Warhammer 40.000: Inquisitor – Martyr è un po’ diverso da come ce lo aspettavamo, tuttavia ha ancora in mano qualche elemento interessante

Data di uscita 2017
Genere Action RPG
Modalità di gioco Singleplayer
Piattaforme PC, PlayStation 4, Xbox One
Sviluppato da NeocoreGames
Distribuito da NeocoreGames
Versione testata PC
Cover

I goodies sono la gioia di un redattore e il nostro incontro per Warhammer 40.000: Inquisitor – Martyr è iniziato nella maniera migliore possibile, una bottiglia d’acqua per salvarci dalla calura estiva della Koelnmesse e una maglietta con su scritto “Purge the Unclean”, che sprizza epicità da tutti i pori. Ed ecco qui che le postazioni all’interno del piccolo padiglione dove doveva tenersi la presentazione assumono un aspetto più confortevole, nel mentre che Viktor Juhasz, Lead Writer e Narrative Designer, ci racconta il gioco di Neocore Games. Dopo il successo avuto con The Adventure of Van Helsing, i ragazzi ungheresi si buttano a capofitto su Warhammer 40.000 con un action RPG, il primo basato su questo universo, rimpolpando la grandissima line up di titoli ispirati al gioco da tavolo di Games Workshop.

W40K Inquisitor - martyr
Nella presentazione sono state mostrate due classi, un grosso e possente Crusader e una agile e snella Assassin

I came here to purge the unclean

L’interesse nutrito nei confronti di Warhammer 40.000: Inquisitor – Martyr è cresciuto col tempo sempre di più, complice non solo un curriculum degli sviluppatori di tutto rispetto, ma anche dei video che ne spiegavano le caratteristiche e peculiarità. È un peccato che la cocente delusione debba arrivare proprio durante una presentazione a porte chiuse, dove era possibile addirittura provare con mano il prodotto. Sarete curiosi di scoprire il motivo della mia disapprovazione, ed è presto detto: la batosta è arrivata nei primi minuti di presentazione, quando Juhasz ha svelato che il gioco sarà un sandbox basato in grandissima parte su contenuti generati randomicamente. Avremo davanti a noi una galassia con diversi sistemi da poter visitare e dove intraprendere missioni (anch’esse generate casualmente), saremo liberi di muoverci e completare incarichi a piacimento, tenendo in conto che il nostro obiettivo sarà quello di purgare col fuoco gli impuri. Il Chaos, per ora il solo nemico visto, si muoverà autonomamente per i diversi sistemi e infetterà le colonie e i Mondi Forgia con le sue sibilline tentazioni, in questo modo il mondo sarà in continuo mutamento. Questa è l’idea principale nel piatto: un universo vasto e sandbox che muta in base al nostro operato da Inquisitore e le mosse dei nemici. Questo senso di mutamento verrà incentivato anche dopo il lancio del gioco grazie alla pubblicazione di alcune “stagioni”, le quali introdurranno nuove tipologie di nemici e missioni, oltre ad altri contenuti aggiuntivi.

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Il boss alla fine di uno dei livelli era piuttosto semplice da sconfiggere, pattern leggibilissimi (con tanto di frecce per evidenziare la direzione degli attacchi) e danni risibili

Abbiamo quindi inteso che il focus dei contenuti non sarà la campagna principale, anche se quest’ultima sarà presente e giocabile in solitaria (mentre le altre missioni sono pensate per essere fruite anche e soprattutto in cooperativa). La trama ruoterà attorno ad una nave chiamata Martyr che comparirà in diversi sistemi, ogni volta che saremo in sua presenza partirà una missione di investigazione che piano piano ci porterà a dipanare un’intricata matassa. Nonostante a parlare fosse il Lead Writer e Narrative Designer non siamo riusciti a strappare nessuna informazione in più, questo è bastato per accendere i nostri dubbi sull’intero prodotto, partendo dalla generazione casuale dei dungeon. Non siamo dei fanatici di questo tipo di contenuti, anche perché nella grandissima parte dei casi si tratta di materiale di qualità inferiore rispetto a quello creato appositamente dagli sviluppatori. Dubito si possa fare meglio di Diablo III, quindi il rischio di trovarci a giocare in ambientazioni simili e ripetute e con missioni tutte uguali è molto alto. A parte queste considerazioni è impossibile non dispiacersi per una grande occasione gettata alle ortiche, per essere il primo ARPG basato sull’universo di Warhammer 40.000 si poteva pensare a qualcosa di meglio.

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Il gore c’è, la distruzione degli ambienti pure. Goduria!

Ritmo da rivedere

Le classi che abbiamo potuto vedere e poi provare sono due, per un totale di tre. Quelle di cui si è a conoscenza sono il Crusader, equipaggiato di armatura pesante, spada a catena, Requiem e fucile a plasma, e l’Assassin, che può contare su un letale fucile di precisione e due lame. Le due classi dispongono di stili diversificati, anche se il Crusader è quello più vicino allo spirito di Warhammer 40.000, con quella pesantezza e possanza nei colpi. Con entrambe le classi abbiamo però sperimentato una lentezza piuttosto fastidiosa nel ritmo di gioco, anche l’Assassin, che teoricamente dovrebbe disporre di riflessi felini e combo da ninja, si profondeva in mosse e contromosse spettacolari ma poco fluide. Nutro uno strano rispetto nel fatto che si voglia mantenere intatto lo spirito del mondo di Games Workshop, ma è altresì vero che in questa maniera il gameplay ne risente, soprattutto sulle lunghe distanze.

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Nella demo erano presenti i puzzolenti seguaci di Nurgle, dio della pestilenza, ma gli sviluppatori ci hanno assicurato che nella versione finale la varietà di nemici sarà più ampia

Siamo rimasti gradevolmente sorpresi dal comparto tecnico, gli ambienti, che nascondono anche ripari naturali e artificiali per noi e per i nemici, sono in gran parte distruttibili e il motore fisico fa un bel lavoro nella gestione dei detriti. Buono anche l’impatto visivo, con sangue e arti che esplodono quando si falciano i numerosi nemici su schermo, la palette cromatica inoltre caratterizza alla perfezione gli ambienti di gioco e lo stile dei protagonisti. Non c’è molto altro da dire anche perché la build da noi provata era molto arretrata, è anche crashata una volta durante la presentazione, e mancava ad esempio il loot, la schermata dell’equipaggiamento e quella per il levelling. Continueremo a parlare di Warhammer 40.000: Inquisitor – Martyr, anche se viste le premesse ci aspettavamo qualcosa di ben altro stampo.