Salve gente da favola! Come va? Scommetto che in questo momento il vostro hype sta crescendo oltre ogni livello immaginabile dato che manca davvero poco prima dell’uscita di alcuni dei tripla A più attesi. Vi capisco miei cari, ma che redattore sarei se non facessi crescere il vostro hype gettandovi in faccia i migliori titoli del mese giunti su Kickstarter? Ebbene gente questo mese è uno dei più oscuri, nel senso buono del termine, perché finalmente Friday the 13th: The Game ha iniziato la sua campagna! Ma il caro Jason non è il solo a meritare attenzione, insieme al suo gioco ne abbiamo altri tre che spaziano dall’action RPG al genere FPS, ma bando alle ciance ecco a voi il nono appuntamento con Best of Kickstarter.

Bentornato Jason: Friday the 13th: The Game


Annunciato e atteso da diverso tempo, Friday the 13th ci offrirà l’opportunità di rivivere le atmosfere tipiche dei film dedicati a Jason Voorhees (se non lo conoscete fareste bene a recuperare le pellicole della sua saga) immergendoci principalmente in un multiplayer asimmetrico dove un giocatore impersonerà Jason e dovrà dare la caccia ad altri sette giocatori che vestiranno i panni degli ignari campeggiatori. Friday the 13th non punta solo sul suo nome e cerca di regalare ai giocatori qualcosa con cui divertirsi per tanto tempo. Innanzitutto gli sviluppatori lavorano assiduamente per cercare il miglior bilanciamento possibile così da non rendere Jason un avversario troppo ostico o troppo debole e al contempo cercano di fare in modo che i campeggiatori si dedichino al lavoro di squadra contro questo formidabile avversario. Tanti elementi garantiranno più di qualche semplice jumpscare, come il fattore “Paura” che Jason infonderà ai sette malcapitati che, se non tenuto sotto controllo, renderà i campeggiatori sempre più spaventati così che vivano un terrore crescente e vedano Jason anche dove non c’è. Friday the 13th: The Game punta ad un target adulto e con tutta la cruda violenza che gli sviluppatori stanno implentando non ci sarebbe da aspettarsi di meno. Qualche nota va fatta anche per il lato tecnico del titolo, il quale può contare sull’Unreal Engine 4, che garantirà un Crystal Lake verosimile oltre che un Jason più fedele che mai. Gli sviluppatori stanno puntando anche ad una modalità giocatore singolo e hanno promesso tante chicche come un sistema di crescita con cui sbloccare nuovi campeggiatori e nuove versioni di Jason, oppure il sistema “trailer” che, catturando i migliori momenti di ogni partita, creerà un vero e proprio trailer dedicato al “film” che avete girato giocando la partita e che potrete condividere con i vostri amici.

Salve salvino vicino: Hello Neighbor!

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Che la curva di difficoltà nella maggior parte dei giochi recenti sia drasticamente calata non è un mistero, la ragione? Semplicemente è più proficuo investire più energie nello sviluppo della componente multiplayer che nella creazione di avversari virtuali temibili per il giocatore singolo, ma non tutto è perduto e Hello Neighbor! vuole dimostrare come sia possibile creare un’intelligenza artificiale davvero temibile. Cominciamo parlando della trama del titolo, tanto semplice quanto curiosa, in Hello Neighbor! vestirete i panni di un uomo appena trasferitosi in una casa di periferia, sembra tutto perfetto quando ecco che salta fuori che il vostro dirimpettaio ha sigillato la sua cantina come se volesse nascondere qualcosa, ma cosa? Un prigioniero? Un mostro? Spetta a voi scoprirlo. Tuttavia l’impresa non sarà facile, il vostro vicino sarà capace di imparare dai suoi e dai vostri errori e più tempo impiegherete a svelare il mistero più lui si farà furbo, ma non temete voi potrete combattere ad armi pari e potrete sfruttare ciò che vi circonda per: rallentarlo, bloccarlo o nascondere la vostra presenza. Non pensiate comunque che svelare il mistero sarà facile, tanti sono i passi da svolegere e dentro casa sua il vostro caro vicino è il signore induscusso. A questo punto la domanda da fare è una sola, sarete più scaltri di un’IA?

Questa è la fine mio amico canino: Ashen Rift

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Non sono molte le volte in cui un FPS indipendente è riuscito davvero ad incuriosirmi, molti di questi si sono rivelati progetti abbozzati e senza una vera infrastruttura tecnica alle spalle, ma di tanto in tanto le sorprese arrivano e Ashen Rift è una di queste.
Il gioco è ambientato dieci anni dopo l’arrivo di un evento chiamato Rift che ha causato la devastazione della terra e portato con se orribili creature, oltre ad aver trasformato molte di quelle già presenti sul pianeta. Vestiremo dunque i panni di un uomo che in seguito a ripetute visioni della sua morte decide di iniziare un viaggio per scoprire la verità e salvare la Terra, il motivo è semplice: la sua morte, durante le sue visioni, avveniva in un posto libero e verdeggiante che ricordava la Terra prima del Rift. Nella sua avventura il nostro Eroe (gli sviluppatori hanno deciso di non dargli un nome specifico) non sarà solo, infatti insieme a lui ci sarà Bounder, un Pit Bull fedelissimo al suo padrone e pronto ad affrontare ogni difficoltà insieme a lui. Sembrerà quasi un ossimoro ma uno degli elementi più interessanti del mondo di Ashen Rift è il fatto che questi sia “vivo”, infatti nel gioco potrete interagire con lo scenario sfruttando la distruzione per raggiungere i vostri scopi. Tale caratteristica, unita a quella che sembra essere un’ottima gestione della fisica, è garantita dall’engine Unity 5.

Un vortice di emozioni: Vortex: Tears of the Abyss

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Inizio a credere di aver sviluppato un senso di assuefazione verso tutti i titoli RPG, altrimenti non saprei come spiegare il fatto che praticamente in ogni appuntamento con questa rubrica io ne metta uno… sarà che sembrano tutti così interessanti…
Chiacchiere a parte sappiate che Vortex: Tears of the Abyss è davvero un progetto promettente, ma lasciate che vi spieghi passo per passo cosa lo rende tale. Iniziamo dicendo che praticamente tutto ciò troveremo durante le partite è sviluppato in modo procedurale, non troverete pertanto il medesimo posizionamento di armi, nemici e simili in ogni partita. Procedendo in ordine abbiamo il fattore “difficoltà”, gli sviluppatori vogliono dare ai giocatori pane per il loro denti e quindi hanno deciso di rendere la morte una condizione permanente che obbligherà a ricominciare da zero la partita!
Non si potrebbe parlare di RPG però se non vi fossero tantissimi elementi di crescita del personaggio, in Vortex i giocatori potranno contare su centinaia di armi oltre che molte abilità o oggetti come bombe e trappole da usare contro i nemici, sarà inoltre possibile scegliere una di quattro classi base a partire dalle quali si potrà accedere a classi avanzate. Concludo dandovi qualche accenno sulla trama del progetto: vestirete i panni di Amy, una ragazza risvegliatasi nel Vortex, un luogo dove persone di diversi mondi vengono evocate, che riesce a ricordare solo una cosa, un nome… Alice, ma chi è costei? Perché Amy ricorda solo il suo nome? Beh questo spetta a voi scoprirlo.

Tiriamo le somme:
Come sempre, cara gente da favola, siamo giunti alla fine di questo appuntamento. Le cose da dire sarebbero molte, ma mi limiterò a confidarvi che rivedere un innalzamento della qualità media dei progetti su Kickstarter dona davvero una bella sensazione. Sempre più spesso gli indipendenti riescono a farsi strada grazie ad idee innovative o semplicemente con la capacità di far rivalutare elementi del gaming che si pensava fossero ormai abbandonati. Non sarei sincero se non dicessi che ciò mi rende felice come un bambino a Natale! Tuttavia non è il momento di adagiarsi sugli allori e la community degli sviluppatori indipendenti deve fare tanti passi avanti e deve fare sentire al mondo la sua voce, poiché questa è diretta espressione del loro amore verso i videogiochi e non verso una banconota.
Parlando nello specifico di questo appuntamento vi invito a dare un’occhiata personalmente a questi progetti, magari potreste decidere di supportarli in qualche modo. Lasciatevi spaventare dal mostruoso lavoro fatto per Friday the 13th: The Game o magari preferite scoprire quanto cattiva può essere un’IA con Hello Neighbor!, o ancora potreste cercare di salvare il vostro mondo con Ashen Rift e, parlando di mondi, che ne direste di abbandonare il vostro per raggiungere Vortex: Tears of the Abyss?
E questo è tutto cara gente da favola, vi auguro di giocare le migliori partite possibili e vi invito a condividere con Gamesquare.it le vostre idee e a tenere d’occhio il nostro sito e i nostri canali social, così da restare sempre aggiornati sule ultime news dal mondo dei videogames e per articoli interessanti e accurati. Io sono InkWolf e per oggi è tutto, alla prossima.