Durante il web show, The Codec, sono emersi nuovi dettagli della situazione tra Konami e Kojima

In un intervista nel corso del web show The Codec, sono emersi alcuni dettagli riguardanti la situazione tra Hideo Kojima e la Konami. Situazione ormai da mesi nota a tutti, che ha portato il licenziamento del game director e del suo team dalla Konami.

A darci qualche informazione in più, è stata Rika Muranaka, compositore della serie Metal Gear Solid. Quest’ultima infatti, ha proferito parola in un’intervista con Daley: 

“La ragione principale del licenziamento, quantomeno a suo avviso, risiede nel fatto che Kojima percepisce un salario fisso da Konami e non guadagna in base alle vendite dei suoi giochi”, che poi ha aggiunto: “Gli viene corrisposta una certa somma quale che sia la situazione, ma il budget sempre crescente per The Phantom Pain, i ritardi nella produzione e l’inserimento di tutte quelle feature, insomma l’intenzione di rendere il gioco il più grande e migliore possibile, hanno indisposto Konami perché appunto Kojima continuava a guadagnare lo stesso stipendio a prescindere dalla rapidità e dai risultati del suo lavoro.”

Un altro partecipante allo show, Yong, ha chiesto a Daley:

“Ci stai dicendo che il fatto che Kojima volesse rendere The Phantom Pain il miglior gioco possibile è il motivo per cui è nato il conflitto con Konami?” Quest’ultimo ha risposto affermativamente con un bel “si” aggiungendo: “Agli occhi di Rika, Hideo Kojima è un eccellente game designer, probabilmente il migliore della sua epoca, ma non dispone di un senso degli affari come quello che Konami vorrebbe da lui. Ad esempio, anziché smussare gli spigoli abbassando la risoluzione del fogliame, Kojima pretende che tutto appaia al meglio possibile. Rika mi ha detto che in passato è stata pagata per scrivere 30-40 brani che però non sono stati utilizzati, quindi le è stato chiesto di scriverne un altro, e poi un altro ancora, e poi un altro ancora, il tutto perché Kojima doveva raccordare al meglio ciò che gli utenti volevano vedere e ciò che volevano ascoltare.”