Ehi gente da favola! Come va? Vi state godendo le vacanze? Buon per voi, purtroppo quelle del sottoscritto sono appena terminate. Nonostante queste premesse però non mi sento demoralizzato, al contrario ho nuovamente la possibilità di gettarmi nell’oceano dei progetti indipendenti, a tal proposito approfitto dell’occasione per scusarmi della mancanza del “Best of Kickstarter” dedicato al mese di Luglio. Per questo appuntamento ne abbiamo per tutti i gusti, ci getteremo in oceani di stelle per poi passare a quelli terrestri, vedremo come va la vita di un cowboy spaziale, per i classicisti daremo un’occhiata ad un Hack’n’slash dai toni cupi e ad un platform coloratissimo e divertente!
Che altro dire? Ecco a voi il settimo appuntamento del “Best of Kickstarter”, la rubrica che mette sotto i riflettori i progetti indipendenti più meritevoli del mese.

Un volo pieno di emozioni: Voidrunner

Uno di generi che non se l’ è passata alla grande nella storia dei videogiochi, con titoli qualitativamente molto altalenanti, è stato di sicuro quello dei simulatori di volo, ma allora perché iniziamo proprio da uno di loro per la lista di questo mese? Semplice, Voidrunner ha preso il meglio di ciò che i vecchi titoli del genere avevano da offrire e ha aggiunto del suo, creando un mix di fantascienza, azione e voli acrobatici che non si fa fatica ad apprezzare già dopo pochi minuti di gameplay.
Ambientato in un futuro dove una civiltà già in guerra si sta ritrovando con le spalle al muro, dopo una difficile scelta atta a scacciare il nemico, Voidrunner ha già molto da offrire con la sola modalità storia, nonostante ciò questo ambizioso progetto vuole riuscire a garantire ben undici modalità, divise tra esclusive (come la modalità “Escape” in cui si dovrà raggiungere un portale fuggendo dai nemici) e classiche come la modalità Deathmatch.
I creatori vogliono puntare anche a un mondo esplorabile e un sistema MOBA per il multiplayer del titolo.
Il rilascio è previsto per il 2016 sia su PC e Mac che su Xbox One e PlayStation 4, inoltre verrà garantito il supporto ai dispositivi VR.

Issiamo le vele: Blackwake

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Sempre parlando di generi videoludici, se ne esiste uno di cui è saturo questo mondo è quello degli FPS multiplayer, nonostante ciò ogni tanto è possibile vedere qualche tentativo di cambiamento radicale, nel tentativo di proporre qualche novità sotto il punto di vista della struttura basilare del titolo, è così che nascono titoli come Blackwake, un FPS in cui dovrete abbandonare il vostro M16 per un “praticissimo” moschetto e dove la terminologia “gioco di squadra” non è usata a caso.
Parliamo appunto di gioco di squadra per iniziare, i creatori ci fanno subito capire che il loro FPS multiplayer (che potrebbe arrivare come esclusiva PC e Mac) esige una forte cooperazione per la vittoria di ogni match, ubbidire agli ordini del capitano, coordinare le azioni con il resto della ciurma sarà l’unico modo per terminare lo scontro come vincitori, per garantire tutto ciò è stato implementato un sistema di ruoli molto flessibile, in breve non vi è un ruolo obbligatorio (se non quello del Capitano, che può dare ordini, governare la nave, deciderne nome e bandiera, ma che nel peggiore dei casi può essere destituito tramite voto dalla ciurma), ciò farà in modo che chi si trova meglio in un compito (o più di uno) non debba essere necessariamente indirizzato verso una semplice e riduttiva classe.
Molta cura è stata dedicata anche alle navi, le quali vanteranno diverse dimensioni e di conseguenza anche ciurme diverse (potranno contenere da 8 a 40 giocatori secondo le previsioni), oltretutto queste necessiteranno di molta cura, pertanto andranno riparate dopo gli scontri se non si vuole incorrere in pericolose conseguenze.
Blackwake promette molto bene, tuttavia il suo stato attuale non permette di dare per certa la sua riuscita, potrebbe rivelarsi un tesoro prezioso oppure una nave colata a picco, nonostante ciò ha avuto le capacità di raggiungere e superare il suo goal iniziale quindi le risorse ci sono tutte.

Il bello, il brutto e l’alieno: Exoplanet: First Contact

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Immaginate di essere in una brutta situazione, la peggiore che possiate immaginare, ecco, ora che l’avete fatto sentitevi fortunati perché almeno non siete Jack Sharp e (a differenza sua) non siete bloccati su K’Tharsis, una colonia che è stata prosciugata fino all’ultimo grammo dall’ Antigravium, un preziosissimo minerale, inoltre gli abitanti del luogo sono ospitali e socievoli quanto il loro pianeta, ovvero per nulla.
Sono queste le premesse di Exoplanet: First Contact, un action-RPG dalle meccaniche davvero intriganti, infatti oltre a una storia principale che sembra capace di garantire intrattenimento ci saranno tanti altri contenuti, basti pensare a tutte le altre quest, al lato survival del gioco (il protagonista avrà fame, sete e sonno come qualunque essere umano) o alla possibilità di esplorare il pericolosissimo pianeta K’Tharsis, il quale cambierà a seconda delle azioni di Jack e si evolverà di conseguenza.
Parlando di conseguenze è necessario anche descrivere la perizia con la quale sia stato trattato il modo in cui le azioni di Jack possano avere diversi risvolti sugli NPC, i quali risentiranno (positivamente o meno) di esse. Altro punto forte del progetto è senza dubbio la componente relativa alla progressione del personaggio, questi infatti potrà acquisire diverse abilità che potrebbero cambiare il modo in cui affrontare le missioni, rendendo l’esperienza di gioco sempre varia, Jack inoltre potrà contare su di un arsenale vasto che comprenderà sia armi futuristiche che armi dal fascino classico.
Ultima nota va fatta alle atmosfere di Exoplanet, le quali sono a metà strada tra il western e in fantascientifico, senza deludere nessuna delle due.

Tra mostri e campane: Bell Ringer

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Lasciate che vi racconti una storia, è la storia di un regno devastato, la cui popolazione viveva in condizioni disperate, un giorno però giunse un uomo… egli portò miracoli in cambio di fede e presto il regno tornò a fiorire di nuovo, l’uomo iniziò così ad essere adorato dal popolo.
Nonostante ciò presto strane creature vennero notate nei pressi di quel regno, questo unito alla rapida crescita del territorio attirò le attenzioni dei popoli vicini, i quali inviarono esploratori, costoro tuttavia…non fecero ritorno, al contrario gli avvistamenti di creature aumentarono. Fu così che i regni iniziarono la ricerca di uomini e donne straordinari da mandare alla ricerca della verità, ovvero i “bell ringer”, la cui caratteristica speciale è l’ immortalità.
Ok, direi che ho già speso abbastanza parole per la trama, ma come me anche voi sarete rimasti quantomeno incuriositi da essa, tuttavia è necessario che voi sappiate che Bell Ringer è molto più che semplice trama, infatti questo Hack’n’Slash bidimensionale da la possibilità di creare la propria esperienza di gioco unica, da vivere in solitaria o con la compagnia di altri tre giocatori, grazie a mondi costruiti in maniera dinamica e alla possibilità di customizzare profondamente il proprio personaggio, tramite le tantissime opzioni date dall’equipaggiamento ottenibile o craftabile nel gioco.
Le sorprese non finiscono qui, Bell Ringer presenta un sistema di combattimento che trae ispirazione dal mondo dei picchiaduro, sarà infatti data la possibilità di creare combo uniche e devastanti grazie alle proprie armi e alle combinazioni di tasti, il combattimento è reso sempre più diversificato dall’assenza di un sistema a classi fisse, saranno le vostre scelte in battaglia a migliorare le vostre stats in un senso invece che in un altro.
Bell Ringer sembra proprio un titolo completo che riesce senza dubbio ad attirare l’attenzione, grazie anche ad una fantastica direzione artistica, non resta che sperare nella riuscita della sua campagna KickStarter!

Persi tra le nuvole di una fantastica avventura: Poi

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Sembra quasi che il genere platform sia diventato uno dei must di questa rubrica, ma vedete il fatto è che ognuno di quelli che citati mi ha sempre attirato, specialmente perché molti di questi presentano mondi colorati che un po’ ricordano l’infanzia e la gioia di un periodo in cui tutto era molto (mooolto) più facile, “Poi” (questo il curioso titolo del progetto) non fa eccezione, attirando soprattutto per le sue atmosfere.
In Poi vestirete i panni di una ragazza o un ragazzo che dopo essersi imbattuta/o in un libro su come diventare “Maestro Esploratore” decide di imbarcarsi in una avventura alla ricerca dei medaglioni, che saranno necessari per accedere a nuovi mondi, conoscere tanti nuovi personaggi e, non meno importante, a raggiungere il traguardo agognato, insieme a voi ci sarà l’anziano Maestro Esploratore a cui appartiene il libro, il quale vi accoglierà sulla sua aereonave. Da questo momento in poi dovrete andare a perlustrare ogni singolo angolo per scovare tutti i medaglioni, per fare ciò dovrete saltare, correre, nuotare, scivolare e affrontare ostacoli sempre diversi e pericolosi, d’altronde siete esploratori o no?
Tecnicamente Poi si difende in maniera ottima, sfoggiando uno stile semplice ma colorato, che sembra volervi convincere ad entrare nelle schermo per gustarvi quelle fantastiche atmosfere, tutto ciò grazie anche alle fantastiche musiche del titolo.
Poi sembra voler invitare a rincorrere i propri sogni, per quanto difficili e assurdi questi possano essere e per quanto piccoli ci possiamo sentire, potrete accettare l’nvito a partire dal 2016 se possedete un PC oppure un WiiU (il caro Gabrielkennedy47 starà già lanciando i suoi soldi allo schermo ndr.).

Tiriamo le somme

Credo che questo sia stato l’appuntamento più lungo che questa rubrica abbia mai avuto, ma se non è così di certo è stato il più bello da vivere, fidatevi, potrei stare qui a spendere altri diecimila caratteri cercando di spiegare il senso di meraviglia che si prova nello scoprire titoli come quelli di oggi oppure nel vedere che il mondo degli indie è sempre più vivo e forte, ma non riuscirei comunque ad esprimere tali concetti pienamente.
Belle parole a parte, è giunto il momento di scegliere il vincitore di questo appuntamento, spesso metto molta enfasi nel dire quanto sia difficile scegliere un solo vincitore, ma fidatevi in nessuno degli appuntamenti visti fino ad ora è stato così arduo, tutti i titoli mi hanno trasmesso qualcosa e parlando da un punto di vista critico tutti hanno moltissimo da offrire, pertanto ho deciso che non mi accaparrerò per questa, e probabilmente anche per le volte successive, l’onore e l’onere di scegliere il “vincitore”, poiché l’entusiasmo e l’impegno che i creatori mettono in ciò che fanno rendono ogni progetto in qualche modo vincitore.
E voi? Cosa ne pensate di questi progetti? Vi hanno intrigato a tal punto da voler offrire il vostro contributo alla loro realizzazione? A vostro avviso c’era un progetto migliore degli altri? Rispondete a queste domande o magari fatene di vostre con un commento e continuate a seguire Gamesquare per questa e tante altre rubriche. A me non resta altro che ringraziarvi dell’attenzione e salutarvi in attesa del nostro prossimo appuntamento.