Il 2016 si accinge a terminare, un anno per certi versi maledetto, con numerosi lutti non solo nel mondo dei videogiochi, ma anche in quello dello spettacolo. Un anno segnato da cocenti delusioni e da qualche sorpresa inaspettata, ma che in generale ci ha permesso di divertirci spensieratamente. In attesa che il 2017 si faccia avanti, carico di immense aspettative, con le nuove console, qualche IP inedita e bombe attesissime, è tempo di guardare al passato e di tirare le somme, scegliendo i tre giochi più importanti e belli di quest’anno.

Le votazioni per il Game of The Year 2016 di Gamesquare.it si sono svolte internamente tra lo staff. I risultati non sono stati stabiliti in base ai voti affidati ai singoli prodotti, gli elementi presi in considerazione sono stati molteplici, quali ad esempio l’innovazione, l’incidenza sul mercato oltre che, ovviamente, la “semplice” qualità del prodotto. Insieme ai premi redazionali trovate anche quelli di ogni redattore, in quel caso le scelte si basano soprattutto sui gusti e sull’esperienza del singolo.

Game of the Year 2016 

Terzo posto: DOOM

Potentissimo e violento, DOOM segna un dirompente ritorno degli sparatutto vecchia scuola, ottenendo grandissimi riscontri di pubblico e di critica. Il gioco si lascia alle spalle le pretese narrative del terzo capitolo ed abbraccia con tutta la sua forza la frenesia dei capisaldi della saga. Tra le note di una colonna sonora anch’essa molto riuscita, è davvero una goduria spappolare demoni e sentire di nuovo il feeling con le immortali  e classicissime bocche da fuoco, che hanno influenzato almeno una generazione di videogiocatori. Ma il titolo di id Software non è semplicemente un inno al passato, la sua struttura rimane molto conservativa, ma senza rifiutare elementi nuovi ed inediti.

Secondo posto: Dishonored 2

Arkane entrò di diritto nell’olimpo nel 2012, quando pubblicò quel gran gioco che era Dishonored. A quattro anni di distanza gli sviluppatori francesi si ripetono, e probabilmente fanno addirittura meglio. Dishonored 2 non è semplicemente un bellissimo more of the same, ma è anche un’evoluzione sotto quasi tutti i punti di vista della formula originale. Il tutto è incastonato in un’ambientazione bellissima ed avvolgente, caratterizzata da una narrazione sottocutanea in grado di catturare qualsiasi appassionato che si rispetti. E non possiamo non citare un level design che dovrebbe far scuola ed un gameplay, nella sua dimensione stealth, davvero appagante e ben riuscito.

GOTY: Overwatch

Overwatch è stato il gioco che ha più ha conquistato la redazione di Gamesquare.it, oltre ad essere quello che si è piazzato nella sua posizione senza richiedere ulteriori consultazioni. Lo sparatutto di Blizzard è, a pochi mesi da suo rilascio, già un classico. Il suo carisma e la sua carica innovativa gli hanno garantito un successo senza precedenti, che è da ricercarsi anche nell’accurata opera di caratterizzazione degli eroi, al centro di un numero altissimo di contenuti multimediali, tra libri, fumetti e cortometraggi animati. Overwatch è inoltre un gioco che fa dell’accessibilità e della semplicità il suo leitmotiv, ma che poi nasconde un’essenza altamente stratificata e competitiva. Un prodotto adatto a tutti insomma, dal più smaliziato giocatore occasionale fino al pro player più esperto.

Overwatch D.Va

Premi della redazione

Libertador

Il 2016 è stato per me un anno molto particolare, nel quale ho preferito recuperare i titoli del passato a discapito delle nuove uscite. Ho rispolverato i cataloghi di GOG mettendo le mani su classici che mi ero lasciato sfuggire, sono andato alla ricerca di piccole perle su Steam e ho preso una PlayStation 3 per giocare alle esclusive di una generazione fa. Al lato di questa botta di nostalgia, però, sono riuscito a completare e ad amare anche diversi prodotti più moderni. Ecco i tre che hanno segnato positivamente questa feconda annata.

3° Posto: Inside

Playdead ha messo la firma su un’avventura misteriosa e per certi versi insondabile, che tuttavia è riuscita a conquistarmi per la sua atmosfera. Inside potrebbe essere amato alla follia, persino odiato per il suo ermetismo, forse è anche per questo che occupa il terzo posto della mia personale classifica sui migliori giochi del 2016. Se non lo capite non sforzatevi troppo nel farlo, se riuscite a comprendere i suoi sibillini messaggi ripensateci su, la vostra chiave di lettura potrebbe cambiare. Se più titoli lasciassero così tanto spazio all’interpretazione personale, il mondo dei videogiochi sarebbe senza dubbio più interessante.

2° Posto: DOOM

DOOM ha aperto la parentesi più divertente di questo 2016, almeno per quanto mi riguarda. Id Software è riuscita a portare di nuovo in auge un gameplay che mancava agli appassionati degli sparatutto, senza però cadere nel frequente errore di limitarsi ad un semplice tributo. Con una campagna longeva, boss avvincenti e masnade di nemici demoniaci, c’è davvero poco di cui lamentarsi.

1° Posto: Dishonored 2

Dishonored 2 è stata, per me, un’esperienza totalizzante. Mettendo da parte i problemi al lancio con la versione PC, il gioco di Arkane mi ha offerto quasi quaranta ore di goduria, tra lo strisciare sornione alle spalle delle guardie e il farmi cogliere da un’impeto sanguinario. Karnaka, inoltre, è un’ambientazione che difficilmente si dimentica, fatta di un level design sopraffino, di località da incubo e in contrasto con gli sfarzi della nobiltà. Bellissimo, davvero.

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GabrielKennedy47 

Il 2016 per me è stato l’anno della transazione, in cui rompendo il mio salvadanaio a forma di porcellino ed investendo i miei risparmi ho comperato il mio PC fisso per giocare. Questo di conseguenza ha portato meno fondi da investire sui giochi per console, quindi i miei GOTY saranno limitati ai titoli che ho giocato personalmente, ma che per un motivo o l’altro meritano di essere menzionati.

3° Posto: FIFA 17

Prima di linciarmi in piazza pubblica lasciatemi spiegare, sono un appassionato di calcio e gioco un titolo calcistico annualmente come la media dei giocatori italiani, facendo come ogni italiota il mio personale confronto annuale tra PES e FIFA. Il calcistico di EA da tre anni a questa parte mi aveva sempre dato la parvenza di una minestra riscaldata, poche innovazioni e gameplay mai del tutto innovato. FIFA 17 sembra finalmente mettere una pezza a tanti difetti storici, migliorando ogni singolo aspetto della formula originale. Considerando sempre che EA lavora a cadenza annuale non si può ignorare questa mole di lavoro e, come scrissi nella mia recensione, FIFA 17 ha fatto rinnamorare tanti fan disillusi dalla serie.

2° Posto: Uncharted 4: Fine di un Ladro

PlayStation è uguale a Naughty Dog, se si compra una console Sony è perché si sa perfettamente che arriverà lo studio di punta dell’armata giapponese a fidelizzare l’utenza. Uncharted 4 è stata la fine perfetta per un personaggio carismatico e ben strutturato come Drake. Senza dimenticare inoltre che i ragazzi di Naughty Dog sono in grado di cavare il sangue dalle rape sul fronte tecnico. In poche parole avere una console Sony senza giocare gli Uncharted è come andare a giocare a calcio con le infradito, un acquisto fisiologico ed un podio meritato.

1° Posto: Overwatch

Ragazzi qui c’è poco da dire, Overwatch per me rappresenta l’innovazione, Blizzard ha creato una nuova formula, un ibrido che ha influenzato il mercato con cloni più o meno riusciti e che lo influenzerà ancora a lungo. Overwatch non è un semplice titolo, ma è un universo, con personaggi tanto carismatici da poter essere protagonisti di un lungometraggio. In poche parole una ricetta nuova e che funziona, un gameplay stratificato adatto a tutti, un universo che cresce giorno dopo giorno e state sicuri che il sostegno a questo titolo non morirà mai. In conclusione medaglia d’oro e Game of The Year.

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Johnson

La mia carriera videoludica è iniziata abbastanza recentemente, ma per quanto mi riguarda il 2016 è l’anno che mi ha dato più soddisfazioni in quanto a titoli giocati. Oltre ad aver recuperato parecchi giochi importanti, ne ho provati altri, tra i più divertenti ed emozionanti fino ad oggi.

3° Posto: Dark Souls III

Dark Souls III è stata per me la degna conclusione di una saga splendida. Nonostante la narrazione sia criptica e poco chiara (esattamente come per i capitoli precedenti, quindi “niente di nuovo sul fronte occidentale”), il gioco è riuscito a tappare qualche interessante buco narrativo e di lore, aprendone tuttavia molti altri. Ma soprattutto, Dark Souls III mi ha divertito tantissimo, portandomi via parecchie ore sia in singleplayer sia in multiplayer. Il fascino dei Souls, insomma, continua a perdurare nel corso degli anni.

2° Posto: Overwatch

Gli FPS non sono assolutamente il mio genere e, a dirla tutta, non impazzisco nemmeno per i giochi only multiplayer. Ma Overwatch è Overwatch. Divertimento, divertimento e ancora divertimento. Blizzard ha semplicemente sfornato un capolavoro, andando a limare nel corso dei mesi quei (pochi) difetti che minavano il gioco, a partire da un bilanciamento non ottimo dei personaggi fino ai server poco stabili. Nel corso dei mesi, inoltre, sono arrivati tantissimi contenuti: nuovi personaggi, una mappa e continui eventi e modalità esclusive, come LucioBall o la modalità “survival” dell’evento di Halloween, nuove features, nuove skin e continui miglioramenti. Giocandolo in party con amici, sarà veramente difficile non amarlo.

1° Posto: Final Fantasy XV

Final Fantasy XV. Già. Nonostante i difetti, i buchi di trama, la mancanza di cutscene e di punti fondamentali che avrebbero permesso di conoscere veramente a fondo la storia di Noctis e Lunafreya, ho amato questo gioco. Mi ha divertito, emozionato, innervosito per alcune scelte che assolutamente non condivido, ma l’ho comunque amato. Square Enix non si è comportata correttamente né nei confronti dei fan né nei confronti del team di sviluppo del gioco, sottoposto a continui cambiamenti e adattamenti alle volontà dei director (prima Nomura e poi Tabata). Se però si riesce ad andare oltre tutto ciò, se si riesce comunque ad accettare ciò che è stato e a dare fiducia a Tabata (che ha già annunciato alcune modifiche e aggiunte per migliorare la struttura del gioco), lo si potrà godere pienamente e ci si potrà veramente sentire parte del viaggio di Noctis e della sua lotta per riconquistare il proprio trono.