Bentrovato popolo di Gamesquare, quest’oggi parleremo di una realtà importante dei videogiochi, gli eSports. Tramite Twitch abbiamo potuto vedere le gesta di giocatori talentuosi, la nascita e il declino dei campioni, e chiunque una volta nella vita, nel buiodella propria cameretta, ha sognato un giorno di diventare un giocatore professionista. Ma come fare? Dove andare? A chi rivolgersi? La risposta cari amici ce la porta GEC, Giochi Elettronici Competitivi, un organo nato nel 2014 e riconosciuto dal CONI che ha come obiettivo lo sviluppo degli eSports in Italia.
Abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Francesco Jacopo Lombardo, Vice­Capo Redattore di GEC, che ci ha illustrato gli obiettivi e gli ideali per rendere l’Italia protagonista di una grande realtà.

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“La prima domanda è d’obbligo, come è nato GEC e perché?”

GEC è l’acronimo per Giochi Elettronici Competitivi, un settore sportivo di ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane, a sua volta un ente di promozione sportiva ufficialmente riconosciuto dal CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano. GEC nasce per tutelare i videogiocatori e promuovere lo sviluppo degli sport elettronici (eSports) in Italia, consentendo di poter tesserare i cyber atleti sotto le ASD, Associazioni Sportive Dilettantistiche, esattamente come un qualsiasi giocatore di rugby, tennis tavolo o pallavolo. In Italia infatti sono solamente quattro gli sport considerati professionistici, e tutti maschili: calcio, basket, golf e ciclismo. Dall’ottobre 2014, data della nascita ufficiale, i videogiocatori tesserati con GEC sono legalmente trattati e tutelati allo stesso modo di un qualsiasi altro atleta dilettantistico.

“Cosa ne pensate della considerazione del videogioco in Italia? Spingere sul lato competitivo potrebbe redimere il medium dal ruolo di semplice “giocattolo”?”

Non abbiamo dubbi a riguardo: aggiungere il lato competitivo a quello che viene considerato da molti ancora oggi un semplice passatempo, spesso etichettato come inutile, conferisce solidità all’attività videoludica che non può che trarne vantaggio. Ovviamente continueranno a esistere quei videogiochi che mirano esclusivamente al divertimento casalingo, ma tutti i giochi competitivi (pensiamo a Dota2, League of Legends e CS:GO) hanno raggiunto una maturazione tale da poterli definire sport elettronici. La mentalità in Italia sta cambiando e sempre più persone si affacciano al mondo degli eSports, sia come nuovi appassionati che come nuovi investitori, creando di fatto un mercato emergente che nel resto del mondo eSportivo muove già i primi passi.

“Pensate che le competizioni correlate ai videogiochi possano essere considerate come un vero e proprio sport?”

Noi di GEC crediamo che tutto debba partire dalla definizione di sport. La Treccani, ad esempio, riporta: “[Sport] Attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche, e il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui tale attività si realizza, praticati nel rispetto di regole codificate da appositi enti, sia per spirito competitivo (accompagnandosi o differenziandosi, così, dal gioco in senso proprio), sia, fin dalle origini, per divertimento, senza quindi il carattere di necessità, di obbligo, proprio di ogni attività lavorativa”. E’ facile intuire che secondo questa definizione anche gli eSports possono essere considerati sport; ovviamente non tutti i videogiochi rientrano nella classificazione di sport, perché non tutti possiedono il carattere di “competizione”. E’ questa la discriminante: GTA non sarà mai un eSports mentre LoL ne è l’emblema. I giocatori
professionistici di LoL, Dota2 o CS:GO si sottopongono a veri e propri allenamenti, sia fisici che mentali, perché, come ci hanno insegnato i Latini, una mente sana ha bisogno di un corpo sano per potersi esprimere al meglio. Un videogiocatore si sottopone a diete
alimentari sane e a una ferrea attività fisica, fattori fondamentali per performare al meglio nei tornei.
Nel nostro caso specifico, attualmente in Italia le competizioni di videogiochi sotto GEC sono già riconosciute come manifestazioni sportive e inserite, insieme ad ASI, nel registro ufficiale del CONI.

GEC Interview 2

“Qual è attualmente lo stato della scena competitiva videoludica italiana secondo GEC? Possono i nostri connazionali competere con altre realtà che hanno sin da subito sostenuto gli eSports?”

In Italia esistono diverse pecche nell’affermazione internazionale dei nostri giocatori, o per meglio dire delle nostre squadre. Alcune difficoltà sono rintracciabili nelle linee internet decisamente inferiori rispetto al resto d’Europa, anche se l’avvento della fibra dovrebbe fornire un contributo importante. D’altra parte è necessario intervenire anche sulla mentalità dei nostri giocatori: nonostante alcuni dimostrino grande talento, sono ancora convinti che sia un semplice passatempo. Al contrario se si vuole davvero fare della propria passione un lavoro remunerato bisogna trattarlo come tale: ci vuole impegno, sacrificio e tanta voglia di
migliorarsi. Non mancano certamente le eccezioni degli ultimi anni: due italiani hanno fatto parte per quasi tutto il 2015 della formazione ufficiale del team di Heroes of the Storm dei Fnatic, il palermitano Kaor ha partecipato ai mondiali di Hearthstone nel 2014, Gera89 agli europei nel 2015, Lonewolf è un campione europeo e italiano di FIFA, FabsS, membro del team di WoW Arena degli SK Gaming, è attualmente l’unico giocatore al mondo ad aver vinto due volte il BlizzCon, Reynor è la nostra piccola promessa di Starcraft II, tredici anni e già affermato a livello europeo. Sono solamente alcuni degli esempi dell’eccellenza italiana che, come affermato precedentemente, si limitano a singoli talenti mentre grandi difficoltà incontrano come squadra. Ma attenzione, non è un problema di società eSportive: le multigaming italiane vivono uno splendido periodo di forma e si stanno impegnando al massimo nel fornire ai propri tesserati tutti gli strumenti necessari per eccellere, compiendo grandi sacrifici. E’ sui giocatori singoli che bisogna intervenire.

“Abbiamo notato il vostro sostegno al connubio tra videogioco e attività fisica, quali sono le difficoltà di educare i giocatori più sedentari a tale filosofia?”

E’ davvero difficile, nell’era moderna, spingere non solo un videogiocatore ma persino una persona qualunque a fare attività sportiva. Tra le enormi moli di lavoro e di studio e la tecnologia che permette di non muovere un passo per avere tutto, per noi di GEC è un’altra grande sfida davanti alla quale non vogliamo tirarci indietro: mens sana in corpore sano recitavano i Latini e non c’è nulla di più vero, dimostrato dalle agevolazioni economiche che si possono ritrovare nelle palestre convenzionate con GEC. Un videogiocatore
professionista deve sottostare a diete equilibrate e a una ferrea attività fisica; non pretendiamo che tutti i videogiocatori facciano due ore di palestra al giorno, a volte anche una semplice passeggiata di mezz’oretta al giorno può essere utilissima.

“Quale tipo di supporto ricevete da software house vicine agli eSports (ad esempio Blizzard, Riot Games, Valve, ecc)?”

Riceviamo un costante supporto in termini di copertura degli eventi: siamo il punto di riferimento per la trasmissione dei più grandi tornei internazionali e italiani con più di 1200 ore di diretta streaming sui nostri canali.

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“Dalla vostra nascita avete organizzato numerosi eventi, quanto è cresciuto ad oggi GEC?”

A novembre 2015, esattamente un anno dopo la nascita ufficiale di GEC, abbiamo raggiunto il numero di più di 8.000 tesserati, 38 ASD affiliate, divise tra multigaming, sale LAN e circuiti torneistici, più di 100 tornei ed eventi su tutto il territorio italiano con più di 20 titoli coinvolti e trattati: dai più richiesti League of Legends ed Hearthstone a CS:GO, Call of Duty, Street Fighter, Smash Bros, Mortal Kombat. Per non parlare dei numeri raggiunti dalla GEC TV: 17.000 followers, quasi 2 milioni di visualizzazioni totali, 1200 ore di diretta streaming dei principali eventi italiani e internazionali. Siamo presenti anche sui social con una pagina Facebook di più di 10.000 “Mi piace” e più di 2000 news realizzate per il nostro sito.

“Quali sono i progetti futuri e le iniziative in programma per il lungo periodo?”

Sicuramente cercheremo di incrementare maggiormente tutti i numeri elencati precedentemente: siamo già il punto di riferimento per gli eSports italiani ma non abbiamo intenzione di sederci sugli allori. Tanto lavoro deve ancora essere fatto, in primis diventare una Federazione, alla pari di quelle sportive. Con l’apertura della nostra sede daremo anche un luogo fisico di riferimento per gli eventi eSportivi italiani e non solo: abbiamo intenzione di realizzare nel prossimo futuro anche un impianto sportivo specifico per gli eSports, una vera e propria arena per ospitare eventi legati all’eSport e al gaming.

“Quali consigli date a tutti quei giocatori che un domani vorrebbero diventare gamer professionisti?”

Non abbiamo intenzione di vendere sogni, il percorso per diventare un gamer professionista è fatto di impegno, dedizione e sacrificio, esattamente come qualsiasi altro sport. La mentalità giusta e la voglia di migliorarsi e crescere sono fattori indispensabili per emergere, ma potete senza dubbio contare sull’appoggio logistico/infrastrutturale e istituzionale di GEC e di tutte le ASD presenti capillarmente sul territorio italiano. Nel recente passato era sicuramente più complicato riuscire a farsi strada, ma adesso con la nascita di GEC avrete a disposizione tutti gli strumenti per diventare dei gamer professionisti: sta a voi dimostrare di avere la pazienza e la volontà per affermarvi nel mondo degli eSports.

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Ringraziando Francesco e GEC per il tempo che ci hanno dedicato eccovi i link al sito ufficiale ed alla pagina facebook dell’ente sportivo, per informazioni sul tesseramento, su come fondare una ASD o semplicemente per godersi lo streaming dei migliori tornei competitivi.