Il seguente articolo rappresenta le idee personali di ogni autore ed è stato realizzato per fornire un quadro il più possibile a trecentosessanta gradi sulla questione. Buona lettura.

Salve gente da favola, negli ultimi due appuntamenti con la nostra rubrica “Best of Kickstarter” il sottoscritto ha sollevato la questione relativa alla sempre maggiore presenza di progetti che alle spalle hanno vecchi nomi famosi del settore videoludico e sul fatto che spesso questi vengano sfruttati come garanzia di riuscita del progetto, non sono mancate le opinioni contrastanti che hanno portato a questo nuovo appuntamento con “Il ring” che vedrà nuovamente al confronto da un lato me, InkWolf, l’attuale gestore della rubrica “Best of Kickstarter” ed ex sviluppatore indipendente, mentre dall’altro lato avremo GabrielKennedy47, giocatore di “vecchia” data che ha visto la nascita di molte delle saghe che ancora sono nei cuori di tutti i giocatori del mondo e che conosce le capacità dei grandi nomi del settore. Non ci resta altro da fare se non dare inizio a questo scontro (di idee)!

Ill Ring Kickstarter nuovi creatori vs vecchie glorie

Gabrielkennedy47 – Visto che la prima pallottola spetta al sottoscritto dirò che ovviamente gli sviluppatori indie devono esistere su Kickstarter, questa piattaforma è nata per questo motivo, bisogna tener conto però di quanti grandi nomi dell’industria si ritrovano gettati (controvoglia) ai margini del mercato, impossibilitati a poter esprimere le proprie idee, se Kickstarter è una piattaforma libera, in cui solo l’utente decide se dare i propri soldi o no, per quale motivo questa possibilità deve essere negata a chi ha già dimostrato di spendere bene i soldi per lo sviluppo (in questo caso i nostri)?

InkWolf – Che i grandi nomi dell’industria sempre più vengano marginalizzati all’interno del mercato dei tripla A è purtroppo una (brutta) realtà, ma il problema di cui si discute qui è che questi spesso e volentieri, magari alla ricerca di una ribalta (economica), tolgano spazio a giovani talenti che credono in ciò che fanno e che invece di una rinascita cercano una vera e propria nascita. Purtroppo il problema non si ferma qui, sebbene sia comprensibile da un punto di vista meramente umano la voglia di rimettersi in gioco non lo è lo sfruttamento dell’immagine di questo o quel personaggio per giustificare la richiesta di somme incredibili, oltretutto la cosa peggiore è che spesso (e non sempre bada bene) del progetto non facciano vedere che un paio di stupidate che attirano solo nostalgici, i quali nel crogiolarsi tra i ricordi di infanzia non guardano con occhio critico ciò a cui stanno dando i propri soldi. E per piacere non tirarmi fuori la storia del “ognuno spende i propri soldi come vuole” perché vi è una grande (enorme!) differenza tra “soldi spesi” e “soldi spesi bene” (la citazione al caro Croix89 era d’obbligo).

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Gabrielkennedy47 – Kickstarter è una piattaforma enorme, puoi trovare progetti di ogni tipo, perfino persone che chiedono soldi per un sandwich, non ci sono controlli, non ci sono filtri a parte i macroargomenti che classificano i progetti, preferisco il nome di un esperto, dare i miei soldi a qualcuno che abbia già dimostrato di essere capace. Poniamo un esempio: Ken Levine, il creatore di Bioshock, ha abbandonato 2K per aprire uno studio indie, annuncia il suo nuovo progetto che a un certo punto si ferma brutalmente, mancanza di fondi, nessuno gli finanzia il gioco ed è probabilissimo che non lo vedremo mai, ora tu mi vuoi dire che se Ken Levine approdasse su Kickstarter tu non gli daresti anche un solo dollaro per le capacità che ti ha già largamente mostrato? Citeró anche io qualcuno, il comico Totó, “Ma mi faccia il piacere!”

InkWolf – Come ho ripetuto più e più volte durante varie discussioni nemmeno se Cliff B. e Hidetaka Miyazaki (miei game designer preferiti) decidessero di creare un progetto insieme darei dei soldi “a scatola chiusa”, non hai idea dell’ammontare di titoli fantastici che si potevano finanziare con meno della metà dei soldi che sono stati spesi (e aspetto solo il momento giusto per dire “buttati”) per finanziare Shenmue 3 solo perché ha questo nome in copertina e quello di Yu Suzuki nei credits.
Il punto tuttavia non è che “i grandi nomi inquinano questo aspetto del mondo videoludico” ma che l’intera campagna venga fatta girare su di loro, ti porto l’esempio di Yooka-Laylee, anche qui nomi importanti, ma qui il prodotto c’era, chi ha investito sapeva cosa c’era e sapeva che non erano solo parole campate in aria accompagnate da qualche artwork oppure da un paio di frames. La parola d’ordine deve essere qualità, un gioco si valuta per ciò che è non per chi lo ha fatto, se non fosse così allora le compagnie piccole produrrebbero solo spazzatura e i “big” solo capolavori.

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Gabrielkennedy47 – La falla nel tuo ragionamento è una a mio parere, vuoi fare di tutta l’erba un fascio, paragoni Yooka-Laylee a Shenmue commettendo un errore: nel primo caso parliamo di un progetto di ex dipendenti Rare che cercano di emulare la formula che portó al successo “Banjo e Kazooie”, parliamo di una nuova IP che sulla carta dovrebbe richiamare i fasti del passato. Per Shenmue la situazione è completamente diversa, parliamo di un sequel, di un nuovo capitolo, una cosa chiesta da anni dai fan e mai avuta, perchè? Perchè i publisher non hanno mai voluto finanziare il progetto, immagina che sia il nuovo capitolo di Halo, perché per i fan di vecchia data Shenmue ha quel peso lì, e fidati, in questi casi basta solo il titolo per far venire la pelle d’oca, difatti in una notte è stato raggiunto il primo milione di dollari, mica bruscolini.

InkWolf – La falla è nel tuo di ragionamento caro collega, l’hype generato da questo e altri casi simili è assurdo non per l’affetto dei fan che si è giusto, bello e tutto, ma per il fatto che si alzi così tanto per poco, mostrassero qualcosa di decente lo capirei, ma non è così. In questi casi ho sempre visto un dettaglio… la pochezza di aggiornamenti concreti sullo sviluppo. Sono passate settimane dall’inizio della campagna per Shenmue 3 (si, continuo a prendere questo esempio) e gli unici aggiornamenti sono stati su soldi, partnership con Sony, finanziamenti, etc.
Perdonate il mio cinismo cari nostalgici, ma voi tutti quando date soldi per questi progetti quando ce ne sono di decisamente migliori mi ricordate i bimbi che vengono abbindolati al parco dagli adulti con le caramelline.
Concludo la mia risposta con due punti: prima di tutto accomuno questi due progetti poiché in ambedue i casi si è fatto un gran rumore citando il fatto che al lavoro ci fossero tizio e caio, ma avrei potuto citare un altro caso come ad esempio quello di Bloodsteiner, anche qui un nome importante, pochezza di dettagli (anche se sono comunque di più di quelli che c’erano nella scheda di Shenmue 3) e una valanga di soldi già dopo un giorno. In secondo luogo, girando per forum e chiedendo in giro mi sono reso conto che Shenmue 3 non era poi così “sperato”, almeno non quanto un Half-Life 3, ma magari questi sono dettagli marginali, d’altronde come si sa l’utente medio non sa cosa vuole fino a quando non gli viene mostrato.

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Gabrielkennedy47 – Ottimo caro collega, quindi sei anche disinformato dato che (al momento in cui scrivo ndr.) ieri sera Yu Suzuki ha fatto uno streaming su Twich per mostrare nuove info su Shenmue 3, e voglio insistere sull’ultimo punto, dato che ci definisci nostalgici, bambini desiderosi di caramelle, alla nostalgia puoi iscrivere giochi come Bloodsteiner, che vede il coinvolgimento di colui che sviluppò Castlevania: Simphony of the Night, Shenmue è un altra cosa, e puoi girare per i forum quanto desideri, non fu un enorme successo commerciale dato che era il titolo di punto del Dreamcast, ultima console creata da SEGA, in molti non lo conoscono ma chi giocò quei titoli ha vissuto fino ad oggi con un buco nel cuore, che finalmente verrà colmato grazie a Kickstarter e al contributo di Sony.
Chi non ha giocato a certi giochi non potrà capire mai, quindi non chiedo che tu lo faccia, ma almeno sforzati di immaginare, perchè scherzando hai nominato Half-Life 3, per molti giocatori l’annuncio di Shenmue 3 ha creato le stesse emozioni, solo che parliamo di un bacino minore di utenti.
Kickstarter deve rimanere una piattaforma appannaggio di chiunque, e se un grande nome mette un progetto con scritto solo il titolo e chiedendo soldi lo fa perchè lo puó fare, ha già dimostrato le proprie qualità, poi il resto è marketing.

InkWolf – Sembra che siamo giunti ad un impasse, ahimè devo notare che per quanto le critiche possano essere aspre e sensate il tuo punto di vista non cambierà. Spero almeno che i lettori abbiano avuto un quadro chiaro della situazione.
Parlando dello streaming di Shenmue 3 comunque vorrei risponderti che anche quello, come ogni altra informazione ottenuta fino ad ora, è semplice aria (magari anche fritta) sprecata per far alzare l’hype, anche a persone che la saga non la conoscono ma che sono stati attirati in questa spirale dall’insistenza nel cercare di far ergere questo progetto su tutti gli altri.
Chiudo questo match con te ricordando una cosa: proprio perché Kickstarter è appannaggio di tutti questa dovrebbe essere utile per dimostrare in qualunque caso, che si tratti di una nascita o di una ri-nascita, le capacità dei progettisti. Un grande nome non fa un grande titolo, ma sì, un grande nome fa un grande marketing.