena estate.

Intervitsa HeartBit Interactive 02“C’è un progetto a cui siete più affezionati?”
Beh, ovviamente Doom & Destiny. E’ il titolo che ci ha permesso di arrivare dove siamo oggi. Il gioco non solo ha lanciato la nostra carriera nel magico mondo dello sviluppo di videogiochi, ma è anche il nostro tributo al mondo videoludico in generale, all’amicizia e ai tempi spensierati della nostra infanzia. Non a caso i protagonisti del gioco sono basati su 4 nostri cari amici, usati come malcapitati protagonisti di un’avventura pazzerella.

Intervista HeartBit Interactive 03“Ragazzi ci stiamo avviando alla conclusione, avete qualche consiglio per chi volesse gettarsi nello sviluppo di videogiochi?”
Gettatevi! Meglio tentare e fallire che non tentare affatto. Il magico mondo dello sviluppo dei videogiochi è un mondo ostile, fatto di sconfitte, notti insonni e tantissime battaglie, ma le soddisfazioni e i traguardi vi daranno gioia in eterno. Iniziate con qualcosa di modesto e alla vostra portata, l’importante è concluderlo. Ogni progetto abbandonato è come se non fosse mai stato iniziato.

“Prima di salutarci, c’é qualche messaggio che vorreste dare a chi gioca i vostri titoli?”
Nel prossimo update gli Eroi raggiungeranno la famigerata Isola dei Demoni. Riusciranno i nerd a trovare la resistenza o si perderanno in chiacchiera coi mostri del nuovo continente?
Intervista HeartBit Interactive 04Ringraziamo HeartBit Interactive per il tempo che ci ha concesso e per aver risposto alle nostre domande. Qui di seguito vi riportiamo i link al loro sito ufficiale e alla pagina Facebook. Vi invitiamo a sostenere e provare i loro videogiochi, che a nostro parere se lo meritano davvero ed è sempre una cosa buona sostenere lo sviluppo indipendente di qualità!