Salve gente da favola! L’autunno è finalmente arrivato e ha portato con sé tutte le novità del mondo dei tripla A. Alcune sono belle, altre meno e infine alcune hanno portato molti di noi a perdersi in un mondo devastato da una guerra nucleare…ma non il sottoscritto (ndr. falsità di dimensioni inenarrabili). Già, io mi sono perso nell’immenso mondo dei progetti indipendenti. Ebbene anche tra questi, come sempre del resto, c’erano progetti promettenti e altri che lasciavano a desiderare, ma non temete perché il vostro caro InkWolf quest’oggi porterà alla vostra attenzione solo il meglio che Kickstarter aveva da offrire per il mese di novembre. Ma bando alle ciance e buona lettura!

Salpando per una grande avventura: The Last Shore

Nonostante l’enorme ammontare di titoli su Kickstater che fanno di una narrazione world-driven il loro punto di forza, accade alle volte di imbattersi in qualcosa di davvero interessante. The Last Shore è appunto uno di quei giochi che riescono a emergere dal mare dell’indifferenza.
Nella storia vestiremo i panni di una ragazza alla ricerca di particolari artefatti che le serviranno per affrontare le divinità, le quali minacciano la sua casa e la sua famiglia. Per trovare questi potenti oggetti la protagonista dovrà letteralmente imbarcarsi in un’avventura in cui, viaggiando per le varie isole, dovrà affrontare molteplici pericoli di difficoltà crescente. Il gameplay riesce ad apparire profondo nella sua semplicità, i combattimenti sono veloci e divertenti, mentre viaggiare per l’oceano con la barca permette di immergersi nella quiete del mondo di gioco, un mondo pronto a ricrearsi in modo diverso ad ogni nuova partita e a farvi vivere pienamente le esperienze della sfida e della ricerca.

Tra spazio, mostri giganti e massacri: Blacksea Odyssey

http://kck.st/1iTAM3t

Dimenticandoci della poesia che si può celare dietro un videogame dedichiamoci all’altra faccia del gaming, quella rappresentata dall’esagerazione, dalla tamarraggine più assoluta e via dicendo. Blacksea Odyssey fa suo proprio questo aspetto del videogiocare, chiamandoci a fronteggiare creature spaziali dalle dimensioni allucinanti e dall’aspetto terrificante, ma mettendo a nostra disposizione armi con cui fare a pezzi (letteralmente) ogni mostro. Ambientato durante un torneo che vede sfidarsi i migliori cacciatori dello spazio in una gara dove il premio in palio è una sfida con una gigantesca aberrazione, talmente immensa che il suo respiro è capace di consumare interi buchi neri. Nel gioco potrete vestire i panni di diversi personaggi, ognuno con le sue caratteristiche sia narrative che di gameplay, inoltre avrete a disposizione un arsenale di tutto rispetto per un cacciatore, ovvero: la lancia con cui abbattere o danneggiare i vostri nemici, un arpione con cui smembrarli e la vostra nave con cui esplorare lo spazio e tirarvi fuori dai guai.
Il gameplay è molto dinamico e combina le meccaniche degli shooter top-down con altre tipiche degli RPG, come il miglioramento dell’equipaggiamento. L’universo di Blacksea Odyssey è generato in modo completamente procedurale e le creature che affronterete diverranno man mano più grandi, intelligenti e aggressive.

Una magnifica sinfonia dell’orrore: Song of Horror

Ammettiamolo gente, negli ultimi anni il genere horror (almeno per ciò che riguarda i videogiochi) non ha avuto vita facile. Siamo passati per eventi come la transizione dai survival horror verso gli sparatutto a tema horror e ciò ha inevitabilmente segnato tutti noi. Tuttavia una mano d’aiuto ci giunge dal mondo degli indie, cosa che accade spesso, che riesce a proporre progetti come Song of Horror. In questo survival horror potrete vestire i panni di sedici protagonisti, tutti con lo stesso scopo, scoprire che cosa è successo al rinomato scrittore Sebastian P. Husher. Per trovarlo i personaggi dovranno investigare in casa sua e svelare l’agghiacciante mistero che si cela dietro la scomparsa di Sebastian e le oscure presenze che abitano la dimora.
Il gameplay di questo promettente horror è studiato per mettere anche i più temerari a dura prova, grazie a enigmi complessi ed eventi procedurali che promettono di tenerci costantemente sulle spine. Una chicca interessante sono la meccanica della morte permanente, che obbligherà a selezionare un altro dei personaggi se quello precedentemente scelto dovesse morire. Da segnalare un’ottima gestione della telecamera, capace di catturare al meglio i momenti più terrificanti. Song of Horror può vantare sul lato tecnico un buon comparto grafico e delle fantastiche musiche che si mescolano alla perfezione con l’ambiente di gioco.

Un scheletro nell’armadio di cui andare fieri: The Wardrobe

Ancora non ci posso credere, sto avendo la possibilità di parlare di The Wardrobe, perché? Semplice, perché è un progetto tutto italiano talmente epico da aver abbattuto le barriere di questa rubrica, riuscendo a guadagnarsi il suo posto nonostante non provenga da Kickstarter. La storia è intrigante quanto semplice, vestiremo i panni di Skinny, uno scheletro vivente che in seguito alla sua morte, avvenuta a causa di una prugna, ha iniziato a vivere nell’armadio del suo migliore amico vegliando su di lui a sua insaputa. Tuttavia ora il nostro caro scheletrino sarà costretto a rivelarsi e imbarcarsi in un’avventura per salvare l’anima dell’amico.
Il gioco si presenta come una classica avventura grafica, ma comunque capace di regalare tanto divertimento, grazie alle sue (tantissime) citazioni, al suo humor e ad un coloratissimo stile grafico.
Se volete comunque saperne di più vi rimando all’anteprima scritta da Libertador in merito alle anteprime dei titoli indie presenti alla Milano Games Week. In ogni caso potete provare con mano il titolo scaricando la demo dalla pagina del progetto su Eppela (potete accedervi cliccando il nome del gioco nel titolo di questo paragrafo).

Tiriamo le somme:

Ed è proprio con The Wardrobe che concludiamo il decimo appuntamento con questa rubrica. Devo dire che il livello medio dei titoli del mese è decisamente alto, ognuno dei progetti visti oggi ha qualcosa che lo rende speciale. Il mio invito è come sempre quello di scoprire e, quando possibile, provare con mano i titoli indie che porto alla vostra attenzione con il mio lavoro. Questo è stato anche un incontro particolarmente importante, perché per la prima volta ho parlato di un titolo che con Kickstarter aveva poco a che fare, ma che comunque meritava la mia e soprattutto la vostra attenzione, ovvero The Wardrobe. Per oggi è tutto gente da favola, spero di aver scelto titoli interessanti per voi, ma in ogni caso siete liberissimi di dire la vostra e anche di citare qualche titolo che secondo voi meritava uno spazio in questa puntata. Augurandovi tante fantastiche partite, da parte mia e di tutto lo staff di Gamesquare, vi invito a restare con noi per questa e tante altre rubriche!